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04 feb 2016

Variazione percorso dei bus FCE in occasione del carnevale di Misterbianco

di Roberto Lentini

La FCE rende noto ai Sigg. viaggiatori che nella giornata del 4 febbraio 2016 in occasione delle manifestazioni previste per il Carnevale di Misterbianco, il percorso cittadino dei bus FCE, viene così aggiornato: dalle ore 8,00 alle ore 14,00, tutte le corse in direzione Catania effettueranno: S.S. 121, strada a scorrimento direzione Catania, via A. Moro, via Comunità Europea, via E. Mattei, corso C. Marx. Dalle ore 15,00 a fine esercizio, tutte le corse in direzione Paternò/Adrano effettueranno il seguente percorso: Corso C. Marx, via A. Moro, strada a scorrimento direzione Paternò, S.S. 121. Ti potrebbero interessare: Autolinee Fce, il servizio per sapere in tempo reale il passaggio del bus Festeggiamenti Agatini: le variazioni di percorso AMT ed FCE

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03 feb 2016

Festeggiamenti Agatini: le variazioni di percorso AMT ed FCE

di Mobilita Catania

In occasione dei festeggiamenti Agatini AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) comunica che nei giorni 3, 4 e 5 febbraio il servizio subirà delle variazioni di percorso. mercoledi 3 febbraio 2016 - chiusura tratto di via Etnea tra piazza Duomo e piazza Stesicoro: consultabili a questo link le variazioni delle singole linee; giovedi 4 febbraio 2016, ore antimeridiane - chiusura piazza Duomo, via Dusmet e via VI Aprile: consultabili a questo link le variazioni delle singole linee; giovedi 4 febbraio 2016, dalle ore 16 - chiusura di via Plebiscito e piazza Palestro: consultabili a questo link le variazioni delle singole linee; venerdi 5 febbraio 2016, dalle ore 14 - chiusura di via Etnea tra piazza Duomo e piazza Cavour: consultabili a questo link le variazioni delle singole linee. La linea BRT1 mercoledi 3 febbraio non giungerà in piazza Stesicoro, ma devierà per viale Regina Margherita per proseguire regolarmente; venerdi 5 la linea da via Passo Gravina prosegue per via Filocomo, via Eleonora D'Angiò, via Milo, via Cesare Beccaria, via Cifali, piazza Santa Maria di Gesù, viale Regina Margherita, piazza Roma, via Sant'Euplio, per poi proseguire regolarmente. Anche il servizio autolinee della Ferrovia Circumetnea subità delle variazioni giovedi 4 febbraio: da inizio esercizio e fino alle ore 15.00, tutte le corse in arrivo ed in partenza da Catania effettueranno capolinea in corrispondenza del Piazzale Rocco Chinnici (Ciminiere); l' orario di partenza dal P.zzale Rocco Chinnici, delle corse dirette a Misterbianco - Piano Tavola -Paternò - Adrano e Randazzo, è posticipato di cinque minuti rispetto al vigente orario di partenza da Catania Porto. Nella giornata in questione, tutte le corse Lineri -Catania e viceversa transiteranno dal Viale M. Rapisardi, con capolinea P.zzale Rocco Chinnici. Ricordiamo inoltre che in occasione dei festeggiamenti Agatini la direzione di Ferrovia Circumetnea ha predisposto un potenziamento del servizio della metropolitana nelle giornate di giovedì 4 e venerdì 5 febbraio, nella giornata di venerdì 5 inoltre il servizio sarà prolungato fino alla mezzanotte. In entrambi i giorni la metropolitana sarà gratuita; maggiori dettagli in questo articolo.    

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01 feb 2016

Ferrovia Circumetnea, in vigore le nuove tariffe. Festivi e più corse le richieste degli utenti

