Articolo
24 lug 2015

Piazza Castello invasa e occupata dai motorini: la testimonianza dei pedalatori di Ruote Libere

di Alessio Marchetti

Si sono viste scene incredibili questo martedì sera ad Aci Castello. Il gruppo dei pedalatori di Ruote Libere, al ritorno del consueto giro settimanale, si è ritrovato barricato da diversi motorini, scooter e moto parcheggiati in divieto di sosta nel perimetro di piazza Castello. I mezzi in sosta impedivano il passaggio delle persone, rendendo la piazza inaccessibile; a indignare è stata la noncuranza con la quale i proprietari di questi veicoli consapevolmente hanno bloccato il transito anche ai disabili o ai bambini in passeggino.  Il video pubblicato sulla pagina Lungomare Liberato mostra l'incredibile calca venutasi a creare per i motorini parcheggiati uno dietro l'altro. Evidentemente, questo accade anche per la carenza di posti per moto e scooter nelle vicinanze. Molti, si sono lamentati di questo grave problema. Sarebbe necessario che  l'amministrazione castellese provveda ad aumentare gli stalli riservati alle due ruote e che vigilino attentamente affinché questi veicoli vengano correttamente parcheggiati.

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Articolo
15 lug 2015

FOTO | Via Carlo Forlanini vietata ai pedoni

di Alessio Marchetti

Dopo il report delle tremende condizioni della mobilità del quartiere Antico Corso, continuiamo il tour dell'orrore delle strade catanesi: mancanza di marciapiedi, segnaletica inadeguata, assenza di controlli e sanzioni rendono le strade di Catania inaccessibili e pericolose per chi si muove a piedi o in bici, peggiorando in modo esponenziale la vivibilità in una città in cui il rapporto tra numero di auto e abitanti è tra i più alti d'Italia e d'Europa con il conseguente inquinamento atmosferico sopra i limiti. La strada in esame è la via Carlo Forlanini, la quale inizia proprio davanti l'ospedale Vittorio Emanuele: priva di marciapiede e perennemente invasa da automobili in divieto di sosta. Solo pochi giorni fa un autobus è rimasto bloccato, causando un ingorgo in via Plebiscito che ha impedito l'accesso dell'ospedale. Una situazione gravissima e persistente! Di vigili, come di multe, continuiamo a non vederne da molto tempo, nonostante la zona sia uno dei punti nevralgici della città: sede di scuole, ospedali e numerosi altri servizi. Gli studenti, bambini e ragazzi all'entrata e all'uscita dalle scuole sono costretti a camminare tra le auto a causa della mancanza di marciapiedi. Qui la sicurezza stradale non esiste: la strada è solo delle auto. Una soluzione potrebbe essere installare degli archi in metallo ad almeno un metro e mezzo dal muro in modo da rendere sicuro il passaggio di chi va a piedi o in bici: questo sistema potrebbe essere applicato in tutte le strade pericolose senza marciapiede. I nostri amministratori avranno a cuore questo problema o le strade della nostra città continueranno ad essere concepite solo per i mezzi a motore?

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Segnalazione
30 giu 2015

Strisce pedonali inesistenti, anche la manutenzione dura pochi giorni

di Vito Catania

  [n.d.r. In queste settimane più volte ci siamo occupati di sicurezza stradale in una città in cui la mobilità sembra totalmente asservite ai soli mezzi a motore; abbiamo affrontato la situazione di grave pericolo che coinvolge quotidianamente chi si muove a piedi. Finora ci siamo occupati delle difficoltà costanti per i pedoni in Corso Italia, dove poche settimane fa due signori sono stati travolti e uccisi da un'automobilista, e in via Dusmet dove un'autostrada urbana divide la città dal Porto. Ma le criticità si estendono a tutta la città, come ci segnala un nostro lettore. Anche laddove le strisce pedonali sono state rifatte dopo appena pochi giorni cominciano a scomparire.] Strisce pedonali inesistenti, che non sia l'occasione per integrarle con dissuasori fisici ?  

