Proposta
15 mag 2017

Una fermata ferroviaria nel cuore di Acireale nel contesto della “rivoluzione su ferro”

di todald

Richiamando un precedente articolo in cui si evidenziava il momento positivo che sta vivendo il territorio catanese in materia di infrastrutture di trasporto su ferro, anche con la prossima apertura di due nuove stazioni, Ognina e Europa, del passante ferroviario a cui si aggiungerà, entro l’estate, la stazione Picanello, grazie al completamento del doppio binario nella linea Messina, Catania, Siracusa, sembra importante ricordare la funzione strategica che potrebbe svolgere la fermata ferroviaria nel cuore del centro storico di Acireale. Mai come adesso, bisogna realizzare la fermata ferroviaria dei Cappuccini ad Acireale, a due passi dal centro! Le stazioni ferroviarie, le città che ce le hanno al centro, se le tengono strette e sono ovviamente, accessiblissime. Si dovrebbe creare così un servizio di tipo metropolitano di superficie, con treni locali ad hoc a navetta, a trazione diesel (automotrici) o diesel – elettrica (locomotori elettrodiesel), tra un treno e l’altro a medio-lunga percorrenza. Senza alte pretese in termini di prestazioni (ne TAV, ne TAC)! Essa, unitamente alla fermata nella vecchia stazione più a sud, sempre in ambito urbano e, volendo anche nella stazione di Guardia a nord, servirebbe un bacino di traffico considerevole che per la sola città di Acireale riguarderebbe circa 60.000 abitanti e, con la prima in particolare, interesserebbe anche un'utenza più vicina alla zona di Capomulini, con una interessante funzione turistica. La fermata del centro storico ricadrebbe nel quartiere Cappuccini, a pochi passi dalla S.S. 114 ed in prossimità di un grande parcheggio, che assolverebbe così, alla funzione di parcheggio scambiatore. Ciò, già inserito ed approvato fra gli interventi programmati da R.F.I. (Rete Ferroviaria Italiana), di cui eventualmente si dirà successivamente più in dettaglio, si rende necessario a causa dell’improvvida realizzazione diversi anni a dietro, della nuova stazione di Acireale poco più a sud, che ha aumentato ulteriormente in termini di accessibilità dell’utenza ai sistemi di trasporto, la distanza dal baricentro della città. Questi interventi, sono scaturiti da una proposta partita anni fa dalla cosiddetta società civile, che ha coinvolto i cittadini e che ha visto lo scrivente, fra i promotori. Appare di tutta evidenza, l’importanza di tutto ciò, nel servizio di tipo metropolitano di superficie che probabilmente scaturirebbe con quanto si diceva in premessa, insieme alla stazione di Cannizzaro prima e forse, di Acquicella e Bicocca dopo, rispetto al polo costituito dalla stazione centrale di Catania. Considerevoli sarebbero gli effetti positivi sulla mobilità catanese, drenando una notevole utenza dal gommato al ferro in una delle linee di flusso più consistenti della Sicilia Orientale e non solo! Chiaramente, nel contesto di una adeguata ed urgente intermodalità ed integrazione dei sistemi di trasporto già avviata nell’area metropolitana di Catania, grazie anche alla metropolitana della FCE. Autore: Ingegnere Aldo Todaro Per approfondire l'argomento vi consigliamo: La “rivoluzione su ferro” di Catania, dalla metro al passante ferroviario: opportunità, scenari e nodi irrisolti Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell'opera

