Segnalazione
03 apr 2019

Villa Bellini deturpata dalla plastica durante la manifestazione culinaria

di Mobilita Catania

In un contesto come quello odierno in cui la riduzione dei rifiuti e la conversione dei materiali inquinanti sono una necessità urlata a gran voce, Legambiente Catania si dice esterrefatta per il modo in cui è stata gestita la manifestazione Cibo Nostrum all'interno della Villa Bellini, unico polmone verde della città che raccoglie in se gran parte della storia di Catania. "Mentre il mondo urla la necessità di un immediato cambio di rotta contro i cambiamenti climatici inneggiando le gesta della piccola Greta Thunberg, il Sindaco Pogliese consegna "in pasto" il baluardo della nostra città, il luogo più storico della civis catanese" attacca Gianluca Proto Responsabile Energia&Rifiuti di Legambiente Catania. "Mentre il nostro impegno ci vedeva concentrati sull'iniziativa Plastic Free in occasione del PopUpMarket a Villa Pacini, per sensibilizzare la popolazione al non utilizzo della plastica, dall'altra parte della città si consumava uno scempio inaudito: rifiuti di ogni genere deturpavano la Villa Bellini arrecando un danno ambientale, oltre che di immagine. Soprattutto in un momento storico in cui la Sicilia riscuote il primato nazionale con più Comuni che hanno adottato ordinanze Plastic-Free, Catania resta ancora una volta fanalino di coda in tema di gestione dei rifiuti".  

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Proposta
02 apr 2019

Una cura urgente per il centro di Catania: pedonalizzare le piazze Mazzini e San Francesco d’Assisi

di Mobilita Catania

Camminare non è solo un bene per la tua salute fisica e mentale ma è anche un bene per l'economia. Oltre ai risparmi per il sistema sanitario pubblico, gli urbanisti e gli analisti economici sostengono che quanto più è "percorribile a piedi " la città, tanto più è economicamente redditizia. Legambiente Catania sostiene questo principio confermato dai numerosi esempi che ormai sono una realtà a tutte le latitudini della terra. Secondo alcuni studi, camminare per 30 minuti al giorno riduce il rischio di malattie cardiache di circa il 35% e determina enormi risparmi in relazione a decessi, ai ricoveri ospedalieri e a costose procedure mediche, oltre a mantenere le persone sane e produttive nelle loro comunità. Nelle città si crea una differenza tra luoghi percorribili a piedi e luoghi percorribili esclusivamente con l'automobile, questa differenza è data dalla differenza tra persone sane e persone non sane. La malattia cronica è prevalente negli ambienti dominati dalle auto rispetto agli ambienti pedonali, che rappresentano spazi sociali condivisi e che incoraggiano le persone a camminare, parlare e a essere parte della comunità. Camminare riduce anche il rischio di cancro e diabete, migliorando anche la salute mentale. E' stato dimostrato che pedonalizzare l'ambiente urbano è un fattore positivo non solo per la salute dei cittadini ma anche per l'economia, per l'ambiente e anche per la politica sociale. Inoltre è abbastanza evidente che il design della città e la pedonabilità in realtà produce risultati salutari a lungo termine. La città di Catania deve procedere verso il futuro guardando in questa prospettiva perchè oggi è indispensabile mettersi al passo con le più moderne e attuali strategie per combattere l'inquinamento dell'aria, la disparità sociale e i fenomeni sempre più catastrofici determinati dai cambiamenti climatici. È necessaria una cura urgente per il centro storico di Catania ed i suoi abitanti, per questo Legambiente propone l'espansione dell'area pedonale esistente, oggi costituita solamente da piazza Duomo, piazza Università e la parte meridionale di via Etnea, peraltro troppo spesso non rispettata. Eppure è proprio in centro che dovrebbero essere estese le pedonalizzazioni, non solo per la salute dei cittadini ma anche per la fruizione di zone della città ricche di monumenti importanti e rappresentativi del patrimonio artistico di Catania. La proposta di espansione della pedonalizzazione coinvolgerebbe le piazze Mazzini e San Francesco d'Assisi e la conseguente chiusura a traffico dei tratti di via Vittorio Emanuele, via Garibaldi e via Teatro Greco rafforzando la già esistente area pedonale di via Crociferi, piazza Duomo e via Cardinale Dusmet. La pedonalizzazione di questa area comporterebbe anche la chiusura del tratto di via Manzoni in cui è ubicata la Questura di Catania, ciò garantirebbe la sicurezza dei cittadini richiesta nel 2018 al Sindaco Pogliese dal sindacato Siap della polizia che ha evidenziato gravi criticità causate dal traffico veicolare che insiste nell'area. Legambiente chiede all'amministrazione di far rispettare le aree pedonali esistenti e di crearne nuove in modo da migliorare la fruizione del nostro centro sia dal punto di vista turistico che commerciale, incentivando l'utilizzo della bicicletta e dell'efficiente rete metropolitana. Ti potrebbero interessare: Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Via Umberto: un possibile piano viario per consentirne la pedonalizzazione La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Si inaugura la nuova area di sosta di piazza Borsellino, via Dusmet diventa pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere” Centro storico, una possibile soluzione viaria per salvaguardare l’area della Basilica Collegiata

