Proposta
19 apr 2018

Qualche stallo in meno per le auto per riqualificare Largo Paisiello

di Viola Sorbello

Per una riqualificazione almeno parziale di Largo Paisiello sarebbe opportuna l'eliminazione di cinque stalli a pagamento gestiti dall'azienda partecipata"Sostare" che si trovano proprio davanti la piazza: "chiudono" la piazza e la isolano, facilitandone il degrado di quello che potrebbe essere un bel boulevard con una vista sulla via Pacini e sul prospetto della Chiesa della Madonna del Carmine. Senza auto parcheggiate sul prospetto la piazza si "aprirebbe" alla vista. La fontana, appena ristrutturata, sarebbe visibile anche dalla via Etnea e tutta la zona sarebbe più elegante; le attivita' commerciali presenti acquisterebbero valore e farebbero acquistare valore alla piazza stessa ad esempio facendola fruire a catanesi e turisti con tavolini ed ombrelloni. L'intervento sarebbe a "costo zero" perché basterebbe spostare i pesanti vasi che attualmente si trovano inutilmente sopra la piazza e collocarli in strada in modo da impedire il parcheggio in modo sostanziale. La perdita di cinque posti auto, - che si potrebbero recuperare nelle strade limitrofe-, non sarebbe un fatto grave sia per la esiguità del numero, sia perché nella zona ci sono già molte opportunità di parcheggio. Inoltre le più moderne strategie di mobilità sostenibile hanno dimostrato che il degrado ed il traffico dei centri storici va calmierato anche attraverso la riduzione delle opportunità di parcheggio.

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Proposta
11 apr 2018

Ridare dignità a piazza Bovio, pedonalizzando una porzione di questo spazio pubblico

di Alessandro Di Salvo

Lo spazio pubblico è un luogo fisico in cui la fruizione è collettiva: è lo spazio della comunità e delle relazioni sociali. Gli interventi di riqualificazione degli spazi pubblici determinano un beneficio alla collettività, migliorando la qualità della vita; i vantaggi sono anche economici se vengono inquadrati in un processo virtuoso che determina la nascita nuove attività commerciali e artigianali. A questo proposito pubblichiamo la proposta di un cittadino riguardante piazza Giovanni Bovio. Piazza Giovanni Bovio, adiacente via Francesco Crispi, è uno spazio pubblico di notevole pregio: è circondata da palazzi storici di stile liberty e su un lato della piazza è presente la piccola chiesa San Maria Ammalati. Una piazza, ahimè, molto trascurata. L'incuria la fa da padrone e gli atti vandalici amplificano il suo stato di degrado, tuttavia con pochi mirati interventi si potrebbe migliorare notevolmente la situazione. La mia proposta è quella di chiudere al transito una parte della piazza, precisamente l'area compresa tra la Chiesa e il benzinaio, realizzando qualcosa di simile a quanto fatto recentemente in piazza Sciuti. Attualmente questa porzione di piazza è riservata al parcheggio selvaggio al di fuori degli stalli blu, c'è anche una piccola centralina in disuso dell'Enel che potrebbe essere demolita (o riqualificata per altro uso). I pochi stalli a pagamento che si eliminerebbero (una quindicina) non inciderebbero sulle casse della Sostare (azienda partecipata che gestisce la sosta a pagamento ndr), Inoltre gli stalli dell'adiacente via Napoleone Colajanni risultano sempre semi vuoti per tutto il giorno. Inoltre non sono presenti garage che potrebbero causare disagi ai cittadini e si potrebbe restituirebbe ai ragazzi del quartiere quello spazio di gioco adesso appena abbozzato sulla strada.  Ecco lo stato attuale della piazza:

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Proposta
09 gen 2018

Un nuovo spazio pubblico da strappare alle auto in piazza Dante all’ingresso del giardino di via Biblioteca

di Amedeo Paladino

Riqualificare gli spazi pubblici della città, strappandoli alle auto e restituendoli alle persone. Le esperienze recenti non mancano, seppur il percorso sia ancora molto lungo: basti citare l'area nei pressi di via Pacini, tra via Etnea e piazza Carlo Alberto con al centro piazza Giuseppe Sciuti oggetto di un intervento di riqualificazione e arredo urbano, o ancora in via Sant’Euplio, uno spazio prima relegato a parcheggio, dimora incontrastata di parcheggiatori abusivi, recentemente trasformato in piazza con alberi e nuove sedute. In questi casi è stato sufficiente sottrarre al traffico un piccolo tratto di strada, del tutto ininfluente ai fini viabilistici, per creare un nuovo piccolo spazio di pregio, pedonale, con alberi ombrosi e rinfrescanti d’estate e panchine su cui poter fare una pausa: noi di Mobilita Catania abbiamo recentemente elencato alcuni spazi pubblici che meriterebbero una valorizzazione.  A questo proposito accogliamo la proposta dell'associazione Mobilità Sostenibile Catania, a firma della presidente Annamaria Pace, riguardante lo spazio pubblico antistante il giardino di via Biblioteca, in piazza Dante.   Il giardino di via Biblioteca è uno spazio che non viene utilizzato dai residenti del quartiere Antico Corso, eppure è un importante polmone verde in pieno centro storico, adiacente al Monastero dei Benedettini e a Piazza Dante. Un giardino progettato dall'architetto Giancarlo De Carlo che si inserisce, con un intervento moderno e contemporaneo nell'antico contesto e che contiene al suo interno un albero di carrubo piantato in memoria dei magistrati Falcone e Borsellino, ma attualmente poco utilizzato dai residenti. Un giardino nascosto che potrebbe aprirsi alla città e prima di tutto ai residenti del quartiere se fosse percepito come spazio pubblico, quale è, e non come spazio privato. Per modificare la percezione e l'utilizzo di questo importante luogo proponiamo la sua connessione alla città tramite la riqualificazione dello spazio antistante l'ingresso al giardino ridefinendo il tratto di Via Biblioteca su Piazza Dante e la piazzetta alberata posta a nord. L'area potrebbe essere arredata con aiuole e panchine, divenendo un nuovo ingresso al giardino di via Biblioteca. Con questa estensione all'esistente spazio verde si costituirebbe un nuovo spazio urbano per Catania che potrà essere utilizzato come luogo di sosta per i cittadini e non per il parcheggio delle automobili. Inoltre si propone la realizzazione di un monumento al centro della piazzetta per ricordare le vittime di incidenti stradali di Catania. Sul muro settecentesco attualmente è dipinto un murales in cui è scritto "Fabrizio vive nei cuori Ultrà", che ricorda un ragazzo vittima della strada. Si potrebbe trovare un modo diverso per ricordare le vittime di incidenti stradali con una scultura che oltre a valorizzare l'ingresso al giardino, coinvolgerebbe i residenti a rispettare il valore storico di questo quartiere. Tramite il sentimento di appartenenza al quartiere, il coinvolgimento al rispetto della bellezza naturale dello spazio verde e la consapevolezza della storia si potrebbe ottenere una condivisione migliore dello spazio comune. L'annessione di questo spazio"d'ingresso" al giardino assumerebbe un ruolo importantissimo anche sul piano sociale: un giardino è occasione e veicolo di valori positivi quali la socializzazione, l’integrazione, la condivisione delle esperienze. Questo può contribuire a responsabilizzare tutti verso il bene comune, alla costruzione del senso civico, fondamento di ogni società. A tale scopo l'associazione Mobilità Sostenibile Catania intende organizzare a breve un dibattito con la città invitando l'Amministrazione, l'Università, le associazioni e i cittadini a riflettere su soluzioni che valorizzino il giardino di via Biblioteca, l'intera Piazza Dante ed il quartiere.  

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Proposta
07 dic 2017

Piazza Dante Liberata, più spazio alle persone e meno alle auto: la nostra proposta

