Proposta
28 set 2018

Centro storico, una possibile soluzione viaria per salvaguardare l’area della Basilica Collegiata

di Andrea Tartaglia

In questi giorni, a Catania, è in atto una sperimentazione viaria che sta causando non pochi disagi nel centro storico: per andare incontro alle esigenze di sicurezza della Questura di via Alessandro Manzoni, infatti, il traffico è stato deviato temporaneamente su via Collegiata, via Fragalà e via Mancini. Una soluzione che irrompe prepotentemente nel cuore del centro storico, in piena zona a traffico (non più) limitato, generando colonne di mezzi in fila proprio a fianco della basilica Collegiata, lungo i ristoranti della strada e tagliando ai pedoni e ai turisti la passeggiata di via Etnea in uno dei suoi punti più suggestivi. Una soluzione, dunque, che tale non è e che, come prevedibile, sta solo generando caos e un danno di immagine non di poco conto (basta osservare i volti dei turisti), per non parlare dell'abbassamento della vivibilità della zona e della qualità dell'aria. Fatte salve le esigenze della Polizia di Stato, la circostanza può però trasformarsi nell'occasione di limitare l'accesso indiscriminato di mezzi privati a quest'area del centro storico proponendo un piano viario alternativo che impedisca di portare sin qui gran parte del traffico di attraversamento del cuore della città. Fermo restando che, nel lungo termine, è auspicabile la creazione di una grande z.t.l. del centro storico che possa avere, orientativamente, nella via Plebiscito il suo perimetro naturale, nonché l'opportunità di delocalizzare la Questura di via Manzoni in area più consona, ecco una proposta attuabile nel breve termine che consentirebbe di salvaguardare l'area di via Etnea compresa tra via Antonio di Sangiuliano e piazza Università: La maggiore innovazione consiste, già all'altezza di via Quartarone, nell'intercettare e deviare il traffico di via Vittorio Emanuele II diretto a est. Via Quartarone diverrebbe così percorribile a salire, verso piazza Dante: ciò può avvenire o rendendola a doppio senso (con divieto di sosta e fermata), oppure creando una circolazione rotatoria sfruttando anche via Teatro Greco e via Santa Barbara (quest'ultima solo nel tratto compreso tra via Teatro Greco e via Vittorio Emanuele II, con divieto di sosta e fermata, invertendo l'attuale senso di marcia). Piazza Dante diverrebbe a doppio senso di marcia, così come via Gesualdo Clemente: qui la sosta a spina di pesce andrebbe sostituita con quella in linea. Giunti all'altezza di via Santa Maddalena, si può rendere quest'ultima a doppio senso per consentire di raggiungere facilmente piazza Stesicoro. In alternativa o in aggiunta, si potrebbe anche valutare di rendere a doppio senso anche il tratto di via Di Sangiuliano compreso tra via Santa Maddalena e via Manzoni, seppur non strettamente necessario, a meno di non voler accorciare il percorso per raggiungere la zona di piazza Manganelli. In via Vittorio Emanuele II, dunque, dopo l'incrocio con via Quartarone, proseguirebbero dritto, in direzione piazza Duomo, solo i mezzi diretti a raggiungere via Garibaldi (dal basso) o le traverse della stessa strada. Via San Giuseppe al Duomo si trasformerebbe invece in zona a traffico limitato, con accesso consentito solo ai residenti e ai mezzi delle forze dell'Ordine (nonché ambulanze e altri mezzi espressamente autorizzati). L'accesso a via Collegiata, via Fragalà e via Manzoni nel tratto a sud di via Antonino di Sangiuliano sarebbe consentito solo ai medesimi soggetti, consentendo quindi un notevole abbassamento del traffico e dell'inquinamento in quest'area e venendo incontro alle esigenze della Polizia di Stato. Ti potrebbe interessare... Nuovo piano viario sperimentale in centro storico: chiude tratto di via Manzoni  

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Proposta
17 gen 2017

Lungomare Liberato in occasione del Carnevale: richiesta del comitato all’amministrazione

