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29 giu 2015

Inquinamento dell’aria, disposti incentivi per veicoli elettrici e ibridi: ecco come richiederli

di Amedeo Paladino

Con una determina dirigenziale dell'Ufficio Traffico Urbano che recepisce una delibera comunale dell'aprile di quest'anno, l'Amministrazione ha disposto una serie di incentivi per i possessori di veicoli elettrici e ibridi (benzina/metano) con motore elettrico. Il provvedimento, finalizzato al disinquinamento ambientale e alla riduzione dell’impatto da traffico permetterà a tali veicoli di circolare nelle ZTL (zone a traffico limitato) dell’intero territorio comunale.  Sono escluse soltanto le aree interdette al traffico veicolare, individuate con appositi provvedimenti amministrativi di circolazione e debitamente segnalate.I veicoli elettrici ed ibridi potranno fruire della sosta gratuita, in tutte le aree su strada soggette a tariffazione, le cosiddette strisce blu, in tutta la città. Per poter usufruire dei provvedimenti i possessori di questo tipo di veicoli dovranno munirsi di un pass autorizzativo, per l’accesso alla ZTL, rilasciato dal Comando di Polizia Municipale, da esporre sul parabrezza. I pass vengono rilasciati dall’Ufficio Autorizzazioni di piazza Spedini 5, aperto al pubblico lunedì e mercoledì dalle ore 9 alle 12 e il martedì e il giovedì dalle ore 16 alle 18. Per il parcheggio gratuito dei veicoli elettrici sulle strisce blu di Sostare occorrerà munirsi di un ulteriore contrassegno, da esporre anch’esso in maniera visibile sul parabrezza, da richiedere alla  S.r.l. Sostare presso gli uffici di via Aldebaran 11. Gli uffici sono aperti al pubblico il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8.10 alle 13 e dalle 14.00 alle 16.20 e il martedì e giovedì con orario continuato dalle 8.10 alle 14.10. Tali incentivi s'inseriscono in un programma di azioni a favore della mobilità sostenibile messo in atto dall'Amministrazione per diminuire i livelli di inquinamento dell'aria nella nostra città, in particolare per quanto concerne il biossido di azoto; infatti dall’analisi dei dati del 2014 sul monitoraggio della qualità dell’aria provenienti dalle stazioni di rilevamento presenti in città, si evince che la concentrazione  di biossido di azoto ha superato il limite consentito dalla legge e dalle direttive europee. Tra alcuni giorni scatterà inoltre la restrizione alla circolazione dei veicoli diesel euro 0 ed euro 1: non sarà consentita la circolazione in una vasta aerea di Catania delimitata dalla circonvallazione a nord, a est dal lungomare, a sud da via Dusmet e a ovest da via Palermo. Il programma dell'Amministrazione teso ad arginare gli effetti negativi della "cattiva mobilità" catanese, che ogni anno costa 40 milioni di euro (PGTU 2012), comincia a delinearsi; apprezziamo questi provvedimenti, ma non possiamo non esprimere alcuni dubbi: può davvero essere un incentivo la possibilità di transitare nelle  ZTL per i possessori di veicoli elettrici e ibridi quando di fatto queste aree sono quotidianamente congestionate da veicoli non autorizzati a causa della mancanza di controlli?, come testimoniato da alcuni nostri lettori.    

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11 giu 2015

Smog, scatta lo stop ai veicoli più inquinanti

di Mobilita Catania

Il provvedimento di restrizione della circolazione per i veicoli più inquinanti era stato annunciato alcune settimane fa dall'Assessorato all'Ecologia e all'Ambiente; tale misura si è resa necessaria dall’analisi dei dati sul monitoraggio della qualità dell’aria provenienti dalle quattro stazioni di rilevamento presenti in città, posizionate a Librino, in piazza Aldo Moro, al parco Gioeni e al viale Vittorio Veneto. Dati particolarmente allarmanti sono quelli registrati dalla stazione di rilevamento posta tra il viale Vittorio Veneto e il corso Italia, in cui la concentrazione di biossido di azoto riscontrata è stata di 54  µg/m3 (microgrammi per metro cubo), superando il limite  di 40 µg/m3 consentiti dalla legge e dalle direttive europee. La restrizione scatterà il 1° luglio e  riguarderà i veicoli diesel euro 0 ed euro 1, che rappresentano il 20% dei veicoli del parco auto della città, interessando così circa 40 mila veicoli; non sarà consentita la circolazione in una vasta aerea di Catania delimitata dalla circonvallazione a nord, a est dal lungomare, a sud da via Dusmet e a ovest da via Palermo. Nelle prossime settimane verranno installati i cartelli indicanti la restrizione al traffico; al momento non sappiamo chi vigilerà sul rispetto del provvedimento, e a quanto ammonterà la multa nel caso non si rispetti la limitazione: un aspetto determinante affinché tale divieto sortisca qualche effetto e non rimanga inapplicato e inutile. Questo provvedimento secondo l'Assessore all'Ambiente Rosario D'Agata "si inserisce in una serie di misure che riguardano anche la mobilità sostenibile, zone a traffico limitato e incremento delle piste ciclabili"; noi di Mobilita Catania avevamo raccolto l'opinione del prof. Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania, in merito agli interventi che l'Amministrazione dovrebbe mettere in opera nel medio e nel lungo periodo per migliorare la mobilità catanese, inefficiente in termini di tempo sprecato, di salute e costi che ricadono su tutti i cittadini.  