di Mobilita Catania

L'8 dicembre entrerà in esercizio nell'area dell'ex rimessa AMT di via Plebiscito un nuovo parcheggio da 250 posti. Dato che gli studi dimostrano da tempo quanto sia nocivo mantenere vaste aree di parcheggio nel cuore del centro storico, in quanto poli di attrazione di traffico privato e quindi anche di inquinamento a discapito della vivibilità e qualità dello spazio urbano, pur architettonicamente di pregio, riteniamo che questa sia un'occasione d'oro per porre finalmente fine allo scempio delle auto che ogni giorno parcheggiano in ogni angolo di Piazza Dante, compresi marciapiedi e aree per pedoni, nonché addirittura sopra i gradini del sagrato della chiesa. Gli automobilisti potranno finalmente parcheggiare legalmente senza intralciare i pedoni (e senza dover lasciare le chiavi a qualcuno...) nel nuovo parcheggio AMT e contemporaneamente lasciare libera l'area che si trova tra il Patrimonio Unesco del Monastero dei Benedettini e le Terme Romane, rendendola finalmente un luogo civile e decoroso. Nell'attesa di una ZTL definitiva in tutta l'area, il traffico dei veicoli privati provenienti da via Clemente potrebbe essere deviato, tramite dissuasori o fioriere, sull'area periferica della piazza, in modo da liberare la parte centrale dalle auto ed abbellirla con panchine, verde ed ulteriore arredo urbano.  Anche l'area adiacente alle terme romane potrebbe essere protetta dal traffico e dalla sosta selvaggia in modo analogo, con semplici paletti dissuasori o ulteriori elementi di arredo. L'operazione sarebbe simile a quanto già realizzato con successo in Via Dusmet grazie al nuovo parcheggio Borsellino, la città guadagnerebbe immediatamente legalità, decoro e vivibilità. Speriamo quindi che questa proposta venga vagliata e accolta dall'amministrazione comunale, invitando tutti coloro che la ritengono valida a condividerla e a promuoverla, anche portandola all'attenzione del Sindaco e della sua giunta, affinché possa tramutarsi quanto più presto possibile in realtà.

