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13 giu 2017

Parcheggio Sanzio, arriva lo stop definitivo: il Cga dà ragione al Comune

di Mobilita Catania

Anche il Consiglio di Giustizia amministrativa, in secondo grado, ha dato ragione all'Amministrazione comunale di Catania che aveva bloccato la realizzazione del Parcheggio Sanzio per la sussistenza di vari profili di illegittimità (eccesso di potere e altre violazioni), nell'affidamento dei lavori da parte del Responsabile unico del procedimento, l'ing. Tuccio D'Urso. Già in primo grado il Tar di Catania aveva respinto, il 22 luglio dello scorso anno, il ricorso presentato dalla Catania Parcheggi e dalla Final. Il Cga stigmatizza il comportamento di D'Urso: sulla segnalazione dell'inadeguatezza del progetto da parte della Commissione di valutazione, secondo la sentenza "Si è arbitrariamente sovrapposto l'intervento del Rup". Nell'aprile del 2015 la Giunta Bianco, con un proprio atto d'indirizzo, aveva disposto di annullare i provvedimenti con cui l'allora direttore dell'Ufficio speciale e Rup, l'ing. Tuccio D'Urso, aveva consentito l'avvio dell'appalto per il Parcheggio interrato di viale Sanzio. Tutta la documentazione era stata inviata dall'Amministrazione alla Procura della Repubblica di Catania, alla Procura generale della Corte dei Conti di Palermo e all'Agenzia nazionale anticorruzione. Era stata proprio l'Anac di Raffaele Cantone ad avviare, il 23 febbraio del 2015, accertamenti sulla realizzazione del Parcheggio Sanzio dopo una serie proteste da parte di associazioni cittadine da un esposto presentato dall'Associazione Argo. La sezione Prima del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, come detto, aveva rigettato nel luglio scorso il ricorso presentato da Catania Parcheggi e Final, ritenendo infondate tutte le osservazioni delle due aziende. Con questo nuovo importante risultato– che premia sia la linea di massima attenzione e rigore per la legalità portata avanti dal sindaco Bianco e dalla sua Amministrazione, sia il lavoro di squadra del team coordinato dalla Segretario generale Antonella Liotta con l'apporto dell'Avvocatura comunale, con l'avvocato Uccio Russo, e con la valutazione positiva del Collegio di Difes – può  essere considerata definitivamente chiusa la questione del Parcheggio Sanzio.   Ti potrebbe interessare: Parcheggi, 23 milioni per Catania: probabile ripresa del progetto Sanzio

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30 mag 2016

Waterfront e via Alcide De Gasperi: dal progetto del 2001 fino al finanziamento del Patto per Catania

