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16 giu 2015

Entro luglio 57 colonnine di ricarica elettrica in Sicilia

di Alessio Marchetti

Oggi, presso lo stabilimento della Coca Cola di Catania, è stato presentato un grande progetto dell'azienda Sibeg che produce e commercializza i prodotti del marchio "The Coca-Cola Company". La sua attuazione può presupporre una grande rivoluzione in quanto permetterà alla Sicilia di avere, già entro fine luglio di quest'anno, ben 57 nuovi punti di ricarica per auto elettriche, utilizzabili da tutti! Le colonnine verranno installate nel parcheggi dei principali punti di distribuzione dei prodotti Sibeg; ogni colonnina permetterà la ricarica di due veicoli. Sette colonnine, in particolare, saranno a ricarica rapida. Le modalità di pagamento non sono state ancora stabilite, in alcuni casi potrebbe essere anche gratuita. Ecco la mappa dei punti di ricarica: L'azienda si è inoltre dotata di 100 auto elettriche (Citroen C-Zero) per  i propri dipendenti abbattendo così i costi per il carburante: si stima che il risparmio annuale per singola vettura sarà di 5400 euro, poiché i costi di elettricità per fare il "pieno" saranno 600 euro contro i 6000 in caso di auto tradizionali con motore endotermico. Ciò permetterà di avere un risparmio di oltre due milioni di euro nel giro di 4 anni. Inoltre si risparmierà molto anche nei costi di manutenzione che sono inferiori nelle auto elettriche. Finalmente, nel giro di poco tempo sarà quindi possibile muoversi nella nostra isola utilizzando i veicoli elettrici: veramente una bella notizia che parte da Catania. Qui l'intera galleria di foto della presentazione a cui abbiamo partecipato e durante la quale è stato possibile provare anche le C-Zero della Sibeg:  

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16 giu 2015

Catania, città di emozioni: studiosi da tutto il mondo parlano della valorizzazione di Catania

di Annamaria Pace

Ripensare a gli spazi pubblici di Catania secondo una mappa delle emozioni suscitate da chi visita e vive la città, questo è stato il tema della conferenza internazionale “Emozioni di città” tenutasi a Catania il 12 ed il 13 giugno. Interessante lo studio presentato dal Prof. Dennis Frenchman, School of Architecture and planning al MIT, che ha presentato una mappa delle emozioni creata da un sofisticato software il “mood meter”, strumento utile per ridisegnare le città secondo le necessità espresse dagli stati d'animo dei cittadini. L’architetto Cristiana Mazzoni, ENSAS di Strasbourg, ha parlato dei vantaggi della mobilità sostenibile “lenta” che attraverso strumenti come il tram, le piste ciclabili e aree pedonali permette a chi vive la città di ritrovare uno stato d’animo più in armonia con l’essere umano e con l’ambiente. Il Sindaco di Catania, Enzo Bianco ha presento il progetto “Catania, Città delle Emozioni” che si basa su sei punti: la realizzazione di un volume che racconterà la città tramite i 5 sensi, un raccolta di scrittori italiani e stranieri che raccontano Catania, una guida virtuale della città che tramite smartphone accompagna il turista nella visita, un libro elettronico che raccoglie le emozioni dei visitatori, una mappa della città su percorsi a tema (cibo, barocco, arte, cultura) ed infine una mostra fotografica che racconterà l’insieme delle esperienze sensoriali vissute. Un progetto ambizioso che punta a valorizzare l’immagine della città, ma sarebbe necessario, come ampiamente discusso durante il convegno, la creazione di micro interventi urbani realizzabili in tempi brevi e di riconessione del tessuto sociale ed urbano come quello descritto dal Prof. Carlo Colloca su Librino. Le idee non mancano di certo, sono state fatte in questi ultimi mesi altre proposte per realizzare micro interventi di ri-cucitura di importanti aree urbane purtroppo degradate , come la proposte di area pedonale lo spazio antistante il Castello Ursino, accolta dall’Amministrazione Comunale ma non ancora realizzata. L’ultima proposta, in ordine di tempo, è quella presentata durante il dibattito cittadino all’interno del Bike Festival 2015, che riguarda la pedonalizzazione dell’ultimo tratto di via Cardinale Dusmet in corrispondenza della villa Pacini, questo intervento di ricucitura del tessuto urbano, è importante e necessario per dare, anche in tempi di crisi e a costo zero, l’opportunità di migliorare con micro interventi la nostra città.

