Proposta
09 gen 2018

Un nuovo spazio pubblico da strappare alle auto in piazza Dante all’ingresso del giardino di via Biblioteca

di Amedeo Paladino

Riqualificare gli spazi pubblici della città, strappandoli alle auto e restituendoli alle persone. Le esperienze recenti non mancano, seppur il percorso sia ancora molto lungo: basti citare l'area nei pressi di via Pacini, tra via Etnea e piazza Carlo Alberto con al centro piazza Giuseppe Sciuti oggetto di un intervento di riqualificazione e arredo urbano, o ancora in via Sant’Euplio, uno spazio prima relegato a parcheggio, dimora incontrastata di parcheggiatori abusivi, recentemente trasformato in piazza con alberi e nuove sedute. In questi casi è stato sufficiente sottrarre al traffico un piccolo tratto di strada, del tutto ininfluente ai fini viabilistici, per creare un nuovo piccolo spazio di pregio, pedonale, con alberi ombrosi e rinfrescanti d’estate e panchine su cui poter fare una pausa: noi di Mobilita Catania abbiamo recentemente elencato alcuni spazi pubblici che meriterebbero una valorizzazione.  A questo proposito accogliamo la proposta dell'associazione Mobilità Sostenibile Catania, a firma della presidente Annamaria Pace, riguardante lo spazio pubblico antistante il giardino di via Biblioteca, in piazza Dante.   Il giardino di via Biblioteca è uno spazio che non viene utilizzato dai residenti del quartiere Antico Corso, eppure è un importante polmone verde in pieno centro storico, adiacente al Monastero dei Benedettini e a Piazza Dante. Un giardino progettato dall'architetto Giancarlo De Carlo che si inserisce, con un intervento moderno e contemporaneo nell'antico contesto e che contiene al suo interno un albero di carrubo piantato in memoria dei magistrati Falcone e Borsellino, ma attualmente poco utilizzato dai residenti. Un giardino nascosto che potrebbe aprirsi alla città e prima di tutto ai residenti del quartiere se fosse percepito come spazio pubblico, quale è, e non come spazio privato. Per modificare la percezione e l'utilizzo di questo importante luogo proponiamo la sua connessione alla città tramite la riqualificazione dello spazio antistante l'ingresso al giardino ridefinendo il tratto di Via Biblioteca su Piazza Dante e la piazzetta alberata posta a nord. L'area potrebbe essere arredata con aiuole e panchine, divenendo un nuovo ingresso al giardino di via Biblioteca. Con questa estensione all'esistente spazio verde si costituirebbe un nuovo spazio urbano per Catania che potrà essere utilizzato come luogo di sosta per i cittadini e non per il parcheggio delle automobili. Inoltre si propone la realizzazione di un monumento al centro della piazzetta per ricordare le vittime di incidenti stradali di Catania. Sul muro settecentesco attualmente è dipinto un murales in cui è scritto "Fabrizio vive nei cuori Ultrà", che ricorda un ragazzo vittima della strada. Si potrebbe trovare un modo diverso per ricordare le vittime di incidenti stradali con una scultura che oltre a valorizzare l'ingresso al giardino, coinvolgerebbe i residenti a rispettare il valore storico di questo quartiere. Tramite il sentimento di appartenenza al quartiere, il coinvolgimento al rispetto della bellezza naturale dello spazio verde e la consapevolezza della storia si potrebbe ottenere una condivisione migliore dello spazio comune. L'annessione di questo spazio"d'ingresso" al giardino assumerebbe un ruolo importantissimo anche sul piano sociale: un giardino è occasione e veicolo di valori positivi quali la socializzazione, l’integrazione, la condivisione delle esperienze. Questo può contribuire a responsabilizzare tutti verso il bene comune, alla costruzione del senso civico, fondamento di ogni società. A tale scopo l'associazione Mobilità Sostenibile Catania intende organizzare a breve un dibattito con la città invitando l'Amministrazione, l'Università, le associazioni e i cittadini a riflettere su soluzioni che valorizzino il giardino di via Biblioteca, l'intera Piazza Dante ed il quartiere.  

