09 feb 2017

Una nuova linea ferroviaria attraverso i comuni dell’hinterland di Catania


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Il nostro utente Giulio Pappa attraverso il nostro sito, propone una nuova diramazione della tratta a scartamento ridotto della Ferrovia Circumetnea con una linea che collega la stazione di Giarre con la futura stazione di Nesima della metropolitana.

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Questa nuova tratta, nella proposta dell’utente, dovrebbe collegare i paesi etnei della fascia sud ovest al momento privi di un collegamento ferroviario. Ecco nel dettaglio le stazioni:

  • Giarre:
  • Santa Venerina;
  • Zafferana Etnea;
  • Viagrande;
  • Trecastagni;
  • Pedara;
  • Nicolosi;
  • Belpasso;
  • San Pietro Clarenza;
  • Mascalucia;
  • San Giovanni Galermo;
  • Stazione Nesima (metropolitana)

Una prima idea di progetto di una linea ferroviaria che partisse da Catania e facesse il periplo dell’Etna si era già avuta nel 1870 dal presidente della commissione provinciale per lo studio di linee ferroviarie della provincia di Catania Salvatore Majorana-Calatabiano. La nuova linea doveva partire dalla stazione di Bicocca e avrebbe collegato i comuni di Paternò, Licodia, Biancavilla e Adernò (oggi Adrano) fino a Bronte. Nel 1879, con l’approvazione della legge 5002 (“legge Baccarini”) ci fu un’accelerazione del progetto su impulso da parte della provincia e Camera di Commercio di Catania e dei comuni dei centri pedemontani etnei interessati per la creazione di un vero e proprio sistema ferroviario economico e a scartamento ridotto.

Il progetto prevedeva inoltre nella stazione di di Adernò (odierna Adrano) la creazione di due diramazioni, una con la ferrovia per Leonforte e Nicosia e una per raggiungere a Giardini la già esistente ferrovia Messina-Catania. Purtroppo varie questioni politiche portarono ad abbandonare il progetto di prosecuzione su Giardini in favore della tratta di Giarre-Riposto.

La tratta attuale, che collega Catania con Adrano fu inauguratà il 2 febbraio 1895 permettendo ai centri di Adrano, Bronte Maletto, Randazzo e Linguaglossa di potersi finalmente liberare da un isolamento che durava ormai da secoli.

Noi di Mobilita Catania riteniamo però che l’idea avanzata dal nostro utente non risolverebbe i problemi del traffico veicolare di penetrazione verso la città in quanto  i tempi di percorrenza (visto il percorso tortuoso) sarebbero molto lunghi, con costi elevati per realizzare  una simile infrastruttura visto che insiste su aree densamente abitate.

A livello costo e benifici riteniamo più efficiente il progetto di EtnaRail, un sistema di metropolitana leggera su monorotaia che collega i principali paesi etnei dell’hinterland settentrionale di Catania al capoluogo, offrendo un servizio veloce ed efficiente in grado di costituire una seria alternativa al mezzo privato per la penetrazione al centro città dalla cintura nord dei paesi etnei.


 

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2 commenti per “Una nuova linea ferroviaria attraverso i comuni dell’hinterland di Catania
  • Antonio Anto 7
    01 mar 2017 alle 19:54

