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02 mar 2016

FOTO | Restituire il porto alla città: il progetto

di Amedeo Paladino

Il protocollo d'intesa tra il Comune di Catania e l'Autorità portuale firmato ieri in Sala Giunta vuole restituire alla fruzione dei cittadini e dei turisti il porto, pur mantenendo inalterata la sua funzione logistica e commerciale | FOTO E PROGETTO Il porto di Catania ha una superficie complessiva di circa un milione di mq (aree a terra e specchi acquei), solo le aree a terra ricoprono una superficie di 470.000 mq.; esso ha  un  rapporto  con  la  Città  molto  forte  ed  al  contempo  molto contraddittorio. Infatti pur  essendo  adiacente al  centro  storico  e monumentale  della  città, è  da  questa  diviso da  tre  barriere  di  diversa  natura  ma  di identico effetto, quello di separare l’ambito urbano da quello portuale: la circonvallazione orientale (o a mare) di  Catania, che è una delle grandi arterie cittadine, percorsa da un consistente numero di autoveicoli tutti i giorni e a tutte le ore e la  linea  ferroviaria  Catania-Siracusa  che corre sopra gli Archi della Marina. Ma la separazione più netta è quella rappresentata dalla cinta daziaria che  priva  la  città  di  un  potenziale straordinario waterfront: i  punti  di  effettiva interazione fra  porto  e  città  sono  costituiti  dai  due  varchi  di  accesso,  Dusmet  a  nord  e Asse  dei  Servizi  a  sud.  Il  primo  aperto  24  ore  al  giorno  e  dedicato  al  flusso turistico consente all’utenza di accedere immediatamente nel tessuto  viario  della  città,  a  pochi passi  da  piazza  Duomo; il secondo, quello sud, a sfondo commerciale è  aperto  dalle  07:00  sino  alle  20:30/24:00  e  connette  l’area portuale alla rotonda prospiciente il faro Biscari da cui poi si dipartono le più importanti connessioni  stradali; per la mobilità delle merci si sono conclusi l'anno scorso i lavori per la nuova darsena commerciale, opera a cui sono legati dei risvolti giudiziari. Il protocollo d'intesa tra il Comune di Catania e l'Autorità portuale firmato ieri in Sala Giunta va nella direzione di restituire alla fruzione dei cittadini e dei turisti il porto, pur mantenendo inalterata la sua funzione logistica e commerciale. Il progetto d'integrazione porto-città presentato ieri è stato condiviso nella sua redazione con la Capitaneria, la Guardia di Finanza e la Polizia che garantiscono le attività di controllo dell'area portuale. Il primo step è stato avviato dall'Autorità portuale già da alcuni mesi: sono in corso lavori di riqualificazione del basolato lavico, per un costo di 3,5 milioni di euro; entro aprile si dovrebbero concludere i lavori per la realizzazione della nuova rete idrica, fognaria e antincendio. Si procederà in seguito a un progressivo arretramento a sud della barriera doganale; gli interventi più comporsi riguarderanno la messa in sicurezza e la trasformazione del molo foraneo in passeggiata ciclo-pedonale dalla lunghezza di due chilometri con illuminazione e panchine. Primo segno tangibile avverrà il 25 aprile, quando secondo le previsioni esplicitate ieri, il varco di via Dusmet verrà aperto. Il progetto di riqualificazione in funzione ludica e turistica prevede anche la creazione di una zona attrezzata per l'attività sportiva e una piscina di acqua salata nell'area del cosiddetto "piazzale triangolare". Gli interventi finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ammontano a 49 milioni di euro. Ecco la galleria dei rendering pubblicata da lasiciliaweb Il protocollo d'intesa è propedeutico a un ulteriore step la cui scadenza è a lungo termine: la progettazione e il reperimento delle risorse necessarie per l'integrazione del molo foraneo con il Passiatore, del porto con il piazzale Borsellino e Porta Uzeda e infine la ricucitura con il quartiere Angeli Custodi a partire dall'area dove ha sede l'azienda del gas Asec. Il sindaco Enzo Bianco ha espresso l'intenzione di inserire questo progetto all'interno del Patto di Catania, un programma d'intesa tra Amministrazione e Governo nazionale per realizzare in un tempo massimo di due anni opere per lo sviluppo della città.   Ti potrebbero interessare: Catania torna nelle rotte delle grandi compagnie. Riqualificazione del porto vecchio in corso; Darsena: dalla realizzazione all’inchiesta, passando dal progetto di riqualificazione del porto; Patto per lo sviluppo tra Comune di Catania e governo nazionale Bibliografia: PGTU- Piano Generale del Traffico Urbano, Comune di Catania, 2012  

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23 feb 2016

AMT, dal primo marzo taglio delle corse mattutine e serali: il piano di ristrutturazione annunciato la scorsa estate

di Amedeo Paladino

Diventa ufficiale il piano di ristrutturazione AMT già annunciato dal presidente Carlo Lungaro la scorsa estate: dal 1° marzo tagli delle corse serali e