Entrano nella fase conclusiva i lavori per il nuovo Parco della Repubblica, un intervento finanziato con 12 milioni di euro di fondi PNRR che si appresta a trasformare una distesa di asfalto di 27.000 metri quadrati — simbolo per oltre settant’anni dello sventramento incompiuto di San Berillo e del parcheggio selvaggio — in un polmone verde strategico.
Non si tratta di una semplice operazione di arredo urbano, ma di una vera e propria ricucitura pensata per unire due porzioni di città storicamente scollegate: da un lato il cuore storico e commerciale tra via Etnea, Piazza Stesicoro e Corso Sicilia, dall’altro il waterfront con la Stazione Centrale e il porto, raggiungibili lungo Corso Martiri della Libertà. L’obiettivo è dare vita a un corridoio verde continuo che accompagni pedoni e ciclisti dal centro fino al mare, riducendo l’impatto del traffico in una zona ad altissima densità.
Per rispondere alle sfide della sostenibilità e della vivibilità quotidiana, il progetto integra ampie aree piantumate con alberature ad alto fusto — tra cui specie mediterranee resilienti e chiome ampie come lecci, bagolari, platani e ulivi, scelte per massimizzare l’ombreggiamento e limitare il fabbisogno idrico — a spazi di aggregazione, zone fitness e giochi per bambini, concentrati soprattutto sul lato confinante con Corso Sicilia.

Una rete dedicata di percorsi pedonali e piste ciclabili favorirà gli spostamenti a zero emissioni, mentre la sostituzione di quasi tre ettari di asfalto con prato e pavimentazioni drenanti permetterà di abbattere le temperature estive e di migliorare il deflusso delle acque meteoriche, alleggerendo il carico sulla rete fognaria durante i nubifragi.

Il dibattito cittadino si concentra però sulla gestione della viabilità. L’eliminazione del maxi-parcheggio informale che occupava la piazza ha infatti innescato un confronto acceso tra l’amministrazione, i residenti e i commercianti, questi ultimi fortemente preoccupati per la tenuta delle arterie limitrofe — come via Di Prima, via Ventimiglia e lo stesso Corso Sicilia — e per le ricadute sulle attività economiche. Per scongiurare la paralisi del traffico, la strategia del Comune punta sull’intermodalità: l’obiettivo è sfruttare la vicinanza con la fermata “Stesicoro” della metropolitana e le linee AMTS per incentivare l’uso dei parcheggi scambiatori periferici. Parallelamente, gli uffici tecnici sono al lavoro per rimodulare gli stalli nelle vie adiacenti e ottimizzare la capienza dei parcheggi in struttura già presenti nell’area.

La vera scommessa, tuttavia, si giocherà dopo il taglio del nastro, nella manutenzione quotidiana e nella tutela contro il vandalismo che in passato ha colpito altri spazi verdi cittadini. Per evitare che l’opera cada nell’incuria, il piano di gestione post-apertura affianca alla sorveglianza attiva — fatta di telecamere collegate direttamente alle forze dell’ordine e di una rigida chiusura notturna — un forte presidio sociale garantito dall’affidamento di chioschi e punti ristoro ai privati e dall’organizzazione continua di eventi culturali e sportivi, così da trasformare quello che per decenni è stato un vuoto urbano e un simbolo di degrado in un nuovo motore di modernità per Catania.
