Si sblocca definitivamente l’iter per la trasformazione dell’ex ospedale Santo Bambino in una nuova residenza universitaria. La direzione dei lavori dovrebbe essere affidata allo studio Stancanelli Russo Associati, passaggio che consentirebbe di aprire il cantiere entro la fine dell’anno.
L’edificio, oggi di proprietà dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico “Gaspare Rodolico – San Marco”, è stato concesso in comodato d’uso all’Ersu di Catania, che da tempo aveva avanzato all’assessorato regionale alla Salute la richiesta di poter utilizzare una struttura sanitaria dismessa per ampliare l’offerta abitativa destinata agli studenti fuori sede.
Un’esigenza sempre più urgente
La domanda di alloggi supera di gran lunga la disponibilità: ogni anno l’Ersu riceve circa 3.000 richieste, ma riesce a soddisfarne appena 600. Una sproporzione che incide sull’accesso allo studio e costringe molti studenti a rivolgersi al mercato privato, spesso caratterizzato da costi elevati e scarsa offerta. La riconversione dell’ex Santo Bambino rappresenta quindi un’opportunità concreta per aumentare in modo significativo i posti letto, grazie anche alla posizione strategica dell’edificio, situato a pochi passi da diverse facoltà universitarie.
Il progetto: ristrutturazione profonda e nuovi spazi per gli studenti
Lo studio di fattibilità tecnico-economica è stato redatto da un raggruppamento temporaneo di professionisti composto dagli ingegneri Carmelo Ridolfo, Rosario Mollica, Luca Chinnici e Cesare Beccaria. La relazione descrive nel dettaglio la struttura e gli interventi necessari.
L’ex presidio ospedaliero è formato da due corpi principali, Ala Sud e Ala Nord, collegati da una passerella al secondo piano. L’intervento riguarda l’Ala Sud, un edificio in cemento armato di cinque piani, oltre a piano terra e interrato, per una superficie complessiva di 7.267 metri quadrati.
Le condizioni dell’immobile richiedono una ristrutturazione integrale:
- adeguamento sismico,
- rifacimento completo degli impianti,
- riconfigurazione degli spazi interni,
- realizzazione di ambienti moderni e funzionali, conformi agli standard di sicurezza e sostenibilità.
La progettazione esecutiva sarà curata da due realtà ingegneristiche siciliane: Cascone Engineering (Catania) e Tecno20 Engineering (Messina). L’appalto dei lavori è stato assegnato alle imprese Euroinfrastrutture di Santa Venerina e F.lli Mammana di Tusa, individuata come ditta esecutrice dal consorzio Aico.
Un investimento per la città
La gara, aggiudicata definitivamente nel febbraio dello scorso anno, prevede un investimento complessivo di 7.671.051,36 euro. Una cifra che conferma la volontà delle istituzioni di puntare sulla rigenerazione urbana e sul potenziamento dei servizi per gli studenti.
Un tassello di un progetto più ampio
La trasformazione dell’ex Santo Bambino si inserisce in una strategia più ampia di recupero degli edifici dismessi del centro storico di Catania. La riconversione degli ex presidi sanitari in poli culturali, formativi e residenziali rappresenta una scelta che coniuga tutela del patrimonio edilizio, sostenibilità e sviluppo sociale.
