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03 giu 2019

Collegamento sopraelevato Fontanarossa Fs – Aeroporto: un’opportunità “pericolosa”?

di Andrea Tartaglia

È recente la notizia, annunciata direttamente dall'Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Marco Falcone, della realizzazione di un percorso coperto sopraelevato che collegherà la fermata Fs di Catania Fontanarossa, attualmente in costruzione, al Terminal A dello scalo etneo. L'intenzione di realizzare tale struttura complementare, in verità, era stata già resa nota in occasione dell'inaugurazione del cantiere della fermata ferroviaria, avvenuta lo scorso febbraio, e il nuovo annuncio, quindi, conferma la volontà di passare dalle parole ai fatti. La nuova fermata dovrebbe aprire al pubblico nel mese di giugno 2020, mentre per il percorso sopraelevato su tapis roulant (su modello di Roma Fiumicino) si renderà necessario un altro anno e mezzo circa, per poter quindi essere aperto al pubblico verosimilmente a cavallo tra il 2021 e il 2022. In assenza di tale struttura, il collegamento tra la nuova fermata Fs e l'aerostazione sarà garantita da navette su gomma. La notizia, di per sé, è di quelle che vengono facilmente giudicate come "buone notizie" e, intrinsecamente, lo è, poiché garantirà un maggiore confort e rapidità di spostamento (circa sette minuti) per i viaggiatori in movimento tra l'aeroporto e la nuova fermata ferroviaria. Tuttavia, parallelamente ai facili e legittimi entusiasmi, dietro questa operazione si cela un rischio -per il momento solo potenziale- che è bene conoscere affinché non si concretizzi. Di cosa si tratta? Per meglio comprendere bisogna innanzitutto fare un salto indietro nel tempo, al 2005, quando Comune di Catania (amministrazione Scapagnini), Rfi (Reti Ferroviarie Italiane) e Fce (Ferrovia Circumetnea, ente che gestisce la metropolitana di Catania, con Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi) firmarono un protocollo di intesa che prevedeva (e prevede tuttora, essendo ancora valido) la realizzazione di un polo d'interscambio tra diversi mezzi di trasporto pubblico -bus, metro e passante ferroviario- all'interno del Parcheggio Scambiatore di Fontanarossa. Un accordo, quindi, firmato da tutte le parti interessate, che poneva le basi per fare della grande area di sosta a sud di Catania, collegata alla tangenziale tramite l'asse dei servizi, un grande ed efficiente nodo di scambio tra mezzo privato e pubblico. Il Parcheggio Amt di Fontanarossa, infatti, pur essendo in prossimità dell'aeroporto, ha come principale vocazione non quella di servire l'aerostazione (compito che svolge secondariamente e che è comunque assolto dai parcheggi specifici della Sac), bensì quella di servire la città di Catania, intercettando i flussi di traffico provenienti dalla Sicilia occidentale e dalla Sicilia sud-orientale. Ciò consentirebbe di ridurre notevolmente il numero di veicoli in ingresso nel centro città, sia privati che delle linee di trasporto su gomma, riducendo quindi l'inquinamento nelle aree urbane più dense dove il traffico, contestualmente, sarebbe fortemente ridimensionato: automobili e pullman provenienti dalle altre province meridionali e occidentali della Sicilia terminerebbero il loro viaggio nel parcheggio, dove gli utenti troverebbero a loro disposizione, oltre alle linee bus Amt, il passante ferroviario e la metropolitana per raggiungere il centro e altre zone cittadine in modo oltretutto più veloce ed ecosostenibile. Per la città di Catania, dunque, permettere l'impiego del parcheggio scambiatore di Fontanarossa, rendendolo pienamente operativo e dunque efficiente, è assolutamente essenziale. Quest'area di sosta, molto capiente e già ben collegata alla grande rete viaria esistente, non può non assolvere il compito per cui è stata progettata e realizzata. Ma perché ciò si concretizzi è evidente che qui devono sorgere le strutture previste: quelle mancanti sono la fermata ferroviaria del passante e la fermata della metropolitana, qui denominata "Santa Maria Goretti" per la vicinanza all'omonimo quartiere. Da progetto, infatti, la fermata "Santa Maria Goretti" della metropolitana, penultima nel percorso della linea che terminerà direttamente presso l'aeroporto, dovrebbe sorgere all'interno del parcheggio scambiatore e sarebbe direttamente collegata alla prevista fermata del passante attraverso un tunnel di appena 30 metri: davvero un eccellente esempio di intermodalità. Perché usare il condizionale? Lo spieghiamo tornando alla notizia citata in partenza. La fermata FS di Fontanarossa in corso di realizzazione sorge in un'area diversa da quella prevista nel protocollo d'intesa e per questo motivo è stata finora sempre indicata come fermata "provvisoria", nelle more della realizzazione di quella all'interno del parcheggio scambiatore. Ci si potrebbe lecitamente chiedere come mai Rfi abbia deciso di realizzare una fermata temporanea anziché procedere direttamente alla costruzione di quella prevista, oltretutto quella in costruzione sorge in un'area totalmente scollegata alla rete viaria esistente. La ragione è probabilmente da cercarsi nell'opportunità di realizzare con poca spesa una fermata che da subito potesse servire l'aeroporto, una sorta di "risarcimento" per lo scalo di Catania