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Proposta
07 dic 2017

Piazza Dante Liberata, più spazio alle persone e meno alle auto: la nostra proposta

di Mobilita Catania

L'8 dicembre entrerà in esercizio nell'area dell'ex rimessa AMT di via Plebiscito un nuovo parcheggio da 250 posti. Dato che gli studi dimostrano da tempo quanto sia nocivo mantenere vaste aree di parcheggio nel cuore del centro storico, in quanto poli di attrazione di traffico privato e quindi anche di inquinamento a discapito della vivibilità e qualità dello spazio urbano, pur architettonicamente di pregio, riteniamo che questa sia un'occasione d'oro per porre finalmente fine allo scempio delle auto che ogni giorno parcheggiano in ogni angolo di Piazza Dante, compresi marciapiedi e aree per pedoni, nonché addirittura sopra i gradini del sagrato della chiesa. Gli automobilisti potranno finalmente parcheggiare legalmente senza intralciare i pedoni (e senza dover lasciare le chiavi a qualcuno...) nel nuovo parcheggio AMT e contemporaneamente lasciare libera l'area che si trova tra il Patrimonio Unesco del Monastero dei Benedettini e le Terme Romane, rendendola finalmente un luogo civile e decoroso. Nell'attesa di una ZTL definitiva in tutta l'area, il traffico dei veicoli privati provenienti da via Clemente potrebbe essere deviato, tramite dissuasori o fioriere, sull'area periferica della piazza, in modo da liberare la parte centrale dalle auto ed abbellirla con panchine, verde ed ulteriore arredo urbano.  Anche l'area adiacente alle terme romane potrebbe essere protetta dal traffico e dalla sosta selvaggia in modo analogo, con semplici paletti dissuasori o ulteriori elementi di arredo. L'operazione sarebbe simile a quanto già realizzato con successo in Via Dusmet grazie al nuovo parcheggio Borsellino, la città guadagnerebbe immediatamente legalità, decoro e vivibilità. Speriamo quindi che questa proposta venga vagliata e accolta dall'amministrazione comunale, invitando tutti coloro che la ritengono valida a condividerla e a promuoverla, anche portandola all'attenzione del Sindaco e della sua giunta, affinché possa tramutarsi quanto più presto possibile in realtà.