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Proposta
13 mag 2017

Una scala per collegare il Lungomare di Catania con il borgo di Ognina

di Alessio Marchetti

In questi decenni, la mobilità pedonale a Catania purtroppo è stata resa sempre più impossibile e trascurata: tra marciapiedi inesistenti o impraticabili, rotatorie impercorribili, cavalcavia pedonali dismessi, sottopassaggi vietati ai pedoni (in viale Fleming) e via dicendo; non stupisce quindi come in tutti questi decenni nessun amministrazione comunale abbia pensato di realizzare una semplicissima scaletta o rampa per collegare la strada del lungomare, ovvero Viale Artale Alagona, con la sottostante piazza di Ognina. Come si può vedere dalla foto ad inizio articolo, la strada del Lungomare infatti si trova a circa due metri dalla via sottostante, ovvero via Imbert. Un semplice passaggio in quel punto permetterebbe di raggiungere la piazza con la relativa, chiesa, parco giochi, fontanella, abitazioni e negozi in pochi secondi. L' intervento eviterebbe di far camminare i pedoni per oltre 200 metri i pedoni in via Marittima, ovvero la strada che parte dalla Garitta Spagnola, una delle tante strade catanesi non provvista di marciapiede, quindi poco sicura per i pedoni. L'intervento richiederebbe poche risorse economiche dalle casse comunali e sarebbe utile a tantissimi pedoni che frequentano la zona, spero che l'amministrazione prenda in considerazione questa semplice ed economica proposta.

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03 mag 2017

Navette bus gestite dai lidi Playa per raggiungere il litorale senza auto e caos

di Viola Sorbello

Per il "One Day Music Festival”, un evento organizzato per l’uno maggio alla Playa di Catania, gli organizzatori si aspettavano una grande affluenza.  Hanno così previsto delle navette da e per il centro di Catania, con una frequenza oraria. Assodato che l’AMT o l'Amministrazione comunale non riescono a programmare una piano di mobilità sostenibile o anche solo dei microprogetti che possano agevolare una mobilità più intelligente in città ci chiedevamo se non fosse il caso che l’iniziativa venga presa a questo punto dalla imprenditoria privata. I gestori dei lidi della Playa non potrebbero organizzare ad esempio per il periodo estivo delle navette per portare i catanesi a mare ed evitare lo scempio dei parcheggi abusivi ed il tappeto di auto che si crea nei torridi mesi estivi? Le navette potrebbero partire dal parcheggio scambiatore di piazza Borsellino (già Alcalà) ed anche da diversi punti della città (dal parcheggio Sanzio ad esempio). Nell'operazione ci guadagnerebbero tutti. I lidi che, a fronte di una spesa contenuta (che comunque verrebbe divisa fra tutti), porterebbero tanta gente alla Playa; gli utenti che non vivrebbero l'incubo di fare code nel traffico sotto il sole rovente. La dignità di una città che a causa della propria inefficienza è costretta a tollerare, chiudendo gli occhi, parcheggi abusivi gestiti dalla mafia. L'ambiente che non verrebbe saturato di smog per un percorso in fondo assai breve. I ciclisti e chi decide di raggiungere la Playa in modo sostenibile (con i mezzi pubblici ad esempio). Il decoro della Playa che potrebbe essere restituito a cittadini ma soprattutto a turisti che potrebbero essere attratti dalla originalità di un bel litorale sabbioso in città. L'economia del comparto dell'accoglienza del turismo che (magari partecipando alla spesa insieme ai lidi) potrebbe "vendersi" il mare in città. Senza contare poi che la attività, gestita da una impresa privata, farebbe nascere posti di lavoro legali che andrebbero a sostituirsi a quelli illegali dei parcheggi gestiti da parcheggiatori abusivi. Che ne pensate? Mobilità sostenibile Catania

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26 apr 2017

La metropolitana riscuote successo: proposte di espansione verso sud e lungo l’asse dei viali

