Articolo
23 ott 2015

Viale Tirreno, ritorna l’illuminazione dopo il furto di rame

di Mobilita Catania

L'Amministrazione comunica l'imminente ripristino dell'illuminazione in viale Tirreno; a causare il disservizio è stato il furto di rame nel mese di settembre. Situazione della quale ci eravamo già interessati in questo nostro intervento in seguito alle segnalazioni dei residenti.   Già da domani diversi tratti del viale Tirreno saranno nuovamente illuminati dopo il furto di cavi di rame compiuto il 20 settembre scorso. Su disposizione del sindaco Enzo Bianco, che ha raccolto numerose sollecitazioni da parte della Municipalità e dei cittadini, la Direzione Manutenzioni ha dato incarico a una ditta specializzata e sono subito cominciati i lavori - per un costo complessivo di circa 30.000 euro - per la posa in opera dei nuovi cavi elettrici in alluminio. I lavori prevedono anche la sostituzione dei chiusini che erano stati distrutti durante il furto. L'operazione è stata coordinata dal geom. Rosario Marino degli Interventi speciali della segreteria del sindaco e diretta dall'ing. Carlo Davì del Servizio manutenzioni pubblica illuminazione. Lungo il viale Tirreno erano stati rubati, in un percorso di due chilometri, ottomila metri di cavo di rame. Il furto, a quanto risulta dal servizio di telecontrollo elettronico, sarebbe stato compiuto subito dopo le sei del mattino del 20 settembre. Secondo l'ipotesi più plausibile a compierlo sarebbe stata una squadra di una decina di persone che ha lavorato per oltre un'ora, sotto gli occhi dunque di numerosissimi automobilisti in transito. I ladri, dopo aver rotto con delle mazze i chiusini in cemento, hanno tagliato i cavi e li hanno portati via sfilandoli l'uno dopo l'altro lasciando l'intera zona al buio. In quell'occasione il Sindaco aveva invitato i Catanesi a collaborare con le forze dell'Ordine contro ladri e vandali: "Come collettività - aveva detto - paghiamo un costo sociale troppo alto per questa forma di omertà. Chi ruba il rame o le paline dell'Amt o le panchine di ferro, o i tombini, o le transenne, sta compiendo un furto a danno di tutti i Catanesi. Ma anche chi abbandona l'amianto, magari vicino a una scuola, in modo da costringere la città a pagarne lo smaltimento".

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Segnalazione
22 ott 2015

Manuntezione dei tombini, al posto delle grate rifiuti e piante

di Alessio Marchetti

Ieri il territorio catanese è stato colpito da gravi allagamenti con strade trasformate in violenti torrenti: ovviamente le cause di questi allagamenti non sono riconducibili solo ai tombini otturati, tuttavia è necessario approntare un programma di manutenzione scrupolosa di tutte le caditoie. Ecco le condizioni di due tombini in via Bianchi nei pressi dell'incrocio con Via Vittorio Emanuele II: l'assenza di grate- probabilmente rubate e mai rimpiazzate-, la presenza di terra, il sole battente all'interno, hanno favorito la crescita di un arbusto al suo interno. All'assenza di manutenzione si aggiunge l'incuria dei nostri concittadini che scambiano i tombini per cestini della spazzatura. Il problema riguarda anche altre strade della città: un tombino in Via Gozzano che si è trasformato in un' aiuola.  

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Articolo
22 ott 2015

CATANIA ALLAGATA | Fermare la cementificazione per prevenire il rischio

di Mobilita Catania

Sempre più spesso a Catania e nei paesi dell’hinterland si verificano allagamenti derivanti da precipitazioni a carattere di nubifragio. Le cause sono da ricercarsi principalmente nella mancata manutenzione delle opere di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, dal mancato collegamento delle fognature dei paesi pedemontani, ma soprattutto dalla mancanza di aree permeabili: gli edifici scaricano infatti le acque meteoriche dei tetti direttamente sulle strade, visto che non sono state previste zone permeabili, trasformandosi in torrenti. Il processo di urbanizzazione, rapido e spesso senza pianificazione, dell’hinterland di Catania e dei paesi pedemontani non è stato accompagnato da una gestione oculata del territorio: il terreno cementificato non è più in grado di assorbire la quantità di acqua anche in assenza di eventi atmosferici eccezionali. Ecco perché gli allagamenti sono divenuti sempre più frequenti. Dopo la morte di una ragazza travolta da un muro d’acqua in via Galermo nel 2002, il progetto del canale di gronda che avrebbe dovuto evitare gli allagamenti, dopo anni di stallo riprese il suo iter di costruzione. Il collettore “C”, che intercetta le acque a nord-est di Catania e che, dopo decenni è stato completato con lo scarico a mare. Tuttavia finora solo il comune di Sant'Agata Li Battiati si è allacciato, attraverso un proprio collettore dal centro dell'abitato sino al Parco Gioeni. Successivamente fu previsto un secondo canale, denominato Collettore B, per la raccolta delle acque meteoriche del quartiere di Misterbianco e Trappeto nord e attraverso via Galermo. Ad Agosto il governo nazionale ha stanziato circa 58 milioni di euro, di cui 48 per il comune di Catania, per le opere previste nel progetto di completamento del Collettore B; nel mese di settembre si è tenuto a Catania un vertice convocato dal sindaco Enzo Bianco con i primi cittadini di Gravina, San Giovanni La Punta, San Gregorio e Tremestieri Etneo, presente anche  il direttore della Sidra, Osvaldo De Gregoriis. In attesa del completamento dell’intera opera del canale di gronda, comprendente tutti gli allacciamenti ai paesi occorre osservare le politiche di prevenzione e gestione del rischio portate avanti da altri città europee: la chiave di questi interventi è fermare la cementificazione, anzi laddove possibile restituire al territorio la sua capacità di permeabilità. Copenaghen sta trasformando il quartiere di San Kjelds in una vera e propria fortezza anti nubifragio con la creazione di piazze e di strade verdi eliminando di fatto l’asfalto. Il disegno di percorsi nel verde dello studio Tredje Natur caratterizzerà il quartiere San Kjelds favorendone il gioco, il contatto con la natura, la socializzazione e la nascita di piccoli servizi di ristoro all’aperto. Oltre a curare l’aspetto ambientale legato al cambiamento climatico il progetto migliorerà anche le condizioni di vita dei cittadini, dotandoli di uno spazio attivo da vivere ogni giorno all’interno del quartiere operaio altrimenti abbastanza anonimo e deprimente; i lavori si dovrebbero concludere nel 2016.

