Articolo
30 mag 2017

Patto tra i sindaci delle città metropolitane del Sud: più di 3 miliardi da spendere entro il 2020

di Amedeo Paladino

Ieri a Messina presso il Palazzo Zanca si è tenuta la prima conferenza delle sette Città Metropolitane del Mezzogiorno convocate per costruire una proposta politica e operativa per lo sviluppo del Sud. Al Sud una ripresa, lungo gli ultimi due anni, c’è. È misurabile sia attraverso i dati dell’export,  l’8,5% in più nel 2016 rispetto agli anni precedenti, che testimoniano di una vitalità del territorio, sia attraverso il recupero degli investimenti a livello comunale. Anche le risorse ci sono: 3,3 miliardi di euro tra fondi europei e statali da spendere entro il 2020. Il contributo che i sette sindaci metropolitani delle città del Sud, Napoli, Bari, Palermo, Catania, Messina, Reggio Calabria e Cagliari, si propongono di portare a questo quadro è una volontà comune di spendere efficacemente e progettare in modo condiviso lo sviluppo dei loro territori. Un patto tra sindaci. Necessario per colmare quel divario Nord-Sud ancora oggi testimoniato da indicatori come la concentrazione delle imprese al Nord, nella sola provincia di Brescia ce n’è quante nell'intero Sud, o la presenza di infrastrutture (1,7 km di autostrade per 100 chilometri quadrati al Sud contro i 3,3 del Nord Ovest). (vedi la ricerca elaborata da Anci ed Ifel). Questa volontà di raccordarsi in nome di una spesa efficiente e strategica è emersa chiara durante i lavori della prima conferenza programmatica delle città del Mezzogiorno, svoltasi a Messina su iniziativa del sindaco Renato Accorinti e del presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, alla quale ha portato il suo contributo la ministra della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, offrendosi di calare davvero nella sua attuazione la riforma del settore che governa, attraverso incontri operativi del suo staff con il personale comunale nelle sedi dei municipi. “Garantire regole e tempi certi a chi vuole investire – sostiene la ministra della Pubblica amministrazione Madia –, assicurare ai più meritevoli la possibilità di far valere le proprie idee senza restare imbrigliati in una burocrazia lenta, è il compito che ci siamo dati ed è un passaggio essenziale per lo sviluppo. La riforma della pubblica amministrazione sarà veramente compiuta quando verrà implementata nelle Città metropolitane, prima di tutto in quelle del Sud. Per questo il governo ha voluto fare un grande investimento su questi nuovi enti, che sono al contempo di dimensioni importanti ma ancora istituzioni prossime ai cittadini e alle loro necessità”. Il patto tra istituzioni, quindi. Il presidente Anci, Decaro, lo spiega così. “Se la domanda fosse se abbiamo bisogno di un forum strategico politico per il Mezzogiorno – sostiene provocatoriamente dal palco – la risposta sarebbe inevitabilmente: ‘no’. Ma abbiamo invece bisogno di conoscerci e di raccontarci come poter mutuare gli uni dagli altri le migliori esperienze di cui siamo portatori. Perché è vero, i dati sul Sud non sono entusiasmanti, non tutti almeno. Alcuni sono proprio sconfortanti. Ma non è veritiera neppure la fotografia dello Svimez di due estati fa, quella di un Sud indistinto fatto di povertà, desertificazione industriale, stagnazione. Ci