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Proposta
27 giu 2015

Via Cardinale Dusmet: isole salvagente per metterla in sicurezza

di Annamaria Pace

Come documentato dalla redazione di Mobilita Catania in merito alla situazione di costante pericolo degli attraversamenti pedonali di via Dusmet si possono operare degli interventi poco invasivi, ma efficaci. La via Cardinale Dusmet è per Catania una strada molto importante in quanto è percorsa dal traffico veicolare in ingresso ed in uscita dal centro urbano verso la direzione Sud. Questa strada, posizionata tra l’area portuale e il centro storico, è attraversata giornalmente dai molti turisti che approdano nel porto, e sarà nel prossimo anno sempre più utilizzata poiché è previsto, secondo il programma redatto dall’Autorità portuale in sinergia con il Comune di Catania, un aumento del flusso turistico con l’arrivo di circa 200.000 croceristi. Il percorso di collegamento tra l’area Portuale e il centro storico, evidenziato anche dalla cartellonistica come percorso storico monumentale che conduce fino alla porta Uzeda, è di grande interesse per i turisti in arrivo con le navi da crociera, ma non è sicuro per quanto riguarda il suo rischioso attraversamento sia per i turisti sia per i cittadini che percorrono questa strada. Si ritiene quindi di proporre il posizionamento di isole salvagente in prossimità dei due principali attraversamenti pedonali sulla via Cardinale Dusmet, precisamente in corrispondenza dell’ingresso alla Vecchia Dogana e in prossimità della rotonda su via Porticello. Le isole salvagente possono essere lo strumento probabilmente più efficace ed immediato per migliorare la sicurezza stradale infatti invitano gli automobilisti a rallentare in prossimità dell’attraversamento pedonale, essendo presente un restringimento puntuale della sede stradale, e consentono ai pedoni di soffermarsi a metà carreggiata al fine di porre maggiore attenzione durante l’attraversamento. Questo intervento produrebbe un immediato  miglioramento generale della sicurezza dei cittadini e specialmente per anziani e pedoni con scarsa mobilità che possono attraversare la strada in modo più agevole . Oltre 8.000 pedoni vengono coinvolti in incidenti stradali con esito mortale in Europa, la maggior parte degli incidenti accade proprio nelle aree urbane, quasi un quarto avviene in corrispondenza degli attraversamenti pedonali; nel 30% degli incidenti in cui sono coinvolti un’auto, che viaggia a 40 km/h, ed un pedone, c’è il rischio di esito mortale.

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Articolo
26 giu 2015

VIDEO | Via Dusmet, i pericoli sono una costante: “autostrada urbana” separa la città dal porto di Catania

di Amedeo Paladino

Via Cardinale Dusmet è per Catania una strada fondamentale in quanto è percorsa dal traffico veicolare in ingresso e in uscita dal centro urbano in direzione sud, verso la Playa, la zona industriale e l'asse dei servizi. Questa strada, posizionata tra l’area portuale e il centro storico, è attraversata giornalmente dai molti turisti che approdano al porto di Catania e da molti cittadini, vista la presenza della stazione Porto della metropolitana. Il percorso di collegamento tra l’area Portuale e il centro storico, evidenziato anche dalla cartellonistica come percorso storico-monumentale che conduce fino alla porta Uzeda, piazza Duomo e via Etnea, è costituito da alcuni attraversamenti pedonali  in cui il rischio di scontri tra pedoni e i veicoli è costante. Le segnalazioni da parte dei cittadini sono quotidiane, anche la Commissione Lavori Pubblici ha più volte lamentato la necessità di interventi urgenti per rendere sicuro il transito dei cittadini e dei turisti.  Ecco il video con cui documentiamo lo stato di grave pericolo di via Dusmet.