di alkatros

Questo suggerimento è rivolto sia alla Ferrovia Circumetnea, azienda che gestisce la metropolitana di Catania, che all'Amministrazione comunale etnea: il grande passo che oggi Catania sta compiendo puntando sui trasporti su ferro sta donando dei risultati sorprendenti in termini di consenso e partecipazione. Bisogna continuare su questa direzione ma non tralasciare assolutamente la tratta Galatea-Porto. Anzi, sarebbe importantissimo e dai grandi risvolti economici e logistici estenderla lungo il litorale della playa e sino alla ST Microelectronics, mediante una linea in superficie, fra l'altro meno complicata e dispendiosa da realizzare rispetto al tunnel. Sarebbe fantastico non solo poter servire una grande utenza estiva durante il periodo della balneazione risolvendo gli ingorghi di traffico insopportabile, specie nei fine settimana e durante i mesi di luglio-agosto, lungo il viale J. F. Kennedy, ma anche servendo una grande utenza di lavoratori e indotti del comparto della St Microelectronics che per la Sicilia rappresenta un enorme polo tecnologico nel quale operano sinergie interne e esterne di oltre 7000 unità di lavoratori e comunque sia di tutto il comparto della zona industriale compresa nel territorio di Blocco Pantano e ponte Primosole. Quindi è di rilevante importanza considerare questo aspetto e la grande opportunità che la FCE potrebbe avere in termini di successo economico aggiuntivo e in termini di maggiore completezza del servizio e dei progetti presenti e prossimi al loro completamento. Infine, segnalo che la stazione metropolitana di San Nullo conta di due sole uscite direttamente sulla circonvallazione, ma con pericolose tratte e carenze pedonali sia verso Via Sebastiano Catania che verso Via Galermo, scendendo in direzione Catania centro. Bisognerebbe predisporre un tragitto sicuro per i pedoni altrimenti questa stazione può risultare essere la meno sicura e, quindi, la meno utilizzata. Infine invito a considerare anche l'ipotesi di una successiva linea che possa tracciare la tratta che va da Piazza Eroi d'Ungheria, percorrendo il Viale Mario Rapisardi, Regina Margherita, XX Settembre, Italia e infine Piazza Europa. Spero che si possano accogliere e valutare questi miei suggerimenti. Antonio   Nota della redazione: Nel 2008 era stata prevista una nuova tratta della linea metropolitana denominata “Galatea-Plaia”. Essa si sarebbe affiancata al tracciato di una strada urbana di penetrazione in galleria, prevista dal nuovo strumento urbanistico di Catania, che da piazza Giovanni XXIII avrebbe dovuto attraversare l’area portuale in prossimità della vecchia Dogana e quindi lungo il tracciato dell’attuale via Domenico Tempio, per giungere in corrispondenza dell’area in cui sorge il faro Biscari. Tale idea progettuale fu in seguito abbandonata e, com’è noto, l’Fce sta concentrando i propri sforzi per il completamento della metro verso sud in direzione aeroporto e verso nord-ovest in direzione Misterbianco e Paternò

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19 apr 2017

Percorsi pedonali e ciclabili e rigenerazione urbana attorno alle nuove stazioni della metropolitana

