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03 giu 2015

#Salvaiciclisti, 3 anni di attivismo: conquiste e promesse più o meno mantenute

di Attilio Pavone

Domenica scorsa alla Villa Bellini, durante il Catania Bike Festival 2015, si è svolto l'ultimo degli incontri/dibattiti pubblici sul tema della mobilità organizzato da #Salvaiciclisti. È pratica consolidata della politica di mestiere quella di menare il can per l'aia mettendo sul tavolo sempre nuove questioni, non importa se e quanto realisticamente fattibili, alimentando quell'alzheimer sociale di cui tutti siamo inesorabilmente affetti, pur di distogliere l'attenzione dai vecchi nodi irrisolti o da quelli in via di risoluzione ma di cui risulta impossibile rivendicare il merito. Nel caso di #sic, poi, più di un'occasione formidabile per passare un grosso colpo di spugna l'abbiamo fornita noi stessi, prima fra tutte il "Lungomare Liberato", esperienza estremamente positiva sotto vari punti di vista, ma comunque marginale e sulla quale però, ho l'impressione, si stia tentando abilmente di spostare troppa attenzione. Il report che vi propongo, da noi già discusso all'incontro/dibattito durante il Bike Festival dell'anno scorso, sembrerà un po' datato, ma personalmente non ho molti nuovi argomenti da aggiungere, visto che, a proposito dei vecchi nodi irrisolti che contiene, nell'ultimo paio d'anni non è stato fatto mezzo passo avanti, ma anzi, in alcuni casi, qualche passo indietro: #Salvaiciclisti - 1 anno di attività a Catania Mi soffermo qua, rapidamente, su alcuni di questi punti: corsie preferenziali: siamo ancora fermi alla fase di 'sperimentazione' avviata quasi tre anni fa, in compenso la segnaletica non solo non è stata mai completata, ma è quasi completamente sparita. L'istanza presentata a marzo di quest'anno, diretta all'Ufficio del Traffico Urbano e all'Assessore alla Mobilità, per la manutenzione della segnaletica delle corsie promiscue attende ancora risposta. rastrelliere: a distanza di due anni dalla posa in opera delle rastrelliere donate con un cospicuo sforzo dai commercianti che ci hanno sponsorizzato, dei riquadri pubblicitari promessi non si vede traccia; via Etnea: come ogni anno, dopo Sant'Agata, non v'è alcun altro modo di rivedere aperta la via Etnea al transito delle bici se non vari mesi dopo, quando finalmente qualcuno di noi solleva lo "scandalo"; punti critici: da noi individuati e segnalati tramite una mappa online costruita in collaborazione con la precedente amministrazione, non solo non sono mai stati considerati, ma sono anche tristemente aumentati (leggi: Tondo Gioeni). La politica ha ancora, e questa volta platealmente, dimostrato di prediligere la tattica della memoria corta - alcune vette vertiginose sono state raggiunte quando si è parlato dell'abolizione del Centro Contemporaneo, quando si è arbitrariamente affermato che il PGTU non è applicabile perché "scaduto" e, dulcis in fundo, quando si è maldestramente tentato di far passare che "questa è la prima amministrazione ad aprire al dialogo coi cittadini" - ma noi cercheremo di rinfrescargliela, sempre.

