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05 gen 2016

Mobilità e spazi pubblici: dalla A alla Z le sfide di Catania per il 2016

di Andrea Tartaglia

In tema di mobilità, spazi pubblici, infrastrutture, sono tante le aspettative della città di Catania per il nuovo anno che è appena cominciato. Ecco tutti i temi caldi, dalla A alla Z: per ciascun caso sono attese importanti novità o, in alcuni di essi, momenti decisivi, vedi la tanto attesa inaugurazione dell'estensione della metropolitana. A come Autobus e Amt L'azienda metropolitana trasporti è in difficoltà e vanta notevoli crediti nei confronti della Regione Siciliana che, però, non è nelle condizioni di potere elargire quanto dovuto. Ciò nonostante continua l'ammodernamento della rete che nell'ultimo anno, dopo l'Alibus, ha visto nascere una nuova linea importante come il Librino Express, mentre il 2-5 notturno si è trasformato nel gratuito MovidaBus. Nel frattempo, in città, continua l'installazione di nuove paline elettroniche per la segnalazione dei tempi di attesa alle fermate, ma la nuova importante novità potrebbe essere una nuova linea di Brt: ad oggi funziona solo la linea 1 del sistema di Bus Rapid Transit ed è senza dubbio la linea più efficiente dell'intera rete. Auspicabile e, sulla carta, programmato, proseguire su questa strada: il prossimo Brt potrebbe essere quello di collegamento tra il parcheggio scambiatore di Nesima e il centro, passando per l'asse dei viali. Ma A sta anche per Aeroporto: lo scalo di Fontanarossa, che ha chiuso il 2015 superando i 7 milioni di passeggeri, mantenendo il primato non solo della Sicilia ma dell'intero Mezzogiorno d'Italia, ha in programma l'imminente apertura del nuovo parcheggio multipiano P4 e, soprattutto, l'inizio dei lavori di ristrutturazione dell'ex terminal Morandi per poter ampliare la propria capacità. B come Biciclette e Bike Sharing Il 2015 è stato deludente: nessuna nuova pista ciclabile e il Bike Sharing del porto, con le stazioni già installate dentro e attorno lo scalo marittimo, non è mai entrato in funzione. Ripartire da qui, dunque, è d'obbligo, idealmente integrando il sistema portuale con uno più esteso nel territorio comunale. Nel frattempo va registrata la gara per la realizzazione di due nuove piste ciclabili al lungomare e tra il porto e il viale Presidente Kennedy: già esitata, al momento si attende la pronuncia del Tar in merito a un ricorso che è stato presentato. C come Corso Martiri della Libertà Si tratta di un'opera importante che, oltre ai nuovi volumi all'insegna dell'architettura contemporanea, darà al centro di Catania nuove aree pedonali e ciclabili e significative superfici di nuovo verde pubblico. Il progetto dell'Arch. Mario Cucinella per la riqualificazione del grande asse viario che collega la stazione centrale al centro storico è pronto e i privati hanno dichiarato di mantenere l'interesse alto per la realizzazione dell'opera. La novità è che proprio negli ultimi giorni è giunto il parere positivo dell'Anac circa la procedura di affidamento diretto per i lavori, ciò potrà comportare tempi relativamente brevi nel prosieguo dell'iter burocratico. D come Decoro urbano Sotto quest'etichetta si può annoverare una molteplicità di aspetti, dallo stato della manutenzione degli spazi pubblici all'ordine in città che passa direttamente dalla civiltà dei suoi cittadini e dalla capacità di amministrazione e forze dell'ordine di far prevalere il rispetto delle regole. Dal traffico disordinato alla sporcizia e alla condotta dei cittadini (ma anche degli enti di controllo), tutto fa "decoro urbano", che non può certo limitarsi a materiali elementi di abbellimento sparsi qua e là (pur con la loro valenza). Salvo episodiche iniziative e puntuali luoghi della città, Catania non registra ancora i passi avanti che si attendono in tal senso e questa, forse, rappresenta una delle sfide più difficili per il 2016. E come EtnaRail Il progetto di metropolitana leggera su monorotaia per collegare il centro di Catania (nella fattispecie presso due stazioni della metropolitana) ai paesi pedemontani, è ancora allo stato embrionale e forse, anche per questo, visto come lontano e fantascientifico se non addirittura con incredulità e scetticismo. Certo è che ad oggi è l'unico progetto realmente approfondito e documentato per avvicinare i paesi della cintura metropolitana al capoluogo etneo e questa, insieme con la sua validità, è una buona ragione per sostenerlo. L'iter è appena all'inizio, il 2016 sarà l'anno utile per capire se si fa sul serio: molteplici gli enti e i soggetti coinvolti (comuni, Anas, Genio Civile, Università, Soprintendenza...), solo remando tutti nella stessa direzione questo progetto, ambizioso e che fa ampio ricorso all'energia