    Vorrei rispondere alle giuste obiezioni sui tempi di percorrenza di questa proposta.
    Si potrebbe pensare ad una linea più corta, “sacrificando” il passaggio da alcuni comuni a vantaggio di una linea più breve (e quindi meno costosa da realizzare) e con tempi di percorrenza più ridotti.
    La linea da Santa Venerina potrebbe puntare direttamente verso Monterosso – Trecastagni (anche perchè la vedo dura, per le pendenze ferroviarie, salire da Santa Venerina fino a Zafferana per poi ridiscendere).
    Ovviamente per realizzare questa variante bisognerebbe tener conto delle pendenze, dunque una siffatta linea non potrebbe nemmeno seguire il percorso tortuoso Pisano – Fleri – Monterosso ma bisognerebbe individuare un altro percorso (ad esempio via Linera – Pennisi?) che consenta di procedere in maniera agevole e più breve lungo l’itinerario di chiusura dell’anello.
    Sempre allo scopo di ridurre questo itinerario di lunghezza eccessiva, si potrebbe pensare (dopo Pedara) di scendere direttamente verso Tremestieri o Mascalucia; tra l’altro Belpasso usufruisce già della stazione di Piano Tavola, mentre per Mascalucia – Nicolosi si potrebbe pensare ad una linea a parte.
    Questa linea prospettata nell’immagine si troverebbe ad essere così modificata e snellita, secondo un possibile percorso: Santa Venerina ( – Linera) – Monterosso – Trecastagni – Pedara – Tremestieri/Mascalucia – Catania.
    Resterebbe il problema dell’innesto nella rete cittadina, che potrebbe avvenire come diramazione in tunnel sotterraneo a Nesima o Cibali.
    Non so se resterebbe il problema delle pendenze tra Tremestieri e Catania, per cui sarebbe comunque necessario un percorso parzialmente più lungo passante da San Giovanni Galermo (come prevedeva il progetto della Metropolitana Pedemontana) o se invece si potrebbe scendere direttamente verso la città, magari andando a servire, contestualmente, la Cittadella Universitaria.
    Riguardo l’altra giusta obiezione, ovvero il fatto che la linea insiste su aree densamente abitate, si potrebbero usare (laddove la densa urbanizzazione lo richiedesse) gli stessi accorgimenti che negli ultimi anni hanno portato all’interramento della linea FCE sotto centri urbani quali Santa Maria di Licodia ecc. con la creazione di nuove stazioni sotterranee.
    Infine voglio fare osservare che Etnarail, proprio per la sua struttura di ferrovia soprelevata, non potrà giungere nel cuore di paesi come Pedara o Trecastagni i cui centri storici hanno spesso strade tortuose e non sufficientemente larghe a ospitare l’infrastruttura. Non a caso le 2 linee longitudinali di Etnarail (senza voler prendere in considerazione la trasversale) si fermerebbero una presso la zona delle Zagare – Portali (cioè molto fuori San Giovanni La Punta) l’altra al confine tra Pedara e Tremestieri (cioè molto fuori Pedara).
    A ciò si aggiunga il fatto che al posto dell’attuale linea AST ad anello (Catania – San Giovanni La Punta – Trecastagni – Pedara – Tremestieri – Catania) si verrebbero ad avere due tronconi distinti e separati, e si rischierebbe di avere un vuoto trasportistico nel tratto centrale di questo anello, con Trecastagni che non si capisce se continuerà ad essere servita dall’attuale linea d’AST (che perderebbe gran parte della sua ragion d’essere per tutti gli altri comuni della linea sopra citati, serviti da Etnarail) o si rischierà un ulteriore isolamento e peggioramento dei servizi.
    A mio parere dunque Etnarail se è vero che può essere molto utile per collegare la città di Catania con Mascalucia e con la zona commerciale Zagare-Portali, lascia parzialmente irrisolti i problemi di penetrazione urbana nei vari comuni dell’hinterland, il cui traffico pendolare è in buona parte responsabile della congestione veicolare di Catania.

  • Antonio Anto 7
    01 mar 2017 alle 21:37

    Un’altra osservazione: nel caso di innesto di codesta linea nei tunnel tratta metropolitana di Catania, per evitare di convogliare tutti i treni verso Stesicoro – Aeroporto, si potrebbe decidere di utilizzare il ramo Porto con le sue stazioni come capolinea di questo ramo FCE. Rimane sottointeso che questo implica una conversione a scartamento ordinario elettrificato per quel che riguarda la chiusura alta ad est dell’anello ferroviario FCE attorno all’Etna.


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