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25 mag 2015

Bike Sharing Porto-Playa, già sei mesi di ritardo sull’apertura prevista

di Teresa Alessandra Mirabella

A inizio dicembre dello scorso anno il commissario dell'Ente Portuale Cosimo Indaco annunciava: "Vorremmo fare un regalo ai catanesi: le biciclette elettriche entro Natale". Ed effettivamente fecero la loro comparsa le stazioni di ricarica (qui l'articolo di MeridioNews datato 9 dicembre 2014). Nonostante l'iniziativa in sé senza dubbio felice, le perplessità emerse furono tante: in primis quella di mettere in opera un servizio di bike sharing in un asse viario privo di piste o corsie ciclabili e in cui l'unico percorso sicuro che esiste, ovvero all'interno del Porto, è privo di continuità con la Playa e il resto della città. Solo immaginare un turista o un semplice cittadino che, dopo aver preso una bici in Piazza Paolo Borsellino (ex Alcalà), si avventurava per via Domenico Tempio, raggiungeva la zona del Faro e lì arrivava alla pista ciclabile della Playa con tutti i rischi per la propria incolumità che questo comporta, metteva semplicemente i brividi. L'azienda che si è occupata dell'installazione delle colonnine di ricarica, Ecospazio di Trento, ha completato i lavori, ma di bici neanche l'ombra. Oggi, dopo quasi 6 mesi dall'annuncio, è cambiato qualcosa? Lasciamo parlare le immagini.       Se i motivi del mancato inizio del servizio sono da ricercare nell'intento di approntare, contestualmente, percorsi o servizi appannaggio della sicurezza dei ciclisti, il ritardo potrebbe anche essere accetto. Tuttavia mancano informazioni al riguardo e alla data inizialmente prevista, quella del Natale del 2014, certamente le criticità sarebbero state non poche. In attesa di scoprire le ragioni del ritardo, le perplessità aumentano se si ricordano gli altri progetti di mobilità sostenibile abbandonati o snaturati, come le biciclette nelle scuole o, più recentemente, il progetto Pedibus.  

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12 mag 2015

Rapporto Legambiente: a Catania aumentano i ciclisti, ma per loro quasi nulla è stato fatto

di Alessio Marchetti

A Catania, secondo alcuni studi, nel 2013, il 5% degli spostamenti veniva effettuato in bici. I dati provengono della ricerca "l’A Bi Ci della ciclabilità" realizzata da Legambiente in collaborazione con Rete Mobilità Nuova. In quell'anno quindi, un catanese su 20 utilizzava la bici. Negli ultimi anni molti catanesi hanno adottato la bici come mezzo di trasporto quotidiano, nelle strade si vedono ciclisti a qualunque orario e le rastrelliere si popolano sempre di più. Qui trovate la classifica italiana (purtroppo mancano i dati di molte città), in cui nonostante si bassa la percentuale risultiamo come la città del sud Italia con più spostamenti in bici! Nel rapporto la nostra città è molto indietro in classifica (ultimi) per quanto concerne le zone 20 e 30 e nel servizio di bike sharing non essendo presenti nella nostra città...ma di quest'ultimo servizio ne dovevamo avere ben due, il bike to school e quello del porto che ancora non parte nonostante ci siano da molti mesi gli appositi stalli. Nell'indice riguardante le isole pedonali siamo 86esimi con soli 0,06 metri quadrati per abitante, 6 centimetri a testa! Siamo nelle ultime posizioni anche per lunghezza delle piste ciclabili, solo 2,9km contro i 45km di Lecce o i 196km di Reggio Emilia tanto per fare un paragone. Qui trovate il PDF con l'intero rapporto. La cosa triste è che nonostante i ciclisti siano aumentati, i dati riguardanti i percorsi ciclabili sono rimasti invariati non essendone stata costruita nessuna in questi due anni e solo ora si sta lavorando al progetto di pista ciclabile del lungomare, tra piazza Europa e piazza Mancini Battaglia che doveva essere già pronta da molti mesi. Speriamo che nei prossimi anni gli Amministratori decidano di voler risollevare Catania in queste classifiche per il bene di tutti i cittadini, mettendo la mobilità sostenibile e la ciclabilità tra le priorità d'intervento. Un tempo la non costruzione di zone 30-ZTL o piste ciclabili poteva essere lievemente giustificata per la debole domanda da parte dei cittadini ma adesso non è più così essendo Catania una delle città del sud con il più grande numero di ciclisti ma con il minor numero d'infrastrutture ciclabili in rapporto alla domanda, questo infatti si vede nel grande movimento cicloattivistico che si sta sviluppando in questi anni nella nostra città.

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