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15 nov 2016

Tangenziale di Catania, la terza corsia è davvero necessaria?

di Roberto Lentini

Nei giorni scorsi l'Assessore Regionale alla Mobilità, Giovanni Pistorio, ha annunciato la realizzazione della terza corsia della tangenziale catanese con l'aggiunta del pagamento di un pedaggio che servirebbe a sostenere la manutenzione dell'arteria. Secondo le ultime stime il costo per la realizzazione della terza corsia è di circa 350,00 milioni di euro. La tangenziale aggira Catania lungo un arco da ovest a nord e collega le autostrade Catania-Messina, Catania-Palermo e Catania-Siracusa. Inoltre è un importante asse di distribuzione per destinazioni interne ed esterne al perimetro comunale. Consente la penetrazione a Catania-centro sul viale Mediterraneo e a Catania-S.G.Galermo; consente il raggiungimento di Gravina (e dei paesi etnei), di Misterbianco e della S.S.121 per Paternò, della S.S.417 per Caltagirone e Gela, della zona industriale; consente altresì il proseguimento sull'asse dei servizi per i quartieri sud-ovest, l'aeroporto, la Plaia e il Porto. Negli ultimi anni viene utilizzata anche per raggiungere centri commerciali disposti lungo il percorso creando, soprattutto nei fine settimana, rallentamenti alla circolazione (Centro Sicilia, Ikea e Porte di Catania). Si tratta quindi di una infrastruttura abbastanza complessa utilizzata come arteria di transito, di supporto alle strade di penetrazione alla città e negli ultimi anni anche per recarsi ai centri commerciali. Da studi condotti sul flusso di traffico si è visto che solo il 4% utilizza la tangenziale per percorsi maggiori di 100 km mentre i restanti 96% la utilizzano per percorsi entro i 50 km. Significa che una bassa percentuale la utilizza come strada di transito (chi ad esempio da Siracusa si deve recare a Messina), mentre la maggior parte degli automobilisti la utilizza per entrare in città o recarsi nei comuni limitrofi. Circa 5.000 veicoli transitano infatti nell’ora di punta del mattino sulla tangenziale per raggiungere il capoluogo etneo costituito in larga parte da traffico sistematico, affollando poi i principali itinerari di penetrazione con picchi più alti lungo via Passo Gravina (oltre 4.000 veicoli/ora), su cui confluiscono i flussi provenienti da Nicolosi, Mascalucia, Gravina ed in parte San Pietro Clarenza e Sant’Agata Li Battiati, e lungo il tronco discendente della A18 DIR (oltre 6.000 veicoli/ora) sul quale si raccolgono i veicoli provenienti dal bacino di traffico sotteso da San Giovanni La Punta e San Gregorio di Catania, dall’autostrada A18, dalla tangenziale e, attraverso lo svincolo di Canalicchio, da Sant’Agata Li Battiati, Tremestieri Etneo e dal quartiere catanese di Barriera. Secondo l’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) del nuovo Osservatorio Traffico Anas, la Tangenziale di Catania la strada di competenza ANAS più trafficata in Sicilia: venerdì 29 gennaio sono stati registrati ben 76.776 veicoli e 4.235 mezzi pesanti. Un dato che fa balzare a +6% l’indice di mobilità rilevata dei veicoli totali rispetto allo stesso mese del 2015. Quali sarebbero i benefici dell'allargamento della tangenziale con una terza corsia? I benefici nel breve periodo sarebbero notevoli ma nel medio e nel lungo periodo il problema si riproporrebbe in quanto la nuova arteria  attirerebbe nuovi utenti che pian piano la congestionerebbero.  Lo avevamo già spiegato in un nostro precedente articolo riportando il grafico redatto dal Transportationist by Wes Marshall. Una nuova strada o l’ampliamento di essa attira molte più auto. Tale principio, noto come “domanda indotta”, viene mostrato dalle frecce grigie che mostrano il divario tra una previsione e il risultato. La terza corsia sarebbe ancora più devastante per la città di Catania perché aumenterebbe considerevolmente il traffico di penetrazione. Si tratta quindi della strada giusta? No, noi riteniamo invece utile investire nei parcheggi scambiatori  posti ai limiti della città e nel trasporto pubblico perché la riteniamo l'unica alternativa  in grado di soddisfare le attese e le esigenze degli utenti e risolvere il problema del traffico nella tangenziale e di conseguenza in città. Una posizione che abbiamo già espresso riguardo il finanziamento all'interno del Patto per Catania della nuova strada dell'Etna, che attraversava i comuni di Nicolosi, Belpasso, San Pietro Clarenza e Misterbianco per poi allacciarsi alla Tangenziale di Catania, nei pressi degli uffici Anas,  Purtroppo i nostri parcheggi scambiatori, realizzati per intercettare il traffico di penetrazione e scambiare con i mezzi pubblici, non funzionano.   