Segnalazione
24 giu 2015

VIDEO| Via Etnea: salotto di Catania o area di sosta?

di Valerio D'Urso

Catania: nella città in cui si è svolta la settimana scorsa la I Conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile via Etnea una delle poche aree del centro storico in cui è inibito il traffico ai mezzi a motore non autorizzati, viene puntualmente congestionata da auto e furgoni in sosta e in transito. Il paradosso deriva anche dal fatto che a congestionare quei pochi metri quadri di Catania restituiti ai cittadini, in cui chi va a piedi o in bici può transitare in serenità,  sono spesso i veicoli di molte autorità di Polizia e Questura. Ecco un video della scorsa settimana, filmato alle 11 del mattino.  

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24 giu 2015

La rete ferroviaria siciliana: dopo l’abbandono si confida nell’ammodernamento

di Roberto Lentini

La rete ferroviaria della Sicilia è in massima parte gestita dalle Ferrovie dello Stato, le cui linee sono tutte a scartamento normale dal 1986, a cui si aggiungono i 111 km della Ferrovia Circumetnea, a scartamento ridotto. La rete ferroviaria statale è prevalentemente a binario unico (1200 km sui 1378 km di rete totale), elettrificato solo per 622 km, cioè poco più del 50% (i 578 km rimanenti di binario unico sono percorsi da treni a combustibile fossile). Le linee a doppio binario elettrificato si sviluppano appena per 190 km,  vale a dire una piccola parte rispetto all'intera rete. A partire dagli anni cinquanta furono chiuse ben 700 km di linee obsolete (i cosiddetti "rami secchi") ma si sperava in un rilancio con nuovi tracciati, cosa che in effetti non avvenne. Oggi intere aree della Sicilia centrale e sud occidentale e zone a forte vocazione turistica (come Agrigento e Licata) sono rimaste quasi del tutto tagliate fuori dai collegamenti ferroviari. Zone invece a forte vocazione ortofrutticola, vivaistica e con grandi potenzialità turistiche, come quelle che vanno da Vittoria a Ragusa, Modica e Siracusa sono state quasi abbandonate dal trasporto ferroviario, nonostante un notevole traffico di articolati si dirige ogni giorno da queste zone verso Catania. I tracciati rimasti risalgono alla seconda metà dell’800 mentre altri furono realizzati nel ventennio fascista, come la Motta Sant'Anastasia-Regalbuto e la Alcantara-Randazzo (quest'ultima, oggi, è dismessa). L'ultima linea ferroviaria interamente nuova ad essere realizzata è stata la Caltagirone - Gela, progettata negli anni ’20 con i lavori in parte già eseguiti prima della seconda guerra mondiale e terminata solo nel 1979. Dall'8 maggio 2011 la linea è interrotta, nella tratta Caltagirone-Gela, al km 326+600 per il crollo di un viadotto. Lavori di ammodernamento sono stati portati avanti e tutt'ora proseguono nei nodi delle tre città principali dell'isola, Palermo, Catania e Messina ma con tempi molto lunghi di realizzazione. Per dare una nuova scossa al trasporto ferroviario siciliano si confida nei nuovi lavori di ammodernamento della tratta Messina-Catania-Palermo che dovrebbero iniziare il prossimo anno e che possono rappresentare una svolta nella mobilità siciliana. La differenza tra il servizio offerto in Sicilia e quello diffuso nelle regioni del nord-Italia è abissale. La conferma arriva  dal monitoraggio effettuato dall’ONF, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori: per andare da Milano a Bologna (219 chilometri) si impiegano 1 h e 2 minuti; per percorrere la tratta da Catania a Palermo (una distanza di poco maggiore: 243 chilometri) ci vogliono 2 h e 50 minuti, quasi il triplo del tempo. A titolo esemplificativo, vi invitiamo a osservare le condizioni delle rete ferroviaria lombarda. Notate differenze?   Ti potrebbe interessare... Tratta ferroviaria Catania Palermo: cronoprogramma del potenziamento; Il binario unico è comunque sicuro: in Italia solo 10 incidenti contro 9 milioni in auto; Passante Ferroviario di Catania  

