20 gen 2016

Darsena: dalla realizzazione all’inchiesta, passando dal progetto di riqualificazione del porto


Ripercorriamo le vicende inerenti la nuova darsena commerciale: infrastruttura strategica a livello ricettivo e per il progetto di apertura del porto alla città; dopo le denunce di comitati e associazioni il rinvio a giudizio per cinque persone.


L’infrastruttura adiacente l’area del faro Biscari si estende per 16o mila metri quadrati di piazzale e 190 mila considerando anche lo specchio d’acqua delimitato dalla banchina di 1100 metri lineari.

La nuova Darsena può accogliere contemporaneamente 6 o 7 navi di cui 3 o 4 grandi traghetti con un fondale di circa 13 metri, potendo accogliere  come avviene per pochi porti nel Mediterraneo, le navi crociera di grandi dimensioni con pescaggio di 11 metri.

Ecco un video del giorno dell’inaugurazione

La nuova infrastruttura si inserisce nel progetto più ampio di riqualificazione dell’area del porto vecchio nei pressi del molo di Mezzogiorno; infatti la vecchia darsena sarà destinata solo alla crocieristica, diventando così uno scalo di partenza e permettendo alle navi da crociera di poter sostare anche la notte. Inoltre nel progetto di apertura del porto alla città verrà rivalutato anche il molo di levante che si trasformerà in passeggiata ciclo-pedonale.

Area storica del porto di Catania liberata dai container

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L’inaugurazione slitta a causa di alcune bitte

L‘inaugurazione della nuova darsena commerciale sarebbe dovuta avvenire già all’inizio di maggio, ma durante il collaudo 3 delle 53 bitte, basse e robuste colonne che si trovano sulle banchine dei porti e sui ponti delle imbarcazioni, e alle quali vengono legati o avvolti i cavi d’ormeggio delle navi, non hanno superato il test per verificarne la capacità di carico: il commissario straordinario dell’autorità portuale Cosimo Indaco ha quindi preferito sostituire tutte le bitte d’ormeggio per garantire la totale sicurezza, e per avere la certezza che il carico delle grandi navi venga sopportato.

Il pieno esercizio della nuova darsena è avvenuto nel mese di agosto, alcune settimane dopo l’inaugurazione alla presenza del ministro Del Rio, del sindaco Bianco, del commissario Indaco e dei titolari Tecnis, azienda aggiudicataria dell’appalto per un importo totale di € 60.624.322,27, poi cresciuto fino a sfiorare gli 80 milioni.

Nel mese di dicembre un’area della darsena viene interdetta: si parla dapprima di un cedimento, ma l’Autorità Portuale nega, spiegando che le operazioni svolte erano piuttosto degli accertamenti in vista del collaudo definitivo.

La Magistratura indaga dopo le denunce delle associazioni ambientaliste

Ma i guai per l’infrastruttura portuale sono precedenti il suo completamento. Alcuni giorni prima dell’inaugurazione la magistratura chiudeva le indagini a carico di cinque indagati per illeciti durante la fase di progettazione, sulla base delle denunce presentate da alcune associazioni ambientaliste: Riccardo Acernese, presidente del consiglio di amministrazione di Tecnis, Pietro Viviano, direttore dei lavori per l’Autorità Portuale, e i tecnici romani Franco Persio Boschetto, Giuseppe Marfoli e Cristina Maria Pedri.

Due giorni fa è stato depositato l’atto di rinvio a giudizio per i cinque indagati, i reati ipotizzati sono falso e violazione di leggi ambientali e l’udienza è stata fissata per il 18 febbraio

 


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