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07 dic 2015

Piano Pluriennale Anas 2015-2019, risorse anche per la Sicilia

di Roberto Lentini

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio e il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, hanno presentato il Piano pluriennale Anas 2015-2019 che prevede oltre 20,2 miliardi di euro per più di 3.600 km di strade, di cui 8,8 miliardi di euro per il completamento di itinerari, 8,2 miliardi destinati alla manutenzione straordinaria e 3,2 miliardi per le nuove opere. Il Piano prevede una sostanziosa iniezione di risorse, da oggi fino al 2019, rivolta prevalentemente al rafforzamento degli assi infrastrutturali strategici del Paese, al miglioramento degli accessi in città e al potenziamento dei collegamenti intermodali. Il Piano di investimenti è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, dal presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani dal presidente della Conferenza Stato Regioni, Sergio Chiamparino e dal presidente del Consiglio Nazionale Anci, Enzo Bianco. `Con il Contratto di Programma Anas 2015 e con il Piano Pluriennale degli investimenti Anas 2015-2019 è stata aperta una nuova stagione - dichiara il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio - iniziata con il rafforzamento degli indirizzi da parte del Mit, tra cui, in primo piano, miglioramenti delle condizioni di sicurezza, completamenti di itinerari, integrazione della rete stradale esistente, ripristino, riqualificazione e messa in sicurezza. Un nuovo corso che riguarda l`azione responsabile del Ministero nella vigilanza e di Anas nella gestione della rete stradale. D`intesa con il presidente Armani vogliamo fornire migliori servizi ai cittadini e realizzare quella rete interconnessa e intermodale delle infrastrutture di trasporto. Con la legge di stabilità del 2016 si garantisce inoltre ad Anas un orizzonte più certo per la programmazione e gli investimenti e, quindi, più autonomia`.   Per il Presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, siamo di fronte a `un Piano importante perché finalmente si punta al recupero, alla manutenzione e alla prevenzione, oltre che a interventi non più differibili, considerando lo stato del nostro patrimonio stradale. Il documento che è stato presentato oggi prevede giustamente che il maggior numero di interventi sia riferito al Mezzogiorno, dove in tutta evidenza le dotazioni infrastrutturali sono più critiche e vanno potenziate. Mi sembra anche che quello adottato sia l`approccio giusto, in particolare - ha aggiunto Chiamparino - per quel che riguarda le criticità delle infrastrutture stradali legate al dissesto idrogeologico e agli eventi alluvionali, che necessitano di interventi slegati dalla semplice emergenza. E` infine importante continuare con un metodo di confronto che coinvolga Regioni ed Enti locali, un`esigenza - ha concluso Chiamparino - che diventa ancora più stringente se consideriamo il riassetto istituzionale legato al superamento delle Province, ai futuri compiti delle Aree vaste e al ruolo di indirizzo delle Regioni`.   Una parte consistente delle risorse previste dal Piano pluriennale è destinata alla manutenzione straordinaria. L`obiettivo di Anas, in forte discontinuità con il passato, è quello di preservare ed efficientare il patrimonio infrastrutturale esistente risolvendo criticità strutturali e riducendo l`incidentalità, migliorando le condizioni di traffico, mettendo in sicurezza la rete stradale da frane e dal rischio idraulico. `Concentrare le risorse sulla manutenzione straordinaria - ha spiegato il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani - ci consente di lavorare più rapidamente, perché i tempi di attivazione degli interventi sono inferiori, di aumentare il ciclo di vita dell`infrastruttura, potenziando la dotazione tecnologica degli impianti, e di accrescere la capacità trasportistica con benefici notevoli in termini di impatto ambientale e consumo di territorio, con effetti positivi sulla crescita economica e sul Pil grazie all`impiego di risorse umane, forniture e fatturati per cantieri`. Con il contratto di programma 2015 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rafforzato le attività di controllo e vigilanza definendo nuovi obblighi per Anas. Alcuni punti, di seguito, che hanno caratterizzato i nuovi indirizzi: Su programmazione e progettazione: miglioramento della trasparenza verso i Ministeri vigilanti e le Authority, condivisione di accordi o protocolli di intesa con terzi a carico delle risorse di Contratto; relazione sullo stato attuazione degli adempimenti del Contratto, adempimento in tema di sicurezza delle infrastrutture stradali. Sull` esecuzione dei Contratti: revisione e miglioramento dei