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Proposta
03 giu 2015

Una nuova area pedonale tra la Villa Pacini e la Porta Uzeda

di Annamaria Pace

La creazione di micro aree pedonali, insieme alle piste ciclabili, è lo strumento più utilizzato in ambito urbano, a livello nazionale ed internazionale, per produrre in breve tempo, positivi effetti economici e sociali nell’ambito di una mobilità urbana sostenibile sempre supportata dall’incremento dell’utilizzo di mezzi pubblici e della metropolitana. Questi processi hanno l’obiettivo di realizzare una città più vivibile, meno inquinata, più attraente per i turisti e più vantaggiosa per l’economia della città. L’ area oggetto della proposta, presentata durante il dibattito cittadino che si è tenuto all'interno della villa Bellini di Catania in occasione del Bike Festival, interessa l’ultimo tratto della via Cardinale Dusmet, punto di connessione tra l’area portuale ed il centro storico di Catania. La Porta Uzeda, Le Mura di Carlo V con la porta dei Canali, il giardino storico di villa Pacini, gli archi della Marina e l’antico mercato del pesce sono importantissime testimonianze della storia di Catania. Un immenso patrimonio storico ed artistico della città che dovrebbe essere non solo valorizzato all’interno di un percorso turistico ma anche restituito ai cittadini, e che  invece è utilizzato come parcheggio e sede stradale. La chiusura permanente, tramite dissuasori del traffico, del tratto compreso tra l’attraversamento pedonale in prossimità della rotatoria veicolare che incrocia la via Cardinale Dusmet fino alla via Pardo, già area pedonale nella fascia oraria 8.00 /14.00, permetterebbe di far vivere questa parte della città in modo totalmente nuovo e più a misura d’uomo. La viabilità e l’accesso all’area del mercato sarebbe sempre garantita deviando il traffico veicolare sulla piazza Paolo Borsellino e su via Zurria per raggiungere l’area parcheggio già esistente in via Casello, in prossimità degli archi della Marina e consentendo la giornaliera attività lavorativa di vendita e ristorazione presente nella zona. La proposta include anche la chiusura, sempre delimitata da disuassori, della piazza di Santa Maria dell’Indirizzo, prospiciente la chiesa omonima, alle spalle della via Pardo. Questa piccola piazza è già area pedonale, essendo in parte posta ad una quota ribassata rispetto alla sede stradale, ma pur essendo presente un cartello che indica l’indicazione di area pedonale, attualmente viene utilizzata come parcheggio soprattutto di veicoli a due ruote.   L’area pedonale proposta in questo progetto è il naturale proseguimento di piazza Duomo, fulcro di Catania, ed è il punto di collegamento alla futura espansione dell'area portuale, la nuova Darsena polifunzionale, che verrà realizzata, si spera, in un prossimo futuro. La pedonalizzazione di questo tratto della città produrrà un immediato effetto positivo in ambito turistico ed economico, a vantaggio delle attività commerciali già presenti (ristoranti, bar e l’attività del mercato del pesce), e darà il giusto valore ad un così importante spazio pubblico di Catania.

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03 giu 2015

#Salvaiciclisti, 3 anni di attivismo: conquiste e promesse più o meno mantenute

di Attilio Pavone

Domenica scorsa alla Villa Bellini, durante il Catania Bike Festival 2015, si è svolto l'ultimo degli incontri/dibattiti pubblici sul tema della mobilità organizzato da #Salvaiciclisti. È pratica consolidata della politica di mestiere quella di menare il can per l'aia mettendo sul tavolo sempre nuove questioni, non importa se e quanto realisticamente fattibili, alimentando quell'alzheimer sociale di cui tutti siamo inesorabilmente affetti, pur di distogliere l'attenzione dai vecchi nodi irrisolti o da quelli in via di risoluzione ma di cui risulta impossibile rivendicare il merito. Nel caso di #sic, poi, più di un'occasione formidabile per passare un grosso colpo di spugna l'abbiamo fornita noi stessi, prima fra tutte il "Lungomare Liberato", esperienza estremamente positiva sotto vari punti di vista, ma comunque marginale e sulla quale però, ho l'impressione, si stia tentando abilmente di spostare troppa attenzione. Il report che vi propongo, da noi già discusso all'incontro/dibattito durante il Bike Festival dell'anno scorso, sembrerà un po' datato, ma personalmente non ho molti nuovi argomenti da aggiungere, visto che, a proposito dei vecchi nodi irrisolti che contiene, nell'ultimo paio d'anni non è stato fatto mezzo passo avanti, ma anzi, in alcuni casi, qualche passo indietro: #Salvaiciclisti - 1 anno di attività a Catania Mi soffermo qua, rapidamente, su alcuni di questi punti: corsie preferenziali: siamo ancora fermi alla fase di 'sperimentazione' avviata quasi tre anni fa, in compenso la segnaletica non solo non è stata mai completata, ma è quasi completamente sparita. L'istanza presentata a marzo di quest'anno, diretta all'Ufficio del Traffico Urbano e all'Assessore alla Mobilità, per la manutenzione della segnaletica delle corsie promiscue attende ancora risposta. rastrelliere: a distanza di due anni dalla posa in opera delle rastrelliere donate con un cospicuo sforzo dai commercianti che ci hanno sponsorizzato, dei riquadri pubblicitari promessi non si vede traccia; via Etnea: come ogni anno, dopo Sant'Agata, non v'è alcun altro modo di rivedere aperta la via Etnea al transito delle bici se non vari mesi dopo, quando finalmente qualcuno di noi solleva lo "scandalo"; punti critici: da noi individuati e segnalati tramite una mappa online costruita in collaborazione con la precedente amministrazione, non solo non sono mai stati considerati, ma sono anche tristemente aumentati (leggi: Tondo Gioeni). La politica ha ancora, e questa volta platealmente, dimostrato di prediligere la tattica della memoria corta - alcune vette vertiginose sono state raggiunte quando si è parlato dell'abolizione del Centro Contemporaneo, quando si è arbitrariamente affermato che il PGTU non è applicabile perché "scaduto" e, dulcis in fundo, quando si è maldestramente tentato di far passare che "questa è la prima amministrazione ad aprire al dialogo coi cittadini" - ma noi cercheremo di rinfrescargliela, sempre.