A sud troviamo il parcheggio Fontarossa e Zia Lisa. Il primo viene utilizzato come parcheggio di supporto all'aeroporto ed è servito da alcune linee Amt, tra cui il Librino Express che non ha nulla di express. Inoltre non esistono incentivi per lasciare la macchina e prendere il mezzo pubblico. In futuro questo parcheggio sarà servito dal passante metropolitano e dalla metropolitana. Il parcheggio Zia Lisa, con circa 1000 posti auto e 20 posti autobus viene utilizzato solo per chi si deve recare al cimitero. Non esistono linee  di autobus che scambiano con il parcheggio e la vicina fermata dei treni Acquicella viene utilizzata solo nei periodo dei morti per un veloce collegamento con il centro. A Ovest troviamo il parcheggio Nesima attualmente servito da alcune linee dell'AMT e dalla ferrovia Circumetnea. Con l'entrata in servizio a febbraio delle nuove tratte della metropolitana questo parcheggio potrebbe essere un'utile alternativa per lasciare la macchina e utilizzare la metropolitana per recarsi in città. A nord troviamo poi il parcheggio scambiatore Misericordia a San Giovanni Galermo. Non è stato mai utilizzato come parcheggio scambiatore e oggi versa in grave stato di abbandono. L'unico parcheggio che assolve la funzione di parcheggio scambiatore è il "Due Obelischi", attualmente servito dal BRT1, una linea che  dopo 3 anni non è più efficiente come al momento del suo esordio. Altro investimento utile è certamente un collegamento tra la città e i paesi pedemontani con sistemi di trasporto pubblico veloce ed efficiente. Un progetto che noi di Mobilita Catania riteniamo interessante e utile è EtnaRail, un sistema di metropolitana leggera su monorotaia che potrebbe collegare i principali paesi etnei dell’hinterland settentrionale di Catania al capoluogo.     L'infrastruttura si pone l'obiettivo di contribuire in maniera determinante al miglioramento della mobilità nell'area metropolitana di Catania, offrendo un servizio veloce ed efficiente in grado di costituire una seria alternativa al mezzo privato per la penetrazione al centro città dalla cintura nord dell’hinterland, potendo anche avvalersi di capilinea da realizzarsi in corrispondenza di stazioni della metropolitana pesante già esistenti. Raggiungere quest’obiettivo significa anche poter decongestionare il traffico veicolare, abbassare il livello di inquinamento delle aree interessate e innalzare il livello di qualità della vita dei cittadini. Il progetto della monorotaia di Catania prevede due linee (Verde e Arancione) per un totale di 22 km con 18 stazioni, ossia la linea Verde (Pedara-Stadio) e la linea Arancione (San Giovanni La Punta-Borgo). Il costo della linea arancione era  stato stimato in 260 milioni di euro (minore della somma occorrente per ampliare la tangenziale) e prevede  11 fermate e  5 parcheggi scambiatori lungo un percorso di 12 km, con tempi di realizzazione piuttosto contenuti potendosi concludere in 3 anni dall'avvio. Purtroppo dopo il primo via libera dato progetto preliminare nel mese di settembre 2015 dalla Città Metropolitana di Catania non si conosce ancora il futuro dell'opera. Puntare sul trasporto pubblico è un'occasione per investire soldi pubblici in modo utile, ecologico ed intelligente. Occasione che, purtroppo, sarà "persa” visto che  per l'assessore Pistorio la realizzazione della terza corsia della tangenziale è "una scelta che va compiuta». foto di copertina By Maurizio on Flickr    Ti potrebbero interessare: Monorotaia di Catania “EtnaRail” Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania I parcheggi scambiatori di Catania: tra sprechi e potenzialità inespresse La superstrada Catania-Etna soppianta i sistemi di trasporto pubblico: è davvero necessaria?  

