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18 giu 2015

ESCLUSIVA | Un sistema di Bike Sharing elettrico nei paesi etnei sarà presto realtà

di Andrea Tartaglia

Vi sottoponiamo l'intervista in esclusiva per catania.mobilita.org, presto trasformatasi in una piacevole chiacchierata, avvenuta questa mattina con Marcello Nigro, presidente di Energia Pulita Sicilia (azienda che si occupa di energie rinnovabili), nonché di Conf. S.E.R., ovvero la branca di ConfCommercio per lo Sviluppo delle Energie Rinnovabili. - Il Bike Sharing, sempre più diffuso e comune in Italia e all’estero, dalle nostre parti rappresenta ancora una lacuna da essere colmata. Però progetti e iniziative non mancano: Lei, infatti, è artefice di un interessantissimo progetto di Bike Sharing elettrico che coinvolgerà i paesi etnei dell’hinterland di Catania e, successivamente, anche il capoluogo. Presidente, in cosa consiste il suo progetto? Parto da una premessa. La situazione in Sicilia non è così drammatica come si possa pensare, in Sicilia esistono già ben 1720 km di piste ciclabili (per lo più fuori dei centri urbani, ndr), ma sono però conosciute solo dagli appassionati e spesso in assenza di un quadro efficiente di gestione e manutenzione. Il mio progetto non è finalizzato alla soluzione di un progetto di mobilità articolato in tutta la Sicilia, ma in funzione delle esigenze specifiche di un territorio. Ad esempio, ho già studiato, nell'ambito del PAES (Piano di Azione per l'Energia Sostenibile) un progetto di Bike Sharing per Catania con 25 ciclostazioni. Adesso siamo pronti ad abbracciare la fascia pedemontana dell'Etna, progetto per il quale anche la Ferrovia Circumetnea è interessata. Le istituzioni, in generale, però, non conoscono bene l’argomento e perdono alcune importanti occasioni per farlo. Ad esempio, domani, proprio a Catania ci sarà una grande manifestazione nazionale sul tema della mobilità sostenibile, con la partecipazione di sindaci e altri rappresentanti di enti territoriali, ma non sono state invitate molte associazioni di categoria che potrebbero portare un grande contributo in termini di conoscenza sia teorica che pratica, con la grande esperienza accumulata. Ad esempio, per quest'occasione io non sono stato chiamato in causa. Poi, però, vengo richiesto in disparte per spiegare a chi già opera per il territorio come funzionano molti aspetti della mobilità: nei prossimi giorni sarò infatti, su richiesta, ad Acicastello, dove spiegherò alla giunta cos’è la mobilità. E poi a Catania, per fare altrettanto con la commissione che si occupa dello stesso tema.  In una situazione del genere, dove, mentre ci sono manifestazioni nazionali sul tema, le amministrazioni locali palesano la loro scarsa conoscenza pregressa in materia, cosa posso fare io come imprenditore e come presidente di una delle aziende più tecnologicamente avanzate del settore? In base al territorio devo capire come può funzionare lo sharing nell’area metropolitana. E la ricetta è questa: poiché i comuni non hanno le risorse economiche necessarie, coinvolgo il privato alla presenza del pubblico e propongo un sistema integrato di spostamento sul territorio. Il comune concede gli spazi gratuitamente, il privato che vuole scommettere su quest'opera viene da me formato (l’imprenditore deve capire bene come funziona il sistema) e in poco tempo si è in grado di far partire una rete. Ma alla base ci dev'essere un elevato livello di conoscenza, è imprescindibile. A Siracusa il Bike Sharing c’è ma non funziona, a Catania ci sono -o c'erano?