rinnovabile (ancora con la E), potrà vedere la luce. F come Ferrovie ...che a Catania sono due: la locale Circumetnea e la nazionale dello Stato. La prima ha chiuso l'anno appena trascorso col botto: 120 anni di esercizio festeggiati con l'ammodernamento di 15 km di linea e con l'arrivo di materiale rotabile di ultima generazione in grado di garantire tempi migliori e confort d'alto livello. Un salto di qualità che sarà percepibile proprio nel 2016 con l'ingresso in esercizio dei nuovi mezzi, previsto entro febbraio. D'altra parte, le Ferrovie dello Stato hanno disatteso l'aspettativa di vedere la prima tranche di passante ferroviario aperto nel 2015: l'appuntamento con il servizio metropolitano e le nuove fermate di Ognina, Picanello ed Europa, non può che essere rinviato a quest'anno, sperando che sia la volta buona. - Le novità Ferrovia Circumetnea per il 2016: metro, circum e autolinee G come Geolocalizzazione Un termine ancora poco noto dalle nostre parti ma ormai consueto nelle moderne realtà di trasporto pubblico. Treni, autobus, metropolitane: per offrire all'utenza efficienza e conquistare nuovi aficionados, sapere con esattezza quando il mezzo pubblico passerà è divenuto imprescindibile. Ci sta provando l'Amt con le paline elettroniche (il cui numero nel territorio comunale è in aumento), ma il funzionamento non è ancora al top: non tutti i mezzi sono ancora geolocalizzati, non tutte le paline ricevono correttamente le informazioni. La strada, però, è quella giusta. Anche i nuovi mezzi della Fce sono dotati di sistemi di geolocalizzazione mentre con il rinnovo degli impianti tecnologici in atto nella metropolitana di Catania, le stazioni dell'underground catanese saranno dotate di monitor per fornire all'utenza queste basilari informazioni. H come High Capacity Transit Quello che ci si aspetta da metropolitana e passante ferroviario: alta capacità di trasporto pubblico. Solo con l'estensione della linea e l'apertura dell'infrastruttura, rispettivamente, potremo parlarne anche a Catania nell'ambito del trasporto pubblico locale. I come Isole ecologiche Ne sono attive solo due, una a Picanello e una in viale Tirreno: funzionano bene e i cittadini diligenti a farne uso non mancano ma conferire qui i rifiuti differenziati e/o ingombranti non è ancora entrato nelle abitudini di alcuni catanesi, che pure avrebbero l'incentivo di sconti sulle imposte comunali. Un terzo impianto, a Nesima, giace ancora abbandonato e vandalizzato. Proprio nei giorni scorsi è stato occupato da un gruppo di attivisti ma l'auspicio per il 2016 è che possa entrare in funzione con il ruolo per il quale è stato realizzato. I sta anche per Integrazione tariffaria: un concetto chiave alla base della buona mobilità e convenienza del trasporto pubblico locale. È già realtà col biglietto unico Amt-Fce, ma è migliorabile (manca la possibilità di sottoscrivere un unico abbonamento per metro e bus). Ci si augura, inoltre, di poter presto coinvolgere anche il passante ferroviario urbano ma, prima, dovrebbe aprire! L come Light rail e Lungomare Liberato Light Rail, ovvero ferrovia metropolitana leggera: quello che è già la Circumetnea, in superficie, e potrebbe essere un domani la monorotaia di EtnaRail. Un sistema adeguato rispetto alla domanda di TPL che varia man mano che ci si sposta nel territorio della vasta e popolosa città metropolitana etnea. Il 2015 ha già consacrato eventi nati grazie alla spinta dal basso come il Lungomare Liberato, promosso da alcune associazioni locali e accolto dall'amministrazione. Per il 2016 l'evento è stato già calendarizzato dal comune, rientrando a pieno titolo tra le iniziative consolidate diventate appuntamento tradizionale della città: inviso al principio, alla fine è riuscito a mettere tutti d'accordo. Ma il 2016, si vedrà, potrebbe essere determinante per capire se l'arteria parallela al lungomare, da viale Alcide de Gasperi a via Barraco sino a piazza Giorgio La Pira, potrà finalmente essere completata e così, fornendo una valida alternativa alla litoranea per i mezzi privati, permettere la contestuale realizzazione di una Ztl permanente sul fronte mare. M come Metropolitana I riflettori sono tutti puntati su quest'infrastruttura, perché il 2016 dev'essere l'anno della svolta. Dal 1999 non un metro in più di metro si è aggiunto ai 3,8 km esistenti e in funzione, troppo pochi perché il servizio possa essere realmente utile ed incisivo. Ma questi potranno più che raddoppiare: scongiurando ulteriori problemi (l'ultima tegola riguarda le note difficoltà giudiziarie della Tecnis), quest'anno la rete si potrà portare a 8,9 km con 12 stazioni a fronte delle 6 attuali, soprattutto collegando un'area semi-periferica (con le stazioni di Nesima e San Nullo) al centralissimo Corso Sicilia (con la stazione "Stesicoro"). Contestualmente si guarda, giustamente, già avanti: dovranno partire i lavori di ulteriori estensioni con la tratta Nesima-Monte Po e Stesicoro-Palestro, stavolta con l'obiettivo e la concreta speranza di non dovere aspettare altri 17 anni (!) per poter festeggiare l'ampliamento della rete. N come Navi da crociera, Nodo Gioeni Il Porto di Catania, rivalutato anche dall'azione pittorica di street artists sui suoi enormi silos, nel 2015 è finalmente tornato ad ospitare numerose navi da crociera: la città, per la sua economia e la sua immagine, ha bisogno di questo traffico. Il 2016 si preannuncia un anno caratterizzato da numerose presenze di croceristi in città, tra le maggiori degli ultimi anni. Per poter essere più attraente, però, deve migliorare la qualità dei servizi e combattere l'"altro" traffico, quello rumoroso e inquinante che penetra eccessivamente anche nel centro storico. E qui ci ricolleghiamo anche alla N di Nodo Gioeni: eliminato il pericolo (in caso di potente sisma, un evento atteso dalle nostre parti) dovuto alla presenza del vecchio cavalcavia, rimane un luogo di alta congestione veicolare nonché quasi precluso a pedoni e ciclisti. A farne le spese anche l'accessibilità al Parco Gioeni. Così non può rimanere: il comune ha annunciato interventi importanti, il 2016 ci darà la risposta. O come Occupazione da sistemi di mobilità Puntare su metodi di trasporto sempre più efficienti, tecnologici e capillari non significa soltanto offrire servizi migliori all'utenza, che resta l'obiettivo principale insieme con il decongestionamento del traffico e l'abbattimento del tasso d'inquinamento dell'aria. Significa anche generare nuovi posti di lavoro, sia diretti, per il controllo e la gestione dei sistemi, che indiretti: un centro storico libero dalle auto ma facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici, ad esempio, risulta enormemente più attrattivo e a beneficiarne sono, oltre ai cittadini, tutte le attività commerciali ivi presenti. P come Passante Ferroviario, Parcheggi, Porto... La P è lettera iniziale che fa incetta di temi importanti. E non citiamo di nuovo le piste ciclabili già nominate, il Porta a porta che citeremo per la Raccolta differenziata e le Pedonalizzazioni di cui parleremo, per affinità, nel paragrafo dedicato alle Zone a traffico limitato. Del passante ferroviario abbiamo già detto in quanto Ferrovia, ma aggiungiamo un dettaglio importantissimo: nel 2016 dovranno porsi le basi concrete per la realizzazione della fondamentale fermata di Fontanarossa, essenziale sia per lo sviluppo dello scalo aereo che per la mobilità non solo metropolitana ma anche regionale.  Lontano dal centro storico devono invece sorgere parcheggi pertinenziali (che consentono, quando interrati, la riqualificazione della superficie a vantaggio dei pedoni e dei ciclisti) e quelli scambiatori, come quelli di Nesima e Fontanarossa, in grado di trasferire dal mezzo privato a quello pubblico una buona fetta di utenti della città. Fontanarossa è partito bene, grazie al collegamento shuttle con l'aeroporto e al passaggio di Alibus e Librino Express, Nesima invece arranca: ma con la metro e, magari, con una nuova linea di Brt le cose non potranno che cambiare in meglio. Al Porto, infine, non è andata benissimo con la nuova darsena, parzialmente chiusa per nuovi lavori di controllo e consolidamento. Si attende che possa essere pienamente utilizzata per poter consentire l'avvio di un altro sogno della città: connettere il porto alla città, senza barriere. Q come Qualità dell’aria e della vita Le due qualità vanno a braccetto: la seconda dipende anche dalla prima. Respirare aria inquinata fa male alla salute dai cittadini e anche a tutto ciò di inanimato che è raggiunto dai gas di scarico: vedi le facciate di palazzi e monumenti del centro storico, tanto per cominciare. Ormai è chiaro, ai più (ma non a tutti) che progresso e benessere non dipendono più dal motore. Non c'è solo Prodotto Interno Lordo, ma anche Felicità Interna Lorda: ed è perseguire questa che può innescare un circolo virtuoso in grado di risollevare le sorti della società. È un discorso che si può affrontare su scala globale, infatti, ma qui lo si vuole porre con Catania come scenario prescelto. A Grenoble, città francese gemellata con Catania, è partito uno straordinario esempio di car sharing con piccoli mezzi biposto a tre ruote, elettrici. Perché non prenderlo ad esempio? - Il rapporto Ecosistema Urbano: la situazione di Catania R come Raccolta Differenziata È già partita in due zone della città con il metodo del porta a porta che consente l'eliminazione degli antiigienici ed antiestetici cassonetti dalla strada. Con il nuovo contratto di servizio, il 2016 potrà essere l'anno