Articolo
13 ott 2020

Prosegue iter per approvare Piano Regolatore Portuale dell’Autorità del Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale

di Mobilita Catania

Con l’adozione del Documento di Pianificazione Strategica di Sistema dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale prosegue velocemente l’iter per l’approvazione definitiva del Piano Regolatore Portuale. La nuova dottrina sulle strategie dei trasporti dei sistemi portuali, introdotta dalla novellata legge 84/94 istitutiva della Autorità Portuali, ha previsto, in una logica di sviluppo integrato, coerente e temporale, la predisposizione di un documento preliminare al Piano Regolatore Portuale, denominato DPSS (Documento di Pianificazione Strategica di Sistema). Il Dpss è uno strumento di coordinamento con finalità di pianificazione strategica, ovvero, contiene l’inquadramento del Sistema Portuale di riferimento nel contesto socio-economico nazionale ed internazionale, al fine d’inquadrare correttamente il posizionamento dell’offerta infrastrutturale e logistica nel panorama dei mercati globali. Un’industria della logistica moderna, rispettosa dell’ambiente per una scelta strategica al centro del Mediterraneo. Il documento riporta le linee guida, gli obiettivi, in termini di orientamenti programmatici sui possibili sviluppi del territorio anche alla luce delle trasversali facilitazioni ad esso connesse (ad esempio ZES, ALI o anche zona franca) e le strategie per giungere ad uno sviluppo coordinato ed integrato delle realtà portuali di riferimento, individuando e sviscerando i rapporti del contesto portuale con quello delle aree cittadine fino alle aree interne. L’inter-connettività delle diverse aree ha consentito, nella rinnovata logica di inclusione, l’ampliamento dei confini anche delle competenze, in precedenza racchiusi in ambiti limitati. L’introduzione dell’ambito porto Città consente oggi di poter meglio operare anche nelle aree urbane, la cui pianificazione verrà, di fatto, demandata ai Comuni interessati. L’AdSP del Mare di Sicilia Orientale ritiene prioritario rilanciare il proprio Sistema Portuale operando nel breve-medio termine (orizzonte temporale 2030) in ambito prevalentemente nazionale, concentrando l’attenzione principale sulla differenziazione complementare delle funzioni dei singoli Porti all’interno del Sistema Portuale. Nel medio-lungo termine (orizzonte temporale 2050), invece, in un ambito prevalentemente internazionale, in sinergia con la Zona Economica Speciale e gli Enti e le infrastrutture a diverso titolo coinvolte nella propria Area Logistica Integrata fanno prevedere, in una logica di incremento dei traffici e delle merci specifiche dei settori ad oggi in essere, l’inserimento dei porti di Siracusa, Pozzallo, Gela, Licata ed altri nel Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale. L’iter per l’approvazione del DPSS, complesso ed articolato prevede, oltre la già avvenuta formulazione di pareri da parte dei Comuni interessati, l’adozione da parte del Comitato di Gestione ed il parere da parte della Regione interessata previa intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ad oggi, il Dpss ha riscontrato gli espressi assensi da parte dei Comuni di Augusta, Catania e Priolo. Per ciò che concerne il Comune di Melilli, nella logica della tutela d’interesse generale, in ragione dell’importanza che il documento rappresenta, quale volano per il rilancio dell’economia e gli investimenti, trascorsi i termini di legge si è rimasti disponibili a prendere in considerazione le eventuali osservazioni, orientate nella logica di sviluppo perseguito dal Sistema. Il documento, che rinnova il Piano del 1978, si avvia dunque verso la volata finale per l’approvazione conclusiva, con grande soddisfazione da parte del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale e dei sindaci dei Comuni.

