30 mar 2019

Agevolazioni Sostare, una misura contro la mobilità sostenibile


Il circolo Legambiente Catania ha già espresso forti perplessità in merito all’ultimo provvedimento del Comune di Catania – deliberazione N. 03 del 21.01.2019 – con il quale veniva autorizzata la società Sostare s.r.l. al rilascio di 150 abbonamenti mensili di sosta a favore dei dipendenti che svolgono servizio presso l’Ospedale Garibaldi Centro alle stesse condizioni economiche previste per i residenti (18 €/mese).

E’ di oggi la notizia che il consigliere Salvo Di Salvo presenterà all’assemblea comunale una mozione con la quale si chiede di “estendere agli studenti universitari e a tutti i dipendenti pubblici, che per motivi di lavoro o di studio usufruiscono degli stalli blu a pagamento, le stesse agevolazioni previste dalla delibera di Giunta N. 03 del 21.01.2019″.

Ribadiamo la nostra contrarietà al provvedimento che, oltre che rappresentare un privilegio ingiustificato in favore di alcune categorie di cittadini, favorisce l’ingresso delle automobili in città e stimola lavoratori e studenti a scegliere l’automobile come mezzo di traporto preferito rispetto ai mezzi pubblici o alternative ecosostenibili.

Nel caso degli studenti vanificherebbe poi lo sforzo economico e di alto valore ambientale messo in campo dall’Università che ha consentito loro l’accesso gratuito a tutti i mezzi pubblici.

Il circolo catanese nota con grande rammarico che la politica della città non tiene conto del fatto che Catania è pienamente coinvolta nella procedura di infrazione aperta dalla Commissione Ue, e ora vicina alle sanzioni comunitarie, per la mancata protezione dei cittadini dagli effetti delle emissioni di biossido di azoto, in rapporto ai valori limite stabiliti dalla legislazione comunitaria (art.13 della direttiva 2008/50/Ce), da rispettare già a partire dal 2010.

L’indagine di Euromobility piazza Catania tra le ultime cinque d’Italia per l’esagerato indice di motorizzazione delle autovetture (70 vetture/100 abitanti), con una media decisamente superiore rispetto a quella europea (49,8) e italiana (59,3). Anche il parco veicolare privato è piuttosto vecchio e quindi particolarmente inquinante: il 44% dei mezzi è Euro 0,1,2,3 e un altro 17% arriva all’Euro 3. Il che fa comprendere come l’ordinanza che ne vietava la circolazione, emessa durante la precedente amministrazione, è di fatto rimasta inapplicata.

Più volte il circolo Legambiente Catania ha richiesto, in linea con i più recenti studi in materia urbanistica, che la tariffa della sosta venga differenziata ma, ovviamente, non per categoria di utenti (a parte i residenti), piuttosto per posizione dello stallo nelle diverse zone della città. La tariffa maggiore dovrebbe essere applicata per la sosta su strade del centro storico o in altre zone che attraggono molti spostamenti, ben servite dal trasporto pubblico, nelle ore di punta dei giorni feriali; più bassa, invece, nelle zone periferiche. Sono misure queste già applicate con successo in altre grandi città perché hanno il vantaggio di non gravare sulle tasche dei cittadini, diminuiscono il carico di traffico e smog in zone nevralgiche e non depauperano le casse del Comune.

La pessima gestione della mobilità sta portando Catania ad essere sempre ultima in ogni classifica e rapporto di ecosistema urbano ed in questo quadro catastrofico registriamo una politica assente da parte della amministrazione comunale, un lassismo ed un mancato controllo in tutte le Ztl e zone pedonali di Catania invase sistematicamente dalle auto in spregio alle norme del Codice della Strada.
Siamo in grave ritardo nella redazione dei PUMS, ossia dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, condizione necessaria per accedere a fondi governativi per la viabilità delle città e non abbiamo più notizie dei fondi PON, già acquisiti e destinati alla realizzazione di altre linee di BRT.

Abbiamo a cuore l’ambiente e la salute dei cittadini e non possiamo accettare il fatto che l’amministrazione comunale non solo non si stia adottando misure idonee ad abbassare i livelli di inquinamento ambientale ma anzi che adotti misure di segno contrario.


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