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Proposta
27 nov 2017

Piazza Mazzini, una proposta di rivalutazione eliminando la sosta selvaggia

di Emanuele Rizzo

Ecco una semplice ma significativa proposta di riqualificazione di piazza Giuseppe Mazzini, a Catania, mediante un restringimento delle carreggiate di attraversamento al fine di impedire la sosta selvaggia e migliorare l'estetica del quadrilatero del Vaccarini. Il centro storico è sempre più preda di sosta selvaggia che, incurante dei divieti e del buon senso, ostacola il traffico veicolare e soprattutto deturpa la bellezza delle vie e delle piazze barocche. Uno degli esempi più eclatanti è quello di piazza Giuseppe Mazzini, luogo unico a Catania in quanto unica piazza con gli angoli chiusi: un quadrato perfetto, tagliato longitudinalmente e verticalmente da due direttrici: via Garibaldi (est-ovest) e via della Lettera/via Auteri (nord-sud). STORIA DELLA PIAZZA Nel corso della ricostruzione post terremoto del 1693, il Duca di Camastra progettò la costruzione di una piazza monumentale nel cuore della città, con l’intento di renderlo il mercato cittadino. Fu così che nacque il cosiddetto “Piano di San Filippo”, un quadrilatero perfetto contornato da un loggiato con cinque archi su ogni angolo, le cui colonne in marmo bianco pare siano state prelevate dai ruderi di una vicina basilica romana. La piazza, a croce greca, è incassata tra quattro palazzi nobiliari speculari e sovrastata da quattro eleganti terrazze angolari. La direttrice principale (via San Filippo, poi divenuta via Ferdinandea ed infine via Garibaldi) fungeva da via principale d’accesso alla città da ovest, giungendo fino al Duomo. L’altra strada è il prosieguo della sontuosa via Crociferi, fino alla zona del Castello Ursino. Nel corso dei secoli, tre dei quattro palazzi subirono modifiche ai secondi piani, dotati di finestre balconate quando sarebbero dovute essere semplici cornici quadre, e agli intonaci, che passarono dal grigio catanese al rosa. Solo Palazzo Scammacca della Bruca, il primo dei quattro ad essere stato realizzato, rimase del tutto fedele all'originario disegno e così si presenta ancora oggi. Nell’Ottocento, con la nascita della Pescheria e della Fera ‘o Luni, piazza Mazzini cambiò lentamente destinazione: da luogo di ritrovo di venditori ambulanti (con tanto di carretti ed asini al seguito) a centro di negozi eleganti. Nei primi decenni del Novecento - racconta lo storico Salvatore Nicolosi - il luogo era un angolo di quiete e tranquillità nel cuore della città. Nei primissimi anni Duemila la piazza venne riqualificata con la posa di pavimentazione in pietra lavica dell’Etna. Nel 2013 ha ospitato il Red Bull Double Trouble.   LA VIABILITÀ OGGI Le carreggiate delle due strade sono di uguale ampiezza, ma mentre la via Garibaldi presenta una corsia ordinaria di marcia est-ovest ed una corsia preferenziale ovest-est per i mezzi pubblici, la via della Lettera è a senso unico (nord-sud), così come la via Auteri (in cui il senso di marcia è da pochi anni stato invertito in sud-nord). All’imbocco della piazza esiste (formalmente) il divieto di sosta ambo i lati su tutte e quattro le direttrici, proprio per garantire snellimento del traffico e per liberare la piazza dalla vista deturpante delle auto in sosta. Solo in teoria, però… LA PROPOSTA Considerando il costante parcheggio selvaggio, stimolato anche dalla mancanza di azioni specifiche da parte della Polizia Municipale, l’idea è quella di togliere del tutto la possibilità della sosta vietata nel perimetro della piazza, restringendo la carreggiata e, quindi, allargando i marciapiedi. Si tratta di un’azione già intrapresa in altre città europee per analoghi motivi, migliorando la viabilità ed ampliando le aree pedonali. A causa del doppio senso di marcia sulla via Garibaldi, è necessario che tale carreggiata sia ampia il doppio rispetto a quella dell’asse di via della Lettera/via Auteri. Tuttavia, per mantenere la simmetria della piazza, la restrizione della carreggiata di via Garibaldi sarà della metà rispetto alle altre due strade. Per chiarire questo passaggio, andiamo nel dettaglio. Sull’asse Lettera/Auteri la restrizione della carreggiata riguarderà entrambi i lati, per un’ampiezza di circa 2,4 metri per lato (pari alla larghezza degli stalli della sosta), a partire dall’inizio dei palazzi della piazza, sia a nord che a sud. L’operazione comporta la perdita di quattro stalli per la sosta su via Auteri e quattro su via della Lettera. Sull’asse Garibaldi, invece, la restrizione della carreggiata riguarderà entrambi i lati, per un’ampiezza di circa 1,2 metri per lato (pari a metà della larghezza degli stalli della sosta), a partire dall’inizio della piazza proseguendo verso ovest ed a partire da 15 metri prima dell’inizio dei palazzi della piazza proseguendo verso est. Ciò si rende necessario per facilitare le manovre di deviazione agli autobus che transitano lungo la corsia preferenziale. L’operazione non comporta la perdita di alcuno stallo per la sosta su via Garibaldi, in quanto in quel punto vige il divieto di sosta. Foto di copertina di Francesco Pellegrino

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Proposta
28 set 2017

Una rete di percorsi ciclabili a Catania realizzabile a costi ridotti: il principio da seguire