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Opere
17 ott 2016

Porto di Catania

di Roberto Lentini

Il Porto di Catania è un importante scalo marittimo di I classe, a prevalente utilizzo commerciale e diportistico, che negli ultimi anni ha visto allargare anche la propria offerta di traghetti per servizi passeggeri. La posizione al centro della costa orientale siciliana, a servizio di sei province, e gli ottimi collegamenti con ferrovie, autostrade ed aeroporto, lo stanno trasformando, inoltre, in uno scalo di riferimento per i traffici turistici nazionali ed internazionali. I movimenti del Porto (aggiornato al 2016) 6.560 mt Banchine 625.800 m2 Piazzali 24.000.000 m2 Specchi Acquei 11.855 mt Pontili/Accosti 243.746 unità Traffico Passeggeri 33.932.855 tonn. Merci Movimentate 372.822 unità Traffico rotabili 49.198 unità Containe Caratteristiche del porto Il porto di Catania si estende nella direzione Nord-Sud con l'imboccatura rivolta a mezzogiorno. È chiuso a levante da un molo foraneo di 1860 m e da un prolungamento terminante con un pennello di 40 m nella direzione SE-NW, sulla cui estremità è situato un fanale verde, intermittente. A sud è delimitato da un molo detto di mezzogiorno, lungo 420 m, con la parte interna banchinata che finisce con un pennello di 65 m, sulla cui testata è sistemato un fanale rosso intermittente. Il bacino di levante, situato nella parte NE, è detto "porto nuovo" ed ha una forma poligonale. È limitato ad E e W da due moletti denominati pennello di levante e di ponente. O ovest del porto nuovo, invece, separato dallo sporgente centrale, si colloca il "porto vecchio", adibito principalmente al traffico dei motopescherecci con una banchina dedicata alla pesca. Il porto di Catania è inoltre scalo di alaggio, bacino di carenaggio con sette pontili, due magazzini per forniture ai motopescherecci, due congelatori, due frigoriferi e due ghiacciaie per la conservazione del pescato, due gru fisse e cinque gru mobili per il sollevamento delle imbarcazioni, una officina meccanica, distributori di benzina e di gasolio, approvvigionamento idrico per mezzo di sei prese e quattro fontane pubbliche, ed elettrico per mezzo di prese. Dati tecnici: Accesso: velocità max 5 nodi. Fari e fanali 2796 (E1828): faro Sciara Biscari, a lampi bianchi, periodo 5 sec., portata 22 M, sul lato ovest dell’avamporto, presso la Rotonda della Playa; 2798 (E 1835): faro a luce alternata bianca e verde dell’Aeroporto di Catania (Fontanarossa), occasionalmente visibile circa 2.720 m a SW del faro Sciara Biscari; 2802 (E 1830): fanale a lampi lunghi verdi, periodo 5 sec., portata a 8 M sulla testata del Molo di Levante; 2804 (E1832.5): fanale a lampi lunghi rossi, periodo 5 sec., portata 5 M, sulla testata della scogliera Sud; 2808 (E 1831): fanale a lampi verdi, periodo 2 sec., portata 5 M, situato su banchina triangolare del Molo di Levante. 2812 (E 1832):fanale a lampi rossi, periodo 2 sec., portata 5 M, sulla estremità del pennello che si protende dallo spigolo Sud della testata del Molo di Mezzogiorno. Fondo marino: fangoso Pescaggio: 12-13 m Venti: I e II quadrante (inverno e autunno). Radio: Vhf canale 16 e 12 Principali attività del porto Commerciale Da diversi anni il traffico del settore merceologico del porto di Catania registra un trend positivo di crescita. Si sono registrati inoltre notevoli sviluppi del settore containers grazie anche ai collegamenti con i grandi "hub-port" di transhipment di Gioia Tauro, Malta e Cagliari. Anche il settore dei traghetti Roll–on e Roll-off ha avuto un eccellente incremento. Il segmento di traffico delle “Autostrade del Mare”, ha eletto Catania come “hub” naturale di connessione del network con il nord Italia, sia sul corridoio Adriatico (Ravenna e Brindisi), che sul corridoio Tirrenico (Napoli, Salerno, Livorno, Genova e Savona), nonché a sud con l’isola di Malta.   Crocieristico. Le navi da crociera ormeggiano prioritariamente allo sporgente centrale (ormeggi 10, 11, 12 e 13), le cui banchine hanno uno sviluppo totale di oltre 600 metri, una larghezza variabile da 30 a 40 metri, un pescaggio di circa 10 metri e sono attrezzate con bitte e parabordi. Nel 2018, secondo i dati forniti da Catania Cruise Terminal, ci saranno 75 approdi con 131.656 croceristi. Storia La presenza di un porto nella città di Catania è ricordato dagli scrittori latini che attribuivano allo scalo di Catina, in epoca romana, un ruolo non indifferente nei commerci del vino e del grano.Ma sulla localizzazione dell’antico porto ancora oggi si discute per la scarsità e frammentarietà dei dati archeologici a disposizione, per le interpretazioni spesso fantasiose