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Articolo
30 mar 2019

Porta Ferdinandea liberata dalle auto

di Mobilita Catania

Liberata dalle automobili che ne soffocavano l’ampio respiro architettonico, Porta Garibaldi o Ferdinandea torna a vivere, riguadagnando lo splendore che secondo il Fai l’ha fatto diventare uno dei 30 monumenti più apprezzati dai turisti che visitano l’Italia. "Una piccola ma significativa conquista per Catania - ha commentato il sindaco Pogliese, a conclusione dell’installazione dei dissuasori - che permette di apprezzare il monumento in tutto il suo splendore. Molti turisti, finora, si sono dovuti destreggiare tra le macchine e ora finalmente potranno apprezzare da vicino uno dei luoghi simbolo della nostra Catania, senza le ingombranti automobili. Ringrazio il comitato dei residenti e in particolare l’associazione Acquedotte a cui abbiamo affidato il presidio della Porta -ha aggiunto il primo cittadino - che ci hanno aiutato a raggiungere un obiettivo per cui mi ero impegnato, finalizzato a rendere fruibile uno spaziomolto apprezzatodai turisti e non adeguatamente protetto”. Il sindaco ha spiegato che “altri stalli per le macchine sono stati creati nelle zone limitrofe, rispondendo positivamente alle legittime richieste dei commercianti, sempre nell’ottica di contemperare le esigenze di fare diCatania una città turisticamente accogliente con le esigenze di quanti vivono o lavorano nella zona” . Il sindaco ha anche reso noto che l’installazione dei dissuasori, a breve verrà sostituita da un arredo urbano specifico grazie a un progetto che il Fai cofinanzierà con il Comune di Catania per valorizzare complessivamentela specificità turistico-monumentale della Porta.

