Articolo
22 gen 2020

Parte la progettazione della nuova rete fognaria di Catania con un investimento di 393 milioni

di Mobilita Catania

Parte la progettazione della nuova rete fognaria di Catania; in corso la gara per il depuratore. Sono già avviati i due interventi integrati necessari a far uscire l’agglomerato etneo dall’infrazione europea (causa C-565/10), assicurando al capoluogo etneo e ai comuni limitrofi un’efficiente gestione delle risorse idriche che nel giro di cinque anni dovrà garantire un sistema efficiente di smaltimento delle acque reflue. Nella sala Giunta di Palazzo degli Elefanti, il Commissario Straordinario Unico per la Depurazione Enrico Rolle e il Sindaco di Catania Salvo Pogliese hanno fatto il punto sulle due procedure in corso, gestite dalla Struttura Commissariale attraverso la Centrale di Committenza Invitalia, alla presenza, tra gli altri, del vicecommissario Attilio Toscano, degli assessori comunali Parisi, Trantino e Arcidiacono e del presidente della Sidra Fabio Fatuzzo. L’ambizioso progetto, già finanziato con fondi comunitari e nazionali, è stato illustrato ai partner istituzionali e tecnici dal responsabile del procedimento Osvaldo de Gregoriis, che è anche direttore generale della Sidra. Oltre a completare il sistema fognario con centinaia di chilometri di nuova rete, consentirà di potenziare e ampliare il depuratore di Pantano D’Arci già in funzione. «Siamo a un passaggio storico per la città di Catania – ha osservato il Commissario Straordinario Enrico Rolle – visto che mai si era giunti a questo livello di avanzamento delle opere depurative. Quello del capoluogo etneo – ha proseguito il Commissario – è uno degli interventi più rilevanti dell’azione commissariale: un impegno economico ingente, da 393 milioni di euro, per portare una città così importante fuori dalla procedura di infrazione che costa soldi ai cittadini ma soprattutto pesa sulla qualità dell’ambiente. Servirà ancora qualche anno – conclude Rolle - per far voltare pagina a Catania sul fronte della depurazione delle acque reflue, ma oggi c’è una strada che non prevede passi indietro». «Dopo anni di rinvii  - ha spiegato il Sindaco Salvo Pogliese -  finalmente Catania avrà un sistema di smaltimento e depurazione delle acque degno di una città civile e, in prospettiva, un moderno complesso fognario da Capomulini all’Oasi del Simeto. Un problema atavico per la nostra città  - ha proseguito il primo cittadino - che si avvia a soluzione grazie soprattutto al commissario Rolle e ai suoi collaboratori, che ringrazio pubblicamente per l’impegno che stanno mettendo nell’affrontare un piano di interventi senza precedenti nella nostra città sotto il profilo della sostenibilità ambientale, secondo per il valore dell’investimento solo alla realizzazione della metropolitana cittadina. L’importanza di dotare la città di fognature efficienti collegate a un impianto di depurazione moderno è evidente, liberando il sottosuolo dagli scarichi a perdere come purtroppo accade ancora, ad esempio, nel quartiere di San Giorgio. Un altro importante obiettivo è la circolarità del riuso per l’agricoltura delle acque depurate, facendo di Catania un riferimento per la sostenibilità ambientale».    Sette i contratti già sottoscritti con altrettante associazioni temporanee di imprese, per un importo complessivo di 16,7 milioni di euro, sull’affidamento dei servizi di progettazione definitiva ed esecutiva, la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza, i servizi di rilievo e le indagini per l’estensione della rete fognaria catanese: sette lotti per 359 nuovi chilometri di condotte fognarie e collettori principali, da aggiungersi ai 212 già esistenti, con trentadue stazioni di sollevamento e diciannove scaricatori di piena. Le ATI vincitrici sono già al lavoro per progettare i nuovi tratti fognari, che consentiranno di raggiungere tutti i 545.000 abitanti equivalenti ricompresi nell’agglomerato, contro i 70.000 coperti fino a oggi, meno del 15% del totale. Proprio al termine della conferenza stampa, il Commissario e il Sindaco hanno promosso un primo incontro per dare il via alle operazioni con i progettisti, i rappresentanti dei comuni interessati e la struttura Commissariale. È invece in corso, e terminerà il prossimo 4 febbraio, la gara per progettare l’adeguamento e l’ampliamento dell’attuale depuratore in contrada Pantano D’Arci: una procedura da 3,1 milioni che riguarda i rilievi, le indagini e la progettazione definitiva, funzionale a realizzare la gara per i veri e propri lavori di ammodernamento dell’impianto. Questo impianto, integrato con la nuova rete fognaria, servirà l’intero agglomerato urbano composto, oltre che da Catania, da Gravina di Catania, Sant’Agata Li Battiati, San Gregorio di Catania, San Giovanni La Punta, Tremestieri Etneo, Aci Castello, Aci Catena e, per una piccola parte, Acireale. Per gli interventi nel comprensorio metropolitano di Catania, il Commissario Straordinario, oltre alla Centrale di Committenza Invitalia e a Sogesid quale Struttura di supporto a tutte le attività, si avvale del lavoro del Comune di Catania, anche per il tramite della sua società partecipata in house, Sidra Spa.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
03 ago 2017