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29 lug 2016

Aeroporto Fontanarossa: raggiunto un accordo per una fermata dei treni

di Roberto Lentini

Fontanarossa avrà finalmente una fermata ferroviaria che servirà l'aeroporto. È quanto è stato deciso in una riunione nella sede dell'assessorato regionale delle Infrastrutture, a cui hanno partecipato l'assessore Giovanni Pistorio, i rappresentanti di Rfi, Trenitalia, Enac, Sac, Comune di Catania e Ferrovia Circumetnea. La fermata si troverà a circa 700 metri dall'aerostazione ed il collegamento con l'aeroporto sarà realizzato con bus navetta a carico della SAC. La realizzazione della fermata non è comunque legata all’interramento dei binari  in quanto essa si troverà comunque in una posizione che non interferirà con l’abbassamento della linea ferrata, propedeutica  per l'allungamento della pista, importante per lo sviluppo dell’Aeroporto di Catania. Questa fermata sarà provvisoria. Nei prossimi anni, infatti, secondo un protocollo d'intesa firmato nel 2005 tuttora vigente, sorgerà una fermata definitiva all'interno del parcheggio scambiatore comunale di Fontanarossa, dove sarà possibile l'interscambio con metropolitana (che giungerà direttamente in aeroporto), attraverso la fermata "Santa Maria Goretti", permettendo così agli utenti di arrivare su ferro direttamente in aeroporto senza l'utilizzo di navette in superficie.   Rfi ha assunto l'impegno di finanziare i 5 milioni necessari alla realizzazione di una fermata che servirà sia la direttrice Palermo-Catania che la Siracusa-Catania-Messina. Tempo stimato dei lavori: due anni dall'aggiudicazione della gara. L'attuale progetto non farebbe comunque entrare l’aeroporto Fontanarossa nel Core Network Ten-T (Trans European transport network), in quanto non direttamente collegata all'aeroporto: circostanza che sarà invece soddisfatta dal collegamento futuro della metropolitana. Ti potrebbe interessare: Aeroporto di Catania | Scheda dell’opera

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09 mag 2016

RFI, Sicilia: incontro tecnico con la Regione su interventi potenziamento infrastrutturale

di Mobilita Catania

Gli interventi di potenziamento infrastrutturale della rete ferroviaria siciliana programmati da Rete Ferroviaria Italiana sono stati al centro dell’incontro tecnico avvenuto mercoledì 4 maggio con l’Assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Giovanni Pistorio Per la linea Siracusa–Catania l’Assessore Pistorio, ha condiviso la necessità di procedere alla sospensione della circolazione ferroviaria, fra Bicocca e Augusta, durante il prossimo periodo estivo (20 giugno/3 settembre, con servizi autobus sostitutivi) per consentire gli interventi di potenziamento infrastrutturali funzionali alla velocizzazione della linea: impegno economico 55 milioni di euro (appalto in corso) sui complessivi 80 previste, circa un centinaio le maestranze che saranno occupate. Confermando il progetto relativo al raddoppio e alla velocizzazione dell’itinerario ferroviario Palermo–Catania–Messina, RFI ha concordato di verificare, per la tratta Palermo–Catania, la possibilità di elaborare una diversa programmazione temporale delle fasi dell'intervento. Ciò al fine di ottenere quanto prima, sia pure sul semplice binario, i maggiori benefici attesi, rispetto alla conclusione dell’intera opera, attraverso un incremento degli standard prestazionali della linea attuale, una consistente riduzione dei tempi di viaggio (meno di 2 ore) fra le due città, con circa 2 anni di anticipo rispetto alla data prevista per il completamento dell’intero progetto, e con un impegno di risorse economiche ridotte: circa 3,5 miliardi di euro per la prima fase a fronte dei 6 miliardi complessivi previsti per l’intera opera. Rete Ferroviaria Italiana presenterà quanto prima alla Regione Siciliana e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la proposta degli interventi da realizzare, per fasi, sul tratto di linea a semplice binario Catenanuova- Fiumetorto. Per il segmento Bicocca–Catenanuova, invece, RFI proseguirà con la procedura già in corso (Conferenza di Servizi e successive attività negoziali per realizzazione della tratta a doppio binario) mentre gli interventi fra Catenanuova e Raddusa saranno inseriti nella nuova programmazione. Inoltre, per dare continuità agli interventi in corso nell'area metropolitana, è stata esaminata la possibilità di prevedere l’inserimento dell'interramento della linea Catania–Siracusa, in corrispondenza dell'aeroporto di Catania, nel progetto del Nodo ferroviario cittadino. L’intervento, da realizzare come prima fase funzionale, sarebbe propedeutico ai lavori di allungamento della pista aeroportuale. Le ipotesi progettuali condivise in sede di riunione saranno comunicate alle competenti strutture istituzionali al fine di individuare un percorso utile a reperire il finanziamento del primo lotto funzionale del Nodo di Catania (circa 200 milioni di euro). Ti potrebbero interessare: Tratta ferroviaria Catania Palermo: cronoprogramma del potenziamento La rete ferroviaria siciliana: dopo l’abbandono si confida nell’ammodernamento Catania-Siracusa: a giugno inizieranno i lavori sulla tratta ferroviaria, stop ai treni regionali e nazionali Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell'opera  

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