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16 nov 2016

Il porto di Catania nuovo hub del Mediterraneo: operativa la linea Genova-Livorno-Catania-Malta

di Mobilita Catania

Catania diventa il nuovo hub del Mediterraneo grazie all'intesa tra Tirrenia del gruppo Onorato e Grandi Navi Veloci del gruppo Msc per potenziare i trasporti via mare. È già operativa la linea Genova-Livorno-Catania-Malta, con l’obiettivo di rafforzare l'offerta verso e dalla Sicilia e Malta. Un servizio pensato con gli autotrasportatori e realizzato per gli stessi professionisti del settore, con una programmazione oraria pensata per rispondere alle esigenze delle aziende che, con l’incremento delle rotte, avranno la possibilità di ottimizzare le loro operazioni. L’obiettivo del Gruppo Onorato Armatori è offrire la possibilità anche alle imprese medio piccole di riiniziare a operare al massimo delle loro potenzialità, facendo sì che il mercato si evolva in piena autonomia. Nel dettaglio verranno garantite tre corse settimanali da Genova a Catania, tre da Livorno a Catania, e altrettante da Catania a Genova e da Catania a Livorno, che saranno effettuate in tempi commerciali ottimali. La tratta Catania-Malta-Catania, invece, avrà due partenze a settimana. Oggi è programmato il primo arrivo a Catania, mentre il battesimo a Malta si terrà sabato mattina. E questo non è che l’inizio, perché l’obiettivo è di intensificare la frequenza di queste linee già dai prossimi mesi. Per questa nuova tratta verranno utilizzate due ro-ro: l’Eliana Marino e il Via Adriatico, navi ad alta velocità ed elevata capacità di trasporto. In particolare l’Eliana Marino opererà il servizio su Malta. Il Via Adriatico si caratterizza per la capacità di ospitare sino a 75 autisti in 25 cabine triple, offrendo un’importante opportunità anche ai mezzi guidati. La Compagnia del Gruppo Onorato Armatori conferma così la propria volontà di servire al meglio il settore dell’autotrasporto siciliano, un mercato sempre più in crescita. Una presenza, quella di Tirrenia in Sicilia, datata ormai 80 anni con le storiche linee Ravenna-Catania (diventata poi Ravenna-Brindisi-Catania), Napoli-Palermo e Cagliari-Palermo, alle quali si aggiunge ora una nuova tratta che completa e arricchisce ulteriormente la grande offerta della Compagnia nel Mediterraneo. E con la prospettiva di ampliamento delle rispettive reti commerciali, il Gruppo Onorato Armatori punta a fornire in futuro un’offerta sempre più coordinata con il network già offerto da GNV sia sulla Sicilia orientale che su quella occidentale. «C’è sempre più Sicilia nelle rotte di Tirrenia che ha deciso di puntare fortemente sul suo nuovo hub di Catania – così dice Alessandro Onorato, consigliere delegato al commerciale del Gruppo Onorato Armatori –. Il nostro focus principale è quello di fornire un servizio di alto livello in termini di tempi di resa e cura dei mezzi. Vogliamo dare a tutti i trasportatori la possibilità di viaggiare sulle nostre navi e lavorare nel miglior modo possibile, insomma creare nuove opportunità per tutti, continuando ad investire sulla Sicilia». Massimo Mura, AD di Tirrenia, ha dichiarato: «Questo progetto si basa sullo sviluppo di due hub, quello di Livorno e quello di Catania, perché riteniamo importante sviluppare, consolidare e fare sistema con gli stakeholder locali, avendo comunque già tre linee storiche che servono l’isola. E poi c’è Genova che rappresenta un porto storico per il Gruppo Onorato, sia con Moby che con Tirrenia, servendo la Corsica e la Sardegna da molti anni, e ora con questa nuova rotta pure la Sicilia. Il nostro obiettivo è fornire una ulteriore opportunità ai clienti basandosi su queste prospettive offrendo un servizio ad altri due mercati, quello siciliano e quello maltese. Offriamo un servizio maggiormente dedicato ai ro-ro e ai rotabili, mettiamo a disposizione una gamma di servizi rivolta ad aree merceologiche di vario genere». Ti potrebbero interessare: La Moby inaugura la nuova rotta Catania-Malta operata da Tirrenia Porto di Catania