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Proposta
27 nov 2017

Piazza Mazzini, una proposta di rivalutazione eliminando la sosta selvaggia

di Emanuele Rizzo

Ecco una semplice ma significativa proposta di riqualificazione di piazza Giuseppe Mazzini, a Catania, mediante un restringimento delle carreggiate di attraversamento al fine di impedire la sosta selvaggia e migliorare l'estetica del quadrilatero del Vaccarini. Il centro storico è sempre più preda di sosta selvaggia che, incurante dei divieti e del buon senso, ostacola il traffico veicolare e soprattutto deturpa la bellezza delle vie e delle piazze barocche. Uno degli esempi più eclatanti è quello di piazza Giuseppe Mazzini, luogo unico a Catania in quanto unica piazza con gli angoli chiusi: un quadrato perfetto, tagliato longitudinalmente e verticalmente da due direttrici: via Garibaldi (est-ovest) e via della Lettera/via Auteri (nord-sud). STORIA DELLA PIAZZA Nel corso della ricostruzione post terremoto del 1693, il Duca di Camastra progettò la costruzione di una piazza monumentale nel cuore della città, con l’intento di renderlo il mercato cittadino. Fu così che nacque il cosiddetto “Piano di San Filippo”, un quadrilatero perfetto contornato da un loggiato con cinque archi su ogni angolo, le cui colonne in marmo bianco pare siano state prelevate dai ruderi di una vicina basilica romana. La piazza, a croce greca, è incassata tra quattro palazzi nobiliari speculari e sovrastata da quattro eleganti terrazze angolari. La direttrice principale (via San Filippo, poi divenuta via Ferdinandea ed infine via Garibaldi) fungeva da via principale d’accesso alla città da ovest, giungendo fino al Duomo. L’altra strada è il prosieguo della sontuosa via Crociferi, fino alla zona del Castello Ursino. Nel corso dei secoli, tre dei quattro palazzi subirono modifiche ai secondi piani, dotati di finestre balconate quando sarebbero dovute essere semplici cornici quadre, e agli intonaci, che passarono dal grigio catanese al rosa. Solo Palazzo Scammacca della Bruca, il primo dei quattro ad essere stato realizzato, rimase del tutto fedele all'originario disegno e così si presenta ancora oggi. Nell’Ottocento, con la nascita della Pescheria e della Fera ‘o Luni, piazza Mazzini cambiò lentamente destinazione: da luogo di ritrovo di venditori ambulanti (con tanto di carretti ed asini al seguito) a centro di negozi eleganti. Nei primi decenni del Novecento - racconta lo storico Salvatore Nicolosi - il luogo era un angolo di quiete e tranquillità nel cuore della città. Nei primissimi anni Duemila la piazza venne riqualificata con la posa di pavimentazione in pietra lavica dell’Etna. Nel 2013 ha ospitato il Red Bull Double Trouble.   LA VIABILITÀ OGGI Le carreggiate delle due strade sono di uguale ampiezza, ma mentre la via Garibaldi presenta una corsia ordinaria di marcia est-ovest ed una corsia preferenziale ovest-est per i mezzi pubblici, la via della Lettera è a senso unico (nord-sud), così come la via Auteri (in cui il senso di marcia è da pochi anni stato invertito in sud-nord). All’imbocco della piazza esiste (formalmente) il divieto di sosta ambo i lati su tutte e quattro le direttrici, proprio per garantire snellimento del traffico e per liberare la piazza dalla vista deturpante delle auto in sosta. Solo in teoria, però… LA PROPOSTA Considerando il costante parcheggio selvaggio, stimolato anche dalla mancanza di azioni specifiche da parte della Polizia Municipale, l’idea è quella di togliere del tutto la possibilità della sosta vietata nel perimetro della piazza, restringendo la carreggiata e, quindi, allargando i marciapiedi. Si tratta di un’azione già intrapresa in altre città europee per analoghi motivi, migliorando la viabilità ed ampliando le aree pedonali. A causa del doppio senso di marcia sulla via Garibaldi, è necessario che tale carreggiata sia ampia il doppio rispetto a quella dell’asse di via della Lettera/via Auteri. Tuttavia, per mantenere la simmetria della piazza, la restrizione della carreggiata di via Garibaldi sarà della metà rispetto alle altre due strade. Per chiarire questo passaggio, andiamo nel dettaglio. Sull’asse Lettera/Auteri la restrizione della carreggiata riguarderà entrambi i lati, per un’ampiezza di circa 2,4 metri per lato (pari alla larghezza degli stalli della sosta), a partire dall’inizio dei palazzi della piazza, sia a nord che a sud. L’operazione comporta la perdita di quattro stalli per la sosta su via Auteri e quattro su via della Lettera. Sull’asse Garibaldi, invece, la restrizione della carreggiata riguarderà entrambi i lati, per un’ampiezza di circa 1,2 metri per lato (pari a metà della larghezza degli stalli della sosta), a partire dall’inizio della piazza proseguendo verso ovest ed a partire da 15 metri prima dell’inizio dei palazzi della piazza proseguendo verso est. Ciò si rende necessario per facilitare le manovre di deviazione agli autobus che transitano lungo la corsia preferenziale. L’operazione non comporta la perdita di alcuno stallo per la sosta su via Garibaldi, in quanto in quel punto vige il divieto di sosta. Foto di copertina di Francesco Pellegrino

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Proposta
28 set 2017

Una rete di percorsi ciclabili a Catania realizzabile a costi ridotti: il principio da seguire