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23 giu 2015

Fermata FS a Fontanarossa, intesa Regione Siciliana-RFI

di Andrea Tartaglia

Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Quello che agli occhi dei cittadini era evidente da tempo immemore, è stato finalmente notato anche da chi di dovere. A margine della conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile, infatti, l'assessore regionale alle infrastrutture Giovanni Pizzo ha dichiarato a MeridioNews di avere recentissimamente incontrato RFI, Rete Ferroviaria Italiana, e che in seguito a un sopralluogo nei pressi dell'Aeroporto di Fontanarossa, dove già corre in doppio binario la rete ferroviaria statale, si è deciso di realizzare una fermata ferroviaria a servizio dello scalo aeroportuale. L'intervento, infatti, appare di facile realizzazione e non necessita di ingenti risorse economiche. La fermata sorgerà in prossimità della pista, dove passano i binari, a circa 700 m dal terminal. Si prevede anche l'impiego di una navetta su gomma a far la spola tra l'aerostazione e la fermata, in modo da accorciare ulteriormente i tempi di connessione tra le due infrastrutture e venire incontro alle esigenze di cittadini e turisti, ma la SAC potrebbe anche realizzare un sistema di tapis roulant. Nel lungo termine, invece, il piano di investimenti dell'aeroporto prevede la sostituzione della navetta su gomma con altro mezzo più idoneo, quale potrebbe essere un people mover. L'intesa Regione Siciliana - RFI deve ancora essere ufficializzata, ma, da quanto si apprende, RFI si occuperà dell'investimento mentre la regione provvederà ad adeguare il contratto di servizio ferroviario regionale. Attualmente, l'assenza di un collegamento tra l'aeroporto e la rete ferroviaria è una delle ragioni principali del declassamento dello scalo di Fontanarossa in ambito europeo. Gusto ieri, il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ha confermato l'impegno preso, annunciando un finanziamento ad hoc di 4,5 milioni di euro, nonché il proposito di procedere all'interramento dei binari in corrispondenza della pista e lo spostamento della stazione di Bicocca: tale intervento renderà possibile l'allungamento della pista e, quindi, accogliere aeromobili più grandi per tratte a lungo raggio. Questa operazione, oggi, avrebbe un costo di 180 milioni di euro mentre i tempi dipendono dalle Ferrovie dello Stato, essendosi la Sac (Società Aeroporto Catania) già dichiarata pronta a intervenire oltreché disponibile a finanziare parte dell'opera.

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22 giu 2015

FOTO | Metropolitana: procede spedito il cantiere della stazione Milo, a rilento Cibali

di Roberto Lentini

Con lo scopo di monitorare lo stato di avanzamento dei lavori della metropolitana, siamo andati a vedere qual è la situazione presso i cantieri delle fermate della metropolitana "Cibali" e "Milo". La stazione metro di Cibali è quella che appare essere più indietro in confronto alle altre in costruzione. Stazione Cibali: Stazione Milo: Riguardo la stazione di Milo, probabilmente la più avanzata tra tutte quelle della tratta Borgo-Nesima in quanto a stato dei lavori, ad oggi occorre sottolineare che appare separata dal tessuto urbano con cui confina immediatamente a sud, separata proprio dalla ferrovia di superficie della Circumetnea. Sarebbe quanto mai opportuno un accorgimento semplice come un piccolo cavalcaferrovia pedonale al fine di agevolare il futuro accesso alla stazione anche dall'area di via Mineo e di via Costanza d'Aragona, strade vicinissime in linea d'area ma, in assenza di collegamento diretto, lontane centinaia di metri (e buona parte in ripida salita) dall'accesso alla stazione metropolitana. Per altre informazioni sulla metropolitana catanese vi invitiamo a visionare la nostra sezione dedicata alle opere catanesi, nello specifico la scheda dedicata alla metropolitana di Catania e il cronoprogramma dei lavori.