- 250 biciclette distribuite presso gli istituti scolastici. Se il funzionamento non c'è è perché manca la conoscenza e, quindi, l'adeguata gestione e manutenzione. Ci vuole un sistema di controllo dall'alto che vigili sul territorio e sia sempre in grado di intervenire tempestivamente. Se ci saranno delle persone che baseranno il loro lavoro su questo sistema, allora l'ingranaggio funzionerà. Basta vedere il sistema del Bike Sharing del porto di Catania, che non è ancora partito nonostante gli impianti siano pronti da parecchi mesi, perché la gestione viene proposta all’Amt che non ha né le conoscenze né, soprattutto, l'interesse. Quello che io propongo e suggerisco, infatti, è di informare e formare professionalmente le risorse umane che dovranno gestire, come loro principale occupazione, questi sistemi, e lo faccio in prima persona come ConfCommercio con enorme successo, tant'è che presto ci allargheremo su scala regionale. Venendo al progetto, si tratta di un’azione di marketing territoriale. Aci Bonaccorsi, San Gregorio di Catania, Valverde e Viagrande sono i primi comuni ad essere interessati. Anzi, i loro sindaci sono proprio entusiasti: qui sorgeranno 7 ciclostazioni. Adesso si è aggiunto anche il comune di Acicastello, e quindi anche Aci Trezza, Cannizzaro e Ficarazzi. E già così le ciclostazioni aumentano di almeno altre 4 unità. Trattandosi di una zona a forte vocazione turistica, anche gli alberghi saranno coinvolti. Presso ogni ciclostazione si potranno prendere o parcheggiare le biciclette in dotazione della rete, ma anche i cittadini che posseggono già una loro bicicletta, elettrica o muscolare, avranno facoltà di usufruire del parcheggio e delle colonnine di ricarica per il loro mezzo. Si offre così un servizio aggiuntivo, che incentiva l'uso del mezzo ecofriendly a discapito delle automobili, che è lo scopo sociale ed ambientale di tutta l'iniziativa.  - Chi sosterrà i costi di realizzazione, manutenzione e gestione?  L’intervento è rivolto ai privati che se ne occuperanno interamente. I comuni non rischiano nulla. L’imprenditore privato può ottenere molto dalla gestione delle ciclostazioni. Il ritorno economico proviene dall’affitto delle bici. Inoltre le ciclostazioni saranno dotate di monitor gestiti dai privati, con possibilità di pubblicità vendute agli operatori economici. Consideriamo anche l'utenza costituita dai turisti, con la possibilità di organizzare anche itinerari e convenzioni con restauranti, etc. - Dunque, nel breve termine, i primi comuni interessati saranno Aci Bonaccorsi, Acicastello, San Gregorio di Catania, Valverde e Viagrande. Confrontarsi con più di un comune per un unico progetto integrato rappresenta un problema? Ritiene che un ente come la defunta Provincia o la futura Città Metropolitana, potenzialmente, sarebbe un interlocutore più adatto? L'operazione è molto semplice, non ci sono particolari problemi. Io indico ai comuni quali sono gli spazi interessati e i comuni li concedono gratuitamente. Basta questo. Presto anche altri comuni limitrofi, come Aci Sant'Antonio o San Giovanni la Punta, potrebbero essere coinvolti. - Non semplici biciclette, bensì biciclette elettriche. Come mai questa scelta?  