di Annamaria Pace

Riceviamo e pubblichiamo la proposta dell'associazione Mobilità Sostenibile Catania inerente alla realizzazione di una rete di percorsi ciclabili che possa connettere luoghi strategici della città di Catania. L'apertura di nuove tratte della metropolitana ha fatto scoprire ai catanesi il vantaggio di lasciare l'auto a casa utilizzando mezzi di trasporto più veloci ed economici. È giunto quindi il momento di evolverci, finalmente, verso una mobilità più moderna ed intelligente considerando i principi della sostenibilità ambientale. Per questa ragione crediamo che sia importante dare un'accelerazione a questo processo evolutivo attraverso la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili realizzati con costi di gran lunga ridotti rispetto a quelli necessari per la realizzazione di infrastrutture stradali. La creazione di percorsi ciclabili connessi alla nuova pista ciclabile del Lungomare, come alternativa sicura, funzionale ed economica rispetto all'attuale utilizzo dell’automobile potrebbe essere un possibile passo avanti in questa direzione, modificando in tempi brevi la gerarchia degli spazi destinati alle auto ed al parcheggio. La nostra proposta consiste nella realizzazione di una rete ciclabile che inizialmente connetterà i luoghi strategici della città e che potenzialmente verrà estesa a tutta l'area urbana. Abbiamo individuato dei percorsi ciclabili da realizzare in alcune strade in cui è possibile replicare il modello utilizzato dalla città di Grenoble, una città della Francia sud-orientale, con circa 158.221 abitanti che, dal 1961, è gemellata con Catania e che sta portando avanti importanti esempi di mobiltà sostenibile in ambito urbano. Il modello consiste nella realizzazione di percorsi ciclabili a due corsie, di senso opposto a quello delle automobili, attigui al marciapiede, protetti dalla collocazione di parcheggi posti parallelamente alla corsia e delimitati da un’area di sicurezza per l'apertura dello sportello delle auto parcheggiate. Le strade dovrebbero avere il limite di velocità di 30 km/h, così da garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti. Con questo intervento si favorirebbe l’intermodalità ossia l’utilizzo di diversi mezzi di trasporto, come il muoversi a piedi, in bici, con l’autobus, con la metropolitana, con il car sharing. Un primo percorso connetterebbe la già esistente pista ciclabile del lungomare con il polo universitario del Monastero dei Benedettini, partendo dalla piazza Europa, attraversando via Asiago, via Trieste, via Firenze, via Giuseppe Aurelio Costanzo, via Caronda, piazza Roma, via Salvatore Tomaselli, via Santa Maddalena, via Gesualdo Clementi per concludersi in prossimità del Monastero dei Benedettini. Un secondo percorso attraverserebbe la città secondo l'asse nord-sud connettendo la stazione della metropolitana Borgo con la Civita ed infine il terzo percorso collegherebbe la stazione Borgo con il centro storico. L'intervento presenta dei vantaggi rilevanti: una maggiore sicurezza per i pedoni, poiché in questi percorsi la velocità delle auto sarebbe ridotta, la possibilità di muoversi in modo indipendente per tutti i cittadini anche bambini ed anziani, un costo irrisorio oltre ai conseguenti effetti benefici sul traffico veicolare in quanto è stato rilevato che nelle città in cui si realizzano percorsi ciclabili il traffico veicolare è più fluido. Il nostro auspicio è che la amministrazione comunale accolga favorevolmente la nostra proposta.  

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Proposta
22 lug 2017

Micro aree pedonali, un’opportunità immediata per migliorare la qualità del centro

