Proposta
09 mar 2016

Linea metro Stazione Centrale-Cimitero, senza raddoppio ferroviario

di uomodellastrada

Da molti anni si discute di una nuova ipotetica destinazione d'uso degli Archi della Marina e della linea ferrata, nel caso in cui venga portato a compimento il raddoppio ferroviario in sotterranea al di sotto del sedime portuale e della via Colombo. Oltre alla valida proposta di passeggiata pedonale e ciclabile vorrei discuterne un'altra: la realizzazione di una metro che dalla Stazione Centrale FS conduca al cimitero sfruttando il tunnel Zurria già esistente e che rimarrebbe non sfruttato dopo il completamento del nuovo percorso ferroviario. I vantaggi di costo sarebbero enormi: il tracciato è già scavato e quindi costi e tempi di realizzazione sarebbero minori. Per evitare pericoli ai palazzi barocchi della zona della Pescheria e del Castello Ursino, la linea potrebbe svilupparsi su un binario unico, quindi senza necessità di raddoppio. La linea potrebbe avere le seguenti fermate : Stazione Centrale FS (scambio con altre linee metro), Porto Zurria-Pescheria Castello Ursino Concordia Acquicella-Cimitero: da quest'ultima potrebbe proseguire in superficie o verso il villaggio Sant'Agata o in direzione aeroporto.   Fino alla stazione Porto la linea può svilupparsi su un doppio binario; da questa stazione e fino alla fermata Acquicella invece a binario unico, ma con frequenza abbastanza rapida data la brevità del tratto. Indicativamente il tratto Porto-Acquicella e ritorno Acquicella-Porto potrebbe essere percorso in non più di 10-12 minuti. Questa linea permetterebbe un collegamento rapido del centro con i quartieri Angeli Custodi e San Cristoforo, oltre che naturalmente con il Cimitero ma il vero vantaggio, a mio parere, è proprio l'enorme risparmio di tempi e costi di realizzazione. L'attuale linea ferroviaria è a doppio binario fino all'imbocco del tunnel Zurria, in cui diventa a binario unico: se osservate gli archi della Marina con Google Maps vedete chiaramente il passaggio dal doppio al binario unico. La mia idea invece è di far iniziare il binario unico della metro fin dalla fermata Porto, quindi sopra agli Archi della Marina ci sarebbe lo spazio sufficiente per mantenere la pista ciclabile sopraelevata opportunamente separata con barriere divisorie dalla linea metro. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera; Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell'opera

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Proposta
16 feb 2016

Via Monserrato, una corsia protetta per evitare gli ingorghi e velocizzare il TPL

di uomodellastrada

Un lettore ci invia una proposta inerente via Monserrato: un'importante arteria fortemente congestionata nelle ore di punta in cui l'indisciplina di molti automobilisti causa ingorghi, obbligando gli autobus e i mezzi di soccorso a fermarsi nel traffico. Mobilita Catania offre l'opportunità di inviare segnalazioni, proposte e articoli compilando l'apposito format. La foto inclusa in questa proposta è stata scattata ieri mattina all'incrocio fra via Monserrato e via Caronda, ma potrebbe risalire benissimo anche a decenni fa perché da quando ho memoria di automobilista ricordo sempre queste situazioni: auto incolonnate in via Monserrato e, non appena scatta il semaforo verde, qualche automobilista più "furbo" sorpassa a sinistra per superare le auto che lo precedono, invadendo la corsia preferenziale riservata agli autobus, ai tax e ai mezzi di soccorso. Quando scatta nuovamente il rosso le auto si bloccano lungo la corsia riservata e se malauguratamente da Piazza Cavour sopraggiunge un bus si crea il tappo e il maxi ingorgo. Nella foto in questione ci sono due auto ferme sulla corsia bus, uno scooter e un taxi che non può imboccare la corsia riservata ostruita dalle auto. Altri fattori di caos e di blocco della fila sono i lavavetri che a volte proseguono la pulizia anche dopo il semaforo verde, bloccando quindi le auto incolonnate; nelle ore serali l'indisciplina dei clienti della kebabberia ubicata poco prima del semaforo, abituati a posteggiare auto e scooter in doppia fila pur di non cercare posto poco più in là, nella vicina via Caronda. Pur essendo consapevole della ristrettezza della sede stradale credo che l'unico modo per evitare questo caos sia la creazione di una corsia bus protetta con cordoli, che lasci però dei varchi aperti in corrispondenza dei passi carrabili di ingresso per i condomini della via. In alternativa un'altra soluzione potrebbe essere l'installazione di una telecamera collegata al sistema di controllo della Polizia Municipale in corrispondenza dell'incrocio con la via Caronda  