dell'estensione a tutto il territorio comunale. Una svolta epocale per Catania e per le abitudini dei catanesi, sperando che si rivelino diligenti come gli abitanti del quartiere di Santa Maria Goretti, dove la sperimentazione ha condotto ottimi risultati. S come Street Control Annunciato come eccezionale metodo di lotta alla sosta selvaggia e a buona parte delle infrazioni del codice della strada, lo Street Control è entrato in funzione nel 2015 nelle strade catanesi. Il primo bilancio, però, è deludente: la media di 50 multe al giorno, duole rimarcarlo, è ridicola rispetto alle potenzialità che un sistema del genere offre. Non è un caso, infatti, che fino ad ora l'ordine delle strade cittadine non ne abbia beneficiato. Il 2016, quindi, si prospetta come il momento in cui la polizia municipale decida di fare sul serio e approfittare appieno di questo dispositivo che in molte altre città italiane ed europee funziona brillantemente. Viceversa, sarà una grande occasione persa. T come Trasporti pubblici e Tranvie A Catania c'è (quasi) tutto: l'aeroporto, il porto, le ferrovie statali e, a scala più propriamente cittadina, la rete di bus urbani, la metropolitana, l'imminente passante ferroviario, la Circumetnea, un progetto di monorotaia (EtnaRail): manca solo rispolverare il tram e si fa l'en plein. Al di là della battuta, le altre due grandi città dell'isola, Palermo e Messina, hanno fatto la coraggiosa scelta di rimettere le tranvie all'interno del sistema di trasporto pubblico locale. I risultati sembrano confortanti. A Catania il ritorno del tram era pure previsto, salvo poi ripiegare sul pur validissimo Brt: più economico ma anche più inquinante e con minore capacità di trasporto. Un tempo la rete tranviaria di Catania si estendeva dalla Plaia ad Acireale: sembra incredibile, ma purtroppo tutto quel sistema è stato smantellato nella frenetica conversione al bus ordinario che coinvolse quasi tutta l'Italia dopo la seconda guerra mondiale. E se ci si volesse riprovare? Con pochi, strategici chilometri di sede protetta (viene subito in mente l'asse dei viali), il sistema della mobilità cittadina, insieme con le altre opere in corso, potrebbe finalmente raggiungere livelli impensabili sino a qualche lustro fa. Tram o altro, resta da vedere: ma di qualsiasi mezzo parliamo, purché disponga di quanta maggiore sede protetta e sia il meno inquinante possibile, meglio potrà essere. U come Ufficio Traffico Urbano Un ufficio che, oltre che sula risoluzione del Nodo Gioeni, avrà da lavorare sull'apertura del sottopassaggio del nodo Giuffrida, che potrebbe decongestionare la zona di via Caronda alta e di viale Odorico da Pordenone (collegando l'area di Vulcania a quella di via Vagliasindi nord) e sulla graduale limitazione al traffico nel centro storico. Quest'ultimo aspetto, in particolare, può apparire impopolare ma non si può non guardare ai virtuosi esempi che ormai giungono da tutte le altre città europee paragonabili alla nostra realtà. V come Varchi di accesso Ci ricolleghiamo direttamente alle aree a traffico limitato: è importante incrementare e mettere in funzione i varchi di accesso alle stesse, perché l'esperienza insegna che un semplice cartello di divieto, a Catania, non sortisce alcun effetto significativo. Dissuasori e varchi di accesso telecontrollati sono la soluzione intelligente perché davvero si rispettino preziosi oasi di vivibilità (sulla carta) in città: San Giovanni li Cuti e l'area del Teatro Massimo Bellini potranno essere le prime a beneficiarne. Z come Zone a traffico limitato Sono poche, a Catania, e poco rispettate. Se a quest'ultimo aspetto può rispondere l'introduzione efficace di varchi di controllo dell'accesso funzionanti, all'incremento del loro numero deve concorrere una ferma presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale: i segnali dell'anno appena trascorso sono stati poco incoraggianti. Si spera di riuscire a compiere quei passi avanti in tema di pedonalizzazioni che sono stati solo abbozzati nel 2015: piazza Federico di Svevia, via Dusmet (nel tratto che va dall'arcivescovado alla pescheria), piazza San Francesco d'Assisi, sono ancora strade e piazze inopinatamente aperte al traffico veicolare e quindi al disordine e ai gas di scarico, nonostante la valenza delle aree interessate e nonostante nel resto d'Europa sia ormai chiaro che in tessuti urbani del genere le pedonalizzazioni (o le Ztl) si trasformano ben presto in una risorsa piuttosto che nella minaccia che paventano, solitamente, gli esercenti interessati. Aggiungansi le varie vie Crociferi, Teatro Massimo, San Giovanni li Cuti, Zolfatai, le piazze Mario Cutelli, Vincenzo Bellini e perfino Duomo: aree pedonali o Zone a traffico limitato puntualmente invase da chi non potrebbe.