di Amedeo Paladino

Mentre il primo dei nuovi treni dell'azienda polacca Newag, numerato DMU 001 e denominato Vulcano, sta per entrare in esercizio sui binari della Ferrovia Circumetena, l'azienda che gestisce il trasporto di un grande bacino di utenza pendolare dell'area metropolitana catanese comunica l'aumento delle tariffe per il servizio ferroviario. Le maggiorazioni variano dai 20 centesimi ai 60 centisimi per i biglietti di corsa semplice, dai 40 centesimi a 1,40 euro per la corsa andata e ritorno sempre in rapporto alla fascia di chilometri. Anche gli abbonamenti mensili peseranno di più sulle tasche degli utenti: si va da 2,80 a 8,30 euro di maggiorazione. Dall'11 gennaio è inoltre in vigore il nuovo orario ferroviario, consultabile qui. Si avvia a risoluzione l'iter per il ripristino della Linguaglossa – Riposto, tratta ferroviaria da cui non transitano più treni a causa di alcuni smottamenti avvenuti a novembre, il servizio è comunque garantito da bus sostitutivi. Per il ripristino della piena funzionalità dei collegamenti ferroviari, infatti,  si confida in una procedura aperta per l’affidamento per la manutenzione del tratto di 20 chilometri; lavori che dovrebbero essere conclusi entro l'estate. I pendolari attendono risposte certe riguardo il miglioramento dell'offerta di trasporto pubblico FCE: aumento di corse giornaliere e il servizio nei giorni festivi tra le richieste degli utenti pervenuteci su Mobilita Catania.  

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25 gen 2016

La metropolitana a San Giovanni Galermo e una stazione in piazza Europa?