di Andrea Tartaglia

Chi ricorda come si presentava, sino a qualche anno fa, quella porzione di piazza Stesicoro di fronte all'ex Teatro Olympia, pregiato esempio di liberty catanese dove si esibì anche il grande Antonio De Curtis, oggi sede di un fast food? Un'accozzaglia di auto e moto, disordine, non certo un angolo di città di qualità, nonostante la presenza di begli edifici storici. Ebbene, è stato sufficiente sottrarre al traffico quel piccolo tratto di strada, del tutto ininfluente ai fini viabilistici, per creare un nuovo piccolo spazio di pregio, pedonale, con alberi ombrosi e rinfrescanti d'estate e panchine su cui poter fare una pausa nel corso di una bella passeggiata in centro, raggiungibile dalla vicinissima stazione della metropolitana. Anche in via Sant'Euplio, uno spazio prima relegato a parcheggio, dimora incontrastata di parcheggiatori abusivi, c'è un piccolo spazio urbano oggetto di un semplice intervento di riqualificazione che ha consente ai catanesi e  ai turisti la possibilità di percorrere la strada alberata, almeno nello spazio antistante la banca che si è fatta carico dei lavori, con ampi spazi attrezzati a disposizione. Mentre nei pressi di via Pacini, tra via Etnea e piazza Carlo Alberto, un'ampio reticolo di stradine con al centro piazza Giuseppe Sciuti recentemente oggetto di un intervento di riqualificazione e arredo urbano. Come non citare, anche, la felicissima esperienza di pedonalizzazione del tratto di via Beato Cardinale Dusmet compreso tra la Villa Pacini e Porta Uzeda, nonostante l'apertura al traffico notturna, per il momento, ne impedisce un'auspicabile e più completa riqualificazione in termini di pavimentazione e arredo urbano? Gli esempi sono utili perché sono davvero tante le aree, le piazzette e le stradine del centro, in particolare del centro storico, dove si potrebbero effettuare interventi analoghi che, senza essere grandi opere, sono capaci di ridare lustro, qualità e vivibilità alle zone interessate. Tra queste, rientrano sicuramente via Porta di Ferro, così chiamata perché in zona esisteva una delle antiche porte cittadine, che dal porto (via Beato Cardinale Dusmet) conduce al centro storico nella bella piazza Mario Cutelli. Non è una strada importante ai fini della viabilità, vi si affacciano ristoranti, locali interessanti e un ex teatro, oggi moschea, è in asse col maestoso prospetto del convitto Cutelli ed è naturale punto d'ingresso alla Civita per i croceristi che sbarcano al porto. Riqualificare e pedonalizzare questa strada (magari consentendo semplicemente l'attraversamento veicolare per alcune traverse) significherebbe, inoltre, connettere tra loro le aree già riqualificate di Largo XVII Agosto e di piazza Cutelli, quest'ultima quotidianamente oltraggiata, pur essendo pedonale, dalla sosta selvaggia gestita dai parcheggiatori abusivi lungo i lati occidentale e meridionale (non è un caso che i dissuasori posti lungo via Vittorio Emanuele II siano stati sradicati e posti lateralmente, resi del tutto inutili). Di fronte al maestoso palazzo Biscari, una piccola via su cui negli ultimi anni sono sorti caffè e ristoranti, oggi in mano ai parcheggiatori abusivi, specie nelle ore notturne, rappresenta un ulteriore esempio di strada da poter sottrarre al traffico senza arrecare alcun disagio al traffico e creare un nuovo spazio urbano pedonale di qualità, peraltro in un punto di elevatissimo pregio architettonico, proprio di fronte al barocco della terrazza nobiliare, dove quotidianamente si vedono turisti destreggiarsi tra auto e moto. Il pregio architettonico, ad ogni modo, non dev'essere conditio sine qua non per questo genere di microinterventi di riqualificazione. E qui le possibilità di allargare il campo di azione sono innumerevoli: giusto per citare un paio di esempi, potrebbe essere chiusa al traffico una piccola stradina posta sul lato settentrionale di piazza Santa Maria di Gesù, dando luogo a uno spazio più a dimensione di piazza piuttosto che, come adesso, a ritagli di verde tra una fila di auto e l'altra. Ancora: piccole, brevi strade su cui si affacciano bar ed esercizi commerciali, senza necessità di accesso carrabile. Via Santa Maria di Betlem, in corrispondenza dell'uscita sud-occidentale della stazione metro Stesicoro (oltretutto la più utilizzata dagli utenti), potrebbe tranquillamente essere chiusa al traffico, pedonalizzata, alberata e dotata di panchine e messa alla stessa quota dei marciapiedi di corso Sicilia. Senza interferire sulla viabilità, si creerebbe così un effetto piazza dirompente proprio vicino alla piazza Santo Spirito (oggi Turi Ferro), per la quale esiste, sulla carta, un bellissimo progetto di pedonalizzazione (frutto del concorso "Cinque piazze per Catania" di alcuni anni fa) che meriterebbe senza alcun dubbio di essere ripreso dall'amministrazione comunale, sebbene si tratti di un intervento ben più corposo rispetto agli altri qui proposti. Negli anni '90, in un'altra zona della città, nel periodo delle festività natalizie era diventata una piacevole tradizione vedere chiuso al traffico e arredato a verde il tratto di via Monfalcone compreso tra corso Italia e via Pola. Moltissima gente affollava la strada, sede di negozi e boutique di alto rango, in un quartiere della città povero di spazi dedicati ai pedoni nonché di aree verdi. Perché non ripensarci, magari in modo definitivo? Non dimentichiamoci, infine, di quegli interventi già realizzati che meritano maggiore tutela. Un esempio su tutti: via Zolfatai, traversa di via D'Amico e via Simeto: un gioiellino di riqualificazione urbana dimenticato, che andrebbe rivalorizzato (leggasi: protetto dalla consueta invasione di auto e moto) ed anzi esteso ad almeno un tratto della vicina via Simeto, dove insistono locali di divertimento e il museo Città della Scienza di Catania: un'area votata, dunque, ad essere vissuta nella dimensione pedonale e che, ancora una volta, non è di supporto significativo alla rete viabilistica della zona. Le proposte e i luoghi non mancano. All'amministrazione comunale il non semplice ma doveroso compito di cercare di tradurre in realtà i tanti, piccoli, possibili passi avanti verso la civiltà e l'innalzamento della qualità della vita urbana.