sono dati positivi relativi a Pil e occupazione, che vengano in gran parte da turismo e agricoltura. Ma non si tratta solo di dati. Sarà perché ho negli occhi la bellezza della Sicilia, ma io vorrei introdurre la misurazione di un altro parametro fondamentale della qualità della vita: il clima, il calore e i colori delle città meridionali”. Non si tratta di coltivare stereotipi. Spiega ancora Decaro: “Io, non un visionario, al contrario un amministratore che cerca di essere concreto, vi invito però a guadare alle cose positive. Per non farci cogliere da quella malattia contagiosa alla quale Marcello Veneziani ha dato un nome: la suddità, la rappresentazione di un Sud che soffre e si lamenta. Il quadro non è nero, le risorse ci sono, la ripresa sembra iniziata. Tocca a noi, nuova classe dirigente del Sud, cogliere con responsabilità l’occasione di un riscatto”. E la sintonia con gli altri sindaci metropolitani del Sud, su questo, è totale. Tanto che Enzo Bianco (Catania), Renato Accorinti (Messina), Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), iniziano già a elaborare un piano concreto di interventi condivisi: l’investimento su autostrade, ferrovie e portuali, innanzitutto, perché “senza facilità di trasporto non c’è economia, non c’è turismo, non c’è sviluppo”. Ma anche un “programma di ‘svecchiamento’ dei dipendenti comunali, con l’ausilio del governo, tramite formazione e sblocco del turn over, che consenta di avvalersi in modo più efficace delle tecnologie nell’attività amministrativa”. Fondi diretti e non mediati, investimenti straordinari sulle infrastrutture, incentivi alle imprese e programma di aggiornamento tecnologico per i dipendenti comunali. Sono le suggestioni lanciate da Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, nel corso del suo intervento alla conferenza programmatica delle città metropoltiane del sud a Messina. “Le Città del sud – afferma il sindaco di Catania, Bianco - hanno bisogno di un raccordo diretto con fondi europei. Esperienze come quelle dei patti con le città del sud hanno funzionato molto meglio di quando il rapporto è stato mediato dalle Regioni. Quando abbiamo responsabilità dirette, il risultato è più immediato”. Interrogato sulle misure concrete necessarie per il rilancio del meridione, Bianco parla anche della necessità di “avviare un sistema di incentivazione diretto e senza medazioni, che aiuti le imprese ad avere condizioni fiscali di vantaggio”. Bianco riprende poi il tema già affrontato dal sindaco di Messina: le infrastrutture. “Serve un investimento straordinario su rete ferroviaria, porti e aeroporti, altrimenti il meridione resterà condannato ad una condizione di marginalità”. Infine “serve un vasto programma di assistenza tecnica, aiuto e formazione per i dipendenti comunali, perché nelle nostre città abbiamo tutti lo stesso deficit: gli ultimi assunti risalgono a qualche decennio fa, e non abbiamo nativi del mondo informatico tra le nostre risorse umane”. Ti potrebbero interessare: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Città metropolitana di Catania, verso il piano regolatore: opportunità per ripensare la mobilità La “metropoli” di Catania attraverso le spettacolari foto dallo spazio Catania “provincia”, errore Capitale! La nostra città una “piccola metropoli”

