La presentazione del nuovo progetto per Corso Martiri della Libertà, illustrato dall’architetto Mario Casamonti davanti al Consiglio comunale, segna un momento importante in una vicenda urbanistica che da decenni attende una soluzione definitiva. L’intervento, promosso da ISTICA San Berillo e discusso in una seduta straordinaria alla presenza del sindaco Enrico Trantino, nasce con l’obiettivo dichiarato di ricucire la grande frattura urbana generata dallo sventramento degli anni Cinquanta, restituendo continuità a un’area rimasta incompiuta e disabitata nonostante la sua posizione strategica nel cuore di Catania.
Il sindaco ha sottolineato come il Comune, pur non essendo promotore diretto dell’iniziativa, stia svolgendo un ruolo di interlocuzione attiva, chiedendo alla proprietà di ridurre le volumetrie commerciali per evitare di aggravare una città già sovraccarica di centri commerciali. Al loro posto si punta su funzioni considerate strategiche: hotel di fascia alta, parcheggi sotterranei, un grande centro congressuale da tremila posti e un sistema di verde pubblico che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, dovrebbe diventare uno degli elementi qualificanti dell’intervento. Tuttavia, proprio sul tema del verde emergono le prime criticità, soprattutto se si confronta la proposta di Casamonti con quella precedente elaborata da Mario Cucinella.

Il progetto di Cucinella immaginava un grande parco urbano continuo, un asse verde capace di attraversare l’intera area e di trasformare Corso Martiri della Libertà in un vero polmone cittadino. La sua visione puntava su ampie superfici permeabili, su una forte riduzione delle volumetrie costruite e su un sistema vegetale non solo ornamentale, ma funzionale alla mitigazione climatica, alla gestione delle acque e alla qualità della vita quotidiana. Era un progetto che metteva il verde al centro, come elemento strutturante e identitario della rigenerazione.
La proposta di Casamonti, pur parlando di “grande parco urbano abitato”, appare invece più prudente e meno radicale. Il verde è presente, ma frammentato, distribuito negli isolati e negli spazi pubblici senza costituire un grande sistema unitario. Le alberature previste, soprattutto nell’area di piazza della Repubblica, rappresentano un passo avanti rispetto alla situazione attuale, ma non raggiungono la scala e l’ambizione del progetto di Cucinella. La ricostruzione della maglia urbana, che Casamonti considera prioritaria per ricucire la continuità storica della città, finisce per ridurre lo spazio disponibile per un parco di dimensioni realmente significative. In altre parole, il verde c’è, ma non domina; accompagna l’intervento, senza guidarlo.
Se su questo fronte il progetto sembra arretrare, un elemento invece risulta particolarmente convincente e potenzialmente trasformativo: la scelta di rendere Corso Martiri della Libertà un grande asse pedonale continuo. Casamonti immagina una lunga promenade urbana, libera dal traffico, capace di diventare luogo di incontro, commercio di vicinato, eventi e vita quotidiana. La mobilità verrebbe riorganizzata lungo la viabilità perimetrale, con un sistema ad anello e un nuovo rondò pensato per fluidificare la circolazione. L’area si integrerebbe meglio con la stazione ferroviaria, la metropolitana, la Ferrovia Circumetnea e il trasporto pubblico locale, trasformandosi in una nuova porta d’accesso alla città e al mare.
Questa idea di un boulevard pedonale centrale è forse l’aspetto più innovativo e promettente dell’intervento. Restituire spazio ai cittadini, creare un asse urbano che ricuce San Berillo, la Civita, il mare e il centro storico, significa dare finalmente a Catania un luogo di grande respiro, capace di diventare simbolo della città contemporanea. È una scelta che guarda alle migliori esperienze europee e che potrebbe davvero cambiare il modo in cui i catanesi vivono e attraversano il loro centro.

Il progetto, nel suo complesso, mantiene le volumetrie previste dagli accordi del 2012 e del 2022, ma ne modifica la destinazione, puntando su funzioni che dovrebbero generare sviluppo economico e riportare vita in un quartiere oggi deserto. Il nuovo centro congressuale, concepito come un complesso articolato e non come un unico edificio, potrebbe rilanciare il turismo congressuale, settore in cui Catania ha un potenziale enorme ma finora poco sfruttato. La rinascita residenziale dell’area, che Casamonti considera fondamentale, potrebbe finalmente riportare famiglie e attività in una zona rimasta sospesa per decenni.
Resta però la sensazione che, pur ricucendo la ferita urbana, il progetto non colga pienamente l’occasione di trasformare Corso Martiri della Libertà in un grande spazio verde contemporaneo, capace di rispondere alle sfide ambientali e climatiche della città. La prudenza nel ricostruire la maglia storica, pur comprensibile, limita la possibilità di immaginare un intervento più coraggioso, più aperto, più innovativo. La città, oggi più che mai, ha bisogno di verde, di qualità urbana, di luoghi che migliorino la vita quotidiana e non solo di edifici che ricostruiscano ciò che è stato demolito.

La Conferenza dei servizi che si aprirà a breve sarà il momento decisivo per valutare, correggere e migliorare la proposta. Sarà fondamentale che la città partecipi, che i cittadini facciano sentire la propria voce, che si apra un confronto vero su ciò che Catania vuole diventare. Perché dopo settant’anni di attesa, Corso Martiri della Libertà merita non solo di essere completato, ma di essere immaginato con ambizione.