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Proposta
21 giu 2017

Fermate del trasporto pubblico accessibili a utenti con disabilità motoria e deficit della vista

di Mobilita Catania

Questa proposta è stata presentata da noi di Mobilita Catania all'interno del progetto "InSUPERabile Catania" teso a promuovere dal basso interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche: insieme ad altre proposte progettuali verrà presentato venerdì 23 giugno 2017 al Monastero dei Benedettini all'interno di un convegno al quale parteciperanno docenti, esperti e autorità locali. Un elemento spesso sottovalutato è l’accessibilità al trasporto pubblico: il miglioramento dei percorsi pedonali di accesso ai nodi del trasporto pubblico insieme alla creazione di fermate protette e con elevati standard di confort è sicurezza ha l’effetto di aumentare la distanza che un utente è disposto a percorrere per raggiungere la fermata e dunque ha l’effetto di aumentare il bacino di copertura o area di influenza di ogni fermata. Oltre le carenze infrastrutturali, anche gli aspetti gestionali causano un peggioramento dell’accessibilità al trasporto pubblico: spesso i veicoli in divieto di sosta obbligano gli autobus di linea ad effettuare la fermata in mezzo alla carreggiata, rendendo difficoltosa, se non impossibile, la salita sul mezzo in particolare per le persone con deficit motorio o visivi. Dalla qui la necessità di agire sull’infrastruttura stessa delle fermate dei bus. Si accede alla fermata tramite una piccola rampa che porta alla stessa quota dei pianali dei bus. In questa maniera gli utenti diversamente abili potranno accedere direttamente dentro gli autobus in maniera veloce e diretta. La rampa è inoltre dotata di un percorso tattilo-plantare fondato sul metodo Loges (Linea di Orientamento, Guida e Sicurezza), i cui codici sono costituiti da speciali lastre a rilievo dalla texture macroscopica e marcatamente tridimidensionale, studiata appositamente per essere percepita dai piedi. Sarà possibile pianificare il proprio itinerario impostando la destinazione sulla mappa interattiva touch screen. Il sistema visualizzerà il percorso e fornirà anche indicazioni sulla posizione in tempo reale degli autobus richiesti, sui tempi di attesa e di arrivo, sulle coincidenze con altri mezzi di trasporto come tram, treni, con servizi come il car-sharing o il bike-sharing. Gli enti locali potranno utilizzare la nuova fermata per “aprire” finestre contenenti messaggi urgenti di pubblica utilità (scioperi, manifestazioni, deviazioni), avendo così a disposizione un canale multimediale per le comunicazioni di servizio ai cittadini, le informazioni saranno visive e sonore.  

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Proposta
06 giu 2017

Una riforma del trasporto pubblico su gomma a Catania: puntare sul BRT e ridurre le linee

