Articolo
13 lug 2020

Concorso nuova Cittadella Giudiziaria in viale Africa: trionfo di professionisti etnei

di Andrea Tartaglia

Manca ancora l'ufficialità, ma trapelano le prime indiscrezioni a seguito della conclusione odierna del concorso di idee per la progettazione della nuova Cittadella Giudiziaria in viale Africa, a Catania. A vincere il concorso e prevalere, dunque, tra le oltre ottanta proposte pervenute, un raggruppamento di studi e imprese capeggiato dalla Modostudio di Roma e tra le quali figura la catanese Stancanelli (già artefice, tra le altre opere, del centro sportivo di Torre del Grifo della società Calcio Catania). In anteprima, le prime immagini del progetto vincitore: La struttura, oltre a farsi notare per la sua imponenza, dichiara una grande permeabilità fisica e visiva in quanto la maggior parte dei volumi appare sopraelevata, concedendo così visione del mare dalla quota stradale e la possibilità di raggiungere il Caito in prossimità dei binari ferroviari, con terrazze arredate a verde che si affacciano sul mar Jonio. In sostanza, assieme al nuovo complesso di uffici, sorgerebbe una grande piazza semicoperta tra il viale e la scogliera. Lo studio di Architettura Modostudio coniuga alla sperimentazione ed innovazione architettonica una elevata conoscenza tecnica e professionalità, grazie alla integrazione delle competenze dei suoi partners, acquisite in anni di collaborazione presso gli studi di Massimiliano Fuksas, Piero Sartogo, Erick Van Egeraat e Kas Oosterhuis in progetti di grande prestigio. Nel recente passato, ha raccolto riconoscimenti in importanti concorsi nazionali ed internazionali in Spagna, Finlandia, Svizzera, Lituania ed Italia, in quest'ultimo caso adesso spicca anche la vittoria catanese. Al secondo posto, un gruppo formato da tre studi: Beretta Associati di Milano (capogruppo), lo studio ACA (Amore Campione Architettura) di due ingegneri catanesi, che da anni fa parlare di sé per ottimi piazzamenti in analoghi concorsi di architettura, la cui sede si trova nei pressi di Giarre, alle pendici dell'Etna e lo Studio dell'Architetto (anche lui catanese) Luigi Marco Longhitano. Ecco alcune immagini del progetto: Curiosamente, per lo Studio ACA si tratta della seconda volta in cui giunge secondo in un concorso di idee all'ombra del Liotro: aveva infatti già ottenuto la prestigiosa posizione in occasione del Concorso di Idee per il nuovo waterfront catanese. Domani, a Catania, la pubblicazione della graduatoria. A seguire saranno condotte le verifiche amministrative sulle imprese vincitrici che, superato quest'ultimo passaggio, potranno procedere alla progettazione vera e propria finalizzata alla realizzazione dell'opera. Ti potrebbero interessare: Cittadella Giudiziaria di Catania, verso un nuovo edificio in viale Africa: opportunità da cogliere La demolizione dell’ex Palazzo delle Poste di viale Africa entra nella fase clou. Qui «da degrado ad affaccio sul mare» VIDEO | Il progetto vincitore del concorso per la nuova Cittadella Giudiziaria di Catania  

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Proposta
22 lug 2017

Micro aree pedonali, un’opportunità immediata per migliorare la qualità del centro

