Metro Catania: confermato lo sciopero del 30 ottobre, a rischio il completamento della tratta Stesicoro-Palestro

La vertenza della metropolitana di Catania è giunta a un punto di forte tensione dopo l’ultimo incontro tra la Ferrovia Circumetnea e i sindacati degli edili (FILCA CISL, FENEAL UIL e FILLEA CGIL).

Il confronto, che si sperava potesse sbloccare la situazione del cantiere affidato alla CMC di Ravenna, si è purtroppo concluso con una fumata nera.

Dall’azienda non sono arrivate le risposte certe e le garanzie che i lavoratori aspettavano ormai da mesi, lasciando nell’incertezza il futuro occupazionale di centinaia di famiglie.Le rassicurazioni fornite sono state giudicate troppo generiche e insufficienti per delineare un piano di ripresa reale.

I cantieri della metropolitana sono fermi da marzo e i lavoratori si trovano a fare i conti non solo con il blocco delle opere, ma anche con pesanti ritardi nel pagamento degli stipendi.

Questa paralisi mette ora seriamente a rischio il completamento della tratta Stesicoro-Palestro, un’opera infrastrutturale strategica di circa 2,2 chilometri complessivi.

Questo specifico lotto è fondamentale per il centro cittadino poiché prevede la realizzazione di due nuove stazioni sotterranee: San Domenico e Vittorio Emanuele, progettate per connettere i quartieri storici e popolari alla rete principale della mobilità urbana.

Dal punto di vista ingegneristico, lo stallo rischia di prolungarsi ulteriormente anche a causa di un grosso nodo tecnico: il tunnel principale viene realizzato tramite una galleria mono-canna a doppio binario, scavata con la TBM.

L’eventuale sostituzione dell’impresa appaltatrice si preannuncia tuttavia estremamente complicata, dato che la TBM “Agata” — la gigantesca talpa meccanica da scavo che si trova attualmente bloccata nel sottosuolo a circa venti metri di profondità — è di proprietà esclusiva della CMC.

Un subentro richiederebbe accordi legali e logistici complessi per l’utilizzo o il riscatto del macchinario, rischiando di congelare un’opera il cui scavo complessivo è già completato per oltre tre quarti.

È una situazione insostenibile che ha spinto i sindacati a fare un passo formale importante: chiedere l’intervento del Prefetto di Catania per istituire un tavolo di crisis istituzionale.

L’obiettivo è mettere di fronte tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle stazioni appaltanti, per definire impegni precisi, verificabili e con tempi certi. Nel frattempo, la protesta non si ferma.

Dopo lo sciopero che ha visto i lavoratori incrociare le braccia giovedì 22 ottobre, i rappresentanti sindacali Murabito, Dell’Ombra e Santonocito hanno confermato che lo stato di agitazione prosegue, con una nuova giornata di mobilitazione già fissata per il 30 ottobre. I lavoratori rimarranno compatti nel chiedere lo sblocco dei loro stipendi e, soprattutto, una prospettiva chiara e sicura per il proprio futuro.

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