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28 lug 2017

FOTO | VIDEO Catania riscopre la bellezza di piazza Palestro al Fortino

di Amedeo Paladino

È stata riconsegnata alla città piazza Palestro dopo i lavori di manutenzione che hanno riportato all'antico splendore questo spazio pubblico nel quartiere del Fortino. Stamattina, oltre al sindaco Enzo Bianco, erano presenti gli assessori Salvo Di Salvo, Rosario D'Agata e Nuccio Lombardo, i consiglieri della I circoscrizione, il presidente della Multiservizi, Giovanni Giacalone e il Comandante dei vigili urbani, Stefano Sorbino. Gli interventi sono stati eseguiti dal Servizio Giardini pubblici e dalla Multiservizi e sono stati coordinati dall'assesore al Decoro Urbano, Di Salvo: sono stati sottoposti a revisione i 52 ugelli centrali, da anni inattivi, e le due fontane antistanti la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù al Fortino; sono stati collocati dei paletti dissuasori per evitare il transito dei veicoli e il verde è stato sottoposto a manutenzione. I locali adibiti a servizi igienici pubblici sono stati ristrutturati e a breve verranno aperti sotto la custodia di un addetto; è stato annunciata dal sindaco la prossima attivazione di info-point turistico con l'obiettivo di far rientrare negli itinerari dei visitatori della città anche questa piazza storica di Catania. A settembre dovrebbe essere manutenzionato il grande orologio posto sulla sommità di porta Giuseppe Garibaldi (già porta Ferdinandea); nei prossimi mesi verrà implementato un presidio fisso dei Vigili Urbani e i locali all'interno dell'arco trionfale potranno essere accessibili per le visite. In occasione della riconsegna di piazza Palestro, il sindaco ha annunciato che nel mese di settembre verrà sottoposta a interventi di manutenzione piazza Ludovico Ariosto. Ecco un video che mostra piazza Palestro dopo gli interventi: Ecco le foto scattate oggi:

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Proposta
22 lug 2017

Micro aree pedonali, un’opportunità immediata per migliorare la qualità del centro

