La crisi della Nuova CMC Ravenna S.p.A. congela le infrastrutture strategiche dell’isola: lavoratori in sciopero sulla Catania-Ragusa e sulla Metropolitana di Catania, dove la TBM è ancora immobile. Si attende l’esito del vertice decisivo con la Ferrovia Circumetnea.
Il contrasto è stridente e fotografa una delle più grandi scomposizioni infrastrutturali del Mezzogiorno. Da un lato, ci sono i progressi registrati nella tratta metropolitana da Monte Po a Paternò. Dall’altro, il buio fitto che avvolge la tratta Stesicoro-Aeroporto (in particolare il lotto Stesicoro-Palestro) a Catania, specchio di una crisi più ampia che sta bloccando i principali cantieri siciliani della Nuova CMC Ravenna S.p.A.
La società del gruppo Finres – nata dall’acquisizione del ramo operativo della storica cooperativa e del ramo infrastrutture di Manelli Impresa – vanta oggi il secondo portafoglio di lavori infrastrutturali in Italia dopo Webuild, con circa 60 cantieri attivi o in portafoglio. Eppure, questa mole gigantesca di ordini non si sta traducendo in operatività sul campo. Tutt’altro: l’Isola si ritrova con i cantieri paralizzati o ridotti a percentuali di avanzamento vicine allo zero.
La crisi di liquidità della Nuova CMC sta colpendo tre arterie vitali per la mobilità e lo sviluppo della Sicilia:
- Metropolitana di Catania (Tratta Stesicoro-Palestro): I lavori per conto della Ferrovia Circumetnea (FCE) sono attualmente congelati. La grande “talpa” (TBM) per lo scavo meccanizzato delle gallerie, dopo una timida ripresa a marzo, è nuovamente ferma nei pressi di via Santa Maddalena, a circa 500 metri da piazza Stesicoro. Stop totale anche per le aperture equilibratrici di piazza Borsa, via Plebiscito e via Curia. A Monte Po, il sottopassaggio che avrebbe dovuto collegare la stazione con la piazza non è mai stato avviato.
- Autostrada Catania-Ragusa: Nel Lotto 3, dove Nuova CMC è subentrata a Manelli, la situazione è speculare. I sindacati denunciano un avanzamento dei lavori fermo a un drammatico 3% in alcuni lotti strategici.
- SS 640 Agrigento-Caltanissetta e Palermo: Rallentamenti pesantissimi si registrano sui lotti gestiti tramite la controllata Empedocle 2 e sui collettori di Palermo.
Dietro i blocchi tecnici si nasconde il dramma sociale dei lavoratori del comparto edile. I sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno proclamato uno sciopero a oltranza.
La protesta nasce dal mancato pagamento degli stipendi di settembre 2026, che si va ad aggiungere a una serie di pendenze e arretrati economici mai saldati. Le sigle sindacali chiedono certezze immediate: senza la copertura dei salari, i motori dei cantieri non si riaccenderanno.
Per uscire da questa situazione di asfissia finanziaria, a metà ottobre 2026 CMC-Finres ha concluso una maxi-operazione straordinaria di litigation finance. L’azienda ha ceduto pro soluto crediti e riserve tecniche d’appalto per un valore complessivo di 1,8 miliardi di euro a un fondo di investimento internazionale.
L’obiettivo dichiarato del management è l’iniezione immediata di questa massiccia liquidità nelle casse societarie. I fondi dovranno servire prioritariamente a saldare integralmente gli stipendi arretrati dei lavoratori, rispondendo alle richieste pressanti dei sindacati e a pagare i fornitori e riavviare la macchina logistica dei cantieri per portarli a pieno regime.
La prossima settimana sarà cruciale per capire se questa montagna di liquidità riuscirà a sbloccare la burocrazia e l’operatività sul campo.
Intanto per lunedì prossimo è stato fissato a Catania un vertice d’urgenza per sbloccare i cantieri della metropolitana.
Al tavolo istituzionale e tecnico siederanno i sindacati dei lavoratori, l’azienda appaltatrice Nuova CMC e la Ferrovia Circumetnea nel ruolo di stazione appaltante. L’obiettivo dell’incontro è cruciale: trovare una soluzione immediata per il pagamento degli stipendi arretrati alle maestranze, revocare lo stato di agitazione e far ripartire i lavori. Si punta a mettere la parola fine a una vertenza che si trascina ormai da anni, scongiurando il rischio che una delle infrastrutture più strategiche per la mobilità urbana si trasformi in un’eterna incompiuta sotterranea