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10 nov 2016

Porto aperto a metà: transito vietato ai ciclisti nella zona commerciale

di Mobilita Catania

Martedì scorso, decine di ciclisti, durante la loro consueta passeggiata serale, sono stati bloccati al porto e rispediti indietro per ben due volte lungo la banchina di ponente. Con quest'episodio (qui il video) abbiamo quindi appurato che questa parte del porto è stata resa inaccessibile proprio dopo la sua "apertura" di qualche giorno fa. Dopo l'abbattimento di alcuni metri di muro sul piazzale nord, di fronte la Capitaneria di Porto, è stata quindi contestualmente chiusa, con un nuovo sbarramento, tutta l'area del porto che si sviluppa lungo il lato ovest, un'area del bacino portuale lunga circa un chilometro. In verità, la chiusura ai mezzi privati era stata già annunciata. Ma adesso risulta vietato l'accesso alle biciclette anche se portate a mano, come accaduto l'altro ieri sera ai ciclisti che volevano raggiungere la ciclabile della Plaia evitando la pericolosa via Domenico Tempio già teatro di incidenti anche mortali. Si ricorda, inoltre, che la scorsa primavera si sarebbe dovuto realizzare la ciclabile per collegare l'ingresso sud del porto con la pista della Plaia permettendo ai ciclisti di raggiungere in totale sicurezza il litorale sabbioso, ma ad oggi, purtroppo, non solo non sono mai iniziati i lavori, ma addirittura viene vietato il passaggio delle biciclette, ossia l'opposto di quello che ci si sarebbe aspettati ed in totale controtendenza verso una città più sicura per i ciclisti e che si batte per la mobilità sostenibile. In tale caso, è giusto rammentarlo, molte scelte sono in capo alla gestione portuale per cui il comune non può agire in autonomia. Anche il Librino Express, la linea speciale dell'Amt, è vittima di questo provvedimento, poiché non transita più dal porto ma è costretto a impelagarsi nel traffico di via Domenico Tempio: di conseguenza, diventa decisamente poco "express". Solo l'Alibus continua a poter circolare all'interno dello scalo portuale, fortunatamente. Mobilita Catania auspica che venga concesso il transito alle biciclette o quantomeno si trovi una soluzione più idonea al transito in via Domenico Tempio, che al momento rappresenta l'unica e, come detto, pericolosa alternativa. Rimane necessaria, inoltre, la realizzazione nel più breve tempo possibile di un collegamento ciclopedonale  sicuro tra porto e Plaia.

