04 lug 2017

“Si proceda subito all’avvio dei cantieri della Catania-Ragusa”: il sindaco Bianco interviene sul vincolo paesaggistico posto dalla Sovrintendenza


Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, interviene a proposito del brusco stop dell’iter propedeutico all’inizio dei lavori della Ragusa-Catania rischia di allungarsi a pochi mesi dall’avvio dei cantieri.


Nel mese di aprile 2017 un importante passo avanti concreto è stato compiuto con l’avvio delle procedure di espropriazione delle aree necessarie alla realizzazione del tracciato stradale. Entro l’estate il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) avrebbe dovuto approvare il progetto esecutivo per permettere l’avvio dei cantieri all’inizio del 2018.

A bloccare il progetto esecutivo è un vincolo paesaggistico posto dalla Sovrintendenza ai Beni ambientali di Ragusa in una zona che sarà oggetto degli interventi: una striscia di terreno e una ventina di alberi nei pressi di Roccazzo che secondo la Sovrintendenza andrebbero tutelati con una variante di progetto.

“Trovo inconcepibile che si blocchi un’infrastruttura di questa importanza per dieci alberi: spostiamoli altrove e triplichiamone il numero, ma procediamo subito con l’autostrada Catania-Ragusa”.

Lo ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco chiedendo che la sua proposta venga esaminata nella Conferenza dei servizi regionale prevista per lunedì prossimo.

“Da quanto appare dai resoconti giornalistici – ha detto Bianco – si sta bloccando un’autostrada da un miliardo di euro, di fondamentale importanza non soltanto per lo sviluppo della Sicilia del Sud Est ma anche per la sicurezza di decine di migliaia di automobilisti per un vincolo paesaggistico che paradossalmente è stato apposto dalla Soprintendenza di Ragusa dopo l’approvazione del progetto [esecutivo n.d.r]  e che riguarda appena venti metri quadrati di bosco: dieci alberi. Reimpiantiamoli altrove, come d’altronde è già stato proposto, ed evitiamo questo immobilismo: l’appalto è già stato aggiudicato nel 2012 e sono già trascorsi cinque anni”.

“Peraltro – ha aggiunto Bianco – l’alternativa sarebbe quella di aggirare il boschetto, realizzato dall’uomo tra Ragusa e Chiaramonte Gulfi, da un viadotto dall’impatto ambientale ben più pesante. Insomma, spero proprio che prevalga il buon senso e lunedì prossimo tutto venga risolto facendo partire i cantieri”.

La questione vede contrapporsi il governo della Regione Siciliana e Legambiente.
L’assessore al Territorio ed Ambiente, Maurizio Croce, ha paventato la possibilità di spostare gli alberi grazie a una norma recentemente presentata in commissione dà potere alla giunta regionale di derogare dai vincoli per grandi opere “strategiche”. Secondo Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, la norma “sposta sul livello politico la valutazione di compatibilità di un’opera con le norme di tutela paesaggistica che è questione prettamente tecnica”.

Per l’avvio dei cantieri occorrerà superare questo problema, che si prevede non sarà di facile risoluzione.


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