di Andrea Tartaglia

Chi ricorda come si presentava, sino a qualche anno fa, quella porzione di piazza Stesicoro di fronte all'ex Teatro Olympia, pregiato esempio di liberty catanese dove si esibì anche il grande Antonio De Curtis, oggi sede di un fast food? Un'accozzaglia di auto e moto, disordine, non certo un angolo di città di qualità, nonostante la presenza di begli edifici storici. Ebbene, è stato sufficiente sottrarre al traffico quel piccolo tratto di strada, del tutto ininfluente ai fini viabilistici, per creare un nuovo piccolo spazio di pregio, pedonale, con alberi ombrosi e rinfrescanti d'estate e panchine su cui poter fare una pausa nel corso di una bella passeggiata in centro, raggiungibile dalla vicinissima stazione della metropolitana. Anche in via Sant'Euplio, uno spazio prima relegato a parcheggio, dimora incontrastata di parcheggiatori abusivi, c'è un piccolo spazio urbano attualmente oggetto di un semplice intervento di riqualificazione che a breve darà a catanesi e turisti la possibilità di percorrere la strada alberata, almeno nello spazio antistante la banca che si è fatta carico dei lavori, con ampi spazi attrezzati a disposizione. Mentre nei pressi di via Pacini, tra via Etnea e piazza Carlo Alberto, un'ampio reticolo di stradine con al centro piazza Giuseppe Sciuti è attualmente al centro di un quanto mai appropriato intervento di riqualificazione e arredo urbano. Come non citare, anche, la felicissima esperienza di pedonalizzazione del tratto di via Beato Cardinale Dusmet compreso tra la Villa Pacini e Porta Uzeda, nonostante l'apertura al traffico notturna, per il momento, ne impedisce un'auspicabile e più completa riqualificazione in termini di pavimentazione e arredo urbano? Gli esempi sono utili perché sono davvero tante le aree, le piazzette e le stradine del centro, in particolare del centro storico, dove si potrebbero effettuare interventi analoghi che, senza essere grandi opere, sono capaci di ridare lustro, qualità e vivibilità alle zone interessate. Tra queste, rientrano sicuramente via Porta di Ferro, così chiamata perché in zona esisteva una delle antiche porte cittadine, che dal porto (via Beato Cardinale Dusmet) conduce al centro storico nella bella piazza Mario Cutelli. Non è una strada importante ai fini della viabilità, vi si affacciano ristoranti, locali interessanti e un ex teatro, oggi moschea, è in asse col maestoso prospetto del convitto Cutelli ed è naturale punto d'ingresso alla Civita per i croceristi che sbarcano al porto. Riqualificare e pedonalizzare questa strada (magari consentendo semplicemente l'attraversamento veicolare per alcune traverse) significherebbe, inoltre, connettere tra loro le aree già riqualificate di Largo XVII Agosto e di piazza Cutelli, quest'ultima quotidianamente oltraggiata, pur essendo pedonale, dalla sosta selvaggia gestita dai parcheggiatori abusivi lungo i lati occidentale e meridionale (non è un caso che i dissuasori posti lungo via Vittorio Emanuele II siano stati sradicati e posti lateralmente, resi del tutto inutili). Di fronte al maestoso palazzo Biscari, una piccola via su cui negli ultimi anni sono sorti caffè e ristoranti, oggi in mano ai parcheggiatori abusivi, specie nelle ore notturne, rappresenta un ulteriore esempio di strada da poter sottrarre al traffico senza arrecare alcun disagio al traffico e creare un nuovo spazio urbano pedonale di qualità, peraltro in un punto di elevatissimo pregio architettonico, proprio di fronte al barocco della terrazza nobiliare, dove quotidianamente si vedono turisti destreggiarsi tra auto e moto. Il pregio architettonico, ad ogni modo, non dev'essere conditio sine qua non per questo genere di microinterventi di riqualificazione. E qui le possibilità di allargare il campo di azione sono innumerevoli: giusto per citare un paio di esempi, potrebbe essere chiusa al traffico una piccola stradina posta sul lato settentrionale di piazza Santa Maria di Gesù, dando luogo a uno spazio più a dimensione di piazza piuttosto che, come adesso, a ritagli di verde tra una fila di auto e l'altra. Ancora: piccole, brevi strade su cui si affacciano bar ed esercizi commerciali, senza necessità di accesso carrabile. Via Santa Maria di Betlem, in corrispondenza dell'uscita sud-occidentale della stazione metro Stesicoro (oltretutto la più utilizzata dagli utenti), potrebbe tranquillamente essere chiusa al traffico, pedonalizzata, alberata e dotata di panchine e messa alla stessa quota dei marciapiedi di corso Sicilia. Senza interferire sulla viabilità, si creerebbe così un effetto piazza dirompente proprio vicino alla piazza Santo Spirito (oggi Turi Ferro), per la quale esiste, sulla carta, un bellissimo progetto di pedonalizzazione (frutto del concorso "Cinque piazze per Catania" di alcuni anni fa) che meriterebbe senza alcun dubbio di essere ripreso dall'amministrazione comunale, sebbene si tratti di un intervento ben più corposo rispetto agli altri qui proposti. Negli anni '90, in un'altra zona della città, nel periodo delle festività natalizie era diventata una piacevole tradizione vedere chiuso al traffico e arredato a verde il tratto di via Monfalcone compreso tra corso Italia e via Pola. Moltissima gente affollava la strada, sede di negozi e boutique di alto rango, in un quartiere della città povero di spazi dedicati ai pedoni nonché di aree verdi. Perché non ripensarci, magari in modo definitivo? Non dimentichiamoci, infine, di quegli interventi già realizzati che meritano maggiore tutela. Un esempio su tutti: via Zolfatai, traversa di via D'Amico e via Simeto: un gioiellino di riqualificazione urbana dimenticato, che andrebbe rivalorizzato (leggasi: protetto dalla consueta invasione di auto e moto) ed anzi esteso ad almeno un tratto della vicina via Simeto, dove insistono locali di divertimento e il museo Città della Scienza di Catania: un'area votata, dunque, ad essere vissuta nella dimensione pedonale e che, ancora una volta, non è di supporto significativo alla rete viabilistica della zona. Le proposte e i luoghi non mancano. All'amministrazione comunale il non semplice ma doveroso compito di cercare di tradurre in realtà i tanti, piccoli, possibili passi avanti verso la civiltà e l'innalzamento della qualità della vita urbana.