ma soprattutto per le profonde trasformazioni subite dalla linea di costa in seguito alle colate laviche dell’Etna. Si hanno invece notizie certe di un porto costruito nel X secolo da parte dei saraceni, ma si trattava di un semplice approdo per piccole imbarcazioni. Nel 1438, grazie al  re Alfonso D’Aragona, venne costruito il primo porto nello stesso sito di quello saraceno con un molo adeguatamente attrezzato e ben fortificato per le sue navi di grandi dimensioni. Nel 1601, una violenta mareggiata distrusse buona parte del molo e seguì per tutto quel secolo un’altalena di costruzioni e distruzioni. Nel 1700, con l'intervento del governo borbonico, ci fu un intervento risolutivo grazie anche ad una équipe di esperti maltesi che proposero di realizzare delle casse di calcestruzzo da gettare in mare in modo da realizzare una solida barriera ai marosi. Nel 1800, il regno borbonico fece eseguire altri lavori realizzando un approdo formato da due moli, uno lungo 258 metri, l’altro 122, con uno specchio d’acqua di circa 14 ettari, situato esattamente dove oggi sorge il porto vecchio. Nel 1869 il porto venne collegato con la Stazione ferroviaria di Catania Centrale mediante un fascio di binari. Intorno al 1898 anche la Ferrovia Circumetnea raggiunge il porto realizzandovi una stazione di testa, oggi convertita in capolinea della metropolitana. Altri interventi di consolidamento vennero effettuati dopo la grande mareggiata del 1933 che aveva danneggiato notevolmente le strutture portuali realizzate fino a quel momento.  Venne allungata la diga foranea di circa 570 metri e migliorata la mantellata con l’immissione di altre casse di calcestruzzo; venne inoltre eseguito l'interramento e la costruzione delle banchine, denominate Molo Crispi, ad est degli Archi della Marina, attrezzate per l'attracco delle navi. I lavori durarono circa 10 anni e disegnarono il porto per come è stato sino a pochi anni fa, quando si è aggiunta la grande darsena sud. Con la legge n. 84/94 viene istituita l’Autorità Portuale di Catania,  un ente pubblico con lo scopo di pianificare, promuovere e controllare le operazioni portuali e le relative attività commerciali e industriali che in esso hanno luogo. La riforma della portualità, approvata il 28 luglio 2016 dal Consiglio dei ministri, ha comportato la trasformazione delle Autorità Portuali in Autorità di Sistema Portuale con contestuale riduzione da 24 a 15. A seguito di tale riforma, Augusta aveva assunto il ruolo di Autorità di Sistema Portuale annettendo il porto di Catania. Con un decreto firmato il 26 gennaio 2017 dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio vengono ribaltati i ruoli e Catania è stata scelta come la sede dell'Autorità di Sistema Portuale per i prossimi due anni. Il 31 agosto 2017 è stata pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge n. 203 di “Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione delle Autorità Portuali”, in revisione della legge porti, risalente al 1994 (la 84/94). Viene istituita l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale comprendendo i porti di Augusta e Catania con sede ad Augusta. Piano Regolatore Portuale Il piano regolatore portuale attualmente in vigore risale al 1978 e nonostante  la legge n 84/94 con cui viene istituita l'autorità portuale di Catania (figura giuridica importante perché il presidente dell'Autorità portuale rappresenta il soggetto promotore del piano regolatore portuale), Catania non si è ancora dotata di un nuovo piano regolatore portuale. Una prima proposta di PRP (Piano Regolatore Portuale),  in effetti, risale al 2004 e porta la firma del Presidente dell'Autorità Portuale Cosimo Indaco, nominato nel 1995 su indicazione del sindaco Enzo Bianco e successivamente confermato per un secondo mandato.  Il piano del 2004, rispetto a quello del 1978, prevedeva due modifiche sostanziali, che orientavano il porto di Catania verso il traffico commerciale. Prevedeva una nuova darsena a sud del Molo di Mezzogiorno, da destinare a darsena commerciale a servizio del traffico Ro-Ro e containers, invece che a servizio della zona industriale e del traffico containeirizzato come prevedeva il PRP del 1978. La seconda modifica sostanziale riguardava l’infrastruttura prevista a sud (e mai realizzata), che veniva destinata a “porto turistico e peschereccio e non più esclusivamente a porto peschereccio. Si prevedeva inoltre la realizzazione di nuove strutture edilizie con una cubatura di 398.300 metri cubi mentre il volume massimo consentito per nuove edificazioni all’interno del porto turistico era di 164.700 metri cubi, determinando un volume di 1.109.150 metri