collaudi delle opere e delle gare di appalto; rispetto dei cronoprogrammi delle opere previste e trasmissione periodica di report sugli investimenti. Riguardo l`esercizio: rafforzamento della trasparenza, pubblicando sul sito internet le informazioni relative al censimento del traffico; garanzia della piena fruibilità della rete di competenza secondo adeguati livelli e standard di sicurezza, trasmissione dei dati di incidentalità sulla rete di competenza; censimento delle opere d`arte nonché il monitoraggio delle condizioni di sicurezza anche in riferimento all`interazione suolo-struttura, finalizzato agli interventi di miglioramento e adeguamento. Nei processi di supporto: potenziamento del know-how aziendale anche attraverso trasparenti politiche di reperimento del personale, di risparmio ed efficientamento delle spese, di piani di progressivo monitoraggio; decisa riduzione degli oneri per contenzioso; più attente rendicontazioni nei confronti del Ministero sull`applicazione della normativa appalti e antimafia, trasmissione ai Ministeri vigilanti della documentazione aziendale.   La svolta verso le manutenzioni si è già realizzata con la presentazione del Contratto di Programma 2015, ad agosto scorso, la cui attuazione, per un valore complessivo di 1,1 miliardo di euro, prevede 222 interventi per manutenzione straordinaria su 254 totali riguardanti gallerie, ponti, viadotti, pavimentazione e impiantistica lungo tutta la rete stradale nazionale di competenza Anas. Tra le azioni già realizzate per l`anno 2015 c`è lo sblocco di opere importanti come il Viadotto Italia, sull`Autostrada A3 Salerno Reggio Calabria, riaperto lo scorso luglio, e l`apertura al traffico della bretella sulla A19 `Palermo - Catania`, di pochi giorni fa, che consente agli automobilisti di bypassare il Viadotto Himera colpito da una frana lo scorso aprile. E ancora: la riapertura dei cantieri per la nuova Aurelia alla Spezia, e lo sblocco dei lavori della tratta Monteromano Est-Cinelli sulla Orte-Civitavecchia.   Nel dettaglio, il piano pluriennale di investimenti prevede il 43,7% delle risorse, pari a 8,8 miliardi di euro, per gli interventi di completamento di 520 km di itinerari esistenti; il 40,6% delle risorse, pari a 8,2 miliardi di euro, per la manutenzione straordinaria e per le opere di messa in sicurezza lungo 2.919 km; e il 15,7%, pari a 3,2 miliardi di euro, per la realizzazione di nuove opere su 204 km. Complessivamente, dunque, i lavori interesseranno 3.643 km di strade. Dei 20,2 miliardi di euro, inoltre, il 63,4% delle risorse, pari a 12,8 miliardi, sono destinati al Mezzogiorno e alle Isole, mentre il 36,6%, pari a 7,4 miliardi di euro, andrà a finanziare interventi nel Centro Nord. La scelta delle arterie su cui intervenire è avvenuta tenendo conto, secondo i più alti standard europei, dei benefici trasportistici direttamente correlati all`infrastruttura, come i risparmi di tempo connessi alla fluidificazione della circolazione, rapportati agli oneri di realizzazione dell`intervento, e di fattori quali: i livelli di traffico, l`incidentalità e la sicurezza stradale, la connessione con porti, aeroporti, centri logistici e interscambi ferroviari, al fine di favorire gli scambi modali di persone e merci, e i benefici derivanti dai servizi di rete determinati dalla presenza, ad esempio, di ospedali, tribunali e università. Tra gli itinerari per i quali sono stati programmati interventi di riqualificazione o di manutenzione straordinaria, ci sono la nuova Autostrada A3 Salerno Reggio Calabria per cui sono previsti 1 miliardo e 765 milioni di euro, la E45/E55 Orte-Mestre (1miliardo e 671 milioni di euro), la strada statale 106 `Jonica` (1 miliardo e 500 milioni di euro), la A19 `Palermo - Catania` (872 milioni di euro), la strada statale 372 `Telesina` (658 milioni di euro), la strada statale 16 `Adriatica` (593 milioni di euro), i collegamenti con l`aeroporto di Malpensa (383 milioni di euro), la strada statale 9 `Via Emilia` (374 milioni di euro), il Grande Raccordo Anulare di Roma (349 milioni di euro), la strada statale 182 `delle Serre Calabre` (349 milioni di euro), in Sardegna la strada statale 131 `Carlo Felice` (282 milioni di euro) e la SS 554 `Cagliaritana` (275 milioni di euro), e ancora la E78 `Grosseto Siena` (237 milioni di euro), la SS1 `Aurelia` (198 milioni di euro), la SS 67 `Tosco Romagnola` (136 milioni di euro). Il tavolo Anas/Anci per le strade pulite Nel corso della conferenza stampa, infine, il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, e il presidente del Consiglio Nazionale Anci, Enzo Bianco, hanno annunciato che sarà istituito un tavolo congiunto Anas/Anci per il coordinamento degli interventi di raccolta dei rifiuti lungo tutta la rete stradale nazionale.