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26 mag 2015

Inquinamento a Catania, risponde il professore Giuseppe Inturri: “meno auto e un piano per la mobilità sostenibile”

di Viola Sorbello

Già un anno fa il movimento Salvaiciclisti di Catania aveva lanciato il grido d’allarme: “il traffico urbano è insostenibile e l’inquinamento atmosferico è preoccupante, l’Amministrazione Comunale deve intervenire immediatamente e mettere la “mobilità sostenibile”  in agenda fra le priorità”. Oggi i cicloattivisti possono dire “avevamo ragione”. Perché se è accaduto che le stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria hanno rilevato che il biossido di azoto si è attestato oltre la soglia limite (stabilito dal decreto legislativo 155/2010 e dalla direttiva europea 2008/50/C) dei 40 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) significa che poco o nulla si è fatto se si considera che la causa della elevata presenza di questo particolato è da individuare nei gas di scarico delle auto. Oggi, pur di non incorrere nelle sanzioni di legge, il Comune di Catania si trova costretto ad emettere un provvedimento di restrizione della circolazione nel centro urbano per alcune tipologie di veicoli (auto diesel di categoria Euro 0 ed Euro 1) che dovrebbe entrare in vigore entro pochi giorni.  Dunque il problema c’è ed è grave. E, come avviene in casi del genere, sarebbe il caso di rivolgersi ad uno specialista. Nella speranza che prima o poi accada, intanto, qualche domanda l’abbiamo posta noi a chi di mobilità sostenibilità se ne intende visto che la insegna all’Università di Catania.   Professore Inturri (*) come giudica il provvedimento che dispone il divieto assoluto di circolazione per le auto diesel Euro 0 ed Euro 1? Lo ritiene sufficiente a scongiurare i pericoli di inquinamento atmosferico? I rischi per i cittadini derivanti dall’inquinamento atmosferico sono un fatto concreto e di rilevante gravità. Si tratta di un prezzo altissimo, ma non facilmente misurabile, che paghiamo in termini di malattie respiratorie ed oncologiche, spese sanitarie e riduzione della speranza di vita. Non mi sorprende dunque che il Comune abbia deciso di prendere dei provvedimenti. Se i dati indicano il superamento della concentrazione degli inquinanti al di sopra dei limiti prescritti dalla legge, il ricorso a misure di tutela della salute dei cittadini è obbligatorio. Il divieto di circolazione per alcune categorie di auto è certo una misura forte, ma sicuramente motivata. Tuttavia il mio suggerimento è che essa diventi una delle azioni di un piano di emergenza traffico più ampio nel breve periodo e di un piano di mobilità sostenibile nel medio termine. A cosa pensa, ad esempio? Penso, ad esempio, all’istituzione di un perimetro urbano gradualmente crescente con limite di velocità di 30 km/h, ad una adeguata tariffazione della sosta, alla realizzazione di una rete di percorsi ciclabili, al potenziamento del trasporto pubblico, al miglioramento della mobilità pedonale, per esempio con tolleranza zero per le auto in sosta sui marciapiedi. È importante che i provvedimenti comprendano sempre un mix di misure di limitazione dell’uso dell’auto e nelle stesso tempo di misure che favoriscono una mobilità alternativa. Come dovrebbero conciliarsi queste misure con il provvedimento del Comune anche per scongiurare il rischio che nei fatti potrebbe rimanere inapplicato? Tali misure potrebbero essere introdotte anche con una certa gradualità, per esempio limitando all’inizio la circolazione alle auto Euro zero ed 1 solo nelle ore di punta. Nel contempo sarebbe utile dotarsi di un sistema di monitoraggio delle concentrazioni di inquinanti più diffuso e capillare nella città, in grado di fornire in tempo reale una misura dell’effettiva efficacia delle azioni adottate, per correggerne eventualmente la natura o l’estensione.  A questo proposito siamo a conoscenza di uno studio che il suo dipartimento sta conducendo per il monitoraggio del flusso di mezzi che entrano ogni giorno in città? Ci può fornire qualche anticipazione? L’Università di Catania sta eseguendo un monitoraggio dei flussi di traffico in ingresso e in uscita nell’area urbana di Catania. Si tratta complessivamente di circa 400.000 veicoli al giorno. Un dato che ovviamente riflette l’elevato tasso di motorizzazione della nostra città e la sua dipendenza dall’uso dell’auto.  (*) Prof. Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania nonché delegato dal Rettore dell’Università di Catania per la mobilità sostenibile.       .