di Amedeo Paladino

L'informazione sui temi inerenti alla mobilità e alle infrastrutture è spesso deficitaria, nonostante l'efficienza del trasporto pubblico sia un elemento fondamentale per l'economia e la vivibilità della città. Per questo è importante che non venga relegata alle pagine di cronaca: la lettera di un cittadino pubblicata dal quotidiano "la Sicilia" dimostra l'ancora limitato livello di informazione che giunge ai cittadini su questi argomenti. Riportiamo l'intervento pubblicato dal quotidiano locale: Leggo su La Sicilia che entro giugno saranno pronte due nuove tratte della metropolitana catanese (Borgo-Nesima e Stesicoro-Galatea). Mi chiedo come mai, data la vicinanza con piazza Galatea, non si sia mai pensato ad allungare la tratta fino a piazza Europa. Si parla di waterfront e Lungomare Liberato dove finalmente poter passeggiare e non si pensa a collegarlo col resto della città con lo sforzo di una sola fermata della metro in più? [...] Chiedo tramite il vostro quotidiano al direttore generale di FCE Alessandro Di Graziano se ci hanno mai pensato. Sarebbe una fermata sola in più utilissima per la cittadinanza.                              Lo dico a La Sicilia, 23 gennaio 2016 La lettera rivela un lodevole e apprezzabile intento costruttivo da parte del cittadino che formula la sua proposta. Tuttavia mostra anche una limitata conoscenza dell'infrastrutturazione in corso a Catania nell'ambito della mobilità pubblica, in particolare circa il trasporto su ferro. Mobilita Catania si prefigge, tra i suoi obiettivi, proprio quello di informare in merito alle infrastrutture della mobilità locale, presente e futura Conoscenza limitata di cui forse è complice il disinteresse o lo scetticismo che tanti altri cittadini hanno dimostrato nei confronti, in particolare, della metropolitana, complice anche le avversità che ne hanno rallentando l'ampliamento per molti anni, ovvero sia ostacoli di natura tecnica che vicende legate direttamente alle imprese realizzatrici (dal fallimento della Sigenco alle inchieste su Tecnis). È quindi opportuno colmare le perdonabili lacune dell'autore dell'intervento, giacché Mobilita Catania si prefigge, tra i suoi obiettivi, proprio quello di informare in merito alle infrastrutture della mobilità locale, presente e futura. In merito ai dubbi esposti dal cittadino sull'opportunità di creare un'altra stazione metro in piazza Europa attraverso una nuova diramazione, è necessario ricordare che il percorso dell'odierna tratta della metropolitana Borgo-Galatea-Porto ricalca il vecchio tracciato di superficie della Ferrovia Circumetnea che, fino al 1999, era interamente in superficie. Il progetto della metropolitana di Catania, infatti, sorse proprio come interramento della ferrovia in ambito urbano a causa delle crescenti difficoltà che si riscontravano nell’attraversare il traffico cittadino. Ciò non toglie che, effettivamente, così come si sta facendo oggi con la tratta Galatea-Stesicoro, siano possibili nuovi percorsi o diramazioni. Tuttavia una nuova stazione della metropolitana Fce in piazza Europa sarebbe superflua in quanto proprio in prossimità della piazza è già in fase avanzata di completamento la stazione Europa del Passante Ferroviario. Una volta aperto, il passante ferroviario urbano di Catania fungerà da ulteriore linea metropolitana della città, lungo il percorso della rete ferroviaria statale, grazie al raddoppio del binario in atto proprio nel tratto Europa-Ognina. Oltre alla nuova stazione di piazza Europa, nuove stazioni sono già quasi ultimate a Picanello e a Ognina (quest'ultima tra via Acireale e via Fiume, in sostituzione della anteriore -ma più distante- fermata omonima). [Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell'opera] Nel corso di quest'anno dovrebbero concludersi i lavori relativi a queste tre fermate che, per quanto riguarda l'ambito urbano, andranno ad aggiungersi alla fermata di Cannizzaro a nord (aperta il 13 dicembre 2015) e alle fermate di Catania Centrale, Acquicella e Bicocca a sud (in attesa della realizzazione della fermata di Fontanarossa e della variante tra la stazione centrale e Acquicella). Un'opera strategica, quindi, capace di intercettare la domanda di un grande bacino di utenza in ambito urbano lungo la linea costiera. La stazione Galatea della metropolitana sorge a pochi metri dalla stazione Europa del passante. Anche se non direttamente collegate, dunque, data la loro vicinanza possono intendersi come stazioni di interscambio, il quale sarà anche possibile presso la stazione Centrale (servita sia dal passante che dalla metro). il passante ferroviario urbano è un servizio di tipo metropolitano, ovvero