inopinatamente non considerato dalle ferrovie statali per decenni, nonostante la vicinanza tra le due infrastrutture. Tutto sommato, tale scelta, per quanto inusuale, si può anche comprendere: appena poco più di 3 milioni di euro per una fermata da costruire in poco tempo e che servirà l'aerostazione per qualche anno, salvo poi essere -così sarebbe previsto- sostituita da quella definitiva nel parcheggio scambiatore. La nuova fermata provvisoria in costruzione è sita in un'area, come detto e come facilmente verificabile, scollegata alla rete viaria esistente. Al pari di quella definitiva prevista nel parcheggio, non è a ridosso dell'aeroporto, ma a diverse centinaia di metri dallo stesso: questo particolare è importante perché gli scali aeroportuali europei più importanti sono ammessi a possibili maggiori finanziamenti se inseriti nella rete Core Ten-T e uno dei requisiti, in tal senso, è il collegamento diretto tra aeroporto e ferrovia. Date le distanze, l'unico collegamento ferroviario diretto tale da permettere all'aeroporto di Fontanarossa di far parte di tale rete non sarà quello delle Ferrovie dello Stato, bensì quello della metropolitana Fce, che da previsioni dovrà essere realizzata entro circa cinque anni. L'attuale localizzazione della fermata in costruzione, dunque, non è giustificata dall'adempiere ai requisiti di inserimento nella rete Core Ten-T, circostanza che avrebbe rappresentato una motivazione di un certo rilievo, sebbene in futuro l'aeroporto sarà comunque direttamente servito dalla metropolitana. La distanza tra la fermata in costruzione e l'aeroporto è di circa 700 metri in linea d'aria. Tra la fermata prevista nel parcheggio scambiatore e l'aeroporto sarebbero, invece, circa 900, ma in quest'ultimo caso sarebbero coperti dal collegamento della metropolitana. Che fosse quindi necessario un ulteriore intervento per collegare la fermata provvisoria all'aerostazione è evidente ed è già noto che inizialmente sarà istituito un servizio di navette su gomma, su strade, peraltro, in parte ancora da realizzare perché, come ribadito, il sito scelto non è collegato ad alcuna rete viaria esistente, neanche secondaria (a differenza del parcheggio Fontanarossa). Da qui l'idea di collegare la nuova fermata all'aeroporto con un percorso coperto sopraelevato fino almeno al Terminal A (il più vicino). Servizio di per sé comodo, ma sorgono alcuni dubbi. Tale struttura costerà oltre 12 milioni di euro (a carico di Rfi con il supporto della Regione), quindi circa quattro volte il costo della sola fermata ferroviaria. Il costo totale dell'intervento, quindi, supererà i quindici milioni di euro: ci si domanda se tale spesa è giustificabile per una struttura che, sulla carta, è provvisoria. Il timore è che una volta realizzata, data l'ingente spesa e anche la futura presenza della struttura sopraelevata, nel prossimo futuro si possa in qualche modo rinunciare alla realizzazione della fermata definitiva presso il parcheggio Fontanarossa. Per gli utenti diretti all'aeroporto non cambierebbe nulla. Ma per la città di Catania cambierebbe tantissimo: il parcheggio scambiatore non... scambierebbe più con il trasporto su ferro, anche perché la dirigenza Fce, in "preallarme", non intende perdere l'opportunità di poter scambiare direttamente con la rete Fs ed è disposta a modificare il tracciato della linea metropolitana da realizzare in funzione dello scambio con Fs. Se la fermata Fs non sorgerà presso il parcheggio scambiatore di Fontanarossa, dunque, quest'ultimo perderà in un solo colpo sia lo scambio con il passante ferroviario che con la metropolitana. Scenario gravissimo che abbatterebbe la capacità di attrazione del grande parcheggio scambiatore a sud della città di Catania, decretandone il fallimento e la perdita di tutti i benefici effetti sul traffico e sulla mobilità cittadina. Il Comune di Catania ha tutto l'interesse affinché il protocollo d'intesa venga rispettato: sia per far funzionare una propria struttura -il parcheggio scambiatore Amt di Fontanarossa- sia per i benefici che ne deriverebbero in termini di traffico, mobilità, qualità e vivibilità della città. Le stesse direttive generali del Prg, attualmente oggetto di discussione presso la Commissione Urbanistica dell'amministrazione comunale, prevedono l'uso del parcheggio scambiatore di Fontanarossa come nuova "porta sud" della città. Bisogna stare all'erta, dunque, per verificare che gli interventi in atto -pur con i loro benefici nel breve termine- non compromettano la pianificazione urbanistica già elaborata (e in parte attuata con la stessa realizzazione del parcheggio) nell'interesse della città di Catania. Convocare gli attori coinvolti attorno a un tavolo, Rfi, Fce e Regione Siciliana in primis, e ottenere rassicurazioni sul mantenimento degli impegni presi pur nell'ormai quasi lontano 2005, è un compito che l'amministrazione comunale di Catania deve svolgere con una certa urgenza, nel primario interesse della città. Bisogna scongiurare il rischio che il nuovo complesso infrastrutturale in costruzione si trasformi in un ostacolo per il futuro della città di Catania immaginato, con una lungimirante visione urbanistica, in termini efficienti di intermodalità e mobilità sostenibile. 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19 nov 2018