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19 giu 2015

Antico Corso, una trappola mortale con spiragli di luce

di Alessio Marchetti

L'Antico corso, uno dei quartieri più suggestivi del centro storico per via dei suoi monumenti, si trova in una condizione di degrado e pericolo. Molte delle strade presenti nel quartiere non posseggono marciapiedi e sono estremamente pericolose per i tantissimi studenti, lavoratori e residenti che ogni giorno transitano da quelle vie. Come se non bastasse, la vernice della segnaletica orizzontale tende a sbiadire presto e per lunghi periodi l'intero quartiere ne rimane sprovvisto. In molti pensano che la colpa sia del catanese se siamo una delle città con più autovetture e quindi con più caos, incidenti ed inquinamento, in cui molti concittadini hanno la cattiva abitudine di "andare a prendere il pane in macchina a 200 metri di distanza..." Ma con strade in simili condizioni, perennemente attraversate da inquinanti mezzi di oltre una tonnellata a tutta velocità non pensate che ciò sia successo per via di chi ha progettato in questo modo assurdo la città e successivamente non ha mai fatto nulla per migliorarla? Fortunatamente il comitato Popolare Antico Corso, insieme con altre associazioni, si sta occupando di accendere le luci al quartiere. Ci auguriamo che le cose cambino presto e che pedoni e ciclisti possano fruire liberamente del quartiere senza avere continuamente l'ansia di essere investiti o di cadere dentro un tombino.   Ti potrebbero interessare: FOTO | Via Carlo Forlanini vietata ai pedoni PROPOSTA | Senso unico e percorso protetto in via Antico Corso  

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17 giu 2015

VIDEO | Corso Italia, ogni giorno si rischia la vita: occorre intervenire sulla sicurezza stradale

di Mobilita Catania

Il dibattito sulla sicurezza stradale ritorna a essere trattato dalla cronaca in coincidenza con gravi scontri stradali che causano vittime; non a caso non utilizzo il termine "incidenti" per descrivere questi avvenimenti, la cui connotazione di casualità spesso è una giustificazione dei numeri da guerra delle strade italiane. Ogni anno in Italia muoiono più di 3 mila persone sulle strade urbane ed extraurbane;  Catania secondo i dati Istat è la seconda città per numero di morti nelle strade urbane in rapporto agli abitanti; numeri che non rappresentano semplici statistiche ma vite spezzate in un attimo per la disattenzione o l'incuria di una persona alla guida, per i  mancati interventi delle amministrazioni sulla sicurezza stradale, per gli errori di chi progetta le strade, spesso concepite solo per le auto, relegando chi si muove a piedi o in bici in qualche centimetro ai bordi della carreggiata e invogliando gli automobilisti a premere il piede sull'acceleratore. Lo scorso venerdi un ennesimo scontro stradale ha coinvolto due anziani in Corso Italia mentre attraversavano sulle strisce pedonali: un'automobilista, secondo le ricostruzioni sulla dinamica a forte velocità e forse invadendo la corsia preferenziale, ha travolto e ucciso i due signori. Noi siamo andati a verificare ciò che avviene quotidianamente nel luogo dove sono state investiti i due signori: sembra non esser cambiato niente: alta velocità, mancate precedenze ai pedoni, stop non rispettati, sorpassi pericolosi, invasioni della corsie preferenziale. Non basta far riferimento al destino o a una distrazione di qualche secondo per spiegare questi avvenimenti che si ripetono quotidianamente; se la responsabilità diretta è dell'investitore ci sono anche delle colpe indirette: quelle di chi dovrebbe garantire il rispetto delle norme stradali e di chi dovrebbe concepire e modificare le strade della città a misura di persona e non del traffico motorizzato. Gli interventi per restituire alle persone la possibilità di vivere la città senza essere costantemente in pericolo sono molteplici: il controllo e le sanzioni da parte della Polizia Municipale, anche attraverso sistemi video, ad esempio lo street control, già collaudato alcuni mesi fa, potrebbero essere il metodo più immediato e coercitivo. Bisogna agire più alla base, non solo attraverso le sanzioni che fungono da deterrente; alcune città italiane e molte europee hanno ridotto il limite di velocità sulle strade urbane a 30 km/h tramite opportune modifiche delle infrastrutture stradali, una limitazione che fluidifica il traffico, evitando inutili e pericolose accelerazioni e decelerazioni senza interferire sulla velocità media di percorrenza, un provvedimento che ha fatto drasticamente diminuire il numero di morti in strada; a Parigi il 90% delle strade si percorre a non più di 30 km/h, New York da alcuni anni sta portando avanti il piano "Vision Zero", nessuna vittima in strada.  

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