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23 mar 2018

Bastione degli Infetti, consegnato oggi alla città dopo l’intervento di restauro

di Mobilita Catania

Oggi, alla presenza del sindaco di Catania Enzo Bianco, gli assessori all'Ambiente Rosario D'Agata e al Centro Storico Orazio Licandro, il Kiwanis club Catania est, rappresentato dalla presidente Gigliola Marino e da Elio Garozzo e il Comitato popolare antico corso, rappresentato dal presidente Salvo Castro, è stato consegnato alla città di Catania il Bastione degli Infetti. Quello del Bastione degli infetti è un progetto che mantiene ed esalta la ricchezza storico-architettonica cercando di stabilire un metodo di fruizione che salvaguardia la sua protezione e valorizzazione. Si tratta infatti di una "osmosi" che genera "community garden" e spazi collettivi in costante evoluzione che sperimentano la creatività; luoghi interattivi, mutabili, estendibili atti a divenire occasioni di comportamento, destinati ad accogliere e favorire relazioni vitali. Su questa base, in stretta collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali, il progetto è stato realizzato senza lo stravolgimento dei luoghi creando uno spazio pubblico dinamico e soprattutto rinnovato nel suo stile all'interno del quartiere storico. Questo è il principio su cui si snoda il processo di greening urbano inteso come la trasformazione di luoghi ricondizionati ad uno stile di vita e ad un'immagine che includa una versione socialmente molto attiva e dinamica. Il Bastione è quindi diventato, un percorso in cui sono stati inseriti elementi di arredo (panchine in legno iroko e cestini) e piante senza stravolgere l'equilibrio fra la storia dei luoghi e la fruibilità del sito. Le piante inserite riguardano sia alberi come la Jacaranda, il carrubbo, l'arancio amaro nonché cespugli di vario genere servite da un sistema irriguo automatizzato di ultima generazione. L'ingresso è stato rivisitato attraverso un camminamento in basole laviche ed è stata posta in loco una casa "custodia" in legno. Il nuovo giardino si esalta nella sua completezza durante le ore serali, dove tutto diventa suggestivo e in cui vengono risaltate le emergenze architettoniche dei bastioni "rinconcciati", attraverso una illuminazione scenografica a led a basso impatto ambientale, che avrà lo scopo di esaltare la storicità e la bellezza del sito, divenendo punto di attrazione turistica. La superficie è stata con una finitura a ghiaia di fiume di colore grigio posta su telo "pacciamante", al fine di favorire la fruizione e non impattare con l'architettura storica mentre gli arredi composti da panche in legno sono state inserite nel rispetto del valore architettonico e paesaggistico del sito. La recinzione composta da tavole di abete alcune delle quali sostituite e riverniciate contorna l'area mentre il parapetto in legno prospiciente la via Torre del Vescovo è stata ripristinato. Anche l'area adiacente la Torre del Vescovo è stata riqualificata con inserzione di arredi urbani, pavimentazione in ghiaia lavata, impianto di irrigazione automatizzato e inserimento di piante cespugliose. L'area interessata dall'intervento è di circa 1.800 metri quadrati, sono stati spesi poco più di 200 mila euro provenienti dai fondi della Democrazia partecipata. Il bastione degli infetti si trova sulla collina di Montevergine, antica acropoli di Catania. Il bastione degli Infetti venne costruito in pietra lavica per volere di Carlo V, e fa parte delle undici fortificazioni un tempo presenti nella città di Catania. Le Mura di Carlo V erano un complesso murario che venne fatto realizzare a Catania a difesa della città: esse erano costituite da undici bastioni ed avevano sette porte di accesso alla città. L'incarico della costruzione venne dato all'architetto Antonio Ferramolino all'inizio del XVI secolo. Esse racchiudevano completamente la città del tempo e la difendevano dai pericoli esterni. Una delle poche testimonianze rimaste è costituita dal Bastione degli infetti costruito nel 1556 ad opera del vicerè Vega. Il Bastione degli infetti, del quale rimane oggi visibile soltanto una piccola parte nei pressi di via Plebiscito, prese questo nome in ricordo della grave epidemia di peste che colpì Catania nel 1576.

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08 giu 2017

I cittadini si mobilitano per salvare il Bastione degli Infetti: “il progetto di recupero snatura il luogo”