Metro Shuttle, da oggi corse ogni 10 minuti lungo tutto il giorno

di Andrea Tartaglia

Buone nuove per i sempre più numerosi utenti della metropolitana di Catania e del servizio della circolare 21M di Fce, meglio nota come Metro Shuttle, ossia la navetta che collega la stazione Milo della metro con il parcheggio scambiatore Santa Sofia servendo, lungo il tragitto, la cittadella universitaria e il policlinico universitario, quest'ultimo adesso dotato anche di un nuovo pronto soccorso aperto al pubblico proprio in questi giorni. Da oggi, infatti, in via sperimentale, entra in vigore il nuovo orario invernale che prevede navette ogni 10 minuti anche nella fascia pomeridiana. Precedentemente questa frequenza era riservata solo alle corse mattutine e il pomeriggio il tempo di attesa tra una navetta e l'altra era di 20 minuti. La prima corsa dal parcheggio scambiatore Santa Sofia alla stazione Milo è alle ore 7:05; La prima corsa dalla stazione metro Milo al parcheggio Santa Sofia è alle ore 7:15; L'ultima corsa dal parcheggio Santa Sofia alla stazione Milo è alle ore 20:15; L'ultima corsa da Milo al parcheggio scambiatore è alle ore 20:05. Il parcheggio scambiatore Santa Sofia, posto al termine nord all'omonima via, ha una capienza di più di mille posti auto e vi si accede da via San Zenone. È particolarmente comodo per chi abita nei quartieri di San Giovanni Galermo e Fasano e vuole recarsi in centro attraverso l'intermodalità, evitando di impelagarsi nel traffico cittadino e all'affannosa ricerca di parcheggi. La stazione metro Milo è sita a ridosso di viale Alexander Fleming e vi si accede da via Bronte. Per usufruire del servizio metro-shuttle basta servirsi di un qualsiasi titolo di viaggio della metropolitana in corso di validità, abbonamento compreso, senza costi aggiuntivi. Ad esempio, con un biglietto giornaliero da due euro è possibile usufruire per l'intera giornata di parcheggio + navetta + metropolitana. Ti potrebbero interessare... Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera Metro e bus gratis per tutti gli studenti universitari di Catania Parcheggi scambiatori, le modalità di accesso gratuito per studenti Amt, entrano in servizio 42 nuovi autobus a metano