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
29 mag 2017

Dopo il G7 si riuniscono le 7 città metropolitane del Mezzogiorno d’Italia: azioni condivise per il rilancio del Sud

di Roberto Lentini

Oggi a Messina presso il Palazzo Zanca ci sarà la prima conferenza delle sette Città Metropolitane del Mezzogiorno convocate per costruire una proposta politica e operativa per lo sviluppo del Sud. Le sette Città metropolitane del Mezzogiorno sono i luoghi naturali in cui si concentrano le principali opportunità di rilancio del Sud Italia, ma anche quelle in cui si acutizzano le forme di disagio che fanno ormai parte della storia dei territori meridionali. Uscire da questo circolo vizioso è possibile, proprio a partire dai grandi centri. Ed è questo il momento storico con le maggiori potenzialità da cogliere. Ne sono convinti i sindaci delle sette grandi città del mezzogiorno: Cagliari, Palermo, Catania, Messina, Reggio Calabria, Bari, Napoli: che si incontrano oggi a Messina presso il palazzo Zanca  per la prima conferenza programmatica delle città del mezzogiorno. Nel corso dell’evento saranno presentati, analizzati e discussi i dati di contesto dai quali partire per un’azione condivisa per il rilancio del Mezzogiorno: il quadro sulle infrastrutture, sul turismo, sull'occupazione e, appunto, sulle diverse forme di disagio. Tra queste, l’altissima percentuale di giovani che non lavorano e non studiano (Neet), che arriva al 35% doppiando quella delle città metropolitane del centro-nord. O quel 14% di famiglie senza occupati, contro il 4,9% del resto del Paese. E ancora, i servizi sociali e i servizi per l’infanzia: solo il 4,4% dei bambini delle città metropolitane del sud utilizza i servizi comunali per l’infanzia, mentre la percentuale nelle altre città raggiunge il 21,5%. Al contempo non mancano le ragioni per guardare con fiducia a un futuro di segno diverso: dalla ripresa, nell'ultimo biennio, delle spese per investimento alle risorse in arrivo dall'Europa e dai Patti per il Sud. Il rilancio dovrà poggiarsi sui due cardini della promozione degli investimenti e del miglioramento della capacità organizzativa. A partire dall’analisi di questi dati, che verranno presentati in modo dettagliato nel corso della conferenza programmatica di Messina, le Città metropolitane del mezzogiorno elaboreranno una proposta unitaria e condivisa di interventi e priorità, da portare all’attenzione delle istituzioni e di tutte le forze politiche. A partire dal ministro per la pubblica amministrazione, Marianna Madia, che interverrà alla conferenza. Con lei, a concludere i lavori, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro. Saranno presenti, tra gli altri, i sindaci Renato Accorinti (Messina), Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), Enzo Bianco (Catania), Mario Occhiuto (Cosenza), Leoluca Orlando (Palermo), Massimo Zedda (Cagliari). Alle Città metropolitane sono attribuite, oltre alle funzioni fondamentali delle Province e quelle ad esse assegnate nell’ambito del processo di riordino delle funzioni provinciali, le seguenti funzioni fondamentali: adozione e aggiornamento annuale di un piano strategico triennale del territorio metropolitano, che costituisce atto di indirizzo per l’Ente e per l’esercizio delle funzioni dei Comuni e delle Unioni di Comuni compresi nel predetto territorio, anche in relazione all’esercizio di funzioni delegate o assegnate dalle Regioni, nel rispetto delle leggi delle Regioni nelle materie di loro competenza; pianificazione territoriale generale, ivi comprese le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture appartenenti alla competenza della comunità metropolitana, anche fissando vincoli e obiettivi all’attività e all’esercizio delle funzioni dei Comuni compresi nel territorio metropolitano; strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano. D’intesa con i Comuni interessati la Città metropolitana può esercitare le funzioni di predisposizione dei documenti di gara, di stazione appaltante, di monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive; mobilità e viabilità, anche assicurando la compatibilità e la coerenza della pianificazione urbanistica comunale nell’ambito metropolitano; promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale, anche assicurando sostegno e supporto alle attività economiche e di ricerca innovative e coerenti con la vocazione della Città metropolitana come delineata nel piano strategico del territorio di cui alla lettera a); promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione in ambito metropolitano. La città metropolitana di Catania ha circa un milione e cento mila abitanti e comprende i 58 comuni dell’ex-provincia regionale di Catania. La nascita della Città metropolitana ridefinisce i confini comunali ed è pertanto necessaria una rimodulazione dei servizi del trasporto pubblico diventando indispensabile puntare alle infrastrutture come punto di partenza a supporto di una rete multimodale ferro-gomma, disegnata per garantire un buon livello di accessibilità sia nelle aree comunali che nei comuni limitrofi. Alcuni studi che sono stati condotti hanno evidenziato che la scala territoriale ottima per la pianificazione e la successiva gestione sia proprio quella metropolitana, purché si costruisca una visione sovra-comunale delle politiche della mobilità, delle infrastrutture e dei trasporti.   Ti potrebbero interessare: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Città metropolitana di Catania, verso il piano regolatore: opportunità per ripensare la mobilità La “metropoli” di Catania attraverso le spettacolari foto dallo spazio Catania “provincia”, errore Capitale! La nostra città una “piccola metropoli”