cubi su un’area di 171.200 metri quadrati. Si trattava di un intervento molto invasivo sul tessuto della città e con uno scarso coinvolgimento del consiglio comunale che ben presto si tradusse in un atteggiamento di diffidenza da parte di molti consiglieri di maggioranza. Si assistette quindi ad un periodo di stallo che interessò i due mandati del sindaco Scapagnini e la prima fase della sindacatura di Stancanelli. Nel 2012 si assistette ad un'accelerazione del Piano a meno di un mese dall’'insediamento del commissario Cosimo Aiello in sostituzione di Castiglione. L'’autorità portuale infatti stipulò un accordo con la direzione urbanistica del comune. La cubatura venne ridotta di circa il 50%, così come le altezze massime degli edifici. Venne dichiarata inoltre inammissibile la funzione residenziale nell’'ambito di interazione città-porto ed ammesse, invece, le funzioni commerciali, culturali e per il tempo libero. Il nuovo piano giunse in consiglio comunale alla vigilia delle elezioni amministrative del maggio 2013 ma venne nuovamente rinviato a causa di una pregiudiziale sulla documentazione presentata. La nuova amministrazione guidata da Enzo Bianco, succeduta a Stancanelli, non diede seguito all’accordo stipulato nel settembre 2012, ritenendo ancora troppo elevate le volumetrie previste e perseguendo invece la predisposizione di un piano “a edilizia zero”. Intanto il 25 luglio 2015 venne inaugurata la nuova darsena posizionata accanto all’Asse dei Servizi. Essa si estende per 16o mila metri quadrati di piazzale e 190 mila considerando anche lo specchio d’acqua delimitato dalla banchina di 1100 metri lineari. La nuova darsena può accogliere contemporaneamente fino a 7 navi di cui 3 o 4 grandi traghetti con un fondale di circa 13 metri, potendo accogliere, così come avviene per pochi porti nel Mediterraneo, le navi crociera di grandi dimensioni con pescaggio di 11 metri. L'apertura della nuova darsena comincia a produrre i primi effetti positivi liberando di fatto ampie aree del porto vecchio dai numerosi container. La nuova infrastruttura si inserisce comunque in un progetto più ampio di riqualificazione dell’area del porto vecchio nei pressi dello sporgente centrale: la vecchia darsena, infatti, verrà destinata solo alla crocieristica, diventando così uno scalo di partenza e permettendo alle navi da crociera di poter sostare anche la notte. Grazie ad un protocollo d’intesa firmato a marzo 2016 tra l’autorità portuale e l’amministrazione comunale etnea, il 7 ottobre 2016 il porto si è aperto materialmente alla città con l'inizio delle operazioni di abbattimento della cinta muraria.   Sviluppi Futuri Gli interventi futuri che interesseranno il porto di Catania possono essere riassunti nei seguenti punti: Destinazione dell’intero piazzale antistante il terminal per la sosta dei bus per le escursioni e per gli altri servizi ai passeggeri delle navi da crociera; Miglioramento estetico e funzionale delle aree e degli edifici limitrofi alla stazione marittima o ubicati lungo i percorsi; Realizzazione, in collaborazione con il Comune di Catania, di percorsi pedonali monitorati da telecamere per garantire migliori standard di sicurezza; Miglioramento strutturale e funzionale della stazione marittima; Revisione al ribasso delle tariffe per i servizi tecnico-nautici (piloti-ormeggiatori) e per la gestione dei rifiuti di bordo; Integrazione ed ampliamento dell’impianto di video-sorveglianza già esistente all’interno del porto; Rifacimento del sedime portuale che coinvolge il Molo di Levante, lo Sporgente Centrale ed il Molo Crispi; Realizzazione del nuovo varco asse dei servizi, per un migliore e più veloce collegamento con l’aeroporto. Con l'abbattimento della cinta muraria si sono poste le prime concrete basi per avviare la definizione di un nuovo waterfront  attraverso l’integrazione tra il porto e la città storica. I prossimi passi prevedono una ridefinizione della viabilità urbana e dei parcheggi nelle aree limitrofe e delle infrastrutture di competenza della Ferrovia Circumetnea. Sarà rivista anche la definizione degli assi principali di collegamento stradale del porto alla grande viabilità urbana, extraurbana e all’interporto con particolare attenzione ai due nodi viari di faro Biscari e di piazza Paolo Borsellino. Nel prossimo futuro è previsto un concorso di idee aperto a tutti gli ordini tecnici professionali allo scopo di definire l'assetto di questo ambito di waterfront della città. Ti potrebbero interessare... FOTO | Restituire il porto alla città: il progetto FOTO | Integrazione Città-Porto secondo il progetto ANCE

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