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16 ott 2018

Parcheggi scambiatori, le modalità di accesso gratuito per gli studenti universitari di Catania

di Andrea Tartaglia

Com'è ormai noto, tutti gli studenti iscritti a un corso di studi dell'Università di Catania possono usufruire liberamente dei mezzi pubblici del capoluogo etneo, già dallo scorso 4 ottobre sui mezzi gommati dell'Amt e dal 15 ottobre anche sulla metropolitana gestita dalla Ferrovia Circumetnea. Il servizio dedicato agli studenti, inoltre, consente l'utilizzo gratuito anche di tre parcheggi scambiatori: Nesima, Sanzio e Due Obelischi. Ecco come servirsene, così come comunicato dall'Azienda Metropolitana Trasporti di Catania. Lo studente deve previamente munirsi di apposito Pass (scaricabile dalla propria pagina sul portale studenti UniCT). Nei parcheggi Nesima e Due obelischi (automatizzati), nelle more dell’attivazione delle Smart Card, lo studente può accedere prelevando il ticket magnetico alla colonnina d’ingresso; per l’uscita, deve esibire il Pass e il documento di riconoscimento all’addetto AMT presso il box. Nel parcheggio Sanzio (non automatizzato), il Pass deve essere esposto dallo studente sul cruscotto della propria vettura, dal lato privo di dati personali. Il personale AMT potrà richiedere, discrezionalmente, anche l’esibizione di un documento di riconoscimento. Ti potrebbero interessare... Metro e bus gratis per gli studenti dell’Università di Catania: servizio già attivo sui mezzi Amt Metropolitana gratuita per gli studenti universitari: le modalità di accesso   Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera Catania prima città in Italia a offrire mezzi pubblici gratuiti a tutti gli studenti universitari

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18 set 2018

“Il ruolo della bicicletta”: una giornata di studio per progettare la mobilità di Catania

di Mobilita Catania

In occasione della Settimana Europea della Mobilità 2018, il Dipartimento Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania, (Dicar), Legambiente Catania, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, sezione Sicilia (INU Sicilia), l’Associazione Nazionale di Ingegneria die Trasporti (ATI), Il Centro Provinciale di Studi Urbanistici di Catania, (CePSU), le associazioni Mobilità Sostenibile Catania e Mobilita.org, la Federazione Italiana Amici Bicicletta, sezione di Catania (Fiab), L’Ordine degli Ingegneri di Catania, la fondazione dell’Ordine degli Ingegneri di Catania l’Ordine degli Architetti di Catania, la Fondazione dell’ Ordine degli Architetti di Catania, con il patrocinio del Comune di Catania e della Città Metropolitana di Catania, hanno promosso la conferenza "Pianificare la multimodalità. Il ruolo della bicicletta"  che si svolgerà a Catania, ex Monastero dei Benedettini, Aula Magna Mazzarino il prossimo 19 settembre. La conferenza tratterà temi relativi al ruolo della mobilità ciclistica nella prospettiva più ampia del rapporto tra ciclabilità e scelte di pianificazione spaziale e di integrazione con il trasporto pubblico locale. La conferenza si svolgerà per l’intera giornata in due sessioni. Al mattino avrà luogo una sessione plenaria e al pomeriggio cinque tavole rotonde parallele che approfondiranno in dettaglio alcuni temi con particolare riferimento alla città metropolitana di Catania. Numerosi i relatori di prestigio internazionale tra i quali segnaliamo Paolo Pileri (docente di Urbanistica del Politecnico di Milano e progettista di VENTO), Giulietta Pagliaccio (Presidente Nazionale FIAB), Paolo La Greca (Docente di Urbanistica dell’Università di Catania, Presidente Nazionale CENSU, Presidente INU Sicilia), Matteo Ignaccolo (Docente di Trasporti dell’Università di Catania e Presidente Nazionale AIT), Giuseppe Inturri (Docente di Trasporti dell’Università di Catania e Mobility Manager UNICT). Saranno inoltre presenti, oltre ad esponenti politici regionali e locali, rappresentanti dei gestori dei servizi di trasporto, del mondo delle professioni, della cittadinanza attiva, dei commercianti. L’indubbia rilevanza dei temi trattati, unitamente al riconosciuto prestigio dei soggetti coinvolti nell’organizzazione dell’evento, ma ancor più dei relatori che hanno già confermato la loro presenza, lascia presagire una giornata di studio e di confronto densa di stimoli, per la quale si auspica ampia partecipazione di pubblico. L’evento è stato accreditato presso gli Ordini Provinciali degli Architetti e degli Ingegneri per il rilascio dei crediti formativi.