Leggi tutto    Commenti 1
Articolo
20 apr 2017

Ryanair, nuova programmazione per Catania: Francoforte da settembre, Cagliari annuale e più voli per Treviso

di Mobilita Catania

Stamane durante la conferenza stampa tenutasi presso il terminal Norma, Ryanair ha lanciato oggi la sua programmazione per l’inverno 2017/18 da Catania che prevede una nuova rotta per Francoforte, un nuovo collegamento invernale per Cagliari e più voli per Treviso che faranno viaggiare 2,2 milioni di clienti all'anno e supporteranno, secondo una ricerca condotta da ACI - Airport Council International 1.700 posti di lavoro “in loco”. La programmazione invernale 2017/18 di Ryanair da Catania offrirà: quattro voli settimanali per Francoforte e per Cagliari, voli extra per Treviso; in totale la compagnia opererà 15 rotte e 160 voli settimanali, con una stima di 2 milioni e 200 clienti all'anno. Ryanair continuerà a collegare Catania con le principali destinazioni turistiche e d'affari con frequenze elevate come Roma (6 voli al giorno) e Milano Malpensa (4 voli al giorno), e tariffe sempre più basse, rendendo Ryanair la scelta ideale per i clienti di Catania sia business che leisure. La programmazione estiva 2017 di Ryanair da Catania sta registrando un record di prenotazioni con maggiori frequenze verso destinazioni perfette per le vacanze estive delle famiglie, tariffe più basse grazie al minor costo del carburante e una migliorata esperienza per il cliente conseguente all’implementazione del programma “Always Getting Better” di Ryanair. A Catania, John F. Alborante Sales & Marketing Manager Ryanair per l’Italia, ha dichiarato: “Siamo lieti di lanciare la nostra programmazione per l’inverno 2017/18 da Catania, che comprende 1 nuova rotta per Francoforte, 1 nuovo collegamento invernale per Cagliari e voli extra per Treviso, che faranno viaggiare 2,2 milioni di clienti p.a. e supporteranno 1.700* posti di lavoro in loco. Queste nuove rotte saranno in vendita da oggi sul sito Ryanair.com e la continua crescita di traffico, turismo e posti di lavoro a Catania sottolinea il nostro impegno per la regione Sicilia. I clienti di Catania possono aspettarsi tariffe ancora più basse. Non c’è mai stato un momento più favorevole per prenotare un volo Ryanair a basse tariffe. Invitiamo tutti i clienti che vogliono prenotare le proprie vacanze a farlo ora sul sito Ryanair.com o sulla nostra app, dove potranno approfittare delle tariffe più basse per volare da e per Catania. Per celebrare il lancio della nostra programmazione per l’inverno 2017/18 da Catania stiamo mettendo in vendita posti sulle rotte già acquistabili del nostro network europeo a partire da soli €19,99 per viaggiare a maggio, e prenotabili fino alla mezzanotte di giovedì (20 aprile). Poiché i posti a questi fantastici prezzi bassi andranno a ruba velocemente, invitiamo i passeggeri ad accedere subito al sito www.ryanair.com per evitare di perderli.” Nico Torrisi, Amministratore Delegato SAC, ha commentato: ​​"​Accogliamo con grande favore le nuove rotte Ryanair per la prossima stagione​: oltre ad arricchire il ventaglio di collegamenti da/per Catania, sono particolarmente appetibili per una quota maggiore di passeggeri, attratti da offerte estremamente convenienti. La rotta su Francoforte, in particolare, ci consente di perfezionare la già ampia offerta di collegamenti stabili ​con la Germania​, mercato di riferimento di Fontanarossa con oltre il 30% di passeggeri nel segmento internazionale che nel 2016 hanno visto in transito quasi 600.000 viaggiatori da/per le città tedesche. Con Francoforte diventano 8 le città della Germania collegate a Catania con voli di linea che garantiscono un flusso costante sia in estate che in inverno, supportando sia il settore turistico che quello legato ai lavoratori fuori sede. ​Quella invernale per Cagliari si conferma come un vero ponte virtuale fra le due isole che, grazie a Ryanair, saranno più vicine tutto l'anno garantendo flussi turistici e quindi sviluppo economico per entrambe."  

Leggi tutto    Commenti 0