Il processo di privatizzazione della SAC (Società Aeroporto Catania), che gestisce gli scali di Catania e Comiso, è entrato in una fase decisiva nel primo trimestre del 2026. Con un valore stimato tra i 500 e i 600 milioni di euro, l’operazione prevede la cessione di una quota di maggioranza compresa tra il 51% e il 66% del capitale.
L’interesse per lo scalo etneo, il quinto in Italia per traffico passeggeri con oltre 12 milioni di transiti nel 2024, è trasversale e coinvolge grandi player globali:
- Investitori Internazionali: Il fondo sovrano di Abu Dhabi, ADQ, ha manifestato un interesse preliminare concreto, vedendo in Catania un asset strategico per entrare nel mercato aeroportuale europeo. Anche il colosso spagnolo Aena, tra i principali operatori aeroportuali al mondo, è tra i nomi caldi per la gara.
- Player Nazionali: In prima fila c’è Mundys (ex Atlantia), la holding dei Benetton che già controlla Aeroporti di Roma e gli scali della Costa Azzurra. La società punta a consolidare la sua leadership nel Mediterraneo.
- Fondi d’Investimento e Operatori Strategici: Diversi fondi infrastrutturali e gruppi aeroportuali europei stanno monitorando il dossier, attratti dal potenziale di Catania non solo come hub turistico, ma anche come snodo logistico e merci.
La privatizzazione è supportata da un solido piano di crescita. Nel 2024 infatti l’aeroporto di Catania ha registrato un fatturato di 122 milioni di euro, con un incremento del 18% rispetto all’anno precedente ed è stato approvato un piano infrastrutturale da 340 milioni di euro che include l’interramento della linea ferroviaria per permettere la costruzione di una nuova pista di volo più lunga.
L’obiettivo è trasformare lo scalo da semplice infrastruttura di transito a hub intermodale e logistico del Mediterraneo, incrementando ulteriormente i ricavi non-aviation.
L’assemblea dei soci ha già dato il via libera all’iter, con il supporto di Mediobanca come advisor finanziario, puntando a chiudere il bando entro l’anno.