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04 gen 2016

EtnaRail, la linea arancione: da San Giovanni la Punta a Catania

di Andrea Tartaglia

Dopo avervi mostrato il percorso della Linea Verde della monorotaia, che in base al programma sarà la prima delle due linee a essere realizzata, scopriamo ora la Linea Arancione di EtnaRail: 10.080 metri che collegheranno San Giovanni la Punta con Catania, passando da San Gregorio di Catania. Ecco il percorso, da nord verso sud: San Giovanni la Punta San Gregorio - Autostrada Trappeto Balatelle Canalicchio Nizzeti Borgo Il capolinea nord sarà ubicato in prossimità del centro storico di San Giovanni La Punta, nelle adiacenze della piazza centrale, in un'area a quota più bassa ma facilmente raggiungibile con percorsi già esistenti e sulla quale l’amministrazione comunale puntese prevede la realizzazione di un parcheggio. In prossimità dello svincolo autostradale sono previsti un grande parcheggio ed il deposito, l’officina, il centro di lavaggio e gli uffici. Un altro parcheggio scambiatore, di nuova realizzazione, è previsto presso la fermata di Trappeto. Il tracciato segue la pendenza della strada esistente con una pendenza variabile dall’1% al 10,2% e si sviluppa in parte su sede stradale esistente in parte su terreno da espropriare. La minima distanza tra le stazioni è di 908 m mentre la massima è di 2.318 m. Presso il capolinea Borgo sarà possibile scambiare con la metropolitana. Inizialmente era previsto il passaggio della linea arancione anche da Sant'Agata li Battiati, anche allo scopo di servire il parcheggio scambiatore Due Obelischi (già esistente), ma il tracciato è stato modificato a causa del veto del comune interessato. Per consentire l’utilizzo del sistema alle persone provenienti dall’autostrada A18 Messina-Catania, tra gli interventi inseriti nel project financing c’è la realizzazione della rampa di immissione dalla barriera di Catania ai paesi etnei, già prevista nel piano regolatore del comune di San Gregorio di Catania, con una lieve modifica planimetrica. Verrà ruotata la collocazione dei caselli n° 12, 13 e 14, orientandoli in direzione di via G. Galilei, e si realizzerà la rampa di immissione sulla predetta via, adattandola alla morfologia del terreno. In tal senso è atteso e necessario il parere del CAS, Consorzio per le Autostrade Siciliane. Elevate le frequenze previste, riassunte nella tavola seguente:   [Approfondimenti sul progetto EtnaRail in esclusiva per il nostro sito, clicca qui sotto per consultarli]: ETNARAIL | LA SCHEDA COMPLETA DELL'OPERA ETNARAIL | Via libera alla metropolitana leggera dei paesi etnei; FOTO | Dentro EtnaRail: in esclusiva ecco il treno della monorotaia etnea EtnaRail, scopriamo la Linea Verde: dove transiterà la monorotaia

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30 dic 2015

Firmato il contratto di servizio Trenitalia – Regione: durata biennale e 190 milioni per nuovi treni

di Mobilita Catania

Riportiamo di seguito il comunicato stampa di Trenitalia in merito alla firma del contratto di  avvenuta oggi a Palermo tra la Regione Siciliana e Trenitalia. Il documento, siglato dal direttore del Dipartimento Infrastrutture Mobilità e Trasporti della Regione Siciliana, Fulvio Bellomo e, per Trenitalia, dal direttore della Divisione Passeggeri Regionale, Orazio Iacono, avrà durata biennale per un valore complessivo di 223 milioni ed è propedeutico al contratto decennale 2017-2026. Il contratto è imperniato su principi di sviluppo dei servizi ferroviari destinati ai pendolari in una logica europea: interscambio nelle aree urbane, frequenza nelle aree suburbane e velocità per i servizi extraurbani, incremento e innalzamento degli standard qualitativi del servizio con obiettivi definiti e, infine, un piano che consenta di riqualificare i collegamenti migliorando le connessioni e realizzando l’integrazione dei trasporti tra ferro e gomma. [Tratta ferroviaria Catania Palermo: cronoprogramma del potenziamento] Traguardi che, attraverso un sistema di premi e penalità basato su parametri predeterminati, si intende raggiungere per rilanciare il trasporto ferroviario in Sicilia. La Regione Siciliana, competente in materia di programmazione e finanziamento del servizio, corrisponderà a Trenitalia corrispettivi per 111,5 milioni di euro all’anno a fronte di una produzione di 9,5 milioni di treni-km destinata ad essere aumentata, nel tempo, in termini di frequenza delle corse e di chilometri percorsi. L’intesa, inoltre, prevede investimenti pari a 190 milioni di euro per l’acquisto di nuovi treni: 40 milioni in autofinanziamento da parte di Trenitalia e due tranche di 50 e di 100 milioni di euro da parte della Regione. [FOTO | Ferrovie Siciliane: ecco i nuovi treni attesi a settembre 2016] [Nuovi treni per il trasporto ferroviario siciliano, i risultati della gara d’appalto]