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Articolo
17 lug 2017

Mare, le analisi Legambiente bocciano la Sicilia: Playa entro i limiti, Aci Trezza fortemente inquinato

di Mobilita Catania

Il deficit depurativo non è sicuramente una novità in Sicilia e la fotografia scattata da Goletta Verde ne mostra in pieno le criticità: lungo le coste siciliane i tecnici di Legambiente hanno monitorato venticinque punti e ben diciassette di questi presentavano cariche batteriche elevate. Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. Una situazione non più tollerabile che rischia di compromettere una delle maggiori risorse di questa regione. È questo il bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste siciliane dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente (realizzata anche grazie al sostegno del CONOU - Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e dei partner tecnici Aquafil, Novamont, Nau) Il monitoraggio di Goletta Verde (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra il 4 e l’8 luglio 2017) prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. Nove i punti monitorati in provincia di Palermo e nessuno di questi ha superato l’esame.Per sette il giudizio è di fortemente inquinato: alla foce del fiume Eleuterio tra Bagheria e Ficazzi; alla spiaggia presso lo sbocco del canale in Corso Italia a Bagheria; alla foce dello scarico in via Messina Marina a Palermo; alla foce del torrente Canzalamone; alla foce del fiume Pinto a Trappeto; alla foce del torrente Nocella tra Terrasini e Trappeto, alla foce dello scarico presso corso Mattarella e alla foce del fiume Chiachea (presso lo sbocco del depuratore) a Carini. Giudicati inquinati, invece, i campionamenti alla spiaggia di fronte l’ex oleificio a Termini Imerese e quello alla spiaggia la Praiola a Terrasini. Tre i punti monitorati in provincia di Catania, due dei quali giudicati fortemente inquinati: allo sbocco dello scarico fognario all’inizio del Lungomare Galatea a Aci Trezza e alla foce del fiume Alcantara a Catalabiano. Nella norma il campionamento effettuato alla spiaggia libera a destra dell’Acquapark. Tre prelievi anche in provincia di Messina dove si registra una situazione critica alla foce del torrente Patrì. Giudicati fortemente inquinati anche due punti in provincia di Agrigento (alla foce del torrente Canzalamone a Sciacca e presso la spiaggia di fronte lo scarico depuratore a Licata); uno in provincia di Caltanissetta (alla foce del fiume Gattano a Gela); la foce Canale Grimaldi a Porto Grande a Siracusa; e uno in provincia di Trapani (alla foce del fiume Delia a Mazara del Vallo). Sempre in provincia di Trapani, c’è da segnalare il campionamento eseguito spiaggia presso scarico depuratore di Castelvetrano che dopo anni di giudizi negativi e di denunce di Goletta Verde per la prima risulta entro i limiti. Evidentemente le perdite della rete fognaria presenti in quel punto sono state riparate. Il punto in questione è comunque non balneabile per le autorità competenti per il potenziale rischio sanitario. Una situazione sulla quale bisogna continuare a vigilare ma che testimonia che l’efficientamento dei sistemi di depurazione e la loro manutenzione sono interventi fondamentali per prevenire l’inquinamento del mare. “La sfida della depurazione doveva rappresentare una priorità per il rilancio ambientale ed economico di questa terra, ma tutti i governi regionali che si sono succeduti hanno evidentemente fallito, visto che non si è stato in grado neanche di spendere i soldi che erano disponibili – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia -. Le segnalazioni che continuano ad arrivarci dai cittadini, molte delle quali non siamo riusciti a verificare direttamente ma abbiamo subito inoltrato alle autorità preposte, dimostrano che la situazione in tante aree dell'isola è diventata insostenibile, con scarichi che finiscono in mare e rischiano di compromettere ulteriormente la già difficile situazione in cui versa la nostra economia. Sulla sostenibilità ambientale, sulla qualità del mare e delle coste, si gioca una scommessa che la Sicilia deve assolutamente vincere se si vuole garantire un reale futuro ai nostri territori”.