di Andrea Tartaglia

Chi ricorda come si presentava, sino a qualche anno fa, quella porzione di piazza Stesicoro di fronte all'ex Teatro Olympia, pregiato esempio di liberty catanese dove si esibì anche il grande Antonio De Curtis, oggi sede di un fast food? Un'accozzaglia di auto e moto, disordine, non certo un angolo di città di qualità, nonostante la presenza di begli edifici storici. Ebbene, è stato sufficiente sottrarre al traffico quel piccolo tratto di strada, del tutto ininfluente ai fini viabilistici, per creare un nuovo piccolo spazio di pregio, pedonale, con alberi ombrosi e rinfrescanti d'estate e panchine su cui poter fare una pausa nel corso di una bella passeggiata in centro, raggiungibile dalla vicinissima stazione della metropolitana. Anche in via Sant'Euplio, uno spazio prima relegato a parcheggio, dimora incontrastata di parcheggiatori abusivi, c'è un piccolo spazio urbano oggetto di un semplice intervento di riqualificazione che ha consente ai catanesi e  ai turisti la possibilità di percorrere la strada alberata, almeno nello spazio antistante la banca che si è fatta carico dei lavori, con ampi spazi attrezzati a disposizione. Mentre nei pressi di via Pacini, tra via Etnea e piazza Carlo Alberto, un'ampio reticolo di stradine con al centro piazza Giuseppe Sciuti recentemente oggetto di un intervento di riqualificazione e arredo urbano. Come non citare, anche, la felicissima esperienza di pedonalizzazione del tratto di via Beato Cardinale Dusmet compreso tra la Villa Pacini e Porta Uzeda, nonostante l'apertura al traffico notturna, per il momento, ne impedisce un'auspicabile e più completa riqualificazione in termini di pavimentazione e arredo urbano? Gli esempi sono utili perché sono davvero tante le aree, le piazzette e le stradine del centro, in particolare del centro storico, dove si potrebbero effettuare interventi analoghi che, senza essere grandi opere, sono capaci di ridare lustro, qualità e vivibilità alle zone interessate. Tra queste, rientrano sicuramente via Porta di Ferro, così chiamata perché in zona esisteva una delle antiche porte cittadine, che dal porto (via Beato Cardinale Dusmet) conduce al centro storico nella bella piazza Mario Cutelli. Non è una strada importante ai fini della viabilità, vi si affacciano ristoranti, locali interessanti e un ex teatro, oggi moschea, è in asse col maestoso prospetto del convitto Cutelli ed è naturale punto d'ingresso alla Civita per i croceristi che sbarcano al porto. Riqualificare e pedonalizzare questa strada (magari consentendo semplicemente l'attraversamento veicolare per alcune traverse) significherebbe, inoltre, connettere tra loro le aree già riqualificate di Largo XVII Agosto e di piazza Cutelli, quest'ultima quotidianamente oltraggiata, pur essendo pedonale, dalla sosta selvaggia gestita dai parcheggiatori abusivi lungo i lati occidentale e meridionale (non è un caso che i dissuasori posti lungo via Vittorio Emanuele II siano stati sradicati e posti lateralmente, resi del tutto inutili). Di fronte al maestoso palazzo Biscari, una piccola via su cui negli ultimi anni sono sorti caffè e ristoranti, oggi in mano ai parcheggiatori abusivi, specie nelle ore notturne, rappresenta un ulteriore esempio di strada da poter sottrarre al traffico senza arrecare alcun disagio al traffico e creare un nuovo spazio urbano pedonale di qualità, peraltro in un punto di elevatissimo pregio architettonico, proprio di fronte al barocco della terrazza nobiliare, dove quotidianamente si vedono turisti destreggiarsi tra auto e moto. Il pregio architettonico, ad ogni modo, non dev'essere conditio sine qua non per questo genere di microinterventi di riqualificazione. E qui le possibilità di allargare il campo di azione sono innumerevoli: giusto per citare un paio di esempi, potrebbe essere chiusa al traffico una piccola stradina posta sul lato settentrionale di piazza Santa Maria di Gesù, dando luogo a uno spazio più a dimensione di piazza piuttosto che, come adesso, a ritagli di verde tra una fila di auto e l'altra.   Ancora: piccole, brevi strade su cui si affacciano bar ed esercizi commerciali, senza necessità di accesso carrabile. Via Santa Maria di Betlem, in corrispondenza delle uscite lato via Etnea della stazione metro Stesicoro, potrebbe tranquillamente essere chiusa al traffico, messa alla stessa quota dei marciapiedi di corso Sicilia, pedonalizzata, alberata e dotata di panchine. Senza interferire sulla viabilità, si creerebbe così un effetto piazza dirompente proprio vicino alla piazza Santo Spirito (oggi Turi Ferro), per la quale esiste, sulla carta, un bellissimo progetto di pedonalizzazione (frutto del concorso "Cinque piazze per Catania" di alcuni anni fa) che meriterebbe senza alcun dubbio di essere ripreso dall'amministrazione comunale, sebbene si tratti di un intervento ben più corposo rispetto agli altri qui proposti. Negli anni '90, in un'altra zona della città, nel periodo delle festività natalizie era diventata una piacevole tradizione vedere chiuso al traffico e arredato a verde il tratto di via Monfalcone compreso tra corso Italia e via Pola. Moltissima gente affollava la strada, sede di negozi e boutique di alto rango, in un quartiere della città povero di spazi dedicati ai pedoni nonché di aree verdi. Perché non ripensarci, magari in modo definitivo? Non dimentichiamoci, infine, di quegli interventi già realizzati che meritano maggiore tutela. Un esempio su tutti: via Zolfatai, traversa di via D'Amico e via Simeto: un gioiellino di riqualificazione urbana dimenticato, che andrebbe rivalorizzato (leggasi: protetto dalla consueta invasione di auto e moto) ed anzi esteso ad almeno un tratto della vicina via Simeto, dove insistono locali di divertimento e il museo Città della Scienza di Catania: un'area votata, dunque, ad essere vissuta nella dimensione pedonale e che, ancora una volta, non è di supporto significativo alla rete viabilistica della zona. Le proposte e i luoghi non mancano. All'amministrazione comunale il non semplice ma doveroso compito di cercare di tradurre in realtà i tanti, piccoli, possibili passi avanti verso la civiltà e l'innalzamento della qualità della vita urbana.

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