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Articolo
21 ott 2015

VIDEO | Maltempo a Catania, i dati aggiornati dalle stazioni meteorologiche

di Mobilita Catania

Piove incessantemente a Catania e sui paesi pedemontani a partire dalla notte, con precipitazioni a tratti a carattere di nubifragio. Ecco i dati raccolti a partire dalla mezzanotte di oggi da alcune stazioni meteorologiche della rete MeteoSicilia: Catania Trappeto Nord 152 millimetri Catania Nesima 102 mm Catania Canalicchio 226 mm Sant'Agata Li Battiati 151 mm San Giovanni La Punta Nord 99 mm San Gregorio 182 mm Valverde 205 mm Acitrezza 158 mm Acireale Santa Maria Ammalati 378 mm [aggiornati alle ore 16] I dati in tempo reale sono consultabili qui. Ecco alcuni video che documentano gli allagamenti in città e nell'hinterland

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Proposta
21 ott 2015

Tondo Gioeni, una bretella migliorerebbe la viabilità

di mauribo

L'abbattimento del ponte del Tondo Gioeni ha messo in ginocchio la viabilità in quella zona, penalizzando chi per spostarsi sia per lavoro sia per altro deve attraversarla. Una delle criticità maggiori, per quanto mi riguarda è l'impossibilità, provenendo da Via Etnea, di attraversare la rotonda e immettersi subito su Viale Andrea Doria in direzione Cibali o Via del Bosco, se non raggiungendo il primo e unico torna-indietro all'altezza de La Sicilia: questo costringe gli automobilisti ad incrociare le auto che provengono da Cibali, da Via Caronda nonché il semaforo della Chiesa Madonna di Lourdes e la strettoia dello stesso torna indietro. Tra le altre cose svoltando per il torna-indietro si è costretti a fare una curva stretta a gomito con evidente rallentamento della circolazione anche per il rischio di impatto con le auto che provengono  alta velocità dalla direzione opposta e che spesso tagliano nella corsia riservata a chi svolta. La mia proposta (non conosco i costi), invece, è quella rappresentata nella foto allegata. L'elemento essenziale e quello di evitare che le auto provenienti in direzione Tondo Gioeni/Cibali, vadano ad alta velocità per la strada diritta, che invoglia gli automobilisti a premere troppo sull'acceleratore. Creando una bretella subito dopo la Chiesa Madonna di Lourdes si devia il traffico verso la via Luis Braille che diventa a doppio senso in direzione Nord/Canalicchio, mentre diventa senso unico in direzione Tondo Gioeni con possibilità di svolta anche verso via Pietro dell'Ova. Inoltre chi proviene da via Braille non deve dare più la precedenza immettendosi sul viale Andrea Doria alle auto che provengono dal viale Odorico da Pordenone, come accade oggi, rendendo tutto più snello e veloce. Chi proviene dal Viale Andrea Doria e da via Odorico da Pordenone direzione Ognina, invece, si ritrova la svolta a sinistra verso questa area allungata che distribuisce e snellisce il traffico verso tutta la rotonda senza rallentamenti per la curva a gomito e non trova neanche il passaggio pedonale della Chiesa; chi procede verso Ognina non ha rallentamenti per il tratto stretto dell'attuale torna-indietro de La Sicilia che potrebbe anche essere eliminato. La soluzione mi sembra ottimale anche per chi provenendo da Nesima imbocca la rotonda del Tondo Gioeni e non si trova le auto arrivare ad alta velocità del controviale. Inutile aggiungere che attualmente la rotonda non rotonda della rotatoria del Tondo Gioeni rappresenta una grande difficoltà e pericolosità per le auto che volendo immettersi in direzione Via Del Bosco e via Petraro sono costrette a  tagliare la strada alle auto che sopraggiungono a velocità sostenuta dal viale Odorico da Pordenone. Si accettano suggerimenti.

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