con caratteristiche simili a quella di una metropolitana tradizionale Certamente, quando il servizio del passante entrerà in funzione, sarà estremamente utile un'integrazione dei biglietti e delle tariffe in modo da poter usufruire di entrambi i servizi con lo stesso titolo di viaggio. Ma se, in vista dell'imminente entrata in esercizio delle due nuove tratte della metropolitana, l'interesse verso il completamento dei lavori è aumentato, del passante ferroviario, nonostante la sua importanza strategica, si sono perse le tracce nel dibattito cittadino da quando, pochi anni fa, cittadini e istituzioni locali, insieme,  si sono opposti all'intervento di raddoppio ferroviario nella tratta bivio Zurria - Catania Acquicella,  che avrebbe comportato la demolizione di diversi edifici d'epoca in centro storico, trincee e gallerie in area archeologica, una stazione con alte barriere acustiche proprio a fianco delle mura di Carlo V e un vincolo definitivo degli archi della marina all'uso ferroviario. Ma non solo comuni cittadini. Sempre in questi giorni, in seguito alla seduta itinerante della Commissione Consiliare Lavori Pubblici presso la costruenda stazione San Nullo della metro, abbiamo letto le dichiarazioni di un consigliere comunale riguardo la mancanza di un progetto di metropolitana per la zona nord della città. Territori come San Giovanni Galermo, Barriera, Canalicchio e Mascalucia non verranno interessati dalla metropolitana con migliaia di pendolari che continueranno ad intasare ogni mattina le arterie cittadine perché non avranno altro mezzo, se non l’automobile, per raggiungere il centro cittadino. Occorre quindi una progettazione adeguata per un sistema capillare di questo servizio che coinvolga l’intera provincia etnea. Ci rendiamo conto della particolare conformazione del sottosuolo oppure degli alti costi per aprire nuovi cantieri ma è altrettanto vero che una città come Catania va dotata di linee metropolitane nella sua interezza. Giuseppe Catalano, consigliere comunale e membro della Commissione Lavori Pubblici La mobilità metropolitana dalla zona nord dell'hinterland catanese è un problema finora irrisolto, salvo che per la fortunata linea 1 del BRT che certamente, però, non copre ampie fasce di territorio ad oggi prive di un Tpl efficiente. Se le parole del consigliere comunale fanno emergere una criticità, sono anche la dimostrazione di come il dibattito sulle infrastrutture e la mobilità non coinvolga tutti gli attori istituzionali cittadini,  per di più quando i lavori competono ad altri enti come nel caso della metropolitana, la cui gestione è governativa, o del passante ferroviario, facente parte della Rete Ferroviaria Italiana. Tuttavia, soluzioni al problema in questione sono state formulate in passato. Un primo progetto elaborato dalla Circumetnea e fatto proprio dall’allora Provincia Regionale di Catania era quello della cosiddetta metropolitana pedemontana che doveva collegare il casello autostradale della A18 di San Gregorio con piazza Giovanni Verga: Più in dettaglio, il tracciato doveva essere di 18,5 chilometri ed erano previste 17 stazioni: Autostrada A18, Trappeto, Battiati, Etna, Gravina, Galermo Nord, Tangenziale, Galermo Sud, Santa Sofia, Barriera, Canalicchio, Nizzeti, Ulisse, Picanello, Abruzzi, Europa, Verga. Il progetto è stato, però, abbandonato: i dirigenti della Ferrovia Circumetnea hanno preferito concentrare risorse e sforzi per completare l'asse principale del tracciato della metropolitana, che si sviluppa in estensione dell'attuale, con lo scopo di raggiungere entro il 2023 l'aeroporto di Fontanarossa. il progetto di Pedemontana, rimasto solo sulla carta, avrebbe risolto il problema di mobilità proveniente dall'hinterland settentrionale di Catania Tale progetto avrebbe richiesto ingenti finanziamenti nonché, verosimilmente, tempistiche considerevoli (soprattutto se realizzato in più tappe) per un'opera che avrebbe pure dovuto affrontare pendenze significative data la morfologia del territorio interessato. Più recente e concreto appare, invece, il progetto di metropolitana leggera "Etnarail"  che nasce proprio con lo scopo di collegare i principali paesi etnei dell’hinterland settentrionale di Catania al capoluogo attraverso due linee. L'80% delle risorse per la costruzione deriverebbe da fondi POR mentre la restante parte sarebbe a carico di privati, in project financing. Il progetto preliminare è stato approvato dalla Città Metropolitana di Catania, riunita attraverso i sindaci dei comuni coinvolti e i responsabili della Soprintendenza, lo scorso mese di settembre. [Etnarail: metropolitana leggera dei paesi etnei | Scheda dell'opera]  