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Articolo
30 mar 2019

Agevolazioni Sostare, una misura contro la mobilità sostenibile

di Mobilita Catania

Il circolo Legambiente Catania ha già espresso forti perplessità in merito all'ultimo provvedimento del Comune di Catania – deliberazione N. 03 del 21.01.2019 – con il quale veniva autorizzata la società Sostare s.r.l. al rilascio di 150 abbonamenti mensili di sosta a favore dei dipendenti che svolgono servizio presso l'Ospedale Garibaldi Centro alle stesse condizioni economiche previste per i residenti (18 €/mese). E' di oggi la notizia che il consigliere Salvo Di Salvo presenterà all'assemblea comunale una mozione con la quale si chiede di "estendere agli studenti universitari e a tutti i dipendenti pubblici, che per motivi di lavoro o di studio usufruiscono degli stalli blu a pagamento, le stesse agevolazioni previste dalla delibera di Giunta N. 03 del 21.01.2019". Ribadiamo la nostra contrarietà al provvedimento che, oltre che rappresentare un privilegio ingiustificato in favore di alcune categorie di cittadini, favorisce l'ingresso delle automobili in città e stimola lavoratori e studenti a scegliere l'automobile come mezzo di traporto preferito rispetto ai mezzi pubblici o alternative ecosostenibili. Nel caso degli studenti vanificherebbe poi lo sforzo economico e di alto valore ambientale messo in campo dall'Università che ha consentito loro l'accesso gratuito a tutti i mezzi pubblici. Il circolo catanese nota con grande rammarico che la politica della città non tiene conto del fatto che Catania è pienamente coinvolta nella procedura di infrazione aperta dalla Commissione Ue, e ora vicina alle sanzioni comunitarie, per la mancata protezione dei cittadini dagli effetti delle emissioni di biossido di azoto, in rapporto ai valori limite stabiliti dalla legislazione comunitaria (art.13 della direttiva 2008/50/Ce), da rispettare già a partire dal 2010. L'indagine di Euromobility piazza Catania tra le ultime cinque d'Italia per l'esagerato indice di motorizzazione delle autovetture (70 vetture/100 abitanti), con una media decisamente superiore rispetto a quella europea (49,8) e italiana (59,3). Anche il parco veicolare privato è piuttosto vecchio e quindi particolarmente inquinante: il 44% dei mezzi è Euro 0,1,2,3 e un altro 17% arriva all'Euro 3. Il che fa comprendere come l'ordinanza che ne vietava la circolazione, emessa durante la precedente amministrazione, è di fatto rimasta inapplicata. Più volte il circolo Legambiente Catania ha richiesto, in linea con i più recenti studi in materia urbanistica, che la tariffa della sosta venga differenziata ma, ovviamente, non per categoria di utenti (a parte i residenti), piuttosto per posizione dello stallo nelle diverse zone della città. La tariffa maggiore dovrebbe essere applicata per la sosta su strade del centro storico o in altre zone che attraggono molti spostamenti, ben servite dal trasporto pubblico, nelle ore di punta dei giorni feriali; più bassa, invece, nelle zone periferiche. Sono misure queste già applicate con successo in altre grandi città perché hanno il vantaggio di non gravare sulle tasche dei cittadini, diminuiscono il carico di traffico e smog in zone nevralgiche e non depauperano le casse del Comune. La pessima gestione della mobilità sta portando Catania ad essere sempre ultima in ogni classifica e rapporto di ecosistema urbano ed in questo quadro catastrofico registriamo una politica assente da parte della amministrazione comunale, un lassismo ed un mancato controllo in tutte le Ztl e zone pedonali di Catania invase sistematicamente dalle auto in spregio alle norme del Codice della Strada. Siamo in grave ritardo nella redazione dei PUMS, ossia dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, condizione necessaria per accedere a fondi governativi per la viabilità delle città e non abbiamo più notizie dei fondi PON, già acquisiti e destinati alla realizzazione di altre linee di BRT. Abbiamo a cuore l'ambiente e la salute dei cittadini e non possiamo accettare il fatto che l'amministrazione comunale non solo non si stia adottando misure idonee ad abbassare i livelli di inquinamento ambientale ma anzi che adotti misure di segno contrario.