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Opere
17 ott 2016

Porto di Catania

di Roberto Lentini

Il Porto di Catania è un importante scalo marittimo di I classe, a prevalente utilizzo commerciale e diportistico, che negli ultimi anni ha visto allargare anche la propria offerta di traghetti per servizi passeggeri. La posizione al centro della costa orientale siciliana, a servizio di sei province, e gli ottimi collegamenti con ferrovie, autostrade ed aeroporto, lo stanno trasformando, inoltre, in uno scalo di riferimento per i traffici turistici nazionali ed internazionali. Caratteristiche del porto Il porto di Catania si estende nella direzione Nord-Sud con l'imboccatura rivolta a mezzogiorno. È chiuso a levante da un molo foraneo di 1860 m e da un prolungamento terminante con un pennello di 40 m nella direzione SE-NW, sulla cui estremità è situato un fanale verde, intermittente. A sud è delimitato da un molo detto di mezzogiorno, lungo 420 m, con la parte interna banchinata che finisce con un pennello di 65 m, sulla cui testata è sistemato un fanale rosso intermittente. Il bacino di levante, situato nella parte NE, è detto "porto nuovo" ed ha una forma poligonale. È limitato ad E e W da due moletti denominati pennello di levante e di ponente. O ovest del porto nuovo, invece, separato dallo sporgente centrale, si colloca il "porto vecchio", adibito principalmente al traffico dei motopescherecci con una banchina dedicata alla pesca. Il porto di Catania è inoltre scalo di alaggio, bacino di carenaggio con sette pontili, due magazzini per forniture ai motopescherecci, due congelatori, due frigoriferi e due ghiacciaie per la conservazione del pescato, due gru fisse e cinque gru mobili per il sollevamento delle imbarcazioni, una officina meccanica, distributori di benzina e di gasolio, approvvigionamento idrico per mezzo di sei prese e quattro fontane pubbliche, ed elettrico per mezzo di prese. Dati tecnici: Accesso: velocità max 5 nodi. Fari e fanali 2796 (E1828): faro Sciara Biscari, a lampi bianchi, periodo 5 sec., portata 22 M, sul lato ovest dell’avamporto, presso la Rotonda della Playa; 2798 (E 1835): faro a luce alternata bianca e verde dell’Aeroporto di Catania (Fontanarossa), occasionalmente visibile circa 2.720 m a SW del faro Sciara Biscari; 2802 (E 1830): fanale a lampi lunghi verdi, periodo 5 sec., portata a 8 M sulla testata del Molo di Levante; 2804 (E1832.5): fanale a lampi lunghi rossi, periodo 5 sec., portata 5 M, sulla testata della scogliera Sud; 2808 (E 1831): fanale a lampi verdi, periodo 2 sec., portata 5 M, situato su banchina triangolare del Molo di Levante. 2812 (E 1832):fanale a lampi rossi, periodo 2 sec., portata 5 M, sulla estremità del pennello che si protende dallo spigolo Sud della testata del Molo di Mezzogiorno. Fondo marino: fangoso Pescaggio: 12-13 m Venti: I e II quadrante (inverno e autunno). Radio: Vhf canale 16 e 12 Principali attività del porto Commerciale: Da diversi anni il traffico del settore merceologico del porto di Catania registra un trend positivo di crescita. Si sono registrati inoltre notevoli sviluppi del settore containers grazie anche ai collegamenti con i grandi "hub-port" di transhipment di Gioia Tauro, Malta e Cagliari. Anche il settore dei traghetti Roll–on e Roll-off ha avuto un eccellente incremento. Il segmento di traffico delle “Autostrade del Mare”, ha eletto Catania come “hub” naturale di connessione del network con il nord Italia, sia sul corridoio Adriatico (Ravenna e Brindisi), che sul corridoio Tirrenico (Napoli, Salerno, Livorno, Genova e Savona), nonché a sud con l’isola di Malta. La linea più importante dello scalo è il traghetto Catania – Napoli servito da TTT Lines. Un collegamento quotidiano serale con le motonavi Partenope e Trinacria permette di raggiungere Napoli con un viaggio notturno di circa 15 ore.  