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13 ago 2015

Dopo via Vittorio Emanuele si lavora ai tombini di via Umberto

di Amedeo Paladino

Sono stati completati i lavori di rifacimento del manto stradale su via Vittorio Emanuele:le squadre delle manutenzioni stradali hanno infatti lavorato in questi giorni prima al rinforzo delle strutture dei tombini quindi al loro rialzo rispetto al nuovo piano stradale. Il tratto su cui si è completata la nuova stesa d’asfalto è quello di via Vittorio Emanuele tra piazza Cutelli e piazza San Placido. La segnaletica orizzontale dev'essere completata, allo stato attuale infatti solo gli attraversamenti pedonali sono stati rifatti.   Un'altra strada in cui si sono riscontrati problemi per il transito dei mezzi a due ruote e l'attraversamento dei pedoni è via Umberto, dove il passaggio degli autobus urbani ed extraurbani ha causato la deformazione del manto stradale e l'affossamento dei tombini. In questi giorni si sta procedendo alla sostituzione delle caditoie concave con dei tombini a raso più sicuri per il transito dei mezzi. Per permettere lo svolgimento dei lavori fino a nuova comunicazione il transito degli autobus AMT è deviato sui Viali Regina Margherita, XX Settembre, e Corso Italia.

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12 ago 2015

Porto, primi risvolti positivi grazie alla nuova darsena

di Andrea Tartaglia

La nuova, grande darsena realizzata nella zona sud del porto di Catania, sebbene non ancora pronta al 100%, sta già producendo i primi effetti positivi. Come si evince dalle foto che seguono, l'aver potuto spostare numerosi container di alcune centinaia di metri ha permesso di liberare ampie aree del porto vecchio, nei pressi del molo di Mezzogiorno. Rivedere il mare da qui e poter riapprezzare anche il basolato lavico è un piccolo assaggio del futuro che interesserà lo scalo portuale, atteso da un importante processo graduale di riapertura alla città di cui pubblicheremo prossimamente.

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11 ago 2015

RENDER | Come sarà piazza Giovanni XXIII con il completamento della stazione metropolitana