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12 lug 2017

Il territorio catanese brucia: l’emergenza roghi rientrata parzialmente nel pomeriggio, ma rimane lo stato di allerta per alcuni roghi

di Mobilita Catania

Emergenza incendi oggi a Catania. A causa del gran caldo e del forte vento, ma soprattutto della scellerataggine di chi li causa, si sono sviluppati nel territorio cittadino ben nove roghi che hanno visto l'intervento di Vigili del Fuoco e di operatori comunali. Alle operazioni di spegnimento hanno partecipato gli uomini della Protezione Civile del Comune, i Vigili urbani, il Coordinamento comunale del volontariato. Sono stati utilizzati mezzi antincendio e autobotti, una delle quali fornita dalla Sidra. Gli incendi sono divampati in nove diverse zone del territorio comunale: Nei pressi del viale Mario Rapisardi, dove l'incendio ha interessato un ampio terreno sito tra le vie Sauro, Cave Villarà e dei Piccioni; nell'Oasi del Simeto, da Torre Allegra in su, al Villaggio Azzurro, dove a causa del fuoco è mancata l'energia elettrica; in via Stoppini, dove sono andati in fiamme un capannone e diversi mezzi che vi erano custoditi. Un asilo nido è stato evacuato a scopo precauzionale. A San Giuseppe la Rena si è temuto per un deposito di legname e un rifornimento di benzina. Ancora roghi, poi, nella Zona Industriale, vicino al Centro Meccanografico delle Poste, alle spalle dello stabilimento 3Sun. Altri focolai nel Parco Gioeni, in via Filippo Anfuso e a Monte Po. Grazie all'impegno di tutti la situazione è tornata sotto controllo nel pomeriggio; sulle cause degli incendi stsnno indagando le autorità preposte. Resta alto lo stato di allerta. Gli incendi hanno interessato anche l'hinterland di Catania: le fiamme hanno minacciato anche a Misterbianco, in via Garibaldi, e in Contrada Tiritì. Incendio anche sulla Tangenziale Ovest di Catania, la strada è tutt'ora chiusa tra l’innesto con l’autostrada Catania-Siracusa e l’innesto con la strada statale 114 "Orientale Sicula". Momenti di paura anche sull'autostrada Siracusa-Rosolini con fiamme sulla carreggiata e  scene di panico con inversioni di marcia e fughe contromano.  Altri roghi sono stati segnalati nei pressi del casello autostradale di San Gregorio di Catania che ha portato alla chiusura dell'uscita paesi Etnei e a San Giovanni la Punta, Gravina di Catania e a Motta Sant'Anastasia. Nel tardo pomeriggio un incendio si è sviluppato all'interno della Riserva naturale Immacolatelle di San Gregorio e all'interno del Parco dell'Etna nei pressi di Piano Provenzana. In questo video la situazione dall'alto ripresa dalla zona di Catania centro.

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Segnalazione
11 lug 2017

Tombini maleodoranti tappati con cartoni, plastica e zerbini: un pericolo per i cittadini

di Mobilita Catania

La mobilità è importante in una città che funzioni: a Catania i pedoni sono spesso poco incentivati a farlo per i marciapiedi impraticabili o scivole e strisce pedonali assenti. La situazione però, ultimamente si è aggravata per via degli odori nauseabondi emanati da molti tombini del centro storico. Per ovviare al problema i residenti e commercianti li hanno tappati con materiali di fortuna quali cartoni, zerbini o tappeti in plastica ma questo rende la situazione molto pericolosa in caso di violenti piogge. Percorrendo la via Etnea a piedi o in bici, soprattutto nella zona di Via Pacini, è facile sentire questi odori e vedere la maggior parte dei tombini tappati. I tombini sporchi comportano anche enormi problemi igenico sanitari: è necessario che l'amministrazione comunale pulisca al più presto per i motivi appena elencati e quindi rimovua queste coperture che sono anche ben poco decorose soprattutto nel cuore del centro storico dove transitano anche numerosi turisti.