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28 dic 2015

AMT, per il concerto di Capodanno variazioni di alcuni percorsi

di Mobilita Catania

L'AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) informa gli utenti che, a causa della chiusura al traffico di Piazza Duomo dalle 7,00 del 29 dicembre alle 18 del 1° Gennaio 2016, le linee 503, 830, 902 e 932 subiranno una variazione dei rispettivi percorsi. Nelle immagini a seguire sono sottolineate le variazioni e barrate le strade che le linee non percorreranno. Mobilita Catania ricorda che anche la notte di Capodanno sarà attivo il servizio Movidabus per raggiungere (e lasciare) il centro attraverso una comoda navetta gratuita dalle ore 21 alle ore 3 del mattino seguente: potete consultare il seguente link per i dettagli e il percorso. INFO | MovidaBus, come funziona

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28 dic 2015

La storia della Ferrovia Circumetnea: da 120 anni attorno all’Etna

di Roberto Lentini

La Ferrovia Circumetnea ha festeggiato quest'anno i 120 anni d'esercizio. Una storia nata, in realtà, 133 anni fa con il Regio Decreto del 31 dicembre 1883 che costituiva un Consorzio per la costruzione e l’esercizio della ferrovia Circumetnea. 13 anni dopo, precisamente il 2 febbraio 1895, aveva luogo il primo viaggio: Catania - Adernò (l'odierna Adrano). I primi treni della Ferrovia Circumetnea avevano una trazione a vapore e il servizio ferroviario era rivolto sia ai passeggeri che alle merci. Le locomotive a vapore erano una decina e il materiale rotabile trainato era costituito da circa quaranta carrozze passeggeri, circa 170 carri merci e una decina di carri di servizio. Il primo treno messo in esercizio fu, nel 1890, la locomotiva a vapore n° 1 chiamata "Randazzo", prodotta da R. & W. Hawthorn Leslie and Company Limited, oggi demolita. La velocità massima era di 27 km/h e la velocità commerciale raggiungeva, nell’intera tratta, circa i 20 km/h (18,5 km/h nel 1895 e 22,5 km/h nel 1898). Delle dieci storiche locomotive ne restano oggi solo due: la "Mascali", prodotta nel 1894 dalla Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche e custodita in una rimessa della ferrovia, e "La Meusa", così chiamata dal costruttore belga "Société Anonyme des Ateliers de construction de La Meuse", costruita a Liege nel 1909 con il numero di fabbrica 2224, utilizzata dalla Ferrovia Alifana e venduta nel 1926 alla Ferrovia Circumetnea che la immatricolò come numero 14. Oggi è esposta presso il piazzale della stazione ferroviaria di Catania Borgo. I treni a vapore vennero utilizzati fino 1963. Nel 1995, in occasione del centenario della Ferrovia circumetnea, si provvide a restaurare e rimettere in pressione la locomotiva a vapore n. 10 "Mascali". La locomotiva si limitò  a percorrere qualche metro all'interno del deposito e, passati i festeggiamenti del centenario, fu nuovamente accantonata. A partire dai primi anni trenta del novecento, al fine di migliorare il servizio offerto, la Circumetnea decise di passare alle automotrici endotermiche. Nel 1937 vennero acquistate, e messe in servizio, sei automotrici Fiat ALn 56 (chiamate littorine) di fabbricazione nazionale e caratterizzate da economicità e bassi costi di esercizio oltre che da una velocità commerciale decisamente più elevata che dimezzò i tempi di percorrenza.  Le AL 56 01 e  AL 56 06 sono le uniche attualmente funzionanti. Nel 1954 furono acquistate, dalle Officine Ranieri di Roma, due automotrici da 52 posti (AL 541 e 542) e due rimorchiate (R 551 e 552) a carrelli. Le automotrici avevano motorizzazione diesel e trasmissione meccanica; erano costruite a cassa portante elettrosaldata poggiante su due carrelli di cui uno solo motore. La velocità massima era di 75 km/h. L'ambiente viaggiatori era a comparto unico con 52 posti, con porte doppie a battente in posizione centrale. Erano provviste di porte frontali di servizio di intercomunicazione. Le rimorchiate disponevano di 32 posti di prima classe e di 56 posti di seconda classe. Nel 1957 tre automotrici Diesel-elettriche, dette "Le Emmine" e prodotte dalle officine Ranieri di Roma (specializzate nell'utilizzo di motori General Motors residuati di guerra a scopo ferroviario), vennero cedute dalle Ferrovie Padane alla Ferrovia Circumetnea e immatricolate come AL 35 01÷03. Si trattava di veicoli unidirezionali, con un solo motore ed una sola