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28 nov 2017

Cavalcavia Tondo Gioeni, la risposta di Sebastiano Arcidiacono

di Mobilita Catania

Ieri vi abbiamo proposto le dichiarazioni dell’Ing. Luigi Bosco, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Catania all’epoca dell’abbattimento del cavalcavia. Oggi, alla redazione di Mobilita Catania, ci arrivano le dichiarazioni di Sebastiano Arcidiacono, Vice Presidente vicario del Consiglio Comunale. Anche queste le sottoponiamo al giudizio dei lettori, riportandole testualmente: "Proprio mentre la città affonda nelle classifiche nazionali per la qualità della vita dei suoi  abitanti, assistiamo al nuovo affannoso tentativo del sindaco Bianco -mandante dell'intervento di ieri su questo giornale dell'ex assessore comunale e regionale alle  infrastrutture Luigi Bosco- di scansare le responsabilità sull'inferno quotidiano del Tondo Gioeni, intasato dalle auto, quattro anni e mezzo dopo il nefasto abbattimento del Ponte, avvenuto tra flash di fotografi e dichiarazioni roboanti per il proditorio atto che si stava compiendo. E per tentare di giustificare il disastro, si torna a chiamare in causa la mia precedente esperienza di assessore ai lavori pubblici citando impropriamente una nota interna del 2011(!) usata maldestramente come scudo per attenuare le responsabilità di un fallimento politico e amministrativo, che sul Tondo Gioeni per la giunta Bianco sono dirette, concrete e attuali. Siamo di fronte all'ennesimo tentativo del sindaco Bianco di manipolare la comunicazione sfidando la realtà dei fatti con fake news come quella che fu la giunta Stancanelli a volere l'abbattimento del Ponte. Falso. Parlano chiaramente gli atti prodotti: l'amministrazione Stancanelli, di cui ho fatto parte fino all'ottobre 2012, già nella conferenza dei servizi del 29 marzo 2011 aveva chiaramente espresso la volontà di conservare il manufatto anche sulla scorta di un approfondito studio progettuale dell'Università che aveva avvalorato la tesi del mantenimento del sovrappasso sulla circonvallazione. Un orientamento mantenuto fermo dalla giunta del sindaco Stancanelli che con delibera n. 420 del 19 luglio 2012 cristallizzò l'adeguamento del progetto originario, prevedendo il mantenimento del cavalcavia e i tre livelli di scorrimento del traffico veicolare. Dall'altra parte, invece, il sindaco Bianco e la sua giunta prima nella seduta del 19 luglio e in quella successiva del 31 luglio 2013 con la delibera n.68 si determinarono per la demolizione del Ponte, provvedendo a revocare il precedente orientamento del sindaco   Stancanelli che manteneva il cavalcavia ricorrendo a una nuova gara d'appalto. Questi i fatti del passato, utilizzati da Bianco - responsabile ed istigatore politico - come strumento di propaganda. La realtà quella vera anche quella attuale, però, smentisce Bianco e la sua squadra, visto che sul Tondo Gioeni in quattro anni e mezzo ha prodotto solo scelte sbagliate come realizzare una fontana-mausoleo invece di creare un'alternativa credibile al traffico sulla circonvallazione. Anche a fronte di ciò appare insensato e politicamente fragile addossare le proprie responsabilità al passato come fa il sindaco Bianco, mostrando in questo modo di non avere né le energie né il coraggio di rivendicare le proprie autonome decisioni di un brutto spettacolo che per fortuna volge al termine"                                                      Sebastiano Arcidiacono                                Vice Presidente vicario del Consiglio comunale

