06 set 2019

Viale Vittorio Veneto, parziale passo indietro: si sposta la nuova corsia bus a salire


Parziale passo indietro dell’amministrazione comunale circa l’assetto del viale Vittorio Veneto con il posizionamento dei cordoli per le corsie preferenziali protette dei mezzi Amt, che tante polemiche ha causato nelle ultime settimane. Il sindaco Pogliese ha deciso di rimodulare il progetto, pur non ancora effettivamente testato con l’utilizzo delle nuove corsie. In particolare, la corsia preferenziale a salire rimarrà, ma non più centrale bensì lungo il marciapiede est, ossia dove esisteva già, sebbene non protetta da cordoli.

Il Sindaco Salvo Pogliese:

«La sperimentazione ci ha suggerito soluzioni diverse di cui prendiamo atto con umiltà e senza pregiudizi. Strumentalizzazioni politiche dagli stessi che non hanno attuato il Piano Generale del Traffico Urbano e della mobilità sostenibile»

Il sindaco di Catania Salvo Pogliese ha presieduto ieri sera una riunione di assessori, dirigenti e tecnici comunali, per il resoconto dettagliato dei flussi di traffico viario e delle criticità emerse a seguito dell’installazione dei cordoli di protezione alla corsia del bus rapido in viale Vittorio Veneto, posizionati per collegare, in pochissimi minuti, il centro cittadino con piazza Raffaello Sanzio.

Sia il comandante della Polizia Municipale che i tecnici, hanno rappresentato al sindaco le difficoltà emerse dal monitoraggio di rendere compatibile, rispetto all’obiettivo originario, la corsia protetta al centro della carreggiata e le due file laterali di sosta, col notevole traffico veicolare della zona in entrata e in uscita dalla città. Il sindaco, per questo, ha preliminarmente dato mandato a Sostare di realizzare un’area di sosta in un ampio terreno comunale in viale Gian Lorenzo Bernini, contiguo a Largo Bordighera, e di ottimizzare le sincronizzazioni semaforiche agli incroci di viale Vittorio Veneto con via Gabriele D’Annunzio e Corso Italia.

Nel ribadire l’importanza e la priorità di migliorare la velocità di percorrenza degli autobus e più in generale della concreta attuazione di una viabilità sostenibile nella zona, colpevolmente trascurata negli anni scorsi, il sindaco Pogliese ha preso atto delle difficoltà squisitamente tecniche emerse nella fase di attuazione del progetto di realizzare una corsia centrale protetta, per favorire la percorrenza del bus. Alla luce di questi dati e delle numerose interlocuzioni avute coi cittadini e i rappresentanti dei commercianti, il sindaco ha dato disposizioni di provvedere allo spostamento del cordolo sul lato est di viale Vittorio Veneto in corrispondenza del marciapiede in direzione piazza Michelangelo Buonarroti, ripristinando la preesistente corsia preferenziale del bus che così potrà scorrere su una zona comunque preservata senza intralciare il traffico veicolare. In questo modo, il mezzo pubblico potrà percorrere velocemente il tratto protetto, senza le auto in sosta sulla corsia, che negli anni scorsi erano state illegalmente tollerate, penalizzando oltremodo la velocità del bus e influito negativamente sull’affidabilità oraria di percorrenza che ora, invece, potrà essere garantita.

A conclusione della riunione, in cui si è stabilita anche l’immediata rimozione degli altri cordoli e della piazzola di sbarco, il sindaco Salvo Pogliese ha commentato:

«Questa nuova impostazione è la concreta dimostrazione della priorità che diamo al mezzo pubblico, a prescindere dalla concreta attuazione del progetto su cui tanti in queste settimane hanno speculato, con intenti non sempre nobili e in qualche caso anche di strumentalizzazione politica delle legittime sollecitazioni dei cittadini. Abbiamo valutato, con umiltà e senza pregiudizi, i risultati di quasi un mese di sperimentazione e stimato che nel contemperamento degli interessi, fosse più opportuno rimodulare il progetto che era stato realizzato su valutazioni teoriche e, a scanso di equivoci, senza alcun costo diretto per le casse comunali. Rimaniamo fermamente convinti che Catania debba recuperare il tempo colpevolmente perduto a dare attuazione alle previsioni del Piano Generale del Traffico Urbano, di cui la realizzazione di questa linea veloce è parte integrante, rendendo vivo un documento di pianificazione approvato dal consiglio comunale nel marzo 2013 e per cinque anni intenzionalmente lasciato nei cassetti. Per questo è oltremodo scorretto che, oltre alla palese disinformazione messa in atto da taluni, nell’intento di creare tensioni e alimentare malumori, si tenti persino di rappresentare negativamente la realizzazione delle linee BRT, che incidono a livello strutturale e da realizzare con un’impostazione completamente diversa e più flessibile, rispetto a questa di viale Vitttorio Veneto che invece è solo una linea a percorrenza rapida. Catania merita altro, la nostra città necessita subito di progetti innovativi e di coraggio amministrativo. Anche per queste convinzioni, su cui non cediamo di un millimetro, riteniamo imprescindibile garantire, coi fatti, una strategia che garantisca il mezzo pubblico secondo un piano di sviluppo della mobilità che deve andare di pari passo col riordino urbanistico che stiamo attuando, recuperando il tempo perduto in passerelle, annunzi e vuote promesse che da trent’anni lasciano Catania ferma al palo»


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8 commenti per “Viale Vittorio Veneto, parziale passo indietro: si sposta la nuova corsia bus a salire
  • peppino1234 1
    06 set 2019 alle 20:21

    Solite buffonate: a Palermo si e’ data priorita’ al servizio pubblico costruendo 4 linee di tram in sede propria impenetrabile alle automobili per mezzo di robuste ringhiere; si sono sacrificati parcheggi auto a favore dei tram.A Catania e’ tutto inutile…..si continua a privilegiare l’automobile. vergogna e arretratezza !

  • Orazio 37
    07 set 2019 alle 0:29

    Se ho ben capito, visto che l’italiano non è più una priorità, invece di due file di cordoli ce ne sarà una sola e quindi in tutto si recupererebbero 30 cm di strada per i veicoli privati. Da una parte c’è che il bus scorrerà ugualmente, dall’altra c’è che la mancanza dei cordoli centrali renderà alle macchine possibile “tagliare” il viale creando intralcio ed inoltre si creeranno problemi ai bus che, all’altezza di piazza Michelangelo dovranno a loro volta “tagliare il flusso di auto in salita per immettersi in corso Raffaello.

    Credo che la corsia al centro avesse proprio l’utilità di impedire ed evitare questo incrocio di flussi. Ma siccome gli zauddi a Catania comandano, umilmente il sindaco li asseconda e se ne vanta pure.

  • ALFIO LUCA 3
    11 set 2019 alle 6:13

    ….siamo alle solite in questa città non si possono realizzare cose che in qualsiasi altra città grandi o piccole che siano si fanno tranquillamente…..il traffico in queste zone è un atavico problema (come in diverse parti della città) ma è generato da tanti fattori(inciviltà, cattive abitudini…etc) ma credo il problema principale sia il fatto che la città seppur grande (ma non certo una metropoli) non è per niente infrastrutturata per poter supportare tali flussi di traffico…ergo…non sarebbe piu’ intelligente far si che le centinaia di migliaia di auto che tutti i giorni si riversano sulla città (soprattutto dalChihinterland e paesi etnei) vengano limitate? diciamoci la verità chi ha progettato la metro ha realizzato un progetto che prevede stazioni che intercettano zone della città dove i cittadini forse trovano più facile scendere in centro in auto che in metro ad esempio nesima/ san nullo che sono lontane (ma spesso mancano reali condizioni di sicurezza per raggiungerle vedi carenza di marciapiedi ad esempio) e collegate solo da qualche bus fce o amt da zone ben piu’ popolate vedi Viale Mario Rapisardi che sarebbero piu’ funzionali allo scopo….qui si potrebbero realizzare people mover o tapis rouland coperti (almeno tre) dal viale m. rapisardi fino alle stazioni nesima e san nullo per facilitare l’accesso alla ben piu’ ampia utenza di questa zona cosi’ da evitare di prendere auto a scendere il viale m. rapisardi verso il centro quindi con ampia riduzione del traffico che è spaventoso anche in queste zone (certo soprattutto educando i cittadini chiaramente), ma soprattutto direi che , chi ha progettato la metro e lo dice la stessa parola metropolitana ovvero collegamento metropolitano ha pensato ad una sola linea ma invece questo tipo di struttura va fatta collengo altri centri in rete…ad esempio non vedo alcun collegamento con tutti i paesi etnei a monte che sarebbe un toccasana per chi scende a Catania che puo’ lasciare la macchina a casa e non intasare la città con un grande vantaggio per l’ambiente, perchè non si è pensato ad un collegamento metropolitano (oltre ai bus) con almeno due linee metropolitane a nord di Catania? Mi pare si parlasse di etna Rail che è finito nel dimenticatoio…..come al solito ….questo tipo di collegamento facile rapido e puntuale potrebbe veramente dare una svolta al traffico cittadino, il vero traffico proviene da nord della provincia…perchè collegare la città tramite metro con solo Paternò, Belpasso, Adrano….. che non credo apportino lo stesso flusso di traffico?Speriamo che qualcuno possa riattivare il progetto Etna Rail o qualcosa di similare…..