cabina di guida , per cui, una volta giunta al capolinea, doveva essere rimessa in posizione grazia alla rotazione di un’apposita piattaforma comandata a mano. Non avevano gancio di trazione o respingenti. Potevano essere alloggiati trentacinque passeggeri a sedere e venticinque in piedi. La velocità di punta, raggiungibile in rettifilo , era di 45 km/h. Nello stesso anno, in seguito alla chiusura della linea ferroviaria Rimini-Novafeltria, venne venduta alla Ferrovia Circumetnea, che aveva urgente necessità di far fronte alle accresciute esigenze dell'utenza, l'automotrice AL 52. Venne immatricolata dalla FCE come AL 52.10  L'automotrice aveva come motorizzazione diesel due motori di ricupero Detroit Diesel modello GM 6/71 provenienti da carri armati Sherman in disarmo e trasmissione meccanica su un solo carrello. La cassa poggiava su due carrelli di cui uno solo motore e l'altro portante. La velocità massima era di 65 km/h. L'ambiente viaggiatori era a comparto unico con 52 posti a sedere. Nel 1960, vennero ordinate tre nuove unità, alle Officine Meccaniche della Stanga allo scopo di sostituire il materiale rotabile obsoleto sulle proprie linee ferroviarie. Le automotrici vennero consegnate alla "Circumetnea" tra la fine del 1961 e i primi mesi del 1962 e immatricolate come ADe 01–03 e rappresentarono un salto di qualità rispetto alle precedenti automotrici, acquistate usate e alle vecchie Fiat ALn 56 . Le automotrici erano costruite a cassa portante elettrosaldata poggiante su due carrelli ambedue motori. Avevano un unico vestibolo centrale di accesso con porte pneumatiche doppie in posizione paracentrale; i due comparti viaggiatori offrivano 15 posti in prima classe e 40 in seconda + 3 posti a strapuntino. Negli anni settanta, il materiale rotabile fu ulteriormente incrementato con dieci automotrici Diesel-elettriche (di costruzione Fiat Ferroviaria-Officine Meccaniche della Stanga). Le automotrici vennero costruite secondo lo schema progettuale ormai classico dei rotabili della "Stanga" a trasmissione elettrica e vennero immesse in servizio come ADe con i numeri progressivi da 11 a 20.   Negli anni ottanta vennero acquistate 4 automotrici Diesel-elettriche usate, in esubero dalle Ferrovie Calabro-Lucane (di costruzione Fiat Stanga – TIBB) che vennero reimmatricolate come automotrici ADe 07 ÷ 10. Esse ebbero, sin dall'inizio, delle limitazioni in quanto il tipo di gancio di trazione,  di tipo tranviario, era differente da tutte le altre automotrici del parco, che era di tipo classico, a maglia e vite di serraggio, con il mono-respingente frontale e questo non ne permetteva l'accoppiamento con gli altri treni. Vennero pertanto  accoppiate a comando multiplo a due a due tra di loro. Successivamente vennero ordinate sei automotrici Diesel RAL60 della dismessa Ferrovia Castelvetrano-Porto Empedocle delle Ferrovie dello Stato (di costruzione FIAT e ristrutturate in FCE). Furono immatricolate in RALn 64.01–06. I lavori di ristrutturazione vennero eseguite da maestranze specializzate  delle officine di Catania Borgo. Il progetto di ristrutturazione prevedeva il taglio delle vecchie e anguste cabine di guida e il montaggio delle più spaziose cabine di guida unificate a due vetrate curve con porta di accesso alle cabine di guida creata ex novo. Esse sono a trasmissione meccanica ed hanno i motori più potenti tra le automotrici in servizio sulla Circumetnea (dopo i nuovi "Vulcano"). Alcune continuano a svolgere il loro servizio ancora oggi. Agli inizi degli anni novanta, il materiale rotabile fu incrementato con l’acquisto di altre 5 automotrici diesel elettriche  (di costruzione ITIN di Catania) e immatricolate come ADe 21 ÷ 25. Montano due motori diesel Fiat sovralimentati capaci di erogare 170 kW ciascuno. La struttura del motore è del tipo classico, a sogliola, sospeso sotto alla cassa. La trasmissione è di tipo diesel-elettrico. Le ruote vengono azionate infatti per mezzo di motori elettrici e permettono una velocità massima di 90 km/h, con una capienza di 54 posti a sedere. L'automotrice ADe 21 è stata accantonata nell'officina di Catania Borgo e viene usata per fornire i pezzi di ricambio per le altre unità della serie, in seguito al fallimento della fabbrica che ha di fatto impedito il reperimento dei ricambi occorrenti. Nel 2009 è iniziata l'opera di restyling e ammodernamento di quattro unità ADe. Alla prima di queste, la ADe 18, è stato dato il nome de "La Prima" ed è stata presentata l'11 settembre 2010, in occasione dell'inaugurazione del nuovo tracciato sotterraneo di Santa Maria di Licodia. Essa è dotata di nuovo arredamento interno, climatizzazione, vano per trasporto biciclette e una nuova livrea. Al termine dei lavori di ristrutturazione dell'ADe 18, sono iniziati i lavori di ammodernamento dell'ADe 19 che è stata ristrutturata seguendo lo schema di lavoro della ADe 18 e a cui è stato dato il nome de "La Seconda": è entrata in servizio passeggeri nell'inverno del 2012.  