di Alessio Marchetti

Pochi giorni fa, è stato comunicato il calendario del Lungomare Liberato per il 2017 di cui vi abbiamo messo al corrente; tra queste date non è presente un'edizione coincidente con il carnevale come invece è avvenuto negli anni passati. Per questo motivo il comitato Lungomare Liberato, consultandosi con gli iscritti alla pagina, ha deciso di fare una richiesta all'amministrazione comunale chiedendo la possibilità di spostare la data di Febbraio, prevista per giorno 12 al giorno 26, ovvero la domenica di carnevale. Gli anni passati le edizioni di carnevale sono state molto allegre e partecipate, diventando una tradizione nella nostra città: sarebbe un peccato perdere dopo averla coltivata riscontrando successo. Qui un video dell'edizione del 2015: Secondo i promotori dell'evento, sposato poi dall'amministrazione, il calendario per il 2017 potrebbe quindi diventare il seguente con anche la data dei primi di marzo (troppo vicina a carnevale) spostata a maggio: Domenica 26 febbraio dalle ore 10 alle ore 18  (carnevale)Domenica 2 aprile  dalle ore 10 alle ore 20Domenica 7 maggio dalle ore 10 alle ore 20Domenica 21 maggio dalle ore 10 alle ore 21 Domenica 4 giugno dalle ore 10 alle ore 21Domenica 2 luglio dalle ore 10 alle ore 22Domenica 6 agosto dalle ore 10 alle ore 22Domenica 17 settembre dalle ore 10 alle ore 20Domenica 1 ottobre dalle ore 10 alle ore 20Domenica 5 novembre dalle ore 10 alle ore 18Domenica 3 dicembre dalle ore 10 alle ore 18 L'augurio è che questa proposta venga accettata per dare un'ulteriore punto di ritrovo e divertimento per le maschere di carnevale alla città di Catania.

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Proposta
10 giu 2016

Un parcheggio al posto del Giardino di via Biblioteca in piazza Dante

di Annamaria Pace

Il Giardino di via Biblioteca è lo spazio pubblico, con ingresso sulla Piazza Dante,  adiacente all’ex Monastero dei Benedettini,  sede dell’Università,  che è stato recuperato secondo il  progetto dell’architetto Giancarlo De Carlo. Il giardino e la Piazza Dante  ultimamente sono stati al centro dell’attenzione dell'opinione pubblica a causa  del degrado dei luoghi e dell’annoso problema del “parcheggio abusivo” presente nella piazza. Il Geometra Antonino Leonardi, insieme all’architetto Giancarlo De Carlo ha curato  il recupero del Monastero, e oggi, prendendo atto degli  ultimi fatti avvenuti nei suddetti spazi, lancia una “proposta” d’intervento tramite la lettera pubblicata nella rubrica “Lo dico a La Sicilia”, di lunedì 30 maggio 2016, che potete leggere di seguito. Il Monastero- deposito Avviso riservato agli abituali clienti del magazzino di via Biblioteca (Monastero dei Benedettini). Con riferimento all’ultimo prelievo di materiale metallico, effettuato domenica 22, si fa presente che nella stessa area dove è avvenuto il prelievo in argomento giace  (a disposizione) quanto segue: tre elementi  a profilo curvo  in ferro zincato e svariati pannelli di grigliato metallico similari ai gradini già prelevati. Per i catanesi curiosi che reputano il superiore avviso un messaggio cifrato (“a baccagghi”) provo a spiegare. Anche se da diversi anni ho smesso di lavorare e ora mi godo la pensione ( si fa per dire) , avendo trascorso oltre trent’anni a girovagare nel Monastero dei Benedettini, ogni tanto, non so se per  abitudine o per nostalgia, vado a trovare i giovani nuovi amici e amiche di Officine Culturali. Nell'ultima recente visita ho visto che l’uscita di sicurezza dell’aula 254 era sbarrata con fettuccia bianco-rossa. Incuriosito, mi avvicino e mi accorgo che nella scala mancavano  i gradini (13).  Non mi è stato difficile accertare che i gradini erano scomparsi domenica 22. L’evento non è un fatto eccezionale. Da anni il monastero è considerato un grande deposito: metalli, legni, cavi elettrici, arredi….anche le piante per ornare un balcone. Un mio vecchio collega mi ha confidato che alcuni enti statali, a cui è stata affidata la gestione del patrimonio edilizio pubblico, per ridurre i costi di manutenzione non vedono male la messa fuori uso di elementi o strutture ritenute superflui o poco utili. Quindi che male c’è a dare una mano ai bisognosi? E’ opera di bene. Io, invece, sono dell’avviso che nel caso in specie prevalga l’effetto memoria : fino a pochi anni addietro, il cosiddetto giardino di via Biblioteca era un deposito di materiale per l’edilizia, prima gestito da “puzzu u pizzaru”, poi dalla manutenzione comunale. Sono dell’avviso che prevalgano ancora queste vecchie abitudini . Leggo su La Sicilia del 26 maggio che un’apposita commissione per “La fabbrica del decoro” ( di chi?) sta per redigere un “piano” per sottrarre piazza Dante al degrado. Io, che mi considero un occupante “abusivo” del Monastero, propongo che il piano venga esteso alla via Biblioteca; sono dell’avviso, per la seconda volta, che  sia rimosso ciò che resta  dell’originario giardino e si stenda su tutto il terreno un manto di asfalto verde da adibire a parcheggio: finalmente una “zona” verde nel quartiere Antico Corso. Antonino Leonardi

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