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08 gen 2016

Nuovi orari Ferrovia Circumetnea, treni fino a Linguaglossa in attesa del ripristino della linea

di Amedeo Paladino

La Ferrovia CircumEtnea ha comunicato e pubblicato i nuovi orari del servizio ferroviario che saranno in vigore da lunedì 11 gennaio. È possibile consultarli anche attraverso questo link. Dal mese di novembre 2015 lungo linea ferroviaria compresa tra le stazioni di Terremorte, Piedimonte Etneo, Santa Venera, Mascali, Cutula, Giarre e Riposto i treni non transitano più a causa di alcuni smottamenti tra il chilometro 105 e il chilometro 110; nei 20 chilometri compresti tra Linguaglossa e Riposto è attivo, pertanto, un servizio di bus sostituivi, seguendo gli orari ferroviari. Per il ripristino della piena funzionalità dei collegamenti ferroviari si confida in una procedura aperta per l’affidamento per la manutenzione della sovrastruttura ferroviaria sulla linea a scartamento ridotto compresa tra la stazione di Catania Borgo e quella di Riposto: un bando chiuso il 28 dicembre 2014 per un importo di € 3.219.851,22. Il servizio rimane sospeso la domenica e i giorni festivi; resta auspicabile che la limitazione ai soli giorni feriali termini con la messa in esercizio dei quattro nuovi treni dell'azienda Newag denominati "Vulcano". Nel 2016 i servizi di circum, metropolitana e autolinee subiranno modifiche (Le novità Ferrovia Circumetnea per il 2016: metro, circum e autolinee) in vista dell'entrata in esercizio delle nuove tratte della metropolitana, i cui lavori, secondo il cronoprogramma, dovrebbero terminare a giugno di quest'anno.

