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10 lug 2015

Catania-Palermo: parere favorevole per la trazzera 5stelle

di Roberto Lentini

Il provveditorato delle opere pubbliche interregionale, in base all’art. 3 del D.M. n.6792 del 05/11/2001, ha dato parere favorevole all’utilizzo della trazzera di Caltavuturo, finanziata dal M5S a condizione che venga posto il limite massimo di velocità di 20 km/h, venga attuato il senso unico alternato, venga realizzato il guardrail e si allarghino alcune curve ritenute troppo strette. Il sindaco di Caltavuturo, Domenico Giannopolo ha appreso la notizia con soddisfazione: "Per noi è una conquista, monitoreremo la strada e prenderemo delle decisioni, un'ipotesi è quella di chiudere la strada per mezza giornata o renderla percorribile soltanto in un senso in certe fasce orarie". Queste limitazioni aumenteranno di molto il tempo di percorrenza della trazzera che inizialmente era stimato in 25 minuti. Sul versante viadotto Himera intanto il M5S denuncia una speculazione sui terreni da espropriare, che sempre secondo il Movimento 5 Stelle, apparterrebbero a Tullio Giuffrè, ex assessore della giunta Orlando. I terreni, che avrebbero un valore di circa poche migliaia di euro, sono stati stimati  in 236mila euro.  

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30 giu 2015

Viadotto Himera: summit tra Crocetta, Anas e Sindaci; nel frattempo continua la polemica trazzera M5S

di Roberto Lentini

Ieri a Palazzo d’Orleans si è svolto l'incontro tra il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile nazionale, Marco Guardabassi, commissario per la Palermo-Catania,  e i Sindaci delle Madonie. «Stiamo avviando un progetto velocemente, nei termini consentiti dalla legge e in piena sicurezza per i cittadini - ha affermato Rosario Crocetta - Le istituzioni devono rendere compatibile i progetti con la necessità di dare una risposta ai cittadini, sempre garantendone la massima sicurezza. Si lavorerà giorno e notte, con tre turni di lavoro, 24 ore su 24 ore». «Non innamoriamoci delle date, i lavori dureranno intorno ai novanta giorni. – ha affermato il capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio - prima ci sarà un periodo di venti o trenta giorni per la parte amministrativa. Gli interventi sono tre, e tutti hanno la necessità di approfondimenti tecnici». La bretella sarà lunga 1,8 chilometri e partirà dalla strada provinciale 24, dallo svincolo di Scillato e sarà collegata direttamente all’autostrada con un’apposita rampa, costerà complessivamente 9 milioni di euro e sarà pronta entro 90 giorni dall'inizio dei lavori; ciò vorrà dire che se l'iter annunciato durante il summit tra Crocetta, Anas e Sindaci a metà ottobre la deviazione sarà completa. Non è ancora certa la sorte dell’altra carreggiata, in direzione Palermo. «Dopo l’abbattimento del viadotto ceduto – ha continuato il capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio - faremo le valutazioni in sicurezza sulle fondazioni dell’altra. Non è un quiz, non possiamo sapere adesso quali sono le condizioni dell’altra carreggiata, non possiamo sapere se potrà essere utilizzata o meno». «Ci sara’ un comitato di monitoraggio che verifichera’ il rispetto del cronoprogramma predisposto dal commissario. Anche questo cronoprogramma non va inteso in modo rigido, perche’ se ci sono necessita’ tecniche alcuni interventi possono slittare se il commissario comunichera’ la ragione tecnica. E’ una procedura che abbiamo applicato gia’ altre volte nel resto d’Italia e che applichiamo per la prima volta in Sicilia. Qui non ci sono parti contrapposte, siamo tutti interessati a fare presto e bene perche’ sappiamo che e’ un’arteria fondamentale per la Sicilia ». Critiche sono piovute dal commissario Marco Guardabassi  sulla bretella proposta dal comune di Caltavuturo e sposata dal Movimento 5 Stelle : «La trazzera dei Cinque Stelle non è adeguata per il traffico pesante e forse neppure per i mezzi leggeri». Di contro l’eurodeputato siciliano Ignazio Corrao, del M5S, interviene in merito alla costruzione della bretella proposta dal commissario: « il progetto per la nuova bretella, insisterebbe sul crinale di Caltavuturo, in una zona geologicamente instabile, come dire – conclude Corrao – se le cose si devono fare, meglio farle male, così poi ci sarà la prossima emergenza…».

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