di Roberto Lentini

Lo spazio urbano di piazza Papa Giovanni XXIII, soprastante la stazione della metropolitana in costruzione, è stato progettato dall'architetto Loredana Cucinotta; la riqualificazione dell'area fa parte dei lavori di completamento che cominceranno dopo Ferragosto. L'idea di base è quella di un sistema naturale ondulato ed ha come  evidente riferimento il paesaggio della costa ionica antistante la piazza. L’idea nasce, quindi, da un elemento naturale riconoscibile: il mare. L’architettura, con una morfologia chiara, ben definita ed identificabile, diventa un’architettura “morbida” e viva, suscettibile di cambiamenti al mutare della luce naturale. Il progetto architettonico è improntato a creare delle strutture che siano perfettamente inserite nel contesto ambientale. Le uscite della stazione metropolitana, sottostante la piazza (uscita A) e l’ascensore, verranno realizzate per garantire la massima trasparenza dall’esterno, attraverso una struttura semplice in acciaio verniciato bianco e vetro stratificato temperato, ma allo stesso tempo non saranno disadorne: tutto intorno sorgeranno giardini e aree di pertinenza in cui troveranno dimora piante, fiori e giochi d’acqua. La natura che circonda le strutture all’esterno penetrerà all’interno di esse, altre volte  le sovrasterà, perché piante, fiori e farfalle forano l’architettura e attraverso la luce proiettano ombre tutto intorno, diventando elemento identificativo e catturando lo sguardo verso una realizzazione dedicata ad un sistema trasportistico collettivo. Così sono stati pensati i due elementi di coperture per la luce naturale. Una copertura sovrasta l’ascensore della stazione ed una l'accesso principale, attraverso scale, della stazione metropolitana. I due elementi di ombreggiamento richiamano, nella forma, le linee del mare e sono realizzati con strutture in acciaio verniciato bianco con l'innesto di pannelli in lamiera di acciaio bianco decorato e microforato con motivi floreali. L’obiettivo estetico  è quello di personalizzare la struttura come se fosse un corpo fisico, un oggetto di esperienza emotiva che simbolicamente vuole rappresentare la congiunzione tra terra e mare. Piazza Papa Giovanni XXIII è così intesa come luogo di congiunzione tra centro urbano e lungomare, cuore identitario della città. Il progetto intende preservare l’identità della piazza come luogo d’incontro e di svago, di comunicazione e di pausa riflessiva, riscattandosi da quella attuale di luogo di transito e passaggio per il traffico veicolare. Per la pavimentazione, il cui disegno individua una serie di “spicchi” separati da aiuole, si è pensato di ricorrere a due tipi di materiale: il travertino per la pavimentazione generale e la pietra lavica a doghe per la delimitazione degli spicchi. Le aiuole, i cui bordi serviranno da sedute, saranno caratterizzate da forme sinuose. Al loro interno prenderà vita vegetazione di macchia mediterranea (mirto, lavanda, tamerice, ginestra, rosmarino, caprifoglio), con distinzioni per fasce cromatiche e  odori diversi. Le aiuole saranno rivestite in travertino e le sedute in doghe di teak. L’illuminazione, costituita da una serie di lampioni realizzati  in tubolare di acciaio corten con lampada a led colore blu sulla sommità, disposti con inclinazioni diverse, è poi integrata da corpi illuminanti posti al di sotto delle sedute. Nella parte centrale è prevista una serie di faretti a terra in corrispondenza dei  due percorsi al di sotto delle pensiline. Inoltre, la struttura perimetrale e verticale del totem verrà illuminata da faretti posti alla base e in sommità. Il sistema di illuminazione diffusa consente di usufruire della piazza come centro di aggregazione anche nelle ore notturne. Sono stati pensati dei giochi d’acqua attraverso degli ugelli posti a filo pavimento ad altezza varia e regolabile e con illuminazione a led RGB. L’uscita B della stazione metropolitana, sulla piazza,  è caratterizzata da una struttura totem con frangisole  in acciaio verniciato bianco e tubolari di altezza pari a m. 10,00 in acciaio verniciato bianco. Inoltre si prevedono, per le uscite C e D disposte sulla banchina est di viale Africa, ringhiere con pannelli di lamiera in acciaio verniciato bianco decorato microforato con motivi floreali.  

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08 ago 2015

VIDEO | Ritorna l’illuminazione nell’area del Faro Biscari dopo la nostra segnalazione

di Alessio Marchetti

Pochi giorni fa  abbiamo segnalato, in collaborazione con la pagina Lungomare Liberato, i problemi di sicurezza dell'area del Faro Biscari, porta d'ingresso alla Playa:  da mesi le luci spente, insieme con la mancanza di un percorso per i pedoni, rendevano il transito pericoloso. Ieri notte siamo nuovamente passati dalla Playa e finalmente le luci erano nuovamente accese. A quanto pare la segnalazione è servita, ecco il video: Qui com'era solo alcuni giorni fa. Invitiamo tutti a segnalare problemi scrivendoli nell'apposita sezione: spesso basta solo qualche minuto del vostro tempo per risolverli. Tuttavia rimangono irrisolti i problemi di transito e attraversamento di pedoni e ciclisti a causa dell'assenza di un percorso dedicato.

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05 ago 2015

Via Reclusorio del Lume: l’Accademia di Belle Arti come orinatoio

di Alessio Marchetti

Da molti mesi le condizioni della Via Reclusorio del Lume sono disastrose. I portici vengono utilizzati come orinatoio ed è possibile trovare anche molti escrementi, forse umani. Percorrendola, l'aria è irrespirabile e tutto questo accade proprio all'ingresso delle aule dell'Accademia di Belle Arti e a pochi passi dal Giardino Bellini. Qui alcune foto documentano il degrado: Anche la strada è in cattive condizioni: occorrerebbe asfaltarla o ripristinare il vecchio basolato, infatti è difficilmente percorribile dai mezzi a due ruote, anche perché priva di un percorso ciclabile che in una carreggiata larga 8 metri potrebbe facilmente trovar spazio. Vedremo mai la via risorgere o il degrado continuerà ad aumentare?

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