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17 gen 2018

Ferrovia Circumetnea, trasporto bici gratis per i tesserati Fiab

di Amedeo Paladino

La bicicletta è il mezzo più efficiente in ambito urbano per coprire distanze entro 5 chilometri: attraverso le “due ruote non motorizzate” infatti effettuare spostamenti è più conveniente e rapido in termini economici e di tempo. Laddove lo spostamento è più lungo o il tragitto è faticoso o pericoloso diventa utile utilizzare la bici in combinazione con il trasporto pubblico. Le potenzialità di questa logica di trasporto in città come Catania sono ancora inespresse; ma i primi passi in questo senso sono stati messi in atto da Ferrovia Circumetnea. Da due anni, infatti, è possibile trasportare in metro la propria bicicletta in maniera gratuita: il vantaggio di utilizzare in maniera combinata i due mezzi è aumentato con la recente apertura della tratta Nesima-Borgo della metropolitana. L’intermodalità è possibile anche per il servizio della circumetnea: al viaggiatore che intende trasportare con sé la propria bicicletta sulla rete extraurbana, oltre al normale biglietto di viaggio dovrà essere rilasciato un biglietto supplementare di 10 km alla tariffa corrente (1,70 euro solo andata, 2,80 euro andata/ritorno) invariabile per qualsiasi distanza e destinazione. La modalità di trasporto intermodale trova un positivo sviluppo grazie alla convenzione tra Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e Ferrovia Circumetnea: a decorrere dal 1° gennaio 2018, infatti, è possibile il trasporto gratuito della propria bicicletta per i tesserati Fiab sui binari della linea ferrata che collega Catania con Riposto abbracciando parte dell’entroterra siciliano. La convenzione, che ha validità annuale ma il rinnovo tacito continuerà fino al 31 dicembre 2020,  prevede sconti per comitive cicloturistiche tra il 15 e il 20% sul titolo di viaggio. Ti potrebbe interessare: La bici in metropolitana e sui treni della circumetnea: i vantaggi dell’intermodalità

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Proposta
28 set 2017

Una rete di percorsi ciclabili a Catania realizzabile a costi ridotti: il principio da seguire