di Amedeo Paladino

La messa in esercizio della nuova tratta Borgo-Nesima, comprendente le stazioni intermedie di Milo, Cibali e San Nullo riveste un importante chiave di volta per la mobilità catanese, perché costituisce un miglioramento dell’offerta di trasporto pubblico, invogliando molti cittadini-utenti a preferire il mezzo pubblico all'auto privata. Un elemento spesso sottaciuto è invece l’accessibilità al trasporto pubblico: il miglioramento dei percorsi pedonali di accesso ai nodi del trasporto pubblico ha l’effetto di aumentare la distanza che un utente è disposto a percorrere per raggiungere la fermata e dunque ha l’effetto di aumentare il bacino di copertura o area di influenza di ogni fermata. Già dal 2015 attraverso il nostro sito catania.mobilita.org abbiamo dato diffusione ai problemi inerenti le carenze di accessibilità delle costruende stazioni della metro; con l'apertura al pubblico alla fine del mese di marzo questi difetti si sono resi tangibili. La tesi in in Ingegneria Edile Architettura dell'ingegnere Mariolina Grasso, con relatore il Prof. Ing. Paolo La Greca e colleratore il Dott. Ing. Luca Barbarossa, vuole essere uno spunto pratico di intervento di rigenerazione urbana dei nodi di trasporto della tratta metro Nesima-Borgo, e di creazione di una nuova accessibilità alle stazioni. Di seguito l'abstract e gli obiettivi del progetto della tesi dell'ingegnere Mariolina Grasso. Il progetto sviluppato si pone come obiettivo, la rigenerazione urbana in prossimità dei nodi della metropolitana, al fine di migliorare l’accessibilità, puntando sul Transit Oriented Development (TOD): processo di densificazione e riqualificazione nelle aree attorno ai nodi del trasporto pubblico su ferro. (P. Calthorpe, 1993).  I principi base di quest’approccio pianificatorio sono orientati a: incrementare l’accessibilità al trasporto pubblico; migliorare le condizioni di sicurezza delle aree di stazione; favorire la realizzazione di nuovi insediamenti compatti polifunzionali orientati al trasporto pubblico; riqualificare le stazioni ferroviarie e le aree attorno alle stazioni. Gli effetti indotti sono innanzitutto la costituzione di nuclei urbani ad elevata accessibilità al trasporto pubblico, con buoni livelli di qualità urbana anche in aree periferiche, con un uso più efficiente delle infrastrutture di trasporto. La scelta dell’ambito d’indagine puntuale, all'interno del quale sviluppare il progetto, è avvenuta selezionando un’area d’influenza delimitata da una circonferenza immaginaria di raggio 500 m (distanza, secondo i principi del TOD, agevolmente percorribile a piedi) e con centro nel nodo della stazione metropolitana. Tale area di influenza comprende i nodi stazione  di “San Nullo” e “Cibali”. Lo sviluppo dei principi del T.O.D. in queste zone, consentirebbe di riqualificare una parte della città che con la realizzazione delle stazioni metropolitane, avvicina la periferia al centro, trasformando aree degradate e caratterizzate da un’elevata densità abitativa, in zone vivibili e di grande valore strategico, vista anche la prossimità con il poli quali la cittadella universitaria e l’ospedale Policlinico.  Le azioni derivanti da questa strategia sono le seguenti: 1)   Miglioramento dell’accessibilità ciclopedonale: individuazione di percorsi, integrando laddove ritenuto opportuno, le indicazioni fornite dalla proposta per la mobilità dolce del PRG 2012. 2)Rigenerazione vuoto urbano San Nullo: trasformazione dell’area in un parco urbano, connesso con l’uscita della metropolitana, all’interno del quale sono presenti gli “ingredienti” tipici del TOD (polarità urbane caratterizzate da mix funzionale; Percorso ciclopedonale che attraverserà il suddetto parco e sarà connesso all’intera rete di percorsi ciclopedonali previsti.) 3)Rigenerazione del sedime ferroviario FCE: realizzazione di un percorso esclusivamente ciclopedonale, di collegamento fra i nodi della metropolitana. Quest’ultima proposta permette di collegare non solo i nodi dell’area in esame, bensì le stazioni Milo, Nesima e Fontana, inglobando una parte abbastanza ampia di territorio. E’ evidente che, questo progetto di riqualificazione proposto per i nodi di Cibali e San Nullo, è ripercorribile in tutti gli altri nodi della tratta sopra evidenziata e, in scala più ampia, per tutti i successivi nodi costituiti dalle stazioni del realizzando “progetto metro”.