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Proposta
27 mar 2019

Via Umberto pedonale: un possibile piano viario alternativo per la sua attuazione

di Andrea Tartaglia

Continua a riscuotere successo e consensi la proposta di pedonalizzazione di via Umberto I a Catania, nel tratto compreso tra piazza Ettore Majorana e via Etnea, la cui petizione on line sulla piattaforma change.org ha ormai ampiamente superato le mille adesioni. Una proposta che ha fatto discutere e che è stato spunto di riflessione per parlare, più in generale, della situazione delle Zone a Traffico Limitato e delle aree pedonali in città, nonché dell'atteggiamento dell'amministrazione comunale, ritenuto poco propenso a sostenere questo tipo di iniziative. Al riguardo, si veda l'editoriale: Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo. Ma proprio l'amministrazione chiamata in causa, attraverso la pagina Facebook di Mobilita Catania, ha proposto un confronto sul tema. Confronto che, sicuramente con spirito costruttivo, si terrà prossimamente e dal quale l'auspicio è che possano emergere segnali positivi per la volontà di miglioramento della qualità e vivibilità del centro storico di Catania. Tornando, nello specifico, a via Umberto, una delle tematiche che, immediatamente, riguardano la chiusura al traffico della strada, è evidentemente la modifica alla viabilità che ne consegue. Ecco, allora, la proposta di un possibile piano viario che tenga conto della chiusura del tratto di strada interessato ai mezzi privati (eccetto per i residenti, è chiaro, per raggiungere i propri passi carrabili). I bus dell'Amt, che qui si muovono solo in direzione piazza Iolanda, continuerebbero a percorrere la corsia preferenziale (analogamente a quanto avviene nel tratto meridionale di via Etnea): ciò, di fatto, renderebbe quest'area più propriamente una Z.t.l. piuttosto che un'area pedonale vera e propria, obiettivo possibilmente raggiungibile in un termine temporale più ampio, poiché necessita di un riordino delle linee A.m.t.. Chi, oggi, percorre il tratto di via Umberto tra piazza Majorana e via Etnea, può avere tre possibili destinazioni: 1) Via Etnea/Via Caronda; 2) via Filippo Corridoni; 3) via Sant'Euplio. Circa la prima destinazione, la soluzione è semplice: basta percorrere l'asse parallelo di via Enrico Pantano e via Giuseppe De Felice, raggiungibili da via Guglielmo Oberdan per chi viene da nord e da via Fiamingo e via Musumeci per chi viene da est e da sud, senza alcuna modifica ai sensi di marcia esistenti. Quanto a via Filippo Corridoni, innanzitutto va evidenziato che l'ideale sarebbe che anch'essa facesse parte della Z.t.l.. In questo modo, si creerebbe un bellissimo percorso pedonale continuo tra via Umberto, via Corridoni, via Al Carmine, la riqualificata piazza Giuseppe Sciuti, la via Pacini e le sue traverse già parzialmente pedonali come via Santa Filomena, via Buccheri e via Gemmellaro (dove, non a caso, stanno fiorendo nuove attività commerciali, soprattutto nel settore enogastronomico).  Ma anche in questo caso, il piano viario proposto immagina che questa "evoluzione" della Z.t.l. possa attuarsi in un secondo momento e, quindi, permette il raggiungimento di via Corridoni attraverso il percorso via De Felice / via Agnini, con un brevissimo tratto di via Umberto che rimarrebbe percorribile proprio per raggiungere via Corridoni da via Agnini. Pure in questo caso, non vi sarebbe alcuna modifica agli attuali sensi di marcia. L'ultima destinazione possibile, cioè via Sant'Euplio, è quella che invece richiederebbe qualche piccola variazione rispetto ai sensi di marcia esistenti. Giungendo da via De Felice, non sarebbe più possibile raggiungere via Argentina per guadagnare via Sant'Euplio. Pertanto, i veicoli qui diretti utilizzerebbero la parallela via Andronico, pochi metri più su, a patto che in via Sant'Euplio il doppio senso di marcia fosse prolungato proprio fino a via Andronico. Un accorgimento che non dovrebbe creare alcun problema. Questa situazione, oltretutto, genererebbe una preziosissima opportunità, ossia liberare definitivamente dal traffico privato l'area di via Etnea antistante l'ingresso della Villa Bellini, all'incrocio tra via Etnea e via Umberto: l'impiego di via Andronico per raggiungere via Sant'Euplio, infatti, consentirebbe di invertire il senso di marcia in via Argentina e pertanto chi, provenendo da via Sant'Euplio (altezza Teatro Metropolitan) volesse raggiungere via Etnea o via Caronda, potrebbe farlo proprio da via Argentina e non più da via Litrico, cioè la strada tra il Palazzo delle Poste e la Villa Bellini, che potrebbe così diventare del tutto pedonale e, come detto, regalare un nuovo tratto di via Etnea finalmente libero da auto e sosta selvaggia, proprio all'altezza dello storico giardino cittadino. Già detto del collegamento tra via Agnini e via Corridoni, altri due sarebbero gli attraversamenti mantenuti in via Umberto: uno lungo l'asse via Zaccà Rosolia - via Romeo, esclusivamente per residenti e per chi deve raggiungere le ben due autorimesse lungo questo breve asse (dove, al pari della situazione attuale di via Romeo, ci sarebbe un senso unico alternato) e uno lungo via Grotte Bianche. Si tratta, in definitiva, di una proposta di semplice attuazione. A margine, sarebbe piaciuto poter citare la presenza di un parcheggio pertinenziale interrato in piazza Ettore Majorana, un progetto già avanzato in passato ma mai realizzato. L'amministrazione potrebbe cogliere l'occasione per rispolverare anche questo progetto, in project financing, fatto salvo che si tratterebbe di un parcheggio che servirebbe sostanzialmente a spostare la sosta dalla superficie al sottosuolo, permettendo di riqualificare la superficie ad uso pedonale, che non genererebbe, quindi, nuovo traffico e che consentirebbe la comunque lecita richiesta di accessibilità e parcheggio in zona, soprattutto per i soggetti più sensibili. Ti potrebbero interessare: Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Si inaugura la nuova area di sosta di piazza Borsellino, via Dusmet diventa pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere”