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Articolo
05 lug 2017

“Inciviltà a Catania”: accorgimenti e soluzioni per superare il degrado ed il disordine della città

di Claudio Lentini

Quando si vuole accogliere un ospite a casa propria è buon uso ordinare e rendere il più decorso possibile il luogo in cui lo si accoglie. Idee e soluzioni ai problemi che caratterizzano la situazione d'invivibilità della città. Una città, per accogliere i suoi visitatori ed investitori ha bisogno di presentarsi quanto più decorosa ed ordinata possibile; una buona cura dell’estetica dovrebbe stare alla base di un’economia che vuole affacciarsi al settore ricettivo e turistico. Quando si vuole accogliere un ospite a casa propria o un cliente nella nostra attività commerciale o ricettiva è buon uso ordinare e rendere il più decorso possibile il luogo in cui lo si accoglie per offrire una buona impressione ancor prima di prestare la nostra ospitalità, i nostri prodotti ed i nostri servizi. Il visitatore che percorre a piedi le strade di una città da esplorare, ha un punto di osservazione compreso tra i primi di altezza dal suolo. La visione che si presenta agli occhi dell’osservatore è il biglietto da visita che la città offre. Il disordine e la percezione di inciviltà La città di Catania accoglie il suo visitatore nel completo degrado e disordine, la sensazione di disordine viene erroneamente percepita come inciviltà; noi cittadini catanesi, non percepiamo più il degrado ed il disordine in cui viviamo, lo riconosciamo solo quando facciamo il confronto con altre realtà. I catanesi hanno però imparato ad ovviare a questo primo impatto offrendo al visitatore valori come ospitalità, assistenza, capacità, e qualità che in altri luoghi in cui tutto al primo sguardo sembra essere composto e decoroso, non possiedono o non hanno la capacità di offrire senza avere alle spalle un buon lavoro di marketing territoriale eseguito dalle loro amministrazioni. Questa capacità acquisita dai catanesi, non è più sufficiente a vincere la concorrenza di altre città che vantano un decoroso sistema di accoglienza e valorizzazione del territorio migliore del nostro. L’aspetto che più si evidenzia agli occhi di chi percorre i marciapiedi della nostra città è il disordine che si percepisce a causa della completa libertà permessa agli automobilisti che occupano abusivamente, senza alcun criterio, marciapiedi e attraversamenti pedonali. Lo spazio riservato ai pedoni si fonde con quello riservato alle auto. Contribuisce alla percezione di disordine, anche la presenza di doppie file di parcheggio. Tutto questo si traduce in inciviltà dei catanesi agli occhi di chi osserva. L'inciviltà non è un unicum solo catanese: l’automobilista, di qualsiasi cittadinanza esso sia, parcheggia la propria auto in ogni luogo questa possa arrivare senza incontrare barriere fisiche che gli permettano di fermarsi. Quando però ci si trova in visita in molte città del nord d’Italia ed europee, si ha la sensazione di “ordine” e quindi “civiltà”. Questo perché, in questi comuni, le amministrazioni adottano alcuni accorgimenti, tra i quali, l’applicazione di vere e proprie barriere fisiche che delimitano in modo ben definito lo spazio riservato ai pedoni da quello riservato agli automobilisti, motivo per cui tutto sembra essere composto. Dove questi accorgimenti non sono applicati, la situazione che si presenta agli occhi dell’osservatore è simile alla nostra. Ecco alcuni di questi accorgimenti: In prossimità degli attraversamenti pedonali, fermate bus, passi carrabili ed in ogni luogo in cui il marciapiede necessita di un accesso diretto alla carreggiata. Il marciapiede si espande verso l’asse longitudinale della strada fino al