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12 lug 2017

Superstrada Catania-Ragusa: entro un mese il progetto esecutivo, dopo l’estate l’allestimento dei cantieri

di Amedeo Paladino

Dopo il paventato stop al progetto esecutivo, derivante da un vincolo paesaggistico posto dalla Sovrintendenza ai Beni ambientali di Ragusa nei pressi di Roccazzo, l'iter che porterà all'inizio dei lavori prosegue: entro 30 giorno la relazione finale per l'approvazione del progetto esecutivo. Al termine della riunione di lunedì 10 luglio svoltasi presso il Ministero delle Infrastrutture a Roma, il presidente della conferenza dei servizi Giovanni Proietti  ha reso noto che entro 30 giorni farà pervenire al CIPE il parere definitivo sul progetto di corridoio autostradale Ragusa-Catania. Entro poche settimane le Sovrintendenze di Ragusa e Siracusa dovranno esprimere alcuni pareri mancanti, in tempo per l'invio del fascicolo al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE). Se queste scadenze verranno rispettate, l'allestimento dei cantieri avverrà dopo l'estate in modo da poter iniziare ufficialmente i lavori tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018. IL PROGETTO Il corridoio autostradale Ragusa-Catania interessa le Province di Ragusa, Catania, Siracusa e i Comuni di Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Licodia Eubea, Vizzini, Francofonte, Lentini e Carlentini. Il tracciato a quattro corsie con sezione di categoria “B” di larghezza minima pari a 22 metri si snoda in larga parte sull’attuale sede delle SS514 e SS194, discostandosene solo nei tratti in cui l’adeguamento risulta impossibile. L’intervento presenta uno sviluppo di circa 68,66 km, così suddiviso: circa 39 km lungo la SS 514, dall’area di Ragusa all’attuale innesto con la SS 194 presso Vizzini; circa 29 km lungo la SS 194 dall’innesto con la SS 514 sino a fine intervento, presso l’abitato di Carlentini. Risulta collegato a sud, con la SS 115 Sud Occidentale Sicula, che collega le città di Trapani e Siracusa e a nord, con l’Autostrada Catania–Siracusa (A18); i lavori riguarderanno anche un sistema di viabilità complementare e accessoria, in parte di nuova costruzione e in parte oggetto di adeguamento, per ulteriori 40 km circa Già in fase di progetto definitivo, particolare attenzione è stata rivolta, nello studio della cantierizzazione, alla corretta pianificazione degli interventi, prevedendo la suddivisione del tracciato in 8 lotti esecutivi funzionali; rispetto al progetto preliminare, in quello definitivo il numero dei viadotti è passato da 19 a 11. L’opera verrà realizzata attraverso lo strumento del progetto di finanza, ovvero il coinvolgimento dei privati nella realizzazione: degli 815 milioni necessari ai lavori, più della metà sono provenienti da una associazione di imprese private- costituitesi nella Società di progetto SARC S.r.l. per progettare, realizzare e gestire il corridoio autostradale Ragusa-Catania- mentre la restante parte sarà messa in campo dalla Regione e dall’Anas. I lavori dovrebbero durare 3 anni.

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04 lug 2017

“Si proceda subito all’avvio dei cantieri della Catania-Ragusa”: il sindaco Bianco interviene sul vincolo paesaggistico posto dalla Sovrintendenza

di Amedeo Paladino

Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, interviene a proposito del brusco stop dell'iter propedeutico all’inizio dei lavori della Ragusa-Catania rischia di allungarsi a pochi mesi dall’avvio dei cantieri. Nel mese di aprile 2017 un importante passo avanti concreto è stato compiuto con l’avvio delle procedure di espropriazione delle aree necessarie alla realizzazione del tracciato stradale. Entro l’estate il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) avrebbe dovuto approvare il progetto esecutivo per permettere l’avvio dei cantieri all’inizio del 2018. A bloccare il progetto esecutivo è un vincolo paesaggistico posto dalla Sovrintendenza ai Beni ambientali di Ragusa in una zona che sarà oggetto degli interventi: una striscia di terreno e una ventina di alberi nei pressi di Roccazzo che secondo la Sovrintendenza andrebbero tutelati con una variante di progetto. "Trovo inconcepibile che si blocchi un'infrastruttura di questa importanza per dieci alberi: spostiamoli altrove e triplichiamone il numero, ma procediamo subito con l'autostrada Catania-Ragusa". Lo ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco chiedendo che la sua proposta venga esaminata nella Conferenza dei servizi regionale prevista per lunedì prossimo. "Da quanto appare dai resoconti giornalistici – ha detto Bianco - si sta bloccando un'autostrada da un miliardo di euro, di fondamentale importanza non soltanto per lo sviluppo della Sicilia del Sud Est ma anche per la sicurezza di decine di migliaia di automobilisti per un vincolo paesaggistico che paradossalmente è stato apposto dalla Soprintendenza di Ragusa dopo l'approvazione del progetto [esecutivo n.d.r]  e che riguarda appena venti metri quadrati di bosco: dieci alberi. Reimpiantiamoli altrove, come d'altronde è già stato proposto, ed evitiamo questo immobilismo: l'appalto è già stato aggiudicato nel 2012 e sono già trascorsi cinque anni". "Peraltro – ha aggiunto Bianco – l'alternativa sarebbe quella di aggirare il boschetto, realizzato dall'uomo tra Ragusa e Chiaramonte Gulfi, da un viadotto dall'impatto ambientale ben più pesante. Insomma, spero proprio che prevalga il buon senso e lunedì prossimo tutto venga risolto facendo partire i cantieri". La questione vede contrapporsi il governo della Regione Siciliana e Legambiente. L’assessore al Territorio ed Ambiente, Maurizio Croce, ha paventato la possibilità di spostare gli alberi grazie a una norma recentemente presentata in commissione dà potere alla giunta regionale di derogare dai vincoli per grandi opere “strategiche”. Secondo Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, la norma “sposta sul livello politico la valutazione di compatibilità di un’opera con le norme di tutela paesaggistica che è questione prettamente tecnica”. Per l’avvio dei cantieri occorrerà superare questo problema, che si prevede non sarà di facile risoluzione. Ti potrebbe interessare: Superstrada Catania-Ragusa: a pochi mesi dall’avvio dei cantieri, il progetto esecutivo bloccato da un vincolo paesaggistico  

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