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28 dic 2015

La storia della Ferrovia Circumetnea: da 120 anni attorno all’Etna

di Roberto Lentini

La Ferrovia Circumetnea ha festeggiato quest'anno i 120 anni d'esercizio. Una storia nata, in realtà, 133 anni fa con il Regio Decreto del 31 dicembre 1883 che costituiva un Consorzio per la costruzione e l’esercizio della ferrovia Circumetnea. 13 anni dopo, precisamente il 2 febbraio 1895, aveva luogo il primo viaggio: Catania - Adernò (l'odierna Adrano). I primi treni della Ferrovia Circumetnea avevano una trazione a vapore e il servizio ferroviario era rivolto sia ai passeggeri che alle merci. Le locomotive a vapore erano una decina e il materiale rotabile trainato era costituito da circa quaranta carrozze passeggeri, circa 170 carri merci e una decina di carri di servizio. Il primo treno messo in esercizio fu, nel 1890, la locomotiva a vapore n° 1 chiamata "Randazzo", prodotta da R. & W. Hawthorn Leslie and Company Limited, oggi demolita. La velocità massima era di 27 km/h e la velocità commerciale raggiungeva, nell’intera tratta, circa i 20 km/h (18,5 km/h nel 1895 e 22,5 km/h nel 1898). Delle dieci storiche locomotive ne restano oggi solo due: la "Mascali", prodotta nel 1894 dalla Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche e custodita in una rimessa della ferrovia, e "La Meusa", così chiamata dal costruttore belga "Société Anonyme des Ateliers de construction de La Meuse", costruita a Liege nel 1909 con il numero di fabbrica 2224, utilizzata dalla Ferrovia Alifana e venduta nel 1926 alla Ferrovia Circumetnea che la immatricolò come numero 14. Oggi è esposta presso il piazzale della stazione ferroviaria di Catania Borgo. I treni a vapore vennero utilizzati fino 1963. Nel 1995, in occasione del centenario della Ferrovia circumetnea, si provvide a restaurare e rimettere in pressione la locomotiva a vapore n. 10 "Mascali". La locomotiva si limitò  a percorrere qualche metro all'interno del deposito e, passati i festeggiamenti del centenario, fu nuovamente accantonata. A partire dai primi anni trenta del novecento, al fine di migliorare il servizio offerto, la Circumetnea decise di passare alle automotrici endotermiche. Nel 1937 vennero acquistate, e messe in servizio, sei automotrici Fiat ALn 56 (chiamate littorine) di fabbricazione nazionale e caratterizzate da economicità e bassi costi di esercizio oltre che da una velocità commerciale decisamente più elevata che dimezzò i tempi di percorrenza.  Le AL 56 01 e  AL 56 06 sono le uniche attualmente funzionanti. Nel 1954 furono acquistate, dalle Officine Ranieri di Roma, due automotrici da 52 posti (AL 541 e 542) e due rimorchiate (R 551 e 552) a carrelli. Le automotrici avevano motorizzazione diesel e trasmissione meccanica; erano costruite a cassa portante elettrosaldata poggiante su due carrelli di cui uno solo motore. La velocità massima era di 75 km/h. L'ambiente viaggiatori era a comparto unico con 52 posti, con porte doppie a battente in posizione centrale. Erano provviste di porte frontali di servizio di intercomunicazione. Le rimorchiate disponevano di 32 posti di prima classe e di 56 posti di seconda classe. Nel 1957 tre automotrici Diesel-elettriche, dette "Le Emmine" e prodotte dalle officine Ranieri di Roma (specializzate nell'utilizzo di motori General Motors residuati di guerra a scopo ferroviario), vennero cedute dalle Ferrovie Padane alla Ferrovia Circumetnea e immatricolate come AL 35 01÷03. Si trattava di veicoli unidirezionali, con un solo motore ed una sola cabina di guida , per cui, una volta giunta al capolinea, doveva essere rimessa in posizione grazia alla rotazione di un’apposita piattaforma comandata a mano. Non avevano gancio di trazione o respingenti. Potevano essere alloggiati trentacinque passeggeri a sedere e venticinque in piedi. La velocità di punta, raggiungibile in rettifilo , era di 45 km/h. Nello stesso anno, in seguito alla chiusura della linea ferroviaria Rimini-Novafeltria, venne venduta alla Ferrovia Circumetnea, che aveva urgente necessità di far fronte alle accresciute esigenze dell'utenza, l'automotrice AL 52. Venne immatricolata dalla FCE come AL 52.10  L'automotrice aveva come motorizzazione diesel due motori di ricupero Detroit Diesel modello GM 6/71 provenienti da carri armati Sherman in disarmo e trasmissione meccanica su un solo carrello. La cassa poggiava su due carrelli di cui uno solo motore e l'altro portante. La velocità massima era di 65 km/h. L'ambiente viaggiatori era a comparto unico con 52 posti a sedere. Nel 1960, vennero ordinate tre nuove unità, alle Officine Meccaniche della Stanga allo scopo di sostituire il materiale rotabile obsoleto sulle proprie linee ferroviarie. Le automotrici vennero consegnate alla "Circumetnea" tra la fine del 1961 e i primi mesi del 1962 e immatricolate come ADe 01–03 e rappresentarono un salto di qualità rispetto alle precedenti automotrici, acquistate usate e alle vecchie Fiat ALn 56 . Le automotrici erano costruite a cassa portante elettrosaldata poggiante su due carrelli ambedue motori. Avevano un unico vestibolo centrale di accesso con porte pneumatiche doppie in posizione paracentrale; i due comparti viaggiatori offrivano 15 posti in prima classe e 40 in seconda + 3 posti a strapuntino. Negli anni settanta, il materiale rotabile fu ulteriormente incrementato con dieci automotrici Diesel-elettriche (di costruzione Fiat Ferroviaria-Officine Meccaniche della Stanga). Le automotrici vennero costruite secondo lo schema progettuale ormai classico dei rotabili della "Stanga" a trasmissione elettrica e vennero immesse in servizio come ADe con i numeri progressivi da 11 a 20.   