margine della corsia di marcia. Gli stalli di sosta disposti a margine della carreggiata, in una vista planimetrica, sono come “incassati” tra un allargamento di marciapiede e l’altro. Nelle strade con pendenza, lungo il profilo del vecchio allineamento di marciapiede, sarebbe necessario posizionare le adeguate tubazioni per permettere all'acqua di scorrere senza incontrare ostacoli. Spesso, lo spazio riservato agli stalli di sosta a margine della carreggiata è pavimentato con masselli autobloccanti; questo genere di pavimentazione oltre a garantire una minima permeabilità del suolo, consente di essere asportata e riposizionata nell'eventualità di lavori sottotraccia, limitandone i costi e restituendo una visione priva di rattoppi precari al termine di questi. Limitare inoltre la presenza di asfalto nella strada, permette di ripristinarlo in futuro con costi e disagi più contenuti. Per delimitare e proteggere lo spazio riservato ai pedoni dalla sosta abusiva delle auto, vengono disposte delle aiuole in muratura lungo il margine del marciapiede. Per non incorrere a nuove spese di manutenzione, queste aiuole possono essere prive di verde e pavimentate con la stessa finitura del marciapiede, in alcune città sono riempite con sassi di fiume cementati, nella città di Catania si potrebbe riempirle con sassi di pietra lavica fissati da rena rossa o coccio-pesto. A completamento delle aiuole, vengono utilizzati dissuasori fissi e parapetti in acciaio, il materiale utilizzato è l’acciaio lasciato al naturale che non genera futuri costi di manutenzione e restituisce un gradevole aspetto estetico. Alcune soluzioni che potrebbero limitare il fenomeno della doppia fila e la sosta su marciapiedi: La sezione trasversale stradale potrebbe essere riprogettata, prendendo spunto dagli usi e consuetudini che gli automobilisti adottano in assenza di un’adeguata ottimizzazione dello spazio della strada. Là dove la strada è sufficientemente larga da poter consentire la “doppia fila” affiancata agli stalli di sosta disposti in parallelo sul margine della carreggiata, questi potrebbero essere disposti a “spina”; dove i marciapiedi sono sovradimensionati al punto da poter consentire la sosta della auto sopra di essi, si potrebbe diminuirne la larghezza per creare stalli di sosta regolari sul margine della carreggiata. Dopo aver ottimizzato al meglio la disposizione degli stalli di sosta, ridotto al minimo necessario la corsia di marcia e i marciapiedi, lo spazio in eccesso potrebbe essere utilizzato per inserire dei percorsi ciclabili collegati in rete fra loro. La pavimentazione dei percorsi pedonali e la percezione di degrado Il visitatore di Catania che, come già detto, ha un punto di osservazione compreso tra i primi metri di altezza dal suolo, percorre ed osserva marciapiedi pavimentati con la più completa anarchia, con finiture diverse lungo il suo tragitto che spaziano dalle mattonelle rettangolari grigie o rosse, pietrine in cemento quadrate rigate bianche, rosse o grigie, asfalto, cemento, pietra lavica in mattonelle, pietra lavica in basolato usurato o scalpellato, il tutto senza una regolare continuità e con evidenti segni di usura. Non è raro osservare l’utilizzo di tutti i materiali di finitura sopra elencati in pochi metri lineari di marciapiede. È un po come avere il pavimento della stessa stanza di casa propria o della propria attività finito con parti di parquet, moquet, marmo e ceramica disposti senza alcun criterio. Noi potremmo anche esserci abituati a questa visione ma un ospite o un cliente potrebbe averne una spiacevole impressione. All'aspetto estetico si aggiunge il fatto che il cittadino ed il visitatore disabile o non vedente, percorre con difficoltà i marciapiedi