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29 ago 2017

Acireale, nuovo parcheggio con tariffe low-cost e abbonamento residenti e lavoratori

di Mobilita Catania

Da lunedì 28 agosto 2017 è in vigore la sosta a pagamento sul secondo e terzo piazzale del parcheggio “Cappuccini”, con ingresso da via Galatea. Di seguito riportiamo le modalità di fruizione e i dettagli sull'area di sosta - tariffa di € 0,30 per ogni ora di sosta o frazione di ora (la frazione di un’ora viene pagata per l’intero)- abbonamento per residenti e lavoratori, meglio specificati in ordinanza, di € 25,00 al mese. - il pagamento può essere effettuato con le seguenti monete e/o carta monete: € 50, € 20, € 10, € 5, € 2, € 1, € 0,50, € 0,20, € 0,10 e con le principali carte di credito - i primi 15 minuti di sosta non sono assoggettati a pagamento I veicoli autorizzati all’accesso al parcheggio sono: ciclomotori, motoveicoli ed autovetture. E’ vietato l’acceso e la sosta ad altre categorie di veicoli, ivi compresi gli autocaravan - il parcometro è abilitato a dare il resto - è sempre necessario convalidare l’uscita in cassa (anche per i primi 15 minuti di permanenza nel parcheggio non soggetti a pagamento) - il tagliando, convalidato per l’uscita, assegna 10 minuti per lasciare il parcheggio (dopo 10 minuti sarà necessario ritornare in cassa e pagare la differenza di sosta) - la tariffa è corrisposta unicamente attraverso l’infrastruttura tecnologica installata nel parcheggio. All’interno del parcheggio non sono valide altre tipologie di pagamento della sosta (gratta e sosta, Easypark, Dropticket, altri gestori, ecc.) - lo smarrimento del ticket di accesso comporta una penale fissa, a saldo della sosta, di € 25,00, fatto salvo il maggior importo dovuto, accertato dal Comando in intestazione. In assenza del predetto pagamento è applicabile ai sensi dell’art. 7, comma 15, del codice della strada la sanzione amministrativa pecuniaria da € 25,00 ad € 100 per ogni periodo (ora) per il quale si è protratta la violazione - la sosta all’interno del parcheggio è senza custodia e l’Amministrazione comunale non risponde del furto del veicolo o di danni allo stesso o dell’asportazione di beni mobili lasciati sull’autovettura - è previsto un abbonamento mensile, che ha un costo di € 25,00; può essere richiesto dalle famiglie, dai lavoratori subordinati e dai lavoratori autonomi aventi residenza anagrafica o luogo di lavoro in una delle seguenti vie: via Galatea (da via Angelo Raffaele a piazza Cappuccini), piazza Cappuccini, via Roma, viale Regina Margherita (da piazza Cappuccini a via Paolo Vasta), corso Umberto I (da piazza Duomo a via Roma), piazza Duomo, via Ruggero Settimo, piazza Lionardo Vigo, via Lancaster, vico P.P. Filippini, via Romeo, via Petralia, via Genuardi, via Marzulli, via Nicolosi, via Monsignor Arista, via San Giovanni Nepomuceno, via Aranci, via Coco, piazza Santa Maria del Suffragio, via Capitano di Notte, via Tiurbo, vicolo Urano, vicolo Tromba, vicolo Glicera, via Santicella, via Chianello, via Toscano, via Vastea, via Angelo Raffaele e comunque per tutte le vie comprese all’interno delle aree come sopra delimitate Gli abbonamenti sono rilasciati a mezzo di un supporto elettronico (CARD), per il quale l’abbonato è obbligato al pagamento di una cauzione di € 10,00. La cauzione viene restituita al cessare dell’abbonamento, previa riconsegna del supporto elettronico, integro e funzionante. In caso di smarrimento della CARD, in costanza di abbonamento, l’abbonato è tenuto a pagare nuovamente la cauzione, ove intenda continuare ad avvalersi dell’abbonamento non scaduto. Non è previsto alcun rimborso per la sosta non usufruita La card non è utilizzabile per l’ingresso sin tanto che l’autovettura per la quale è stata utilizzata non è uscita dal parcheggio Ciascuna famiglia anagrafica non può ottenere più di due abbonamenti, sempre che sia proprietaria di almeno due autovetture I lavoratori autonomi, proprietari di una autovettura, devono documentare la richiesta con una certificazione attestante il luogo di esercizio dell’attività, rilasciata dalla Camera di Commercio, dall’Albo o altro Ente di appartenenza. E’ previsto il rilascio di un solo abbonamento. foto di copertina: fancityacireale  