di Annamaria Pace

Riceviamo e pubblichiamo la proposta dell'associazione Mobilità Sostenibile Catania inerente alla realizzazione di una rete di percorsi ciclabili che possa connettere luoghi strategici della città di Catania. L'apertura di nuove tratte della metropolitana ha fatto scoprire ai catanesi il vantaggio di lasciare l'auto a casa utilizzando mezzi di trasporto più veloci ed economici. È giunto quindi il momento di evolverci, finalmente, verso una mobilità più moderna ed intelligente considerando i principi della sostenibilità ambientale. Per questa ragione crediamo che sia importante dare un'accelerazione a questo processo evolutivo attraverso la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili realizzati con costi di gran lunga ridotti rispetto a quelli necessari per la realizzazione di infrastrutture stradali. La creazione di percorsi ciclabili connessi alla nuova pista ciclabile del Lungomare, come alternativa sicura, funzionale ed economica rispetto all'attuale utilizzo dell’automobile potrebbe essere un possibile passo avanti in questa direzione, modificando in tempi brevi la gerarchia degli spazi destinati alle auto ed al parcheggio. La nostra proposta consiste nella realizzazione di una rete ciclabile che inizialmente connetterà i luoghi strategici della città e che potenzialmente verrà estesa a tutta l'area urbana. Abbiamo individuato dei percorsi ciclabili da realizzare in alcune strade in cui è possibile replicare il modello utilizzato dalla città di Grenoble, una città della Francia sud-orientale, con circa 158.221 abitanti che, dal 1961, è gemellata con Catania e che sta portando avanti importanti esempi di mobiltà sostenibile in ambito urbano. Il modello consiste nella realizzazione di percorsi ciclabili a due corsie, di senso opposto a quello delle automobili, attigui al marciapiede, protetti dalla collocazione di parcheggi posti parallelamente alla corsia e delimitati da un’area di sicurezza per l'apertura dello sportello delle auto parcheggiate. Le strade dovrebbero avere il limite di velocità di 30 km/h, così da garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti. Con questo intervento si favorirebbe l’intermodalità ossia l’utilizzo di diversi mezzi di trasporto, come il muoversi a piedi, in bici, con l’autobus, con la metropolitana, con il car sharing. Un primo percorso connetterebbe la già esistente pista ciclabile del lungomare con il polo universitario del Monastero dei Benedettini, partendo dalla piazza Europa, attraversando via Asiago, via Trieste, via Firenze, via Giuseppe Aurelio Costanzo, via Caronda, piazza Roma, via Salvatore Tomaselli, via Santa Maddalena, via Gesualdo Clementi per concludersi in prossimità del Monastero dei Benedettini. Un secondo percorso attraverserebbe la città secondo l'asse nord-sud connettendo la stazione della metropolitana Borgo con la Civita ed infine il terzo percorso collegherebbe la stazione Borgo con il centro storico. L'intervento presenta dei vantaggi rilevanti: una maggiore sicurezza per i pedoni, poiché in questi percorsi la velocità delle auto sarebbe ridotta, la possibilità di muoversi in modo indipendente per tutti i cittadini anche bambini ed anziani, un costo irrisorio oltre ai conseguenti effetti benefici sul traffico veicolare in quanto è stato rilevato che nelle città in cui si realizzano percorsi ciclabili il traffico veicolare è più fluido. Il nostro auspicio è che la amministrazione comunale accolga favorevolmente la nostra proposta.  

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08 giu 2017

Da lunedì Belpasso più vicina alla metropolitana di Catania grazie al servizio navetta; collegamento confermata per Montepalma e Lineri

di Roberto Lentini

Dopo Misterbianco, anche il comune Belpasso avrà un servizio di bus navetta di collegamento tra il centro urbano e la fermata di Nesima della metropolitana di Catania. Il servizio entrerà in funzione lunedì 12 giugno con sei corse da Belpasso per la stazione Nesima della metropolitana e quattro corse dalla stazione metro a Belpasso. Le frequenze sono piuttosto basse, a onor del vero, con la prima corsa da Belpasso prevista per le ore 6:00 e l'ultima per le 15:30. Per lo più appaiono favoriti gli spostamenti negli orari di punta "scolastici". Dalla stazione di Nesima la prima corsa è prevista alle 7:00 e l'ultima alle 14:30. Tempo di percorrenza: circa 35/40 minuti. Il servizio è sospeso tutti i giorni festivi. Il comune di Belpasso è penalizzato dal fatto che la stazione della Ferrovia Circumetnea si trova nella frazione di Piano Tavola, distante circa 4 chilometri dal centro. Un servizio del genere potrebbe quindi favorire un migliore collegamento tra il comune di Belpasso e la città di Catania permettendo di evitare di dover ricorrere all’uso dell’auto, lasciando comunque la fermata di Piano Tavola nell’itinerario del nuovo servizio bus. Intanto, il servizio navetta sperimentale dalla stazione Nesima a Lineri e MontePalma è stato confermato anche per la stagione estiva, con i seguenti orari. I dettagli inerenti il servizio di collegamento delle frazioni di Misterbianco, sono consultabili nel nostro articolo. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Storia e sviluppi futuri VIDEO | Navetta metro per Montepalma e Lineri

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