a causa delle barriere architettoniche, della mancanza di livellamento e l’usura dei materiali di finitura che impediscono la fruizione del percorso pedonale: questo si traduce in degrado agli occhi di chi osserva. In molte città, la pavimentazione del marciapiede è priva di barriere architettoniche ed è rivestita con il semplice ed economico tappetino di asfalto che, seppur limitato dal punto di vista estetico, permette una visione lineare, omogenea ed ordinata della superficie percorsa dall’osservatore, il tutto in contrasto cromatico con i cordoli di colore chiaro. La città di Catania, adotta cordoli in pietra lavica, motivo per cui l’utilizzo di un accostamento cromatico diverso dal colore dell’asfalto, potrebbe valorizzare l’aspetto estetico del marciapiede. Bisognerebbe però fare eccezione per la pavimentazione tipica locale da riservare al centro storico, in cui la pietra lavica in basolato regolarmente scalpellata, dovrebbe continuare a caratterizzare i nostri marciapiedi pur non offrendo contrasti cromatici. Per non incorrere a faraoniche e costose opere di restyling dei marciapiedi, opere che dovrebbero essere riservate a piazze e slarghi, si potrebbe utilizzare una pavimentazione in masselli autobloccanti (vedi marciapiedi circonvallazione, Cittadella Universitaria, parcheggio della nuova fermata Ognina del passante ferroviario urbano). Come già detto, questo genere di pavimentazione oltre a restituire una gradevole ed ordinata resa estetica, garantisce una minima permeabilità del suolo e consente di essere asportata e riposizionata nell'eventualità di lavori sottotraccia, limitandone i costi e restituendo una visione priva di rattoppi precari al termine di questi. Sarebbe inoltre opportuno pianificare i colori della pavimentazione da applicare nelle varie zone della città. Per esempio, si potrebbero utilizzare masselli autobloccanti con finitura antichizzata, colore cotto antico in mix di lievi sfumatura cromatiche che in contrasto con la pietra lavica dei cordoli, potrebbero restituire un aspetto storico ad elegante ai percorsi pedonali insistenti sulle aree non definite centro storico ma antecedenti alla seconda guerra mondiale. Si potrebbero invece utilizzare masselli autobloccanti di colore grigio per il tessuto urbano edificato dal dopoguerra ad oggi. Si potrebbe inoltre pensare di pavimentare con la stessa finitura del marciapiede la fascia trasversale di carreggiata in prossimità delle strisce pedonali o dell’intero incrocio e dei tratti di strada davanti alle scuole, disegnando la “zebra” dell’attraversamento con l’ausilio della stessa pavimentazione ma di colore diverso; si potrebbe anche pensare di rialzare la quota di questi tratti di carreggiata. Prima di procedere alla cura estetica sarebbe opportuno adottare alcuni accorgimenti sostanziali: Livellare la superficie del marciapiede e sostituire il cordolo con adeguate rampe di accesso in prossimità di attraversamenti pedonali, parcheggi per disabili, passi carrabili; Applicare gli adeguati percorsi per non vedenti; Installare dei pozzetti pluviali e disporre le adeguate tubazioni sottotraccia per deviare l’acqua piovana fuori dal marciapiede, in attesa di un sistema di raccolta acque bianche adeguato. Predisporre le tubazioni sottotraccia con adeguati pozzetti, per poter consentire in futuro di liberare le nostre facciate dai cavi di utenze che le deturpano. Le soluzioni ai problemi che caratterizzano invivibilità della nostra città sono già state adottate da altre amministrazioni in altri luoghi. Basterebbe individuare ed osservare queste soluzioni, chiedere un confronto con chi le ha impiegate, per poterle poi applicare, personalizzare e adattare alle esigenze della nostra città".