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05 gen 2017

L’ignoranza di chi esulta per la distruzione delle colonnine SoStare: i catanesi e le strisce blu

di Amedeo Paladino

Quello della sosta è un business fiorente in una città come Catania con un tasso di motorizzazione tra i più alti d'Italia e d'Europa: è un mercato illegale fiorente per i parcheggiatori abusivi ed è un servizio ben remunerato anche per l'azienda che la sosta la gestisce legalmente, ovvero la società partecipata "SoStare Srl". Lo sanno bene i catanesi che ogni giorno convivono con la presenza di chi gestisce la sosta abusivamente attraverso il ricatto e con il servizio legittimo offerto dalla SoStare; di fatto, dal 2001, anno di esordio della società partecipata, si è venuta a creare una concorrenza per lo stesso mercato tra loschi figuri e l'amministrazione pubblica. Nelle ultime settimane questa guerra per la gestione del mercato della sosta si è accesa: sono state distrutte in pochi giorni 28 colonnine "SoStare" per il pagamento del ticket, per un danno stimato di 170 mila euro solo per le apparecchiature. Non si tratta di delinquenza spicciola, bensì di veri e propri attentati intimidatori. È ormai comprovato che il business della sosta è importante per le organizzazioni criminali, che vedono nell'istituzione nella tariffa serale nella zona del centro una perdita di guadagni illeciti. I soldi versati dai cittadini per la sosta sulle strisce blu sono considerati dalla molti cittadini un modo per fare cassa: come se fosse una vessazione ai danni degli automobilisti.  Tra i catanesi il numero di chi detesta i parcheggiatori abusivi è probabilmente simile a quello di coloro che malvedono il ticket della sosta: sono stati numerosi i commenti gongolanti per gli attentati a danno della SoStare, quasi fossero un gesto per ristabilire la "giustizia". L'aspetto più preoccupante è quello inerente alla legalità: è un sintomo gravissimo di mancanza di civiltà esultare per un gesto mafioso. Ma in questa sede vorremmo spiegare perché le strisce blu esistono e a cosa servono. La sosta in città si paga pressocché in tutto il mondo, è assolutamente improbabile trovare un centro urbano in cui la sosta dei veicoli privati sia gratuita. La città "felice" in cui la sosta è consentita illimitatamente e per di più gratuitamente non esiste: lo spazio urbano è infatti un bene limitato e, pertanto, occuparlo con un veicolo richiede un pagamento. Tant'è vero che il suolo pubblico lo pagano tutti: i bar che dispongono i tavolini fuori del locale, chi monta un'impalcatura o un'insegna, i chioschi, etc. Quindi, perché questo discorso non dovrebbe valere per le auto? Secondo uno studio statistico, a Catania lo spazio occupato dai veicoli in sosta equivale al 10% del totale della superficie: chilometri quadrati tolti alle persone a favore delle auto, un grave problema che peggiora la qualità della vita. Rendere a pagamento la sosta incentiva l’utilizzo di mezzi alternativi, una conseguenza amplificata quanto più la tariffa è alta (di norma, nei centri storici si paga un prezzo più alto);  le strisce blu aumentano la disponibilità di parcheggi, grazie alla rotazione della sosta che si determina con il pagamento della tariffa: stimando una rotazione media di 2 ore nell'arco della giornata, 8.000 stalli blu equivalgono a 35.000 posti auto. La rotazione della sosta riduce la sosta passiva, cioè le auto parcheggiate per molto tempo nello stesso posto. In tutto il mondo questo principio viene applicato e in ogni città, per lasciare il proprio veicolo in sosta, occorre pagare. A Catania il ticket è anche un modo per opporsi al mercato illecito dei parcheggiatori abusivi: dall'introduzione della tariffa serale fissa di un euro nella zona del centro storico, il racket del parcheggio abusivo è diminuito. I catanesi dovrebbero interessarsi all'utilizzo delle risorse derivanti dalla sosta a pagamento. La partecipata “SoStare”, nel 2015, ha ricavato circa 7 milioni di euro dalla gestione della sosta: una cifra di tutto rispetto dalla quale, ovviamente, bisogna sottrarre i costi di produzione che l’azienda sostiene, ossia gli stipendi dei dipendenti, la manutenzione (e la sostituzione) delle "colonnine", i mezzi di servizio rimozione, etc. Le risorse derivanti dal pagamento della sosta, al netto dei costi che l'azienda sostiene per fonire il servizio, possono essere investite nel miglioramento dei servizi pubblici della città e, in particolare, in interventi a favore della mobilità. Si pensi alla sicurezza dei percorsi pedonali e degli attraversamenti, alla manutenzione stradale, alla mobilità ciclistica, alla rete del trasporto pubblico e all'arredo urbano: interventi per i quali è sempre difficile reperire risorse.

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