Catania, nasce la “Metropolitana Leggera”: un progetto da 3 miliardi per collegare l’hinterland

Una rivoluzione della mobilità per abbattere il muro di auto che ogni giorno stringe d’assedio Catania. Il sindaco Enrico Trantino, attraverso un post sui propri canali social, ha svelato i dettagli della proposta preliminare per un nuovo sistema di Trasporto Rapido di Massa (TRM).

Si tratta di una metropolitana leggera progettata per connettere i nodi urbani di Milo e Borgo con la fascia pedemontana e l’hinterland.

Lo studio, affidato tramite bando a un gruppo di tecnici, delinea una rete di circa 20 chilometri totalmente segregata rispetto alla viabilità ordinaria. L’infrastruttura si svilupperà prevalentemente in viadotto, con brevi tratti a raso o in galleria, garantendo così velocità e frequenza senza le interferenze del traffico stradale.

Il piano di realizzazione è suddiviso in quattro fasi, con un totale di 23 stazioni così distribuite:

  • Tratta 1: Da Milo a Gravina Sud (inclusa deviazione verso il parcheggio Due Obelischi) – 9 stazioni.
  • Tratta 2: Da Gravina Sud a Mascalucia (via De Gasperi) – 5 stazioni.
  • Tratta 3: Dal parcheggio Due Obelischi a San Giovanni La Punta – 5 stazioni.
  • Tratta 4: Dal parcheggio Due Obelischi alla stazione Borgo – 4 stazioni.

Nonostante l’accordo raggiunto con i sindaci dei Comuni coinvolti sulla visione d’insieme, lo scoglio principale resta quello economico. Le cifre messe sul tavolo da Trantino sono imponenti e restituiscono la complessità di un’opera di tale portata.“Il problema è il prosieguo”, ha ammesso con pragmatismo il primo cittadino. Solo per la progettazione sono necessari oltre 24 milioni di euro (24.335.360 €), mentre la stima complessiva per la realizzazione dell’opera supera i 3 miliardi di euro (3.045.186.790 €).

Il progetto punta a creare un sistema integrato con l’attuale metropolitana di FCE, trasformando le stazioni Milo e Borgo in veri e propri hub di interscambio per migliaia di pendolari.

Sebbene l’investimento richiesto sia colossale, la definizione della fase preliminare segna il primo passo concreto verso una mobilità che non sia più “auto-centrica”, ma finalmente europea.

La palla passa ora alla ricerca dei finanziamenti, una sfida che vedrà l’amministrazione impegnata nel dialogo con il Governo nazionale e l’Unione Europea.

Condividi

Post correlati

Lascia un commento