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27 nov 2017

Cavalcavia Tondo Gioeni, le dichiarazioni dell’Ing. Luigi Bosco

di Mobilita Catania

Come si ricorderà, nell'estate del 2013 fu demolito il cavalcavia del Tondo Gioeni di Catania. La circostanza è spesso ricordata nelle cronache locali poiché, da allora, si verificano spesso situazioni di traffico intenso e rallentato nella zona, a fronte di una viabilità alternativa che si rivela a tratti insufficiente e che, comunque, non è ancora stata completata (vedi l'apertura del prolungamento di via Roberto Castorina, ormai imminente). Al riguardo, ecco le recenti dichiarazioni dell'Ing. Luigi Bosco, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Catania all'epoca dell'abbattimento del cavalcavia. Le sottoponiamo al giudizio dei lettori, riportandole testualmente: Nella favola del cavalcavia del Tondo Gioeni si narra che Bianco lo abbatté mentre Stancanelli voleva mantenerlo, omettendo il fatto che la  via del consolidamento era considerata impraticabile persino dall'Assessore ai Lavori pubblici del tempo, Arcidiacono, e che i lavori per l’abbattimento erano già stati appaltati dalle precedenti Amministrazioni. Si può anzi affermare che l’abbattimento, nell’agosto del 2013, da parte di una Giunta insediatasi appena un mese prima e senza più margini per adottare strategie differenti, fu causato proprio dal tempo perduto da Stancanelli. Quest’ultimo, durante la campagna elettorale del 2013, affermando di poter bonificare la struttura, glissò clamorosamente su quattro circostanze che, nel dicembre dell’anno prima, gli erano state riferite con una lettera dal suo assessore: 1.      Il ponte (nel quale, troppo basso, continuavano a incastrarsi Tir, causando ingorghi) metteva a rischio l’incolumità dei cittadini 2.      L’operazione per la messa in sicurezza avrebbe avuto complessivamente un costo elevatissimo che non rientrava tra le disponibilità del Comune 3.      In quel tratto di circonvallazione la sede stradale sarebbe stata abbassata di oltre un metro, con le conseguenze immaginabili in caso di pioggia 4.      I lavori sarebbero durati almeno un anno, bloccando tutto e causando problemi di traffico ben superiori a quelli che, dopo l’abbattimento, tante proteste hanno causato. Alla fine dello scorso ottobre, durante un convegno dei Lions al quale ero stato invitato come relatore, ho ricordato che durante la prima sindacatura Scapagnini, nell’affrontare i problemi di vulnerabilità sismica di Catania, la Protezione civile aveva individuato i cavalcavia di Ognina e del Tondo Gioeni come elementi pericolosi in caso di terremoto. E ho spiegato, tecnicamente, perché quegli abbattimenti andassero fatti, ricevendo da chi ascoltava unanimi consensi. L’ho fatto perché ritengo che la politica debba evitare accuratamente speculazioni su taluni temi che devono essere patrimonio comune, e tra questi, oltre alla lotta alla mafia e al contrasto alla corruzione, deve esserci la sicurezza dei cittadini. Per questo ho molto apprezzato nei contenuti la lettera di Arcidiacono, della quale, come tutti gli altri catanesi, non avevo saputo nulla fino al settembre del 2014, quando, a un anno dall'abbattimento del cavalcavia, fu resa pubblica. Una lettera sofferta da cui risultava evidente come l’unica opzione possibile fosse quell’abbattimento. La verità è dunque che il Sindaco precedente il cavalcavia, avrebbe voluto sistemarlo ma, da un anno e mezzo ormai, sapeva che non avrebbe potuto. Così, quando l’Amministrazione Bianco si insediò, fu costretta a deliberare in tempi brevissimi. E lo fece pensando a quel bene primario che è la sicurezza dei cittadini. Sul fronte del traffico sul Nodo Gioeni, poi, per renderlo più fluido la Giunta Bianco, della quale ho fatto parte, ha prima aperto il tornaindietro di via Petraro e ha poi avviato i lavori per una soluzione risolutiva: la viabilità alternativa da via Roberto Giuffrida Castorina, destinata a dare gli stessi risultati del sottopasso di via Caronda senza l’impatto disastroso sul traffico che un cantiere in quella zona avrebbe causato. Nel frattempo va ricordato come i Catanesi abbiano avuto metropolitana, tratte ferroviarie cittadine, parcheggi scambiatori e navette. Per il resto, come ha scritto qualcuno (e so bene per esperienza personale), non è comprando pantaloni più larghi che si risolve il problema dell’obesità. E non è con cavalcavia e strade più larghe che si troverà una soluzione definitiva per quello del traffico. Qualunque esperto di Mobilità sorriderebbe davanti a chi vuol ricondurre il problema degli ingorghi unicamente al Nodo Gioeni e ricorderebbe come gli intasamenti riguardino tutti i tornaindietro sulla circonvallazione, spiegando che sono frutto di varie cause: chi parcheggia dove non dovrebbe, ambulanti abusivi, chi parla al cellulare e rallenta o provoca microincidenti eccetera. Vorrei concludere ricordando come una delle maggiori criticità da affrontare sul fronte della Mobilità catanese sia quella di ridurre il flusso di veicoli diretti in città e provenienti dall’area pedemontana. Questo può essere ottenuto soltanto attraverso interventi di natura urbanistica, in una visione metropolitana dell'area, ed efficaci collegamenti di trasporto pubblico locale. E con un trasporto integrato come quello già sperimentato, in piccolo, tra il parcheggio scambiatore di via Santa Sofia e la stazione Milo della Metro. Ing. Luigi Bosco

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Articolo
13 ott 2017

Autostrada Messina-Catania, prosegue la manutenzione dei cavalcavia

di Mobilita Catania

Proseguono le attività di manutenzione dei cavalcavia nelle autostrade: in questi giorni sono state avviate quelle posizionate - in entrambe le direzioni di marcia - della Messina-Catania. I lavori programmati dagli Uffici Tecnici saranno eseguiti in orario diurno, compatibilmente con le esigenze della circolazione, e se necessario anche in notturna; l'ultimazione è prevista a febbraio 2018. Nei luoghi degli interventi saranno chiuse, di volta in volta, le corsie di emergenza, marcia o sorpasso, il limite di velocità sarà di 60 km/h  con divieto di sorpasso. Gli interventi sono finanziati con fondi del CAS (Consorzio Autostrade Siciliane), la ditta esecutrice individuata è Impresa Francesco Lipari srl di San Filippo del Mela.

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Proposta
04 mag 2016

Un cavalcavia in metallo al Tondo Gioeni

di Alessio Marchetti

Dopo l'abbattimento del Ponte Gioeni, per i pedoni ed i ciclisti è diventato impossibile superare in sicurezza la circonvallazione. Il nuovo assetto, è stato follemente ideato esclusivamente per i mezzi a motore trascurando i cittadini che si spostano in bici o a piedi e non completando neanche il marciapiede sulla circonvallazione. Per un opera del 2014 sinceramente ci si poteva aspettare di meglio ma a quanto pare quest'amministrazione è rimasta negli anni 70. Per rimediare a questi disagi, ho pensato che si potrebbe realizzare un cavalcavia pedonale in metallo, sulla destra, poco dopo la fine di Via Etnea, in quel punto esiste tutto lo spazio per una lunga scivola che eviterebbe anche le scale. Sarebbe lungo circa 50 metri, solo il doppio di quello che è stato tristemente smantellato alla circonvallazione qualche anno fa di fronte alla cittadella e mai più ripristinato (foto in alto). Ecco il punto dove si potrebbe realizzare il cavalcavia:   Un esempio di cavalcavia pedonale in metallo molto funzionale si trova ad Acireale e permette di collegare la città con le chiazzette senza dover attraversare la pericolosa statale da parte dei pedoni. Cosa ne pensate?

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