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07 ott 2015

VIDEO | A19 Catania-Palermo, ecco come sarà

di Andrea Tartaglia

Ieri è stato presentato a Roma il piano dell'Anas di manutenzione dell'Autostrada A19 Catania-Palermo, nel corso di un convegno in Senato a cui ha preso parte il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Del Rio. 842 i milioni di euro disposti per la manutenzione straordinaria dell'autostrada che collega ben due quinti dell'intera popolazione siciliana: ecco il video ufficiale che mostra tutti gli interventi previsti.     Degli 842 milioni di euro, 380 milioni serviranno per il ripristino e miglioramento di ponti e viadotti, 288 per la stesura di nuova pavimentazione stradale, la sostituzione e l'adeguamento delle barriere di sicurezza e 134 per l'adeguamento impiantistico delle gallerie e l'illuminazione dei 19 svincoli. Infine, 40 milioni per infomobilità e il monitoraggio del traffico. Circa il viadotto Himera, in particolare, saranno demolite le sei campate danneggiate dalla frana del 10 aprile scorso e 12,7 milioni serviranno per la costruzione del nuovo viadotto in acciaio, lungo 270 metri, con una campata centrale di 130 metri per scavalcare tutto il corpo di frana e dimensionato per resistere al quadro geomorfologico della zona. (foto: Riccardo Perissinotto)

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07 lug 2015

Autostrada Palermo-Catania: piano ufficiale degli interventi, bypass a dicembre

di Roberto Lentini

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso noto il piano degli interventi per l’emergenza del viadotto Himera. I tempi non saranno brevi come si era prospettato inizialmente.  Il bypass che permette di ripristinare la circolazione sulla A19 Catania-Palermo sarà pronto probabilmente entro i primi di dicembre e costerà 9 milioni 330mila euro. L’adeguamento della strada provinciale 24 è, secondo i tecnici, l’unico modo per costituire un efficace bypass (o bretella) per il traffico autostradale, in attesa della ricostruzione del tratto di autostrada danneggiato. A tal proposito il Commissario Guardabassi ha affermato: «Sulla bretella una delle alternative coincideva con una proposta dal Movimento 5 Stelle ma è stata scartata perché prevedeva l'utilizzo del ponte Bailey di tipo militare e l'utilizzo del Genio militare, ma questo non sarebbe stato risolutivo perché c'erano dei costi e i militari non hanno tutti i macchinari necessari, e inoltre questa proposta dei Cinquestelle non prevedeva l'adeguamento della strada provinciale 24, che per noi invece è necessario. Infine abbiamo dovuto escludere quel versante di destra perché i geologi ci dicono che su quel lato c'è un corpo di frana molto vasto e attivo. I geologi ci hanno vincolato a prendere in considerazione il lato sinistro. Insomma, quella del M5S era un'ipotesi che abbiamo esplorato, anche affascinante, ma non praticabile». Di parere contrario è invece il Prof. Vincenzo Liguori, docente di Geologia Applicata al Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, Aerospaziale, dei Materiali della Scuola Politecnica di Palermo in cui afferma che «realizzare una bretella su quei versanti impone opere costose anche per un'opera emergenziale e provvisoria. Da quanto proposto parlare di realizzare un intervento con rilevato in terra armata su terreni con frane quiescenti è da escludere a meno che non si prevedano prima opere di consolidamento del versante e poi realizzazione delle opere, inoltre è necessario anche intervenire in alveo fiume e sistemarlo». Intanto procedono i lavori sulla vecchia regia trazzera “Prestanfuso”, a Caltavuturo, che sarà trasformata in una bretella di raccordo per aggirare il viadotto Himera con un intervento finanziato per 300 mila euro dal Movimento 5 Stelle. I lavori dovrebbero concludersi il mese prossimo con un risparmio di circa 50 minuti sui tempi di percorrenza.  