Crocieristico: Il 2016 è stato l'anno del rilancio crocieristico a Catania, dopo il calo degli anni precedenti dovuto alla diminuzione delle compagnie da crociera a causa dell'alto costo di conferimento dei rifiuti a bordo. Storia La presenza di un porto nella città di Catania è ricordato dagli scrittori latini che attribuivano allo scalo di Catina, in epoca romana, un ruolo non indifferente nei commerci del vino e del grano.Ma sulla localizzazione dell’antico porto ancora oggi si discute per la scarsità e frammentarietà dei dati archeologici a disposizione, per le interpretazioni spesso fantasiose ma soprattutto per le profonde trasformazioni subite dalla linea di costa in seguito alle colate laviche dell’Etna. Si hanno invece notizie certe di un porto costruito nel X secolo da parte dei saraceni, ma si trattava di un semplice approdo per piccole imbarcazioni. Nel 1438, grazie al  re Alfonso D’Aragona, venne costruito il primo porto nello stesso sito di quello saraceno con un molo adeguatamente attrezzato e ben fortificato per le sue navi di grandi dimensioni. Nel 1601, una violenta mareggiata distrusse buona parte del molo e seguì per tutto quel secolo un’altalena di costruzioni e distruzioni. Nel 1700, con l'intervento del governo borbonico, ci fu un intervento risolutivo grazie anche ad una équipe di esperti maltesi che proposero di realizzare delle casse di calcestruzzo da gettare in mare in modo da realizzare una solida barriera ai marosi. Nel 1800, il regno borbonico fece eseguire altri lavori realizzando un approdo formato da due moli, uno lungo 258 metri, l’altro 122, con uno specchio d’acqua di circa 14 ettari, situato esattamente dove oggi sorge il porto vecchio. Nel 1869 il porto venne collegato con la Stazione ferroviaria di Catania Centrale mediante un fascio di binari. Intorno al 1898 anche la Ferrovia Circumetnea raggiunge il porto realizzandovi una stazione di testa, oggi convertita in capolinea della metropolitana. Altri interventi di consolidamento vennero effettuati dopo la grande mareggiata del 1933 che aveva danneggiato notevolmente le strutture portuali realizzate fino a quel momento.  Venne allungata la diga foranea di circa 570 metri e migliorata la mantellata con l’immissione di altre casse di calcestruzzo; venne inoltre eseguito l'interramento e la costruzione delle banchine, denominate Molo Crispi, ad est degli Archi della Marina, attrezzate per l'attracco delle navi. I lavori durarono circa 10 anni e disegnarono il porto per come è stato sino a pochi anni fa, quando si è aggiunta la grande darsena sud. Con la legge n. 84/94 viene istituita l’Autorità Portuale di Catania,  un ente pubblico con lo scopo di pianificare, promuovere e controllare le operazioni portuali e le relative attività commerciali e industriali che in esso hanno luogo. La riforma della portualità, approvata il 28 luglio 2016 dal Consiglio dei ministri, ha comportato la trasformazione delle Autorità Portuali in Autorità di Sistema Portuale con contestuale riduzione da 24 a 15. A seguito di tale riforma, Catania si è fusa con Augusta. Piano Regolatore Portuale Il piano regolatore portuale attualmente in vigore risale al 1978 e nonostante  la legge n 84/94 con cui viene istituita l'autorità portuale di Catania (figura giuridica importante perché il presidente dell'Autorità portuale rappresenta il soggetto promotore del piano regolatore portuale), Catania non si è ancora dotata di un nuovo piano regolatore portuale. Una prima proposta di PRP (Piano Regolatore Portuale),  in effetti, risale al 2004 e porta la firma del Presidente dell'Autorità Portuale Cosimo Indaco, nominato nel 1995 su indicazione del sindaco Enzo Bianco e successivamente confermato per un secondo mandato.  Il piano del 2004, rispetto a quello del 1978, prevedeva due modifiche sostanziali, che orientavano il porto di Catania verso il traffico commerciale. Prevedeva una nuova darsena a sud del Molo di Mezzogiorno, da destinare a darsena commerciale a servizio del traffico Ro-Ro e containers, invece che a servizio della zona industriale e del traffico containeirizzato come prevedeva il PRP del 1978. La seconda modifica sostanziale riguardava l’infrastruttura prevista a sud (e mai realizzata), che veniva destinata a “porto turistico e peschereccio e non più esclusivamente a porto peschereccio. Si prevedeva inoltre la realizzazione di nuove strutture edilizie con una cubatura di 398.300 metri cubi mentre il volume massimo consentito per nuove edificazioni all’interno del porto turistico era di 164.700 metri cubi, determinando un volume di 1.109.150 metri cubi su un’area di 171.200 metri quadrati. Si trattava di un intervento molto invasivo sul tessuto della città e con uno scarso coinvolgimento del consiglio comunale che ben presto si tradusse in un atteggiamento di diffidenza da parte di molti consiglieri