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10 apr 2017

Un people mover per collegare il viale Mario Rapisardi alla metropolitana

di papocchioct

Il 31 marzo 2017 è entrata in esercizio la nuova tratta della Metropolitana Nesima-Borgo con un'affluenza, nei primi due giorni di apertura, di circa 40.000 utenti, segno che la metropolitana ai catanesi piace. Purtroppo il fatto che, almeno nella prima fase della progettazione, la metropolitana fosse concepita come un ammodernamento della tratta in superficie ha di fatto penalizzato zone densamente popolate come il viale Mario Rapisardi. Per ovviare a questa mancanza si potrebbe realizzare un People Mover, una sorta di ascensore orizzontale, che colleghi la stazione Nesima della metropolitana con il viale Mario Rapisardi. Una simile struttura esiste già a Genova ed è gestita dall'Azienda Municipale Trasporti di Genova  e collega l'inizio di Via Balbi con la Circonvallazione a Monte. L'infrastruttura genovese, a differenza della mia proposta, include anche un ascensore verticale. Il people mover genovese funziona come un sistema funicolare orizzontale dove la cabina, che contiene circa 20 persone, è trainata da una fune, chiusa ad anello, con una velocità di 4,5 metri al secondo e una portata oraria di circa 400 persone all'ora per ogni senso di marcia. L'impianto è completamente automatico e quindi non è necessaria la presenza di personale sul posto. Per il People Mover catanese la partenza potrebbe avvenire, in sotterranea, dalla rotonda del Viale Lorenzo Bolano e immettersi subito sulla via Francesco Miceli, da li proseguire sulla via Generale Ameglio e successivamente su via Antonio Stoppani fino all'incrocio con il viale Mario Rapisardi. Qui si potrebbero prevedere quattro uscite ai quattro angoli della strada. Il punto d'arrivo del People Mover (via Stoppani, angolo viale Mario Rapisardi) intercetterebbe  un quartiere densamente popolato con una zona d'influenza che ad ovest arriva fino al corso Indipendenza, per intercettare il PalaCatania, e a est fino alla via XXXI maggio. La lunghezza della tratta prevista è di circa un chilometro e dovrebbe essere realizzata a doppio binario con più cabine con una capienza di circa 30 persone. Il tempo di percorrenza per arrivare da questi ingressi alla stazione Nesima è di circa 4 minuti con una portata di circa 60 utenti ogni 8 minuti. (significa un autobus urbano ogni 8 minuti) Il costo per realizzare questo people mover catanese è decisamente inferiore rispetto ad una metropolitana, sia per le infrastrutture da realizzare, sia per la modalità di scavo che non deve essere realizzato a profondità elevate. Un simile People Mover, con una lunghezza di circa 1200 m, è stato già previsto dalla Ferrovia Circumetnea per collegare la stazione Ardizzone di Paternò con la piazza della Regione. A beneficiarne di questa nuova infrastruttura sarebbe certamente la collettività ma in particolare tutta la zona del viale Mario Rapisardi che al momento risente della mancanza di un collegamento veloce con il centro. Ecco un video che fa capire meglio come funziona il People Mover   Puoi inviare a catania.mobilita.org segnalazioni e proposte: http://catania.mobilita.org/scrivi-un-post/ Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 FOTO | Svelata la nuova tratta Borgo-Nesima della metropolitana Metro, ecco dove saranno le stazioni della nuova tratta Stesicoro-Palestro: obiettivo 2019 Metro, tratta Misterbianco-Paternò: ecco dove sorgeranno le stazioni

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22 mar 2017

Dal mondo della scuola una proposta di riqualificazione per Villa Pacini

di Federico Fariselli

Qualche anno fa, la mia scuola superiore ha partecipato ad un progetto di riqualificazione turistica di alcune zone della città di Catania. Abbiamo scelto di realizzare una rappresentazione 3D di una possibile riqualificazione della Villa Pacini, il giardino storico posto all'ingresso della città antica, che ancora oggi versa in condizioni non certo ottimali, per via dell'impianto di illuminazione scadente, delle telecamere di videosorveglianza non funzionanti (alcune, addirittura, danneggiate da vandali), il corso d'acqua -un frammento del fiume Amenano- in cattive condizioni e i giochi per bambini rovinati e vecchi. In questa rappresentazione 3D è stata riqualificata l'intera area, in particolare attraverso la manutenzione del letto del fiume e il rifacimento dei muri di contenimento, la creazione di una zona di ristoro più ampia con tavoli per esterno, panchine, cestini per i rifiuti. La zona sotto gli archi sarebbe dotata di illuminazione a led da pavimento con tavoli per attività ricreative mentre la pavimentazione, oggi gravemente rovinata, viene ripristinata. Si innestano rastrelliere per biciclette e zone per possibili attività commerciali protette da partizioni in vetro. Tutto protetto da un sistema di videosorveglianza. Il progetto, all'epoca, è stato presentato alla presenza di un funzionario del comune ma mai siamo stati contattati anche solo per prendere meglio visione del progetto. Speriamo che un giorno questo giardino possa tornare a splendere come un tempo.        Potete inviarci segnalazioni, proposte e articoli accedendo a questo link http://catania.mobilita.org/scrivi-un-post/

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