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05 lug 2017

Differenziata, parte a giorni il sistema di raccolta itinerante: le zone interessate

di Mobilita Catania

Differenziata, parte a giorni il sistema di raccolta itinerante. Le zone interessate saranno quelle dove non c'è la raccolta differenziata porta a porta: nelle aree di Monte Po, Trappeto, San Nullo, San Giovanni Galermo, Barriera, Canalicchio, Ognina, Picanello e Feudo Grande saranno attivati 15 "ecopunti mobili". Il sistema, che è stato ampiamente discusso in una seri di riunioni presenti lo stesso sindaco, l'assessore all'Ambiente Rosario D'Agata, il direttore della "Tutela Ambientale" Leonardo Musumeci, i tecnici comunali ed i rappresentanti della ditta appaltatrice, prevede l'impiego di veicoli a volumetria ed ingombri ridotti che consentiranno ai cittadini residenti nelle aree coinvolte di conferire ogni giorno della settimana tutte le frazioni di rifiuti in maniera differenziata. Gli ecopunti mobili opereranno seguendo un percorso predefinito all'interno di ciascuna area e stazionando in stalli appositamente delimitati per circa un'ora, in modo da consentire ai residenti il conferimento quotidiano in prossimità della propria abitazione. Saranno coinvolte le aree di Monte Po, Trappeto, San Nullo, San Giovanni Galermo, Barriera, Canalicchio, Ognina, Picanello e Feudo Grande. Proprio a partire da quest'ultima area il sistema verrà avviato entro la fine del mese di luglio. Prima dell'avvio del servizio l'Amministrazione provvederà comunque a fornire tutte le informazioni di dettaglio con l'indicazione dei punti di stazionamento dei veicoli e i relativi orari. Una volta avviato il sistema degli ecopunti mobili, nelle aree coinvolte verranno rimossi i cassonetti ora presenti. Tale azione consentirà, da una parte di aumentare le percentuali di raccolta differenziata, dall'altra di contrastare i conferimenti impropri provenienti dai territori comunali confinanti. Parallelamente, l'Amministrazione ha avviato interventi mirati su 15 aree circoscritte del territorio comunale, consistenti in operazioni scerbamento, sterramento, spazzamento e lavaggio degli stalli dei cassonetti. Tali interventi sono già stati eseguiti nei quartieri di Picanello e Feudo Grande e proseguiranno su tutto il territorio nell'arco di 60 giorni. Gli interventi sono eseguiti dall'operatore affidatario dei servizi di igiene urbana, con il supporto della Direzione Ecologia e della Polizia Municipale. Al fine di agevolare le operazioni di pulizia, in ciascuna area interessata dagli interventi verrà temporaneamente inibita la sosta per lati alterni, in modo da arrecare il minor disagio possibile alla circolazione e garantire comunque un adeguato numero di parcheggi. Infine, entro il mese di luglio, verranno potenziati i controlli nei confronti di coloro che non rispettano le regole (fuori orario, in giorni sbagliati, in luoghi non previsti, contenitore diverso da quello regolare) con il coinvolgimento di associazioni di volontariato, in supporto alla Polizia Municipale, che ricomprendano fra le proprie attività anche quelle di vigilanza ambientale. "La raccolta differenziata porta a porta rappresenta per i Catanesi un'autentica scommessa, che può essere vinta solo con il contributo di tutti". Lo dice il sindaco di Catania Enzo Bianco che, al fine di potenziare la raccolta differenziata nel territorio comunale, ha dato precise direttive affinché si attivi il sistema di raccolta itinerante tramite 15 “ecopunti mobili” che serviranno 9 aree della città. "L'Amministrazione comunale - ha continuato il sindaco Bianco - ha fatto la propria parte per consentire questa vera e propria svolta, un importante passo in avanti nella qualità della vita. Siamo partiti dal quartiere di Santa Maria Goretti e poi in altre zone della città in sei step progressivi. L'obiettivo da raggiungere è quello di diffondere in tutta la città il sistema della raccolta differenziata". "Per realizzare la differenziata in maniera adeguata - ha aggiunto l'assessore D'Agata - è fondamentale il rispetto assoluto delle indicazioni e delle modalità di conferimento. Ecco perché abbiamo avviato sempre maggiori controlli, e applicato sanzioni per gli errori di conferimento. Auspichiamo che la città collabori di più, alfine di salvaguardare l’ambiente in cui viviamo”.

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