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22 giu 2015

VIDEO | Intervista al Ministro Delrio: «La mobilità sostenibile strumento straordinario di crescita»

di Roberto Lentini

Il nostro è un Paese che ha un grande bisogno di mobilità sostenibile: in Italia, ad esempio, non si è  mai pensato a un piano nazionale delle ciclabilità nonostante esso costituirebbe una grande risorsa in termini di costi risparmiati in termini di inquinamento, di spesa sanitaria e di congestione stradale; la mobilità sostenibile è uno strumento straordinario di crescita in un paese come il nostro che dovrebbe fare della cultura, del paesaggio e delle bellezze naturali i propri punti di forza e di unicità. Dobbiamo imparare a capire che la sostenibilità non è un sogno di qualche ecologista malato, ma una risorsa straordinaria per questo paese. La popolazione è pronta. Sono i politici che devono ancora riflettere. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio durante la Conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile svoltasi a Catania il 19 e 20 giugno ha fatto riferimento ai pilastri della nuova mobilità: "ferro", "manubrio" e "acqua", riferendosi al trasporto su ferro, alla ciclabilità diffusa e alle  vie del mare. Ecco un'intervista al ministro a margine della conferenza:  https://www.youtube.com/watch?v=pFEKy0fPHQo

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20 giu 2015

Silos del porto, domani l’inizio dei lavori: intervista a Vlady Art

di Alessio Marchetti

Domani, giorno 21 Giugno, inizieranno i lavori per la trasformazione estetica dei Silos del porto tramite delle opere artistiche. Abbiamo contattato Vlady Art, noto artista catanese, il quale ci ha detto che si occuperà di dipingere un intero Silos: «Farò il silos meno impegnativo: non uno di quelli più grandi, per intenderci. Per varie ragioni: sto accanto ad artisti che non operano in "site specific", cioè fanno un pittura-illustrativa diversa, senza giocare con le forme. Il mio procedimento è diverso, io approfitterò della forma cilindrica dei silos per farci un dipinto ad hoc. Visto che risulterebbe troppo grosso questo stacco, dipingerò un silos più nascosto, ma parliamo sempre di 26 metri di struttura. Inoltre non inizio giorno 21 ma, più probabilmente, il 26.» I lavori inizieranno domani mattina e si dipingerà solo nelle ore di luce. Noi di Mobilita Catania seguiremo i lavori con molta attenzione e vi terremo aggiornati.

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19 giu 2015

Antico Corso, una trappola mortale con spiragli di luce

di Alessio Marchetti

L'Antico corso, uno dei quartieri più suggestivi del centro storico per via dei suoi monumenti, si trova in una condizione di degrado e pericolo. Molte delle strade presenti nel quartiere non posseggono marciapiedi e sono estremamente pericolose per i tantissimi studenti, lavoratori e residenti che ogni giorno transitano da quelle vie. Come se non bastasse, la vernice della segnaletica orizzontale tende a sbiadire presto e per lunghi periodi l'intero quartiere ne rimane sprovvisto. In molti pensano che la colpa sia del catanese se siamo una delle città con più autovetture e quindi con più caos, incidenti ed inquinamento, in cui molti concittadini hanno la cattiva abitudine di "andare a prendere il pane in macchina a 200 metri di distanza..." Ma con strade in simili condizioni, perennemente attraversate da inquinanti mezzi di oltre una tonnellata a tutta velocità non pensate che ciò sia successo per via di chi ha progettato in questo modo assurdo la città e successivamente non ha mai fatto nulla per migliorarla? Fortunatamente il comitato Popolare Antico Corso, insieme con altre associazioni, si sta occupando di accendere le luci al quartiere. Ci auguriamo che le cose cambino presto e che pedoni e ciclisti possano fruire liberamente del quartiere senza avere continuamente l'ansia di essere investiti o di cadere dentro un tombino.   Ti potrebbero interessare: FOTO | Via Carlo Forlanini vietata ai pedoni PROPOSTA | Senso unico e percorso protetto in via Antico Corso  

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