di etienne

Grande pecca della mobilità su gomma catanese è quella di fornire un servizio troppo dettagliato nonostante le possibilità ridotte. Infatti vi sono troppe fermate e troppe linee. Ciò confluisce in basse frequenze e poca utenza. L’Azienda Metropolitana Trasporti mette a disposizione dei cittadini catanesi ben più di cinquanta linee urbane, ma, dato la lunghezza delle stesse e la difficoltà a mandare in strada un numero sufficiente di mezzi, la loro frequenza è troppo bassa. Questo comporta sfiducia da parte dell’utenza e l’impossibilità, in caso di itinerario comprendente coincidenze, di ottenere tempi di percorrenza convenienti. Al momento la Metropolitana di FCE e il futuro Passante Ferroviario rappresentano solo un elemento di concorrenza per l’AMT stessa. La mia proposta  è mirata solo a riorganizzare in modo intelligente il trasporto basico del comune stesso con una giusta integrazione con la metropolitana e con il passante ferroviario e ha come fondamenti l’economia, la razionalità e la funzionalità ispirata ad altri modelli conosciute per la buona mobilità su gomma come Parigi. La mia proposta prevede Un numero ridotto di linee. Linee più corte ma con maggiore copertura territoriale e frequenza delle corse. Integrazione con la Metropolitana e con il Passante Ferroviario che possono completare la copertura territoriale e fornire dunque al cittadino un unico servizio completo invece di più sevizi ricchi di lacune. Avere una distanza media dalla fermata più vicina leggermente più elevata. Si prevede inoltre una gerarchia delle linee: Linee veloci: Sulla scia del BRT1 e L-EX, con le proprietà di: Avere precedenza nell’assegnazione dei mezzi in caso di scarsità di autobus in strada. Coprire distanze minori o uguali a quelle del BRT1. Portare avanti un grande scambio di utenza con Metropolitana e Passante Ferroviario. Frequenze in orario di punta non superiori a 10m. Circolari: In numero molto ridotto rispetto a quelle attuali ma: Con un percorso anche più lungo di alcune linee veloci ma focalizzate su una zona della città in modo da venire in aiuto alle linee veloci, alla Metropolitana e al Passante Ferroviario. Frequenze in orario di punta, in periodi di floridità economica, molto ragionevoli (10-15m). Aggiuntive: Non in strada in tutte le fasce orarie e ultime nell’assegnazione dei mezzi in caso di scarsità di autobus in strada. Sono proposte 8 linee veloci, 11 circolari e 4 aggiuntive.       Linee veloci: BRT1: Due Obelischi- Stesicoro BRT2A: Stesicoro-Teatro-Duomo BRT2B: Palestro-Duomo BRT3: Stazione-Sanzio BRT4: Stazione-Europa-Santa Maria di Gesù BRT5: Milo-Santa Maria di Gesù-Mario Rapisardi (Prima parte) L-EX: Stazione-Librino Alibus: Stazione-Centro-Aeroporto Cicolari: 1: Stazione-Lungomare-Cannizzaro 2: Sanzio-Borgo 3: Sanzio-Picanello 4: Due Obelischi-Barriera-Canalicchio 5: Nesima-Mario Rapisardi (Alto) 6: Librino-Pigno-Sangiorgio-Villaggio Dusmet 7: Acquicella-Palestro-Risorgimento-Mario Rapisardi (Seconda parte) 8: Acquicella-Palestro-San Cristoforo 9: Sanzio-Umberto-Africa-D’Annunzio-Sanzio 10: Santa Maria di Gesù-Palestro D: Lidi playa Aggiuntive: S2: Scuole A: Stazione-Zona Industriale-Bicocca U: Milo-Cittadella C: Circonvallazione. Concezione delle linee veloci: BRT1: Al pieno delle sue potenzialità, questa linea ha saputo dimostrare di sapere ben servire un’ampia utenza, sopprimerla sarebbe incoerente. Scambia con METROPOLITANA (Stesicoro, Borgo, Milo), BRT2A (Stesicoro), BRT4 (Roma), BRT5 (Lanza, Milo), Alibus. Frequenza ore di punta: 7m. Autobus in servizio ore di punta: 8. BRT2: La Metropolitana serve il centro in una maniera non del tutto efficiente. Il BRT2 è la risposta a questa domanda da parte dell’utenza. La divisione in due parti è ispirata al T3 di Parigi e rende possibile il facile raggiungimento del Duomo impiegandolo come punto di scambio con suddivisione in tre poli: Polo Est: A Est della pizza dove in via Vittorio Emanuele Secondo ferma situa il capolinea del BRT2A il quale prosegue fino a piazza Cutelli, circonda Piazza Teatro, si immette in via di San Giuliano e raggiunge la stazione Stesicoro da via Biondi o da via Etnea. Polo Ovest: A Ovest dove transita il BRT2B il quale da piazza Palestro dove sorgerà la stazione della Metropolitana, da via Vittorio Emanuele Secondo raggiunge il Duomo immettendosi in via Garibaldi da via Spadaro Grassi per poi tornare a piazza Palestro. Polo Sud: Piazza Alcalà da cui transitano L-EX, Alibus, A. Scambia con METROPOLITANA (Stesicoro, Palestro), BRT1 (Stesicoro), L-EX (via Vittorio Emanuele Secondo), Alibus(Via Vittorio Emanuele Secondo). Frequenza ore di punta: BRT2A 5-7m, BRT2B 5-10m. Autobus in servizio ore di punta: BRT2A 2, BRT2B 2-3. BRT3: Unica opera per la quale è fortemente consigliata la posa di cordoli per separare la corsia preferenziale dei