    • rossoazzurro095 33
      13 set 2019 alle 13:23

      Grandissimo intervento che quoto dal primo fino all’ultimo rigo. Il progetto della Metropolitana fino a Paternò è una grandissima idiozia, e il sottoscritto lo ha più volte ribadito in questa sede e sempre lo ribadirà. Non sono contro le grandi infrastrutture, ma devono avere un senso, e la linea metropolitana Misterbianco-Paternò che si vuole realizzare, non ne ha, per le medesime ragioni da Lei espresse, in primis, lo scarso traffico veicolare proveniente da quei comuni verso Catania, che invece per il 90% proviene dai comuni dell’hinterland. Ma purtroppo tutto questo nessuno a livello politico lo dice e si oppone al progetto in modo da farlo annullare, e non si comprendono le ragioni per cui si vuol per forza far arrivare la metropolitana fino a Paternò – le cui caratteristiche geomorfologiche, tra l’altro, non consentono di poter costruire questo tipo di opere – quando in realtà basterebbe semplicemente ammodernare la linea in superficie a binario unico esistente elettrificandola e collegandola all’eventuale stazione metropolitana di Misterbianco come prosieguo della metro catanese.

      Purtroppo, in Italia, ma in Sicilia soprattutto, gli amministratori politici non hanno rispetto per il denaro pubblico, trattato come se fosse il denaro di nessuno e non dei cittadini che pagano le tasse, e questo spreco di denaro rappresentato dal progetto di linea metropolitana Misterbianco-Paternò non viene annullato.

      • Andrea Tartaglia 901139
        14 set 2019 alle 21:05

        La metropolitana deve raggiungere Paternò perché qui sorgerà il deposito dei treni della metro. Attualmente la metropolitana ha solo otto treni che lascia in galleria o presso il deposito FS di piazza Europa e non ha officine proprie né ricoveri per i treni del servizio metropolitano pesante. Il nuovo deposito officina di Paternò servirà anche a questo.
        Non è vero che non c’è domanda di trasporto tra Paternò, Misterbianco e Catania, ma è pure vero che moltissimo traffico in entrata-uscita dal centro città è generato dall’hinterland nord e nord-orientale, per cui è quanto mai auspicabile che su queste direttrici si sviluppino e si portino avanti altri progetti di trasporto metropolitano efficace. La linea metropolitana esistente rimane comunque un asse che porta sino al centro e, nel prossimo futuro, pure fino all’aeroporto e qualsiasi nuovo sistema di collegamento con l’hinterland non potrà che sfruttarlo.

        • rossoazzurro095 33
          15 set 2019 alle 11:37

          Rispetto la sua analisi, ma mi consenta di dissentire. Se è un problema di deposito-officina dei treni, non è necessario crearlo a Paternò, lo si può fare anche a Misterbianco. Comunque credo sia sbagliato escludere dal progetto altre zone centrali della nostra Città, ed averlo fatto corrispondere troppo alla linea ferroviaria in superficie a scartamento ridotto della FCE.

  • ct64 84
    12 set 2019 alle 20:35

    Sono d’accordo sull’importanza di EtnaRail e del collegamento con l’hinterland a nord. Per vari motivi, una soluzione più “leggera” rispetto alla metro tradizionale mi pare la più adatta per quella zona (con la previsione nel medio termine di più linee, si intende).


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