di Annamaria Pace

Riceviamo e pubblichiamo la proposta dell'associazione Mobilità Sostenibile Catania inerente alla realizzazione di una rete di percorsi ciclabili che possa connettere luoghi strategici della città di Catania. L'apertura di nuove tratte della metropolitana ha fatto scoprire ai catanesi il vantaggio di lasciare l'auto a casa utilizzando mezzi di trasporto più veloci ed economici. È giunto quindi il momento di evolverci, finalmente, verso una mobilità più moderna ed intelligente considerando i principi della sostenibilità ambientale. Per questa ragione crediamo che sia importante dare un'accelerazione a questo processo evolutivo attraverso la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili realizzati con costi di gran lunga ridotti rispetto a quelli necessari per la realizzazione di infrastrutture stradali. La creazione di percorsi ciclabili connessi alla nuova pista ciclabile del Lungomare, come alternativa sicura, funzionale ed economica rispetto all'attuale utilizzo dell’automobile potrebbe essere un possibile passo avanti in questa direzione, modificando in tempi brevi la gerarchia degli spazi destinati alle auto ed al parcheggio. La nostra proposta consiste nella realizzazione di una rete ciclabile che inizialmente connetterà i luoghi strategici della città e che potenzialmente verrà estesa a tutta l'area urbana. Abbiamo individuato dei percorsi ciclabili da realizzare in alcune strade in cui è possibile replicare il modello utilizzato dalla città di Grenoble, una città della Francia sud-orientale, con circa 158.221 abitanti che, dal 1961, è gemellata con Catania e che sta portando avanti importanti esempi di mobiltà sostenibile in ambito urbano. Il modello consiste nella realizzazione di percorsi ciclabili a due corsie, di senso opposto a quello delle automobili, attigui al marciapiede, protetti dalla collocazione di parcheggi posti parallelamente alla corsia e delimitati da un’area di sicurezza per l'apertura dello sportello delle auto parcheggiate. Le strade dovrebbero avere il limite di velocità di 30 km/h, così da garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti. Con questo intervento si favorirebbe l’intermodalità ossia l’utilizzo di diversi mezzi di trasporto, come il muoversi a piedi, in bici, con l’autobus, con la metropolitana, con il car sharing. Un primo percorso connetterebbe la già esistente pista ciclabile del lungomare con il polo universitario del Monastero dei Benedettini, partendo dalla piazza Europa, attraversando via Asiago, via Trieste, via Firenze, via Giuseppe Aurelio Costanzo, via Caronda, piazza Roma, via Salvatore Tomaselli, via Santa Maddalena, via Gesualdo Clementi per concludersi in prossimità del Monastero dei Benedettini. Un secondo percorso attraverserebbe la città secondo l'asse nord-sud connettendo la stazione della metropolitana Borgo con la Civita ed infine il terzo percorso collegherebbe la stazione Borgo con il centro storico. L'intervento presenta dei vantaggi rilevanti: una maggiore sicurezza per i pedoni, poiché in questi percorsi la velocità delle auto sarebbe ridotta, la possibilità di muoversi in modo indipendente per tutti i cittadini anche bambini ed anziani, un costo irrisorio oltre ai conseguenti effetti benefici sul traffico veicolare in quanto è stato rilevato che nelle città in cui si realizzano percorsi ciclabili il traffico veicolare è più fluido. Il nostro auspicio è che la amministrazione comunale accolga favorevolmente la nostra proposta.  

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Proposta
22 lug 2017

Micro aree pedonali, un’opportunità immediata per migliorare la qualità del centro