di maggioranza. Si assistette quindi ad un periodo di stallo che interessò i due mandati del sindaco Scapagnini e la prima fase della sindacatura di Stancanelli. Nel 2012 si assistette ad un'accelerazione del Piano a meno di un mese dall’'insediamento del commissario Cosimo Aiello in sostituzione di Castiglione. L'’autorità portuale infatti stipulò un accordo con la direzione urbanistica del comune. La cubatura venne ridotta di circa il 50%, così come le altezze massime degli edifici. Venne dichiarata inoltre inammissibile la funzione residenziale nell’'ambito di interazione città-porto ed ammesse, invece, le funzioni commerciali, culturali e per il tempo libero. Il nuovo piano giunse in consiglio comunale alla vigilia delle elezioni amministrative del maggio 2013 ma venne nuovamente rinviato a causa di una pregiudiziale sulla documentazione presentata. La nuova amministrazione guidata da Enzo Bianco, succeduta a Stancanelli, non diede seguito all’accordo stipulato nel settembre 2012, ritenendo ancora troppo elevate le volumetrie previste e perseguendo invece la predisposizione di un piano “a edilizia zero”. Intanto il 25 luglio 2015 venne inaugurata la nuova darsena posizionata accanto all’Asse dei Servizi. Essa si estende per 16o mila metri quadrati di piazzale e 190 mila considerando anche lo specchio d’acqua delimitato dalla banchina di 1100 metri lineari. La nuova darsena può accogliere contemporaneamente fino a 7 navi di cui 3 o 4 grandi traghetti con un fondale di circa 13 metri, potendo accogliere, così come avviene per pochi porti nel Mediterraneo, le navi crociera di grandi dimensioni con pescaggio di 11 metri. L'apertura della nuova darsena comincia a produrre i primi effetti positivi liberando di fatto ampie aree del porto vecchio dai numerosi container. La nuova infrastruttura si inserisce comunque in un progetto più ampio di riqualificazione dell’area del porto vecchio nei pressi dello sporgente centrale: la vecchia darsena, infatti, verrà destinata solo alla crocieristica, diventando così uno scalo di partenza e permettendo alle navi da crociera di poter sostare anche la notte. Grazie ad un protocollo d’intesa firmato a marzo 2016 tra l’autorità portuale e l’amministrazione comunale etnea, il 7 ottobre 2016 il porto si è aperto materialmente alla città con l'inizio delle operazioni di abbattimento della cinta muraria.   Sviluppi Futuri Gli interventi futuri che interesseranno il porto di Catania possono essere riassunti nei seguenti punti: Destinazione dell’intero piazzale antistante il terminal per la sosta dei bus per le escursioni e per gli altri servizi ai passeggeri delle navi da crociera; Miglioramento estetico e funzionale delle aree e degli edifici limitrofi alla stazione marittima o ubicati lungo i percorsi; Realizzazione, in collaborazione con il Comune di Catania, di percorsi pedonali monitorati da telecamere per garantire migliori standard di sicurezza; Miglioramento strutturale e funzionale della stazione marittima; Revisione al ribasso delle tariffe per i servizi tecnico-nautici (piloti-ormeggiatori) e per la gestione dei rifiuti di bordo; Integrazione ed ampliamento dell’impianto di video-sorveglianza già esistente all’interno del porto; Rifacimento del sedime portuale che coinvolge il Molo di Levante, lo Sporgente Centrale ed il Molo Crispi; Realizzazione del nuovo varco asse dei servizi, per un migliore e più veloce collegamento con l’aeroporto. Con l'abbattimento della cinta muraria si sono poste le prime concrete basi per avviare la definizione di un nuovo waterfront  attraverso l’integrazione tra il porto e la città storica. I prossimi passi prevedono una ridefinizione della viabilità urbana e dei parcheggi nelle aree limitrofe e delle infrastrutture di competenza della Ferrovia Circumetnea. Sarà rivista anche la definizione degli assi principali di collegamento stradale del porto alla grande viabilità urbana, extraurbana e all’interporto con particolare attenzione ai due nodi viari di faro Biscari e di piazza Paolo Borsellino. Nel prossimo futuro è previsto un concorso di idee aperto a tutti gli ordini tecnici professionali allo scopo di definire l'assetto di questo ambito di waterfront della città. Ti potrebbero interessare... FOTO | Restituire il porto alla città: il progetto FOTO | Integrazione Città-Porto secondo il progetto ANCE