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Articolo
27 mar 2019

La lotta al cambiamento climatico comincia dalle città: l’appello di Legambiente Catania

di Amedeo Paladino

Il ciclone "Greta" ci ha colpiti. Ha colpito i nostri cuori e le nostre coscienze, facendoci capire con forza e violenza che dobbiamo agire subito perché non abbiamo molto tempo per salvare la vita sul nostro pianeta terra. Legambiente Catania condivide totalmente l'idea che anche nel nostro piccolo possiamo creare un cambiamento; per questo intende portare avanti azioni concrete che possano contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici nel breve e medio periodo. Il circolo Legambiente Catania ha redatto un programma che suddivide le problematiche ambientali in otto tematiche da affrontare: l'uso sostenibile del suolo, l'economia circolare, l'adattamento ai cambiamenti climatici, la transazione verso energie rinnovabili, la qualità dell'aria, la qualità delle acque, gli ecosistemi e il verde urbano, la mobilità sostenibile. A livello Nazionale Legambiente ha richiesto al Governo Italiano 10 azioni per combattere i cambiamenti climatici. Forse in tanti non sanno che nel 2017 la città di Catania ha sottoscritto, insieme ad altre città metropolitane, la "Carta per le città metropolitane sostenibili" e con ciò si è impegnata a portare avanti "la Costituzione delle Città metropolitane". Ancor prima la legge n. 56 del 2014 ( di cui la Carta è una attuazione) aveva modificato profondamente il precedente assetto istituzionale fornendo alle citta' metropolitane l'indirizzo dello sviluppo economico e sociale, la pianificazione strategica e territoriale, il coordinamento dell'azione complessiva di governo del loro territorio. Le Città metropolitane devono adoperarsi affinché non solo le istituzioni, ma tutte le organizzazioni della società civile e i cittadini, diventino consapevoli dell'importanza degli obiettivi dell'Agenda Onu 2030 e siano coinvolti direttamente per il loro conseguimento. Legambiente si propone di coinvolgere tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti nell'area metropolitana di Catania, nonché altre associazioni e movimenti presenti nel territorio, con una raccolta firme nella quale si chiederà all'amministrazione di attivare le azioni richieste nell'istanza in tempi brevissimi affinché si realizzi concretamente, e non solo a parole, un cambiamento radicale per contrastare i cambiamenti climatici. Inoltre a ottobre organizzerà una conferenza su i cambiamenti climatici durante la quale si affronteranno vari aspetti del problema e saranno analizzate le azioni già attuate o programmabili nell'area metropolitana della città.