Negli anni ottanta vennero acquistate 4 automotrici Diesel-elettriche usate, in esubero dalle Ferrovie Calabro-Lucane (di costruzione Fiat Stanga – TIBB) che vennero reimmatricolate come automotrici ADe 07 ÷ 10. Esse ebbero, sin dall'inizio, delle limitazioni in quanto il tipo di gancio di trazione,  di tipo tranviario, era differente da tutte le altre automotrici del parco, che era di tipo classico, a maglia e vite di serraggio, con il mono-respingente frontale e questo non ne permetteva l'accoppiamento con gli altri treni. Vennero pertanto  accoppiate a comando multiplo a due a due tra di loro. Successivamente vennero ordinate sei automotrici Diesel RAL60 della dismessa Ferrovia Castelvetrano-Porto Empedocle delle Ferrovie dello Stato (di costruzione FIAT e ristrutturate in FCE). Furono immatricolate in RALn 64.01–06. I lavori di ristrutturazione vennero eseguite da maestranze specializzate  delle officine di Catania Borgo. Il progetto di ristrutturazione prevedeva il taglio delle vecchie e anguste cabine di guida e il montaggio delle più spaziose cabine di guida unificate a due vetrate curve con porta di accesso alle cabine di guida creata ex novo. Esse sono a trasmissione meccanica ed hanno i motori più potenti tra le automotrici in servizio sulla Circumetnea (dopo i nuovi "Vulcano"). Alcune continuano a svolgere il loro servizio ancora oggi. Agli inizi degli anni novanta, il materiale rotabile fu incrementato con l’acquisto di altre 5 automotrici diesel elettriche  (di costruzione ITIN di Catania) e immatricolate come ADe 21 ÷ 25. Montano due motori diesel Fiat sovralimentati capaci di erogare 170 kW ciascuno. La struttura del motore è del tipo classico, a sogliola, sospeso sotto alla cassa. La trasmissione è di tipo diesel-elettrico. Le ruote vengono azionate infatti per mezzo di motori elettrici e permettono una velocità massima di 90 km/h, con una capienza di 54 posti a sedere. L'automotrice ADe 21 è stata accantonata nell'officina di Catania Borgo e viene usata per fornire i pezzi di ricambio per le altre unità della serie, in seguito al fallimento della fabbrica che ha di fatto impedito il reperimento dei ricambi occorrenti. Nel 2009 è iniziata l'opera di restyling e ammodernamento di quattro unità ADe. Alla prima di queste, la ADe 18, è stato dato il nome de "La Prima" ed è stata presentata l'11 settembre 2010, in occasione dell'inaugurazione del nuovo tracciato sotterraneo di Santa Maria di Licodia. Essa è dotata di nuovo arredamento interno, climatizzazione, vano per trasporto biciclette e una nuova livrea. Al termine dei lavori di ristrutturazione dell'ADe 18, sono iniziati i lavori di ammodernamento dell'ADe 19 che è stata ristrutturata seguendo lo schema di lavoro della ADe 18 e a cui è stato dato il nome de "La Seconda": è entrata in servizio passeggeri nell'inverno del 2012.  Successivamente è stata ristrutturata l'automotrice ADe 16, "La Terza", e presto seguirà "La Quarta". Quest'ultima sarà utilizzata per scopi cicloturistici nella tratta Randazzo-Riposto e avrà a disposizione un maggior spazio per le biciclette. Dopo circa 20 anni dall'ultimo acquisto di rotabili, nel 2010 fu aggiudicata alla RSI Italia la commessa per la costruzione di 8 nuove unità binate diesel-elettriche che dovevano essere consegnate nel 2012.  In conseguenza della crisi irreversibile che portò alla messa in liquidazione della RSI-Costa Sistemi Ferroviari (ex Costamasnaga) l'ordinativo fu acquisito, nel settembre 2013, dalla società polacca Newag che siglò, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il contratto per la fornitura di quattro complessi automotori con un'opzione per la fornitura di altri quattro complessi prevista entro i successivi quattro anni. Il primo treno della serie, la DMU 001 A-B battezzata Vulcano, è giunto a Catania via mare su appositi carrelli stradali il 1° dicembre del 2015 e nei giorni successivi sono giunti anche i DMU 002 e 003, ufficialmente presentati alla città il 19 dicembre 2015. Il quarto e ultimo treno di questa commessa giungerà entro le prime settimane del 2016 mentre entro febbraio dello stesso anno entreranno in esercizio le prime tre nuove unità. L'autotreno Vulcano è un rotabile a pavimento parzialmente ribassato, a scartamento ridotto da 950 mm come tutti i mezzi delle Circumetnea di superficie. Il progetto, il design e gli interni sono italiani. Sono polacche la costruzione delle casse, del telaio, delle trasmissioni,  i sistemi elettrici ed elettronici di controllo e il software. I treni sono inoltre dotati di display informativi, di impianto audio per annunci sonori e informazioni sul tragitto controllato dalla cabina di guida. Le porte di ingresso sono dotate di sistema conta passeggeri per la rilevazione in tempo reale degli utenti a bordo. Ciascun convoglio è predisposto per la geolocalizzazione (GPS) ai fini del controllo di regolarità della corsa da una centrale operativa. ESCLUSIVA VIDEO | Vulcano si posa per la prima volta sui binari della Circumetnea   Foto di Copertina: Mary Indelicato Qui un video di una automotrice RALn in partenza dalla stazione di Catania Borgo: Bibliografia Francesco Ogliari, La Ferrovia Circumetnea, in TuttoTreno e Storia 13, pp. 56-70, Albignasego, Duegi Editrice, 2005. Domenico Molino, Miniautomotrici per la Sicilia, in I treni, 6 (2007), n.294, pp. 15-20, Salò, ETR, 2007. Giuseppe Sergi, Novità sulla Circumetnea: è pronta la nuova RALn 64.01, in I treni oggi, 7/8 (1981), n.11, pp. 25-26, Salò, ETR, 1981. Dati tecnici, storici e giuridici in, Proposta di legge di inclusione della Ferrovia Circumetnea nella rete statale del 24 aprile 1959 Atti della Camera dei Deputati, III Legislatura Gaetano Calabrese, La costruzione della Circumetnea pp.56-80, in Imprese e capitali stranieri a Catania tra ’800 e ’900 Inzerilli Massimo, "A nord dell'Etna", in i Treni, n. 227, giugno 2001, pp. 22–28. Inzerilli Massimo, "Alle spalle dell'Etna", in i Treni, n. 255, gennaio 2004, pp. 24–31. Inzerilli Massimo, "Da Adrano a Catania", in i Treni, n. 295, luglio-agosto 2007, pp. 12–18. Inzerilli Massimo, "La Circumetnea va sottoterra", in i Treni, n. 331, novembre 2010, pp. 26–28. Inzerilli Massimo, "Ferroviere sotto l'Etna", in i Treni n. 347, aprile 2012, pp. 28–34. Giuseppe Sergi, Novità sulla Circumetnea: è pronta la nuova RALn 64.01, in I treni oggi, 7/8 (1981), n.11, pp. 25-26, Salò, ETR, 1981. Giuseppe Sergi, Automotrici «unificate» per la Ferrovia Circumetnea, in "Ferrovie", anno I, n. 1 (ottobre 1990), pp. 13-17. FCE, 120 anni di Ferrovia Circumetenea Wikipedia: Ferrovia Circumetnea Treno DOC http://www.trenodoc.it/

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