mezzi pubblici dalle corsie di marcia. Il BRT3 rappresenta la seconda linea NORD-SUD per importanza dopo il BRT1. Il BRT3 lascia la Stazione Centrale immettendosi in viale della Libertà proseguendo per viale Vittorio Veneto  fino a svoltare in via Ravenna dopo aver cambiato senso di marcia alla rotatoria finale. Da via Vagliasindi raggiunge piazzale Sanzio che lascia ritornando alla Stazione Centrale da viale Vittorio Veneto. Scambia con METROPOLITANA (Giovanni XXIII, Italia), PASSANTE FERROVIARIO (Stazione Centrale), BRT4(Corso Italia), L-EX(Stazione Centrale), Alibus (Stazione Centrale). Frequenza ore di punta: Con cordoli 7m, senza cordoli 10m. Autobus in servizio ore di punta: 4-6. BRT4: Il BRT4 semplicemente serve buona parte dei viali, dove la mobilità per gli autobus non è drastica, facendo andirivieni da piazza Santa Maria di Gesù a piazza Europa. Scambia con METROPOLITANA (Italia), PASSANTE FERROVIARIO (Europa), BRT1(Roma), BRT3(Viale Vittorio Veneto), BRT5(Piazza Santa Maria di Gesù), Alibus (Corso Italia). Frequenza ore di punta: 7-10m. Autobus in servizio ore di punta: 4. BRT5: Il BRT5 viene in aiuto alla stazione Milo della Metropolitana e alla parte bassa del viale Mario Rapisardi. Lascia il parcheggio scambiatore e raggiunge via Beccaria, si immette nel viale Mario Rapisardi da via Fava per poi invertire marcia in piazza Due Giugno o più distante, giungere a piazza Santa Maria di Gesù e tornare al parcheggio per lo stesso percorso del BRT1. Il BRT5 sarebbe la linea più critica in quanto nelle ore di punta il traffico  renderebbe impossibile il suo transitare veloce. In ogni caso, verrebbe in aiuto l’alta frequenza delle corse. Scambia con METROPOLITANA (Milo), BRT4(Piazza Santa Maria di Gesù). Frequenza ore di punta: 10m. Autobus in servizio ore di punta: 4-6. L-EX: Linea ben concepita. Scambia con Scambia con METROPOLITANA (Giovanni XXIII, Librino), PASSANTE FERROVIARIO (Stazione Centrale), BRT2(Via Vittorio Emanuele Secondo), BRT3 (Stazione Centrale). Frequenza ore di punta: 10m Autobus in servizio ore di punta: 8. Alibus: Linea ben concepita. Scambia con METROPOLITANA (Giovanni XXIII, Aeroporto), PASSANTE FERROVIARIO (Stazione Centrale), BRT 1, BRT2 (Via Vittorio Emanuele Secondo), BRT3 (Stazione Centrale), BRT4(Corso Italia), L-EX (Stazione Centrale). Frequenza ore di punta: 25m. Autobus in servizio ore di punta: 4. Totale Autobus in servizio per linee veloci ore di punta: 36-40. Concezione circolari: 1: Stazione Centrale-Lungomare-Cannizzaro Supporta il Passante ferroviario lungo il lungomare e la zona di Cannizzaro. 2: Sanzio-Borgo Supporta la Metropolitana e buona parte delle linee veloci servendo la zona del borgo, di vulcania e della prima parte dei via Vincenzo Giuffrida. 3: Sanzio-Picanello Supporta il Passante Ferroviario e buona parte delle linee veloci servendo la zona di Picanello-Ognina. 4: Due Obelischi-Barriera-Canalicchio Supporta il BRT1 servendo la parte nord di Catania oltre la circonvallazione. 5: Nesima-Mario Rapisardi (Seconda parte) Supporta la Metropolitana e il BRT5 servendo Nesima e la parte finale di viale Mario Rapisardi, la quale è caratterizzata da un traffico poco agile. 6: Librino-Pigno-Sangiorgio-Villaggio Dusmet Supporta il Passante Ferroviario ancora da realizzare il L-EX. 7: Acquicella-Palestro-Risorgimento-Mario Rapisardi (Alto) Supporta la Metropolitana (Palestro), il Passante Ferroviario e il BRT2B, arrivando fino a toccare il viale Mario Rapisardi. 8: Acquicella-Palestro-San Cristoforo Supporta il Passante Ferroviario e il BRT2 servendo la zona storica di Catania. 9: Sanzio-Umberto-Africa-D’Annunzio-Sanzio Supporta la Metropolitana, e parte delle linee veloci servendo la parte di citta non proprio immediatamente sopra e sotto Corso Italia. 10: Santa Maria di Gesù-Palestro Supporta la Metropolitana e varie linee veloci, servendo la zona alle spalle della Villa Bellini. D: Lidi playa Linea importante per il periodo estivo. Concezione linee aggiuntive S2: Scuole Linea dimostratosi valida. A: Stazione-Zona Industriale-Bicocca Linea per il servizio dei lavoratori della zona industriale. U: Milo-Cittadella Navetta per supportare la Metropolitana e alcune linee veloci. C: Circonvallazione. Conclusioni Con meno di 40 mezzi impiegati per il servizio delle linee veloci e il restante sulle circolari e le aggiuntive il servizio su gomma diventa funzionale e in presenza di risorse si potrebbe pensare a un servizio che copra davvero l’area metropolitana e non comunale. Si auspica però uno studio di fattibilità e indagini di utenza prima di proseguire. Suggerimenti per buon servizio. Segnalare appropriatamente i poli di scambio, anche quelli intermodali. Numerazione più semplice. Seguire la gerarchia delle linee. Seguire la proposta alla lettera.

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