Il sistema prevede biciclette elettriche, ma, come detto, non soltanto. Ecco perché ci vogliono manutentori e gestori: anche gli utenti che hanno già una bicicletta potranno usufruire delle ciclostazioni, potendosi rivolgere a tecnici competenti capaci, con piccoli adattamenti, di rendere compatibili biciclette di provenienza esterna ai sistemi di ricarica delle postazioni. Ma anche biciclette tradizionali, ovvero le “muscolari”. Chi abita al settimo piano di un palazzo potrà lasciare il proprio mezzo al sicuro nelle ciclostazioni, anziché dovere faticosamente portarselo su fino al proprio appartamento. Si potrà anche realizzare una  predisposizione per la ricarica delle auto elettriche. - Possiamo pensare, quindi, che il progetto ha buone probabilità di divenire realtà? E con quali tempi, in linea di massima? Dal momento in cui si individuano gli imprenditori interessati, i tempi sono brevi. Questo è il prossimo passo. Mentre i futuri gestori seguono il corso di formazione, intanto si installano gli impianti. Ora dobbiamo trovare gli imprenditori attraverso i canali opportuni. Ogni ciclostazione costa 25-30.000 euro se si attacca alla rete elettrica, i costi sono maggiori in caso di presenza di pannelli fotovoltaici o di strutture "stand alone" (autonome). Ma i tempi di ritorno sono brevi, circa due-tre anni.  - In alcune città italiane, dove sistemi analoghi sono già operativi, talvolta si sono verificati furti delle biciclette. Però a Salerno, ad esempio, una bicicletta che era stata rubata è stata ritrovata nel giro di appena due ore dalla polizia grazie a tecnologie antifurto. Anche nel vostro sistema sono previsti accorgimenti per scoraggiare episodi del genere?  Ogni struttura sarà attrezzata con sistemi di tracciabilità e controllo immediato collegato a società di livello nazionale in grado di intervenire immediatamente. Abbiamo già le convenzioni pronte da siglare con la polizia privata. Ogni bicicletta è assicurata, come d'altronde è obbligatorio, essendo conformi alle normative comunitarie. - La sua azienda lavora con le energie pulite. Per le stazioni di ricarica avete pensato di ricorrere a sistemi ecosostenibili come, ad esempio, pannelli fotovoltaici? È una possibilità. Ma se io oggi ho una pensilina di dimensioni 3 per 10 metri, ad esempio, posso ricavare circa 3kW che non soddisfanno interamente la richiesta di energia. Le batterie devono stare sempre su percentuali piuttosto alte di livello di carica. Ma non dimentichiamoci che già la bicicletta che sostituisce la macchina è un enorme vantaggio per l’ambiente e la salute. - Ritenete che l’assenza di piste ciclabili possa essere un ostacolo per il successo del servizio? O magari un ulteriore stimolo per realizzarne di nuove? Nessun ostacolo, anzi, puntiamo sul miglioramento delle condizioni esistenti. Nei primi cinque paesi interessati stiamo studiando come valorizzare le strutture di richiamo turistico presenti nel territorio, come il museo delle farfalle di Viagrande, ad esempio, dove già esiste una pista ciclabile. - È già possibile immaginare quali possano essere le condizioni e i costi del servizio per gli utenti? Saranno uguali per tutti i comuni interessati, immaginiamo. Sì, saranno uguali per tutti i comuni. Affittare le biciclette costerà 2 euro la prima ora e un euro per quelle successive. In alcune città il primo intervallo di tempo è gratis, ma ciò avviene laddove la gestione è pubblica. In questo caso è necessario garantire il ritorno economico agli investitori, naturalmente al giusto prezzo per l'utenza. - In un secondo momento, il progetto ambisce ad interessare anche la città più grande, Catania. Con quali modalità o tempi?  Dipende dal comune di Catania. Noi siamo già pronti con un grosso progetto, già inserito nel PAES, ma non ci sarebbe neanche bisogno dei finanziamenti pubblici perché ci sarebbero i privati. Catania è l'ente territoriale con cui è più difficile interloquire, ma per dimensioni ed importanza renderebbe tutto più semplice, essendo fortemente attrattiva. Grazie mille, Presidente, e buon lavoro!  

