Catania si avvicina a grandi passi a una rivoluzione della mobilità sostenibile che promette di cambiare radicalmente il volto e i ritmi della città. È stato infatti ufficialmente aggiornato e approvato il progetto esecutivo per il prolungamento della metropolitana gestita dalla Ferrovia Circumetnea, un’opera strategica nata con l’obiettivo fondamentale di connettere il centro storico direttamente con lo scalo internazionale dell’Aeroporto di Catania-Fontanarossa.
Il via libera arriva dopo un periodo complesso, segnato da rallentamenti burocratici e dalla necessaria risoluzione dei precedenti vincoli contrattuali con l’Impresa Medil. Superati questi ostacoli, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha riacquisito e rimodulato i piani tecnici, tracciando una roadmap ben definita: l’obiettivo dichiarato è far partire le nuove procedure di gara per affidare l’intero appalto entro la fine del 2026, così da poter aprire i cantieri nel luglio 2027 e traguardare la messa in esercizio definitiva entro il 2031.
Per garantire la massima efficacia all’intervento e ottimizzare i flussi di cassa e di cantiere, l’intera estensione di 6,8 chilometri è stata strutturata in due macro-lotti funzionali. Questa segmentazione risponde alla precisa esigenza di sanare le asimmetrie dei vecchi finanziamenti e assicurare che lo scavo avanzi in parallelo all’armamento dei binari, scongiurando una volta per tutte il rischio di trovarsi con gallerie incomplete o inutilizzabili.
Il primo lotto funzionale si concentra sulla tratta di 2,2 chilometri che unisce l’attuale capolinea cittadino di Stesicoro a Vittorio Emanuele. In passato, il primo stanziamento originario copriva esclusivamente le cosiddette opere civili al grezzo, limitando il budget allo scavo del tunnel tramite la TBM – la grande talpa meccanica – e alla sola perimetrazione strutturale delle stazioni. L’intervento attuale serve invece a finanziare e appaltare tutto ciò che mancava per rendere la tratta effettivamente operativa. Si parla quindi dell’armamento ferroviario completo, dalla posa dei binari e delle traversine fino ai sistemi di segnalamento e all’alimentazione elettrica, senza dimenticare le scale mobili, le finiture architettoniche e gli impianti tecnologici di sicurezza che daranno vita alle stazioni interrate di San Domenico e Vittorio Emanuele.
Il secondo lotto funzionale rappresenta invece il vero e proprio prolungamento verso sud-ovest: un segmento di circa 4,6 chilometri totalmente vergine che collegherà il cuore pulsante dei quartieri popolari e periferici direttamente con la pista di volo. A differenza della tratta precedente, questo segmento non eredita strutture parziali e verrà gestito attraverso un appalto integrato “chiavi in mano”. L’impresa vincitrice si occuperà contemporaneamente dello scavo profondo della galleria e dell’immediata posa di binari e impianti di trazione elettrica.
Questo approccio ridurrà drasticamente le tempistiche di consegna e i passaggi di mano tra ditte differenti, portando alla costruzione di sei nuove stazioni: Palestro, San Leone, Verrazzano, Librino, Santa Maria Goretti – quest’ultima connessa al nodo strategico del Parcheggio Scambiatore – fino all’hub terminale di Aeroporto Fontanarossa. L’impatto di questa infrastruttura sul tessuto urbano di Catania sarà profondo.
Una volta completata, l’intera estensione offrirà all’hinterland etneo un sistema di mobilità di massa moderno e integrato, capace di togliere migliaia di auto private dalle arterie stradali congestionate.
La città disporrà finalmente di un collegamento fluido e diretto tra le Ferrovie dello Stato, la metropolitana urbana e l’aeroporto commerciale, proiettando Catania verso gli standard delle grandi città europee
