04 gen 2017

I soldi delle strisce blu per un campetto: un’iniziativa da replicare


I soldi versati dai cittadini per la sosta sulle strisce blu sono considerati dalla stragrande maggioranza dei cittadini un modo per “fare cassa”: una vessazione ai danni degli automobilisti . A Catania la sosta è a pagamento dal 2001 e a gestirla è la società partecipata dal Comune “Sostare” che ha in carico circa 8 mila degli oltre 60 mila stalli stimati in tutto il territorio comunale.

Le politiche inerenti alla gestione della sosta sono tra le più incisive per modificare le abitudini dei cittadini. Rendere a pagamento la sosta incentiva l’utilizzo di mezzi alternativi, una conseguenza amplificata quanto più la tariffa è alta;  le strisce blu aumentano la disponibilità di parcheggi, grazie alla rotazione della sosta che si determina con il pagamento della tariffa: stimando una rotazione media di 2 ore nell’arco della giornata, 8.000 stalli blu equivalgono a 35.000 posti auto. La rotazione della sosta riduce la sosta passiva: cioè le auto parcheggiate per molto tempo nello stesso posto.  In tutto il mondo questo principio viene applicato e in ogni città per lasciare il proprio veicolo in sosta occorre pagare.

Tuttavia, pur in una città come Catania in cui il tasso di motorizzazione è tra i più elevati, il pagamento della striscia blu è malvisto, nonostante il costo della sosta sia tutto sommato economico rispetto ad altre grandi città italiane e che per anni è rimasto immutato, sini all’aumento di alcuni mesi fa a 87 centesimi di euro ogni ora.

Negli scorsi giorni è stata annunciata un’iniziativa che potrebbe aprire un capitolo positivo riguardo all’utilizzo virtuoso delle risorse derivanti dal pagamento della sosta. Il denaro ricavato dalla sosta delle auto nel centro storico nelle notti del 31 dicembre e dell’1 gennaio sarà destinato alla realizzazione di un campetto di calcio da donare alla Scuola “Battisti” di Catania: una decisione presa in pieno accordo tra il sindaco, Enzo Bianco, l’assessore alle Politiche Scolastiche, Valentina Scialfa, e il presidente di SoStare, Luca Blasi.

La partecipata “SoStare” nel 2015 ha ricavato circa 7 milioni di euro dalla gestione della sosta: una cifra di tutto rispetto dalla quale però bisogna sottrarre i costi di produzione che l’azienda sostiene: per fare un esempio, gli stipendi dei dipendenti.

Quello che però interessa sostenere in questa sede, non avendo le giuste competenze per discutere di bilanci societari, è il principio: i cittadini, per una volta, sanno come verranno utilizzati i propri soldi. Ecco perché non solo apprezziamo la decisione presa dall’Amministrazione e dalla dirigenza di SoStare, ma auspichiamo che questa iniziativa diventi prassi.

Le risorse derivanti dal pagamento della sosta, al netto dei costi dell’azienda, potrebbero essere investite in interventi a favore del miglioramento della mobilità. Si pensi alla sicurezza dei percorsi pedonali e degli attraversamenti, alla manutenzione stradale, alla mobilità ciclistica, alla rete del trasporto pubblico: interventi per i quali è sempre difficile reperire risorse.

 

 


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