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18 giu 2015

FOTO | Metropolitana, stazioni Nesima e San Nullo: proseguono i lavori

di Roberto Lentini

Procedono spediti i lavori della metropolitana nella tratta Borgo-Nesima, il cui completamento è previsto per la fine di giugno 2016. Stazione Nesima La stazione Nesima si integrerà con il parcheggio scambiatore dell'AMT. Stazione San Nullo Per altre informazioni sulla metropolitana catanese vi invitiamo a visionare la nostra sezione dedicata alle opere catanesi, nello specifico la scheda dedicata alla metropolitana di Catania e il cronoprogramma dei lavori.

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18 giu 2015

Autostrada Catania-Siracusa, buone notizie per la galleria Filippella al buio da due anni

di Roberto Lentini

Buone notizie per la galleria Filippella, sull’autostrada Catania-Siracusa, già da oltre due anni al buio per i continui furti di rame. L’Anas, responsabile di questa tratta autostradale, ci ha fatto sapere che a fine maggio c’è stata l’aggiudicazione della gara con consegna dei lavori alla ditta aggiudicatrice per ripristinare tutti gli impianti tecnologici relativi all’impianto di illuminazione della galleria e alla rete di fibra ottica, colonnine SOS e rilevazione incendi. I lavori dovrebbero iniziare  i primi di luglio. Al momento la galleria è limitata ad una sola corsia per evitare incidenti.

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17 giu 2015

FOTO | Aeroporto Fontanarossa, in fase avanzata il nuovo parcheggio

di Roberto Lentini

Sono già in una fase avanzata i lavori del parcheggio multipiano P4 dell’Aeroporto “Vincenzo Bellini” che servirà gli utenti che hanno la necessità di lasciare l’auto per più giorni. Una volta completati i lavori si passerà dagli attuali 1.394 posti auto a 2.802, che saranno così suddivisi: piano a raso coperti 1.366, piano a raso scoperti 184 e piano sopraelevato 1.252. Il parcheggio P4 è consigliato per ogni tipo di sosta e la prima frazione di tempo è gratuita; al momento dispone di ben 16 posti auto gratuiti per disabili e dista 200 metri dall'aerostazione.    

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17 giu 2015

VIDEO | Corso Italia, ogni giorno si rischia la vita: occorre intervenire sulla sicurezza stradale

di Mobilita Catania

Il dibattito sulla sicurezza stradale ritorna a essere trattato dalla cronaca in coincidenza con gravi scontri stradali che causano vittime; non a caso non utilizzo il termine "incidenti" per descrivere questi avvenimenti, la cui connotazione di casualità spesso è una giustificazione dei numeri da guerra delle strade italiane. Ogni anno in Italia muoiono più di 3 mila persone sulle strade urbane ed extraurbane;  Catania secondo i dati Istat è la seconda città per numero di morti nelle strade urbane in rapporto agli abitanti; numeri che non rappresentano semplici statistiche ma vite spezzate in un attimo per la disattenzione o l'incuria di una persona alla guida, per i  mancati interventi delle amministrazioni sulla sicurezza stradale, per gli errori di chi progetta le strade, spesso concepite solo per le auto, relegando chi si muove a piedi o in bici in qualche centimetro ai bordi della carreggiata e invogliando gli automobilisti a premere il piede sull'acceleratore. Lo scorso venerdi un ennesimo scontro stradale ha coinvolto due anziani in Corso Italia mentre attraversavano sulle strisce pedonali: un'automobilista, secondo le ricostruzioni sulla dinamica a forte velocità e forse invadendo la corsia preferenziale, ha travolto e ucciso i due signori. Noi siamo andati a verificare ciò che avviene quotidianamente nel luogo dove sono state investiti i due signori: sembra non esser cambiato niente: alta velocità, mancate precedenze ai pedoni, stop non rispettati, sorpassi pericolosi, invasioni della corsie preferenziale. Non basta far riferimento al destino o a una distrazione di qualche secondo per spiegare questi avvenimenti che si ripetono quotidianamente; se la responsabilità diretta è dell'investitore ci sono anche delle colpe indirette: quelle di chi dovrebbe garantire il rispetto delle norme stradali e di chi dovrebbe concepire e modificare le strade della città a misura di persona e non del traffico motorizzato. Gli interventi per restituire alle persone la possibilità di vivere la città senza essere costantemente in pericolo sono molteplici: il controllo e le sanzioni da parte della Polizia Municipale, anche attraverso sistemi video, ad esempio lo street control, già collaudato alcuni mesi fa, potrebbero essere il metodo più immediato e coercitivo. Bisogna agire più alla base, non solo attraverso le sanzioni che fungono da deterrente; alcune città italiane e molte europee hanno ridotto il limite di velocità sulle strade urbane a 30 km/h tramite opportune modifiche delle infrastrutture stradali, una limitazione che fluidifica il traffico, evitando inutili e pericolose accelerazioni e decelerazioni senza interferire sulla velocità media di percorrenza, un provvedimento che ha fatto drasticamente diminuire il numero di morti in strada; a Parigi il 90% delle strade si percorre a non più di 30 km/h, New York da alcuni anni sta portando avanti il piano "Vision Zero", nessuna vittima in strada.  