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25 mag 2015

Bike Sharing Porto-Playa, già sei mesi di ritardo sull’apertura prevista

di Teresa Alessandra Mirabella

A inizio dicembre dello scorso anno il commissario dell'Ente Portuale Cosimo Indaco annunciava: "Vorremmo fare un regalo ai catanesi: le biciclette elettriche entro Natale". Ed effettivamente fecero la loro comparsa le stazioni di ricarica (qui l'articolo di MeridioNews datato 9 dicembre 2014). Nonostante l'iniziativa in sé senza dubbio felice, le perplessità emerse furono tante: in primis quella di mettere in opera un servizio di bike sharing in un asse viario privo di piste o corsie ciclabili e in cui l'unico percorso sicuro che esiste, ovvero all'interno del Porto, è privo di continuità con la Playa e il resto della città. Solo immaginare un turista o un semplice cittadino che, dopo aver preso una bici in Piazza Paolo Borsellino (ex Alcalà), si avventurava per via Domenico Tempio, raggiungeva la zona del Faro e lì arrivava alla pista ciclabile della Playa con tutti i rischi per la propria incolumità che questo comporta, metteva semplicemente i brividi. L'azienda che si è occupata dell'installazione delle colonnine di ricarica, Ecospazio di Trento, ha completato i lavori, ma di bici neanche l'ombra. Oggi, dopo quasi 6 mesi dall'annuncio, è cambiato qualcosa? Lasciamo parlare le immagini.       Se i motivi del mancato inizio del servizio sono da ricercare nell'intento di approntare, contestualmente, percorsi o servizi appannaggio della sicurezza dei ciclisti, il ritardo potrebbe anche essere accetto. Tuttavia mancano informazioni al riguardo e alla data inizialmente prevista, quella del Natale del 2014, certamente le criticità sarebbero state non poche. In attesa di scoprire le ragioni del ritardo, le perplessità aumentano se si ricordano gli altri progetti di mobilità sostenibile abbandonati o snaturati, come le biciclette nelle scuole o, più recentemente, il progetto Pedibus.  

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12 mag 2015

Rapporto Legambiente: a Catania aumentano i ciclisti, ma per loro quasi nulla è stato fatto

di Alessio Marchetti

A Catania, secondo alcuni studi, nel 2013, il 5% degli spostamenti veniva effettuato in bici. I dati provengono della ricerca "l’A Bi Ci della ciclabilità" realizzata da Legambiente in collaborazione con Rete Mobilità Nuova. In quell'anno quindi, un catanese su 20 utilizzava la bici. Negli ultimi anni molti catanesi hanno adottato la bici come mezzo di trasporto quotidiano, nelle strade si vedono ciclisti a qualunque orario e le rastrelliere si popolano sempre di più. Qui trovate la classifica italiana (purtroppo mancano i dati di molte città), in cui nonostante si bassa la percentuale risultiamo come la città del sud Italia con più spostamenti in bici! Nel rapporto la nostra città è molto indietro in classifica (ultimi) per quanto concerne le zone 20 e 30 e nel servizio di bike sharing non essendo presenti nella nostra città...ma di quest'ultimo servizio ne dovevamo avere ben due, il bike to school e quello del porto che ancora non parte nonostante ci siano da molti mesi gli appositi stalli. Nell'indice riguardante le isole pedonali siamo 86esimi con soli 0,06 metri quadrati per abitante, 6 centimetri a testa! Siamo nelle ultime posizioni anche per lunghezza delle piste ciclabili, solo 2,9km contro i 45km di Lecce o i 196km di Reggio Emilia tanto per fare un paragone. Qui trovate il PDF con l'intero rapporto. La cosa triste è che nonostante i ciclisti siano aumentati, i dati riguardanti i percorsi ciclabili sono rimasti invariati non essendone stata costruita nessuna in questi due anni e solo ora si sta lavorando al progetto di pista ciclabile del lungomare, tra piazza Europa e piazza Mancini Battaglia che doveva essere già pronta da molti mesi. Speriamo che nei prossimi anni gli Amministratori decidano di voler risollevare Catania in queste classifiche per il bene di tutti i cittadini, mettendo la mobilità sostenibile e la ciclabilità tra le priorità d'intervento. Un tempo la non costruzione di zone 30-ZTL o piste ciclabili poteva essere lievemente giustificata per la debole domanda da parte dei cittadini ma adesso non è più così essendo Catania una delle città del sud con il più grande numero di ciclisti ma con il minor numero d'infrastrutture ciclabili in rapporto alla domanda, questo infatti si vede nel grande movimento cicloattivistico che si sta sviluppando in questi anni nella nostra città.

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