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Articolo
21 mar 2019

Rifiuti: da sabato nuovi orari e modalità di conferimento 

di Mobilita Catania

Entrerà in vigore sabato 23 marzo l'ordinanza emessa dal sindaco Salvo Pogliese per avviare un giro di vite sulle modalità di conferimento dei rifiuti.  Nella zona della città in cui viene effettuata la raccolta differenziata porta a porta, estesa anche alle zone del villaggio Dusmet, via Callipari e viale Lainò n. 3, 5 e 6, il conferimento dei rifiuti può avvenire dalle ore 20,00 alle 22,30. Le utenze domestiche e non domestiche non servite dal servizio “porta a porta”, invece, sono obbligate a conferire i rifiuti differenziati e indifferenziati all’interno dei rispettivi cassonetti stradali esclusivamente dalle ore 18 alle ore 23 di ogni giorno, escluso il sabato e i prefestivi. È obbligatorio rispettare la destinazione d'uso dei cassonetti indicata dal loro colore per cui si dovrà conferire.  Nell'area della Zona Industriale vengono regolamentate particolari modalità attuative. Specifiche norme nell’ordinanza sono inoltre riservate alle grandi utenze delle imprese industriali e commerciali, ai grandi condomini e alle aree mercatali fisse o settimanali e per gli stabilimenti balneari di viale Kennedy. Ogni violazione delle disposizioni dell’ordinanza commessa da residenti nel comune di Catania comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da € 50,00 a € 500,00.Il conferimento di rifiuti da parte di soggetti non residenti nel Comune di Catania, salvo che il fatto non costituisca reato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da €100,00 a € 500,00. Salva e impregiudicata l’applicazione di sanzioni penali, le violazioni che integrino le condotte di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel sottosuolo, saranno punite, con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 300,00 a € 3.000,00, tenuto conto della gravità della violazione. Se l’abbandono riguarda rifiuti pericolosi, la sanzione amministrativa è aumentata fino al doppio.    Il presupposto del provvedimento del primo cittadino è quello di promuovere ogni iniziativa volta ad incrementare il recupero dei materiali riciclabili, attraverso l’innalzamento del livello della raccolta differenziata, al fine di raggiungere gli obiettivi e le percentuali di raccolta fissati dalla legge, che permetterebbe una riduzione della quantità dei rifiuti indifferenziati da smaltire in discarica e conseguente salvaguardia dell’ambiente e del diritto alla salute pubblica, oltre alla potenziale diminuzione della tariffa Tari. Obiettivo della stessa ordinanza, altresì, è implementare i controlli da parte delle Autorità competenti, sia d’iniziativa che su segnalazioni provenienti dal Gestore del Servizio e/o dagli utenti, per far rispettare le norme sul divieto di abbandono, del deposito incontrollato dei rifiuti in aree pubbliche e private, al fine di  facilitare l’azione dell’Amministrazione Comunale tesa all’ottimizzazione del servizio di gestione rifiuti in termini di efficienza, efficacia ed economicità. A questo proposito l’ordinanza inserisce nell’area del porta a porta le zone del villaggio Dusmet, anche via Callipari e viale Lainò n. 3, 5 e 6. Nello stesso documento si annuncia che il sistema di raccolta dei rifiuti "porta a porta" verrà esteso progressivamente a molte altre aree della città, azione di ampliamento di cui sarà data tempestiva comunicazione pubblica alla cittadinanza. 

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