di Mobilita Catania

Da alcune settimane sono iniziati i lavori al Bastione degli infetti, preziosa testimonianza storica del sistema murario posto a difesa della città, risalente al XVI secolo. Il luogo ha vinto il bando di finanziamento regionale per l’incentivazione di forme di democrazia partecipata, in cui i cittadini erano stati invitati a scegliere l’area della città a cui destinare dei fondi per una riqualificazione. I primi interventi hanno interessato il verde presente: alcuni degli alberi presenti sono stati abbattuti, e adesso si sta procedendo alla messa in opera di una piattaforma in cemento che costituirà la base del parco giochi per bambini.  Molti cittadini ed i residenti della zona sono contro questa scelta che snatura la bellezza e la tipologia del sito in cui invece sarebbe importante riqualificare le parti del monumento inaccessibili a cittadini e turisti ed eliminare il cancerogeno amianto presente a pochi metri dalle storiche mura. Qui sotto una foto di com'era il bastione qualche settimana fa durante l'ultimo evento organizzato dal comitato Antico Corso, in alto. Ad inizio articolo com'è adesso con l'imminente possibile cementificazione. I cittadini discuteranno oggi del problema e delle azioni da portare avanti in un'assemblea pubblica organizzata dal Comitato popolare Antico Corso. L'appuntamento è oggi, giovedì 8 Giugno 2017, alle ore 18 in Via Torre del Vescovo all'ingresso del bastione. Qui l'evento con il comunicato del Comitato popolare Antico Corso : Democrazia è partecipazione. Invece non sappiamo decifrare che cosa si intenda per democrazia partecipata, dato che non è stato attivato alcun processo di partecipazione dei cittadini, i quali, quando richiedono invece di sapere e di essere coinvolti sono visti piuttosto come degli elementi disturbanti, incapaci di cogliere gli effetti delle scelte operate. Preso il Bastione degli Infetti si sta mancando l'ennesima occasione di attivare dei processi dal basso, infatti, la norma sulla Democrazia partecipata prevede la partecipazione dei cittadini, non solo nella scelta del sito da riqualificare, ma significava aprire un dibattito e avviare un confronto ex ante sulla tipologia di riqualificazione da effettuare in un luogo che, lo ricordiamo, è già stato sottratto al degrado grazie all'impegno di un gruppo di cittadini riuniti intorno al Comitato popolare Antico Corso. Da qualche anno quartiere ospita strutture "riqualificate" senza anima, senza attività, riqualificate solo perché c'erano dei soldi da spendere... Questo non può essere un criterio, destinare dei fondi su immobili che dopo il "trattamento" vengono chiusi e sottratti alla collettività. Sul Bastione si stanno spendendo circa 250 mila euro, per trasformarlo in un parco giochi, per fare ciò stanno preparando delle piattaforme in cemento. Non c'era bisogno di snaturare questo sito, non c'è bisogno di colare piattaforme in cemento per fare giocare i bambini. Facciamo sentire la nostra voce, se non condividi, vieni al Bastione degli Infetti.

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25 mag 2017

Il Bastione degli Infetti, testimonianza della storia di Catania, diventerà giardino: iniziati i lavori

di Mobilita Catania

Il Bastione degli Infetti è una delle più importanti testimonianze della storia di Catania: i bastioni catanesi furono costruiti all’inizio del XVI secolo per volere dell’imperatore Carlo V di Spagna. Insieme a sette porte di accesso, gli undici bastioni in pietra lavica progettati dall’architetto Antonio Ferramolino facevano parte del sistema murario posto a difesa della città. Mura, porte e bastioni furono quasi interamente distrutti dalla colata lavica del 1669 e dal terremoto del 1693. Il Bastione degli Infetti è quello meglio conservato tra i bastioni che costituivano il sistema difensivo etneo. Cicerone racconta nelle Verrine che nel luogo dove oggi si trovano i resti del bastione sorgeva il Tempio di Cerere, luogo di culto e di pellegrinaggi. Il nome deriva dalla trasformazione del bastione in lazzaretto nel 1576, in seguito alla peste che colpì la città di Catania; i suoi resti, tra cui l’annessa Torre del Vescovo, sono ancora visibili lungo la via del Vescovo. [1] Il Bastione degli Infetti ha vinto il bando di finanziamento regionale per l’incentivazione di forme di democrazia partecipata, in cui i cittadini erano stati invitati a scegliere l'area della città a cui destinare dei fondi per una riqualificazione. In questo spazio pubblico, testimonianza della storia di Catania, verrà realizzato un giardino con alberi, piante officinali, un illuminazione scenografica e spazi con giochi per i bambini; l'importo destinato alla riqualificazione del Bastione è di 255 mila euro ed i lavori dovrebbero durare circa 6 mesi. Affinché questo sia possibile, immaginiamo che verrà anche bonificata l'area dall'amianto presente proprio accanto il bastione essendo assolutamente incompatibile e pericolosissima soprattutto con un parco giochi per bambini accanto. In queste foto potete vedere condizioni attuali: la copertura in Eternit che mostra segni evidenti di sfaldamento e che potenzialmente potrebbe provocare negli anni casi di tumore per lo svilupparsi del terribile e mortale mesotelioma. Speriamo che sia finalmente la svolta per quest'importantissimo monumento catanese avvolto da troppi anni dal degrado e dalle fibre di amianto. Purtroppo da registrare l'abbattimento dei due grandi alberi del paradiso (Ailanthus altissima) che da anni ombreggiavano parte del bastione, rendendolo più fruibile, fresco e vivibile nei mesi più caldi durante le attività organizzate dal Comitato Popolare Antico Corso. [1] http://citymapsicilia.it  

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