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16 giu 2015

Entro luglio 57 colonnine di ricarica elettrica in Sicilia

di Alessio Marchetti

Oggi, presso lo stabilimento della Coca Cola di Catania, è stato presentato un grande progetto dell'azienda Sibeg che produce e commercializza i prodotti del marchio "The Coca-Cola Company". La sua attuazione può presupporre una grande rivoluzione in quanto permetterà alla Sicilia di avere, già entro fine luglio di quest'anno, ben 57 nuovi punti di ricarica per auto elettriche, utilizzabili da tutti! Le colonnine verranno installate nel parcheggi dei principali punti di distribuzione dei prodotti Sibeg; ogni colonnina permetterà la ricarica di due veicoli. Sette colonnine, in particolare, saranno a ricarica rapida. Le modalità di pagamento non sono state ancora stabilite, in alcuni casi potrebbe essere anche gratuita. Ecco la mappa dei punti di ricarica: L'azienda si è inoltre dotata di 100 auto elettriche (Citroen C-Zero) per  i propri dipendenti abbattendo così i costi per il carburante: si stima che il risparmio annuale per singola vettura sarà di 5400 euro, poiché i costi di elettricità per fare il "pieno" saranno 600 euro contro i 6000 in caso di auto tradizionali con motore endotermico. Ciò permetterà di avere un risparmio di oltre due milioni di euro nel giro di 4 anni. Inoltre si risparmierà molto anche nei costi di manutenzione che sono inferiori nelle auto elettriche. Finalmente, nel giro di poco tempo sarà quindi possibile muoversi nella nostra isola utilizzando i veicoli elettrici: veramente una bella notizia che parte da Catania. Qui l'intera galleria di foto della presentazione a cui abbiamo partecipato e durante la quale è stato possibile provare anche le C-Zero della Sibeg:  

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16 giu 2015

Viadotto Himera: “20 giorni per elaborare il progetto”, nel frattempo il progetto M5S visionato da Ministero e Commissario

di Roberto Lentini

Si allungano i tempi per la realizzazione della bretella che dovrebbe ricollegare la Palermo-Catania: “Sto lavorando intensamente – spiega Guardabassi – e mi prenderò tutti i venti giorni previsti per l'elaborazione del piano, ma non uno di più”. L’unica novità è la pubblicazione in Gazzetta dell'Ordinanza n. 258/2015 che ha sancito lo stato d’emergenza  ma, a due mesi dal cedimento del pilone, i lavori non sono ancora iniziati e ancora non è chiaro cosa sarà fatto e soprattutto quando. In molti si chiedono se era necessario arrivare a dichiarare lo stato d’emergenza, mirato soprattutto a derogare le leggi ordinarie  e che di fatto rendono la vita più difficile a chi vuole fare business, piuttosto che intervenire  in tempo con leggi ordinarie, visto che, come dimostrano le cartografie dell'Assessorato Reg.le Territorio e Ambiente la frana è attiva dal 2005. Intanto c'è da registrare una nuova idea progettuale, proposta del Movimento 5 Stelle, di un nuovo bypass che potrebbe essere realizzato  con il coinvolgimento del Genio Militare e con tempi e costi ridotti.   L'idea progettuale è stata già visionata dallo staff del ministro delle infrastrutture Graziano Delrio e dal commissario Marco Guardabassi.

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