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17 ott 2016

FOTO | Porto, procedono i lavori di riconnessione al tessuto cittadino

di Andrea Tartaglia

Procedono i lavori di rimozione o, per meglio dire, rimodulazione (drastica) del muro di cinta settentrionale del porto di Catania allo scopo di ristabilire un rapporto diretto tra il mare e il tessuto urbano del centro cittadino. Finora i lavori hanno riguardato solo un tratto di alcune decine di metri a ovest della vecchia dogana, di fronte agli edifici della Capitaneria di porto di Catania. Dalle foto si può intuire l'assetto che si vuole ottenere: un muretto basso, caratterizzato da frequenti aperture pedonali. Una scelta che consente costi bassi, visto che si sfrutta ciò che si mantiene della struttura preesistente, ma che permette di liberare la visuale, impedire l'accesso ai veicoli e che consente una grande permeabilità pedonale.  

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08 ott 2016

Greenpeace, la nave Rainbow Warrior al porto di Catania

di Roberto Lentini

Oggi arriverà a Catania la nave ammiraglia di Greenpeace, la Rainbow Warrior, per il tour ''Accendiamo il sole'', con cui proverà a sensibilizzare i cittadini a diventare "produttori di energia da fonti rinnovabili", e il governo a impegnarsi per "salvare il clima". " L'ammiraglia di Greenpeace è partita dal porto di Bari il 4 ottobre e sarà al Porto di Catania al Molo Sporgente Centrale, ormeggio n.14 - sabato 08/10/2016 dalle 11:30 alle 20:00 e domenica 09/10/2016 dalle 10:30 alle 18:00. "Il potenziale dell’autoconsumo e della generazione distribuita in Italia è alto, e questo studio lo dimostra. Purtroppo il governo, con provvedimenti specifici come la riforma della tariffa elettrica, sta mettendo in ginocchio il settore delle energie rinnovabili, e in particolare quello dei piccoli produttori domestici. Matteo Renzi ha dichiarato che entro fine mandato il 50 per cento dell’elettricità nazionale sarà prodotta da fonti rinnovabili. Con questo tour vogliamo ricordargli che non deve rimanere solo un annuncio, bisogna incentivare tutti i cittadini a produrre la propria energia". ha affermato  Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia. La destinazione finale di questo tour sarà Lampedusa, dove sarà ormeggiata e visitabile nelle giornate del 15 e del 16 ottobre. Qui verranno consegnati i pannelli solari acquistati grazie ai 30 mila euro raccolti durante appena 15 giorni di “crowdfunding”.