di Andrea Tartaglia

Chi ricorda come si presentava, sino a qualche anno fa, quella porzione di piazza Stesicoro di fronte all'ex Teatro Olympia, pregiato esempio di liberty catanese dove si esibì anche il grande Antonio De Curtis, oggi sede di un fast food? Un'accozzaglia di auto e moto, disordine, non certo un angolo di città di qualità, nonostante la presenza di begli edifici storici. Ebbene, è stato sufficiente sottrarre al traffico quel piccolo tratto di strada, del tutto ininfluente ai fini viabilistici, per creare un nuovo piccolo spazio di pregio, pedonale, con alberi ombrosi e rinfrescanti d'estate e panchine su cui poter fare una pausa nel corso di una bella passeggiata in centro, raggiungibile dalla vicinissima stazione della metropolitana. Anche in via Sant'Euplio, uno spazio prima relegato a parcheggio, dimora incontrastata di parcheggiatori abusivi, c'è un piccolo spazio urbano oggetto di un semplice intervento di riqualificazione che ha consente ai catanesi e  ai turisti la possibilità di percorrere la strada alberata, almeno nello spazio antistante la banca che si è fatta carico dei lavori, con ampi spazi attrezzati a disposizione. Mentre nei pressi di via Pacini, tra via Etnea e piazza Carlo Alberto, un'ampio reticolo di stradine con al centro piazza Giuseppe Sciuti recentemente oggetto di un intervento di riqualificazione e arredo urbano. Come non citare, anche, la felicissima esperienza di pedonalizzazione del tratto di via Beato Cardinale Dusmet compreso tra la Villa Pacini e Porta Uzeda, nonostante l'apertura al traffico notturna, per il momento, ne impedisce un'auspicabile e più completa riqualificazione in termini di pavimentazione e arredo urbano? Gli esempi sono utili perché sono davvero tante le aree, le piazzette e le stradine del centro, in particolare del centro storico, dove si potrebbero effettuare interventi analoghi che, senza essere grandi opere, sono capaci di ridare lustro, qualità e vivibilità alle zone interessate. Tra queste, rientrano sicuramente via Porta di Ferro, così chiamata perché in zona esisteva una delle antiche porte cittadine, che dal porto (via Beato Cardinale Dusmet) conduce al centro storico nella bella piazza Mario Cutelli. Non è una strada importante ai fini della viabilità, vi si affacciano ristoranti, locali interessanti e un ex teatro, oggi moschea, è in asse col maestoso prospetto del convitto Cutelli ed è naturale punto d'ingresso alla Civita per i croceristi che sbarcano al porto. Riqualificare e pedonalizzare questa strada (magari consentendo semplicemente l'attraversamento veicolare per alcune traverse) significherebbe, inoltre, connettere tra loro le aree già riqualificate di Largo XVII Agosto e di piazza Cutelli, quest'ultima quotidianamente oltraggiata, pur essendo pedonale, dalla sosta selvaggia gestita dai parcheggiatori abusivi lungo i lati occidentale e meridionale (non è un caso che i dissuasori posti lungo via Vittorio Emanuele II siano stati sradicati e posti lateralmente, resi del tutto inutili). Di fronte al maestoso palazzo Biscari, una piccola via su cui negli ultimi anni sono sorti caffè e ristoranti, oggi in mano ai parcheggiatori abusivi, specie nelle ore notturne, rappresenta un ulteriore esempio di strada da poter sottrarre al traffico senza arrecare alcun disagio al traffico e creare un nuovo spazio urbano pedonale di qualità, peraltro in un punto di elevatissimo pregio architettonico, proprio di fronte al barocco della terrazza nobiliare, dove quotidianamente si vedono turisti destreggiarsi tra auto e moto. Il pregio architettonico, ad ogni modo, non dev'essere conditio sine qua non per questo genere di microinterventi di riqualificazione. E qui le possibilità di allargare il campo di azione sono innumerevoli: giusto per citare un paio di esempi, potrebbe essere chiusa al traffico una piccola stradina posta sul lato settentrionale di piazza Santa Maria di Gesù, dando luogo a uno spazio più a dimensione di piazza piuttosto che, come adesso, a ritagli di verde tra una fila di auto e l'altra. Ancora: piccole, brevi strade su cui si affacciano bar ed esercizi commerciali, senza necessità di accesso carrabile. Via Santa Maria di Betlem, in corrispondenza dell'uscita sud-occidentale della stazione metro Stesicoro (oltretutto la più utilizzata dagli utenti), potrebbe tranquillamente essere chiusa al traffico, pedonalizzata, alberata e dotata di panchine e messa alla stessa quota dei marciapiedi di corso Sicilia. Senza interferire sulla viabilità, si creerebbe così un effetto piazza dirompente proprio vicino alla piazza Santo Spirito (oggi Turi Ferro), per la quale esiste, sulla carta, un bellissimo progetto di pedonalizzazione (frutto del concorso "Cinque piazze per Catania" di alcuni anni fa) che meriterebbe senza alcun dubbio di essere ripreso dall'amministrazione comunale, sebbene si tratti di un intervento ben più corposo rispetto agli altri qui proposti. Negli anni '90, in un'altra zona della città, nel periodo delle festività natalizie era diventata una piacevole tradizione vedere chiuso al traffico e arredato a verde il tratto di via Monfalcone compreso tra corso Italia e via Pola. Moltissima gente affollava la strada, sede di negozi e boutique di alto rango, in un quartiere della città povero di spazi dedicati ai pedoni nonché di aree verdi. Perché non ripensarci, magari in modo definitivo? Non dimentichiamoci, infine, di quegli interventi già realizzati che meritano maggiore tutela. Un esempio su tutti: via Zolfatai, traversa di via D'Amico e via Simeto: un gioiellino di riqualificazione urbana dimenticato, che andrebbe rivalorizzato (leggasi: protetto dalla consueta invasione di auto e moto) ed anzi esteso ad almeno un tratto della vicina via Simeto, dove insistono locali di divertimento e il museo Città della Scienza di Catania: un'area votata, dunque, ad essere vissuta nella dimensione pedonale e che, ancora una volta, non è di supporto significativo alla rete viabilistica della zona. Le proposte e i luoghi non mancano. All'amministrazione comunale il non semplice ma doveroso compito di cercare di tradurre in realtà i tanti, piccoli, possibili passi avanti verso la civiltà e l'innalzamento della qualità della vita urbana.

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