Successivamente è stata ristrutturata l'automotrice ADe 16, "La Terza", e presto seguirà "La Quarta". Quest'ultima sarà utilizzata per scopi cicloturistici nella tratta Randazzo-Riposto e avrà a disposizione un maggior spazio per le biciclette. Dopo circa 20 anni dall'ultimo acquisto di rotabili, nel 2010 fu aggiudicata alla RSI Italia la commessa per la costruzione di 8 nuove unità binate diesel-elettriche che dovevano essere consegnate nel 2012.  In conseguenza della crisi irreversibile che portò alla messa in liquidazione della RSI-Costa Sistemi Ferroviari (ex Costamasnaga) l'ordinativo fu acquisito, nel settembre 2013, dalla società polacca Newag che siglò, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il contratto per la fornitura di quattro complessi automotori con un'opzione per la fornitura di altri quattro complessi prevista entro i successivi quattro anni. Il primo treno della serie, la DMU 001 A-B battezzata Vulcano, è giunto a Catania via mare su appositi carrelli stradali il 1° dicembre del 2015 e nei giorni successivi sono giunti anche i DMU 002 e 003, ufficialmente presentati alla città il 19 dicembre 2015. Il quarto e ultimo treno di questa commessa giungerà entro le prime settimane del 2016 mentre entro febbraio dello stesso anno entreranno in esercizio le prime tre nuove unità. L'autotreno Vulcano è un rotabile a pavimento parzialmente ribassato, a scartamento ridotto da 950 mm come tutti i mezzi delle Circumetnea di superficie. Il progetto, il design e gli interni sono italiani. Sono polacche la costruzione delle casse, del telaio, delle trasmissioni,  i sistemi elettrici ed elettronici di controllo e il software. I treni sono inoltre dotati di display informativi, di impianto audio per annunci sonori e informazioni sul tragitto controllato dalla cabina di guida. Le porte di ingresso sono dotate di sistema conta passeggeri per la rilevazione in tempo reale degli utenti a bordo. Ciascun convoglio è predisposto per la geolocalizzazione (GPS) ai fini del controllo di regolarità della corsa da una centrale operativa. ESCLUSIVA VIDEO | Vulcano si posa per la prima volta sui binari della Circumetnea   Foto di Copertina: Mary Indelicato Qui un video di una automotrice RALn in partenza dalla stazione di Catania Borgo: Bibliografia Francesco Ogliari, La Ferrovia Circumetnea, in TuttoTreno e Storia 13, pp. 56-70, Albignasego, Duegi Editrice, 2005. Domenico Molino, Miniautomotrici per la Sicilia, in I treni, 6 (2007), n.294, pp. 15-20, Salò, ETR, 2007. Giuseppe Sergi, Novità sulla Circumetnea: è pronta la nuova RALn 64.01, in I treni oggi, 7/8 (1981), n.11, pp. 25-26, Salò, ETR, 1981. Dati tecnici, storici e giuridici in, Proposta di legge di inclusione della Ferrovia Circumetnea nella rete statale del 24 aprile 1959 Atti della Camera dei Deputati, III Legislatura Gaetano Calabrese, La costruzione della Circumetnea pp.56-80, in Imprese e capitali stranieri a Catania tra ’800 e ’900 Inzerilli Massimo, "A nord dell'Etna", in i Treni, n. 227, giugno 2001, pp. 22–28. Inzerilli Massimo, "Alle spalle dell'Etna", in i Treni, n. 255, gennaio 2004, pp. 24–31. Inzerilli Massimo, "Da Adrano a Catania", in i Treni, n. 295, luglio-agosto 2007, pp. 12–18. Inzerilli Massimo, "La Circumetnea va sottoterra", in i Treni, n. 331, novembre 2010, pp. 26–28. Inzerilli Massimo, "Ferroviere sotto l'Etna", in i Treni n. 347, aprile 2012, pp. 28–34. Giuseppe Sergi, Novità sulla Circumetnea: è pronta la nuova RALn 64.01, in I treni oggi, 7/8 (1981), n.11, pp. 25-26, Salò, ETR, 1981. Giuseppe Sergi, Automotrici «unificate» per la Ferrovia Circumetnea, in "Ferrovie", anno I, n. 1 (ottobre 1990), pp. 13-17. FCE, 120 anni di Ferrovia Circumetenea Wikipedia: Ferrovia Circumetnea Treno DOC http://www.trenodoc.it/

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