di Roberto Lentini

Il completamento del viale Alcide De Gasperi, così come avevamo riportato in quest'articolo, è stato inserito nel Patto per Catania, firmato lo scorso mese di aprile tra il sindaco di Catania Enzo Bianco e il primo ministro Matteo Renzi. Il viale Alcide De Gasperi è un asse parallelo al lungomare di Catania, previsto dal PRG del Piccinato e in parte già realizzato. Parte da piazza Europa e, per come era stato previsto nel PRG, sarebbe dovuto arrivare su viale Ulisse attraverso un viadotto, ma ad oggi i lavori sono fermi per mancanza di fondi. Un progetto per la sistemazione di viale Alcide De Gasperi prese il via, dopo anni di immobilismo, nel 2001 tramite la Protezione civile che vedeva nella nuova arteria una via di fuga in caso di sisma.  Per dare attuazione al progetto fu nominato commissario straordinario per l’emergenza traffico, il sindaco del tempo Umberto Scapagnini. Nel 2005 Scapagnini, che come commissario esercitava anche i poteri del Consiglio comunale, approvò un progetto preliminare per viale Alcide De Gasperi che prevedeva una variante al Prg. Sempre nel 2005, il direttore dell’Ufficio speciale per l’emergenza traffico, approvò un progetto in project financing per la viabilità di scorrimento nell’area via del Rotolo – piazza Europa, aggiungendo alla realizzazione della sede stradale, che sarebbe costata 10 milioni di euro, anche parcheggi e una grande area commerciale per un valore di 120 milioni. Il 26 luglio del 2007 l’Associazione temporanea d’impresa Immobiliare Alcalà si aggiudicò il project financing. Il progetto presentato dall’Ati venne però giudicato difforme rispetto non soltanto al Prg ma anche al progetto preliminare di variante. Il 26 ottobre del 2007 la Procura della Repubblica chiese di acquisire copie degli atti amministrativi e il 21 settembre del 2009 anche la società civile - in particolare Città Insieme, Italia nostra, Wwf , Lipu e altre associazioni- chiese all’Amministrazione notizie sulla vicenda. Il 10 febbraio del 2011 l’Ati presentò al Tar un ricorso per “silenzio in adempimento” nei confronti del Comune. Nel mese di luglio il Tribunale amministrativo diede al Comune 90 giorni per esprimersi, altrimenti avrebbe nominato un commissario straordinario. Il 21 novembre del 2011 si insediò come Commissario Santi Alligo, che chiese tutti gli atti per dare la concessione edilizia e comunicò all’Amministrazione che  non sarebbe più potuta intervenire, per mancanza di potere. L’Avvocatura comunale si oppose, ma Tar e Cga le diedero torto. Il 10 dicembre del 2012 l’Ufficio urbanistica del Comune diede un parere negativo all’adozione di una variante al Prg per consentire il project financing. Il commissario Alligo si dimise nel luglio del 2013 senza prendere alcuna decisione.  Il 13 dicembre 2013 l'amministrazione comunale approvò una delibera di annullamento e revoca di tutti i provvedimenti emessi a partire dal 2007. Pochi giorni dopo il Tar nominò commissario ad acta l'ex segretario generale della Provincia regionale di Catania Albino Lucifora: fu lui a vederci poco chiaro e ad annullare gli atti di aggiudicazione per violazioni, non solo della disciplina urbanistica, ma anche delle norme a tutela dei beni paesaggistici. A questa decisione l'immobiliare Alcalà fece un nuovo ricorso che fu respinto, nel febbraio del 2016 dal Tar di Catania.  Il CgA (Consiglio di Giustizia Amministrativa) con una sentenza del 15 giugno 2017 accoglie in parte il ricorso presentato dalla Immobilare Alcalà per la riforma della sentenza n. 390 del Tar condannando il comune di Catania a pagare all'Ati Sirio circa 1,4 milioni di euro oltre a 20 mila euro di spese legali. Il CgA nella sentenza scrive che "la richiesta va accolta solamente in parte prendendo come parametro su cui calcolare il 10% del dovuto per la realizzazione del progetto originario poi non realizzato, che era coperto dall’approvazione per un costo di 10.532.033 euro. Pertanto da tale aspettativa frustrata dalla revoca deriva l’obbligo a pagare". Ad oggi il viale Alcide de Gasperi si presenta diviso in vari tronconi. Il primo parte da piazza Europa e arriva fino a via del Ponte. Il secondo troncone parte da via Guerrera e arriva fino alla rotonda di via del Rotolo con un percorso un pò tortuoso visto che molti terreni, devono essere ancora espropriati. Il terzo troncone parte dalla rotonda di via del Rotolo e arriva all'incrocio con via porto Ulisse. Da qui in poi la strada cambia denominazione e diventa via Barraco, prosegue per circa 100 metri per poi fermarsi in una zona non urbanizzata. Negli anni scorsi il primo troncone è stato interessato da lavori per la realizzazione del sottostante raddoppio ferroviario che hanno comportato la rimozione della ricca alberatura di pini marittimi presenti, i quali non potranno più essere ricollocati perché adesso, lì sotto, c'è il solaio del tunnel ferroviario. I lavori si sono conclusi da tempo ma ancora oggi una parte di via Alcide de Gasperi risulta chiusa per un contenzioso tra Rfi e il comune di Catania. Ecco, in sintesi lo stato attuale di via Alcide De Gasperi In rosso abbiamo riportato il tratto di strada che sarà interessato dai futuri espropri e quindi non esiste un tracciato stradale; in giallo il tratto in cui dovranno essere eseguiti gli espropri, è già esistente lo spazio per la sede stradale; in arancio il tratto di strada in cui sono stati eseguiti gli espropri ed esiste già il tracciato stradale ma ancora non è stato ancora aperto al traffico; in verde la tratta stradale già pronta. Adesso che si è conclusa la vicenda giudiziaria è necessario intervenire con urgenza affinché il nuovo asse viario veda la luce; la parte finanziata con il patto di Catania è di circa 24.000.000,00 di Euro che serviranno in parte a coprire le spese di espropriazione. Una volta terminati i lavori in viale Alcide de Gasperi verra demolito il cavalcavia di piazza Mancini Battaglia e il lungomare diventerà una vera e propria passeggiata a mare con un parco lineare. Ti potrebbero interessare: Patto per Catania: le risorse per infrastrutture e opere La superstrada Catania-Etna soppianta i sistemi di trasporto pubblico: è davvero necessaria? Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell'opera

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