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15 giu 2016

La Moby inaugura la nuova rotta Catania-Malta operata da Tirrenia

di Roberto Lentini

Nei giorni scorsi è partita dal porto di Catania la nave Moby Aki del gruppo Onorato Armatori per il viaggio di presentazione della tratta Catania-Malta e Catania-Livorno (vedi articolo Autostrade del mare: nuove rotte per Livorno e Malta dal porto di Catania) operata da Tirrenia con giornalisti e autorità locali al seguito. Tirrenia, come si ricorderà, è stata acquisita dalla Compagnia Italiana di Navigazione (CIN) a luglio 2012, dopo una lunghissima serie di tentativi da parte dello Stato di mettere a gara compagnia di bandiera e servizi, incluse le compagnie regionali. Oggi CIN è formata da Onorato Armatori  al 100% . Proprio in questo viaggio di presentazione la Onorato Armatori ha comunicato di aver stretto un’intesa con il gruppo Aponte (Grandi Navi Veloci, Snav, MSC) . Con la nuova acquisizione Tirrenia ha intrapreso una nuova filosofia dei traghetti. Non più solo trasporto di mezzi ma una vera e propria crociera tra eleganti salotti, cocktail a bordo piscina e concerti. Oltre agli investimenti su nuove rotte Tirrenia annuncia l'intenzione di alcuni investimenti all'interno del porto di Catania, in collaborazione con le autorità locali come la Capitaneria e l’Autorità portuale, per creare infrastrutture personalizzate e adatte alle proprie esigenze. Lo scopo è quello di creare a Catania un vero e proprio hub per i futuri collegamenti con il nord Africa e il bacino del Mediterraneo. Le nuove rotte  che verranno inaugurate a settembre  (Livorno-Catania e Catania-Malta) saranno ro-pax, destinate solo alle merci, ma si spera che in un futuro possano essere utilizzate pure per i passeggeri con macchina al seguito, vista la forte domanda. La compagnia impiegherà per le nuove tratte tre nuove navi che, a regime, daranno occupazione a circa 350 marittimi.     

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01 apr 2016

Autorità portuale di Catania verso la proroga di tre anni

di Roberto Lentini

Ieri è stato approvato,  in occasione della Conferenza Stato-Regioni, il decreto di riorganizzazione delle autorità portuali e l'intesa del Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica, con grande soddisfazione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. "Il Paese deve correre, - ha affermato il ministro- i porti italiani devono correre perché altrimenti perderanno traffici come hanno già perso in questi anni. Devono diventare sempre più competitivi e la competitività è a livello globale. Autonomia ma cooperazione: questo è il motto di questa riforma". Parlando della situazione europea, il ministro ha poi ricordato come in alcuni grandi centri portuali europei l’accorpamento è già avvenuto, al fine di rafforzare una competitività sempre più estesa a livello globale. Il ministro ha poi ribadito l'importanza del collegamento dei porti con gli interporti "cosa questa che in Italia non è stata ancora realizzata”. Intanto si apprende che l'Autorità portuale di Catania potrebbe mantenere, per i prossimi tre anni, la sua autonomia, grazie a un emendamento al decreto sulla riorganizzazione delle Autorità portuali, sponsorizzato da alcune regioni, che conferma “in fase transitoria e per un periodo non superiore a 36 mesi dall'entrata in vigore del decreto, l'autonomia amministrativa di Autorità Portuali già costituite ai sensi della legge 184". Rispetto a questo emendamento il ministro Delrio ha così risposto:  “E’ una facoltà che lasciamo aperta per i Presidenti di Regione che lo riterranno opportuno e che potranno presentare motivata richiesta a me in quanto ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. In esito alla valutazione di questa motivata richiesta si potrà proporre un decreto del Presidente del Consiglio. Fa parte del rispetto che abbiamo dell’autonomia, ma  spero che tutti comprendano che stare insieme aumenterà le potenzialità del sistema, stare da soli la diminuirà. Questo governo è abituato a correre sulle riforme e a fare le riforme in fretta, mi auguro che nessuno si prenda troppo tempo.” Come si ricorderà con la riforma della portualità approvata dal Consiglio dei ministri, che prevede la trasformazione dei vecchi enti in Autorità di Sistema Portuale-con contestuale riduzione da 24 a 15- ha fatto "saltare" l' Autorità portuale di Catania a beneficio del porto di Augusta. Intanto nella sua pagina Facebook il sindaco Bianco rilancia Catania come sede dell'autorità portuale della Sicilia orientale in sinergia con Augusta. "Abbiamo affrontato anche le situazioni in cui coesistono nello stesso territorio due porti di importanza strategica, - afferma il sindaco Enzo Bianco -.Verrà trovata un'intesa pienamente soddisfacente con Augusta, senza inutili guerre di campanile che non portano alcun vantaggio al territorio".  Al momento però non c'è nulla di concreto.   Ti potrebbero interessare: Darsena: dalla realizzazione all’inchiesta, passando dal progetto di riqualificazione del porto FOTO | Restituire il porto alla città: il progetto

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