Il 60% della rete di distribuzione idrica è vetusto: impegno di Sidra e Comune per ammodernare il sistema

di Mobilita Catania

Catania soffre meno delle altre città siciliane: anche se gran parte della rete idrica è vecchia e danneggiata, in questi ultimi anni Comune e Sidra hanno operato per limitare al massimo danni e disagi.  Anche in questo periodo di siccità e di gran caldo i catanesi non soffrono per la carenza di acqua potabile. I rubinetti rimangono raramente asciutti. In altre città siciliane questo è invece un fatto quasi di ordinaria amministrazione anche, e in alcuni casi principalmente, per le eccessive perdite della rete idrica. Anche Catania soffre di perdite causate dalle tubature vecchie e danneggiate, ma in questi ultimi anni Comune e Sidra hanno operato per limitare al massimo danni e disagi. La Città è approvvigionata con acqua potabile proveniente principalmente dagli impianti di produzione della Sidra e in parte da impianti di terzi, che attraverso tre principali sistemi di adduzione arriva in città. Il sistema acquedottistico cittadino deriva sostanzialmente dagli impianti originariamente realizzati dalla società Casalotto a partire dall'inizio del secolo e acquisiti dal Comune di Catania nel periodo 1967-70. Tale sistema distributivo costituisce ancora il 60% dell'intera rete idrica cittadina caratterizzata, per la vetustà degli impianti e l'irrazionalità degli schemi distributivi, da un elevato coefficiente di perdite idriche oltre che da distribuzione dell'acqua a bassa pressione, con consegna al piede dei fabbricati, in serbatoi privati o condominiali con erogazione sostanzialmente a portata costante nelle 24 ore. Il restante 40% della rete idrica cittadina è di più recente realizzazione. Nell'area ovest della città e più precisamente nei quartieri di Librino San Giorgio la rete idrica è stata completata dal Comune di Catania intorno alla fine degli anni '90, mentre nell'area est della città, nel 2000 la Sidra ha realizzato il progetto "Ristrutturazione del Sistema Distributivo" in un'Area Pilota-Quartieri Picanello, Rotolo, Ognina e zone urbane limitrofe. In tali aree la rete è alimentata da serbatoi, il servizio idrico è garantito con gli standard qualitativi previsti dalle norme vigenti, e meglio specificati nel Dpcm 47/96, con forniture al piano anche negli edifici più alti e le percentuali di perdite idriche presentano valori certamente inferiori alla restante parte di rete idrica cittadina. Sempre nel 2000 Sidra ha predisposto un progetto generale Psaic, che prevedeva l'ammodernamento di tutta la rete cittadina, suddivisa in 22 zone idriche, con gli stessi interventi adottati nell'area pilota e con un sistema di monitoraggio dei parametri di servizio in modo da orientare gli interventi di manutenzione con criteri di risparmio energetico e recupero delle perdite idriche. Ispirandosi a quel progetto Sidra ha in programma una serie di investimenti destinati alla razionalizzazione degli schemi distributivi, in modo da suddividere progressivamente la rete di distribuzione in settori, disporre di un sistema di controllo e monitoraggio delle portate e delle pressioni della risorsa idrica immessa in ciascun settore e quale parte di essa viene utilizzata o si disperde per eccessiva vetustà delle reti. In questo modo Sidra potrà procedere all'ammodernamento progressivo della rete per singole zone idriche, partendo da quelle in cui si registrano maggiori perdite, anche mediante manutenzione programmata. L'obiettivo di tali attività, oltre naturalmente al recupero delle dispersioni idriche in rete, e quindi al minor prelievo di risorsa poi non utilizzata, consiste nel miglioramento delle condizioni generali del servizio, fino a raggiungere in tutta la città la fornitura continua al piano senza ulteriori rilanci. La ristrutturazione dei serbatoi di Cerza, Fossa Creta e di Soprana ed il completamento del sistema acquedottistico fino a raggiungere l'Area Industriale, che prevede anche la completa dismissione dell'antico e ormai precario canale potabile, che trasporta più del 40% della risorsa immessa in rete di distribuzione, costituisce presupposto essenziale e prioritario per dotare la città di Catania di un sistema di approvvigionamento più moderno, efficiente e soprattutto sicuro. L'amministrazione Bianco è riuscita già ad ottenere un finanziamento di 5 milioni di euro dalle risorse di "cantieri in Comune" e, grazie anche ad un finanziamento di Sidra di 700 mila euro, ha potuto avviare i lavori per la ristrutturazione dei serbatoi di Cerza, al servizio dei quartieri di Ognina, Picanello Rotolo nonchè un tratto importante del sistema acquedottistico. I lavori sono in fase di avanzata esecuzione e proseguono regolarmente. Si aggiungono alle più ampie attività di cui sopra i programmati investimenti per interventi di sostituzione e valorizzazione del parco contatori nonché di eliminazione delle consegne a luce tarata. Anche questi investimenti mirano a migliorare le modalità di consegna dell'acqua e anche a recuperare le dispersioni: indagini condotte nel corso degli ultimi anni hanno, infatti, evidenziato come l';inesattezza degli strumenti di misura, soprattutto della taratura delle luci tarate contribuisce in modo sostanziale all'incremento del valore delle perdite complessive in rete.

Leggi tutto    Commenti 0