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30 giu 2015

Viadotto Himera: summit tra Crocetta, Anas e Sindaci; nel frattempo continua la polemica trazzera M5S

di Roberto Lentini

Ieri a Palazzo d’Orleans si è svolto l'incontro tra il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile nazionale, Marco Guardabassi, commissario per la Palermo-Catania,  e i Sindaci delle Madonie. «Stiamo avviando un progetto velocemente, nei termini consentiti dalla legge e in piena sicurezza per i cittadini - ha affermato Rosario Crocetta - Le istituzioni devono rendere compatibile i progetti con la necessità di dare una risposta ai cittadini, sempre garantendone la massima sicurezza. Si lavorerà giorno e notte, con tre turni di lavoro, 24 ore su 24 ore». «Non innamoriamoci delle date, i lavori dureranno intorno ai novanta giorni. – ha affermato il capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio - prima ci sarà un periodo di venti o trenta giorni per la parte amministrativa. Gli interventi sono tre, e tutti hanno la necessità di approfondimenti tecnici». La bretella sarà lunga 1,8 chilometri e partirà dalla strada provinciale 24, dallo svincolo di Scillato e sarà collegata direttamente all’autostrada con un’apposita rampa, costerà complessivamente 9 milioni di euro e sarà pronta entro 90 giorni dall'inizio dei lavori; ciò vorrà dire che se l'iter annunciato durante il summit tra Crocetta, Anas e Sindaci a metà ottobre la deviazione sarà completa. Non è ancora certa la sorte dell’altra carreggiata, in direzione Palermo. «Dopo l’abbattimento del viadotto ceduto – ha continuato il capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio - faremo le valutazioni in sicurezza sulle fondazioni dell’altra. Non è un quiz, non possiamo sapere adesso quali sono le condizioni dell’altra carreggiata, non possiamo sapere se potrà essere utilizzata o meno». «Ci sara’ un comitato di monitoraggio che verifichera’ il rispetto del cronoprogramma predisposto dal commissario. Anche questo cronoprogramma non va inteso in modo rigido, perche’ se ci sono necessita’ tecniche alcuni interventi possono slittare se il commissario comunichera’ la ragione tecnica. E’ una procedura che abbiamo applicato gia’ altre volte nel resto d’Italia e che applichiamo per la prima volta in Sicilia. Qui non ci sono parti contrapposte, siamo tutti interessati a fare presto e bene perche’ sappiamo che e’ un’arteria fondamentale per la Sicilia ». Critiche sono piovute dal commissario Marco Guardabassi  sulla bretella proposta dal comune di Caltavuturo e sposata dal Movimento 5 Stelle : «La trazzera dei Cinque Stelle non è adeguata per il traffico pesante e forse neppure per i mezzi leggeri». Di contro l’eurodeputato siciliano Ignazio Corrao, del M5S, interviene in merito alla costruzione della bretella proposta dal commissario: « il progetto per la nuova bretella, insisterebbe sul crinale di Caltavuturo, in una zona geologicamente instabile, come dire – conclude Corrao – se le cose si devono fare, meglio farle male, così poi ci sarà la prossima emergenza…».

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