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20 mag 2015

Inquinamento dell’aria, i bambini i più colpiti. Ma il progetto Pedibus non funziona

di Annamaria Pace

Chi vive in città è regolarmente esposto ad alti livelli di inquinamento dannosi per la salute e i soggetti più esposti sono soprattutto i bambini; la nostra città, come rilevano le centraline per il monitoraggio dell'aria, supera i limiti consentiti dalla legge e dalle direttive europee, sottoponendo la salute dei cittadini a gravi rischi. Le polveri sottili sospese nell’aria, nello specifico il particolato PM10 (insieme di particelle di diametro inferiore a 10 millesimi di millimetro) sono composte da metalli, silice, inquinati solidi e fibre, e possono depositarsi nelle vie aeree superiori (naso e gola), lungo la trachea ed i bronchi o arrivare fino agli alveoli, le piccole sacche dove avviene lo scambio di ossigeno e anidride carbonica. I bambini sono i più esposti perché i loro polmoni, il loro sistema cardiovascolare e tutto il sistema immunitario sono in crescita: i più giovani respirano più aria degli adulti perché in proporzione hanno superfici polmonari più estese in rapporto al loro peso. Inoltre i bambini respirano più spesso dalla bocca ed essendo piccoli di altezza sono più vicini alla fascia di emissioni degli scarichi dei veicoli e alle particelle emesse dall’usura di freni e pneumatici. Questa giornaliera esposizione all’aria inquinata può causare irritazione al naso, gola e occhi causando, secondo alcuni recenti studi, frequenti attacchi d’asma e secondo i ricercatori del progetto Escape (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects), in particolare nei bambini al di sotto dei due anni può causare un maggior rischio di polmonite. Gli effetti degli alti livelli di inquinamento causano una maggiore assunzione di farmaci, un aumento di visite pediatriche e ricoveri ospedalieri. A Catania ogni giorno i bambini entrano ed escono da scuola in aree con livelli di inquinamento altissimo causato soprattutto dai veicoli di proprietà dei genitori che paradossalmente sono i primi interessati alla salute dei propri figli. Le macchine in doppia fila e i motoveicoli posteggiati fin sopra i marciapiedi sono una costante nei momenti di entrata ed uscita dalla scuola e sono la causa non solo di inquinamento ma anche di una ridotta sicurezza stradale . In tutta Italia esiste il progetto Pedibus che si pone l’obiettivo di accompagnare i bambini in sicurezza a scuola tramite l’organizzazione di piccoli gruppi di bambini che arrivano a scuola e ritornano a casa accompagnati da volontari e da personale incaricato dal Comune. A Catania invece lo stesso nome è stato dato al riduttivo servizio, svolto da pensionati retribuiti dal Comune, che consiste nella vigilanza dei punti di attraversamento stradale in prossimità delle scuole. Proprio in questi giorni scade il bando per l’assunzione di altri venti pensionati addetti a “vigilare” sull’incolumità e la sicurezza all’uscita e all’entrata della scuola. Il bando rientra nell’ambito del progetto Pedibus finanziato dal Ministero Dell’Ambiente con una somma di 135.000 Euro . Sarebbe utile mostrare all’Amministrazione Comunale come questo servizio non raggiunge minimamente gli obiettivi preposti, infatti i pensionati addetti al servizio sono totalmente inefficaci poiché non possono sanzionare gli automobilisti indisciplinati non avendo i requisiti. Quindi non solo “La variante Pedibus” , tutta catanese, non riprende minimamente il progetto esistente in Italia ed in Europa, ma oltretutto non migliora la sicurezza dei pedoni e non salvaguarda la salute dei bambini. Affiancare ai pensionati “vigilanti” un Ausiliario dipendente del Comune (dipendenti di Sostare S.r.l), potrebbe migliorare la situazione attuale. Infatti il dipendente di Sostare potrebbe sanzionare, anche fuori delle strisce blu, gli automobilisti indisciplinati: questo sarebbe possibile secondo quanto stabilito dalla sentenza di Cassazione civile, sez. II, sentenza 27.10.2009 n°22676 secondo la quale determinate funzioni pubbliche possono essere svolte in via eccezionale anche da soggetti privati che abbiano una particolare investitura. Se proprio a Catania non si riesce a creare un Pedibus congruente al progetto originario, questa sarebbe forse una soluzione per tutelare la salute e la sicurezza stradale non solo nei confronti dei nostri bambini ma nell’interesse di tutti i cittadini che desiderano una Catania più pulita ed ordinata.

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