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Proposta
12 feb 2016

Un traghetto per collegare Catania con Aci Trezza e Aci Castello

di mrgibber

Un nostro lettore ci manda una proposta per incrementare i mezzi di trasporto pubblico nella nostra città: I mezzi di trasporto pubblico non sono sempre e solo su gomma o su strada ferrata. Se vi è capitato di essere un turista ad Istanbul sapete che ci sono decine di traghetti sul Bosforo. Sarebbe così difficile creare un sistema di trasporto pubblico, almeno in primavera ed estate, fra i porti di Catania, Acicastello e Acitrezza? Credo che sarebbe un sistema economico, veloce e turisticamente interessante. L'idea non è male. Esistono in molte città sistemi di trasporto urbano con battelli che collegano più punti della costa e spesso rappresentano un'attrazione turistica della città. Un esempio è lo “Star” Ferry di Hong Kong: è  una delle key attractions della città, trasporta oltre 70.000 persone ogni giorno ed è impensabile andare ad Hong Kong senza salirci almeno una volta. La brevissima crociera riserva stupendi panorami da una parte all’altra della baia. Ma senza andare troppo lontano anche Venezia dispone di un servizio di trasporto urbano su battelli, gestito dalla società ACTV mediante linee di navigazione (vaporetti) in un sistema integrato con il gommato. L'ipotetica linea di battello da utilizzare nella nostra città potrebbe avere le seguenti stazioni marittime: Acitrezza (parcheggio scambiatore) Acicastello Ognina San Giovanni li Cuti (scambia con il passante in piazza Europa) Porto (scambia con la metropolitana) Il tempo di percorrenza per l'intero percorso potrebbe essere di circa 15 minuti. Pure Catania potrebbe quindi avere la key attractions. I turisti provenienti dalle navi crociera potrebbero infatti ammirare, grazie a questo servizio, tutta la riviera dei ciclopi in battello.

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03 ago 2015

Catania-Genova in traghetto: ripristinare la rotta

di Cristina Mastroianni

Sarebbe bello che, insieme con l'inaugurazione della nuova darsena, fosse finalmente ripristinata la rotta turistica per Genova, un tempo fornita dalla Grimaldi lines: non so per quali motivi a suo tempo sia stata sospesa, ma penso che sia stato un danno per tutta la Sicilia orientale, anche se l'aeroporto di Catania ha un ottimo flusso passeggeri. Molte persone che desiderano raggiungere la Sicilia orientale con i propri mezzi, preferirebbero sbarcare a Catania piuttosto che a Palermo; la rotta ripristinata potrebbe incrementare ulteriormente l'afflusso di turisti dal nord Italia, che non se la sentono più di attraversare tutta la penisola e in particolare la A3 (Salerno - Reggio Calabria) con tutti i suoi problemi. Inoltre potrebbe rendere più concorrenziale un'alternativa di viaggio che attualmente è gestita da Grandi Navi Veloci solo verso il porto di Palermo, nonostante questa compagnia di navigazione fornisca un ottimo servizio. Sarei contenta che anche questa società marittima potesse offrire un'alternativa, ma evidentemente c'è il timore di svuotare il traghetto da Palermo. Oggi l'unica linea ro-pax attualmente offerta da Catania verso nord è quella della TTLines con tratta Catania- Napoli e permette di evitare di percorrere la Salerno-Reggio Calabria. La tratta Catania-Genova è disponibile solo per il trasporto Ro-Ro. Sarebbe auspicabile, visto i recenti fatti del viadotto Himera, attuare pure una tratta turistica Ro-Pax per incrementare le autostrade del mare dal sud verso il nord, ndr. Andando a confrontare il costo di un viaggio singolo da Catania a Napoli e da Palermo a Genova, il costo non è molto differente e si finisce per scartare la prima ipotesi. Al di là dei suggerimenti, mi piacerebbe capire come mai questa rotta è stata eliminata se qualcuno è in grado di rispondere.  

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30 lug 2015

Via Sei Aprile, una corsia protetta per velocizzare il trasporto pubblico

di Andrea Tartaglia

Via Sei Aprile è una breve ma fondamentale arteria di collegamento all'interno del centro di Catania, composta da due ampie carreggiate per senso di marcia: unisce piazza Papa Giovanni XXIII, dov'è sita la Stazione Centrale delle Ferrovie dello Stato, a piazza dei Martiri, una delle porte del centro storico di Catania nonché accesso, da nord, a via Cardinale Dusmet e quindi al porto. Non a caso, anche per la mancanza di valide alternative, è una strada particolarmente trafficata, per la quale passano quasi tutte le linee di mezzi pubblici urbani su gomma dirette verso il centro storico, l'aeroporto (con l'AliBus) e la periferia sud di Catania (con, ultima in ordine di arrivo, la linea Librino Express), nonché le numerose linee extraurbane dirette verso il siracusano e il ragusano. Purtroppo, la carreggiata ovest, ovvero quella che ospita il traffico in direzione sud, verso il porto, è sovente congestionata e il traffico veicolare appare spesso paralizzato, bloccando per parecchi minuti anche i grandi bus dell'AMT (compresi quelli, sulla carta, veloci, come l'AliBus e, prossimamente, il Librino Express) e le corriere delle compagnie pubbliche (AST e FCE) e private. Da queste evidenti e facilmente verificabili considerazioni nasce la proposta, assolutamente semplice, di realizzare una corsia preferenziale protetta dedicata ai bus sul lato destro della carreggiata in direzione sud, eliminando una delle due linee di sosta presenti e trasferendo i posti riservati sul lato opposto. Gli stalli che si perderebbero sarebbero appena una ventina (non va considerato, infatti, lo spazio in corrispondenza della fermata bus, ai sensi del codice stradale), mentre il guadagno sarebbe notevolissimo, potendo i mezzi pubblici contare su una corsia dedicata, esattamente come avviene con successo nella carreggiata nord di Corso Sicilia: ne guadagnerebbero notevolmente in tempi di percorrenza e quindi efficienza, fornendo anche un incentivo all'utenza del mezzo pubblico. La corsia protetta prospettata, inoltre, potrebbe anche avere un'appendice nella vicina piazza dei Martiri, giusto per condurre alla corsia preferenziale di via Vittorio Emanuele II. Le dimensioni della carreggiata sono tali da permettere, da destra verso sinistra, la linea preferenziale protetta, due corsie per il traffico privato e una linea di sosta (più capiente di quella che si perderebbe, non essendoci fermate di mezzi pubblici sul lato sinistro della carreggiata). Auspichiamo che l'amministrazione comunale di Catania, che si dichiara particolarmente attenta al tema della mobilità, consideri questa proposta, peraltro estendibile ad altre arterie della città (ad esempio al viale Vittorio Veneto, nel tratto compreso tra via Gabriele D'Annunzio e piazza Michelangelo Buonarroti, dove la corsia preferenziale esiste già ma, non essendo protetta, è perennemente invasa da auto in sosta illecita; o al Viale Mario Rapisardi). Certo, in una città come Catania ogni proposta ha sempre avuto, ha ed avrà dei detrattori: ma bisogna essere coraggiosi e sapere guardare all'interesse più ampio e condiviso di cui beneficerebbe la stragrande maggioranza della collettività, rispetto a quello di pochi.

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Proposta
07 mag 2015

Fermata del bus protetta

di Andrea Tartaglia

Vista la segnalazione circa l'incivile parcheggio della auto in via Etnea, laddove esiste la fermata dei mezzi Amt, risulta evidente che il problema è da estendere a numerose altre fermate degli autobus disseminate per Catania. Nel caso di via Etnea l'unica soluzione possibile è quella di far rispettare il divieto di sosta, già vigente su tutta la strada, ma che comunque è sempre obbligatorio in corrispondenza delle fermate dei mezzi pubblici. Tuttavia ci sono numerosi altri casi in cui è possibile mettere in atto alcuni accorgimenti che possono, in qualche modo, sopperire alla carenza dei necessari controlli. Prendiamo, ad esempio, le fermate sud di piazza Trento e di Corso Italia (nel tratto compreso tra via Messina e piazza Europa): anche qui lo spazio delle fermate è spesso usato come parcheggio, con l'aggravante di essere addirittura disposto a spina di pesce nella maggior parte dei casi. Fenomeno che si verifica anche a tarda sera e soprattutto nei fine settimana, per la presenza di chioschi e bar (si sa, il catanese medio "deve" parcheggiare proprio davanti alla meta), quando comunque il traffico non è inferiore a quello delle ore diurne. Ebbene, in casi come questi basterebbe delimitare la corsia lungo la banchina con dei cordoli, realizzando una breve corsia protetta. L'ampiezza della carreggiata, in entrambi i casi, permette di lasciare ben due corsie al traffico privato nella stessa direzione più un'altra, già esistente, per i mezzi pubblici contromano. Così sarebbe fisicamente impedita, 24 ore su 24, la sosta selvaggia e i bus potrebbero effettuare serenamente la loro fermata. Di cordoli adatti il comune, potenzialmente, dispone già: sono parecchi i metri di cordolo usati impropriamente, infatti, a cui attingere: si tratta di quelli superflui in piazza Borsellino, nei pressi della rotonda di via Alcalà, che prolungano il cordolo in pietra lavica esistente; di quelli usati a mo' di spartitraffico di fronte al parcheggio scambiatore Due Obelischi (dove potrebbero essere sostituiti con fioriere o altro); dei cordoli disposti nel Tondo Gioeni, anche stavolta a prolungamento di quelli in pietra lavica (perché non farli proseguire allo stesso modo, allora, se necessario?). Quindi basterebbe che il comune di Catania spostasse cordoli di cui già dispone, e impropriamente utilizzati, per proteggere alcune fermate strategiche come quelle sopra descritte. Naturalmente di esempi analoghi se ne potrebbero fare numerosi altri. Bisogna ricordare che in via Passo Gravina esiste un lungo tratto di corsia preferenziale protetta da una doppia fila di cordoli, realizzata per il BRT1, e non più in uso da quando è cambiata la viabilità del nodo Gioeni. Anche in questo caso bisognerebbe ottimizzare questo "patrimonio" in cordoli o per lo stresso BRT1, se è definitivo il nuovo percorso lungo il lato ovest della carreggiata (e quindi basterebbe una sola fila di cordoli), o per proteggere corsie troppo spesso invase dal traffico privato: la corsia bus in direzione nord di viale Vittorio Veneto (tra via Gabriele D'Annunzio e piazza Michelangelo, praticamente un parcheggio abusivo per auto) e quella di via Monserrato (continuamente usata dagli automobilisti incivili per superare la fila di auto incolonnate, spesso bloccando l'accorrente bus) avrebbero assoluto bisogno di essere fisicamente protette. Infine, si ricorda come il dispositivo dello StreetControl, se mai sarà in dotazione alla polizia municipale di Catania, potrà forse rappresentare una svolta nel contrasto alla sosta selvaggia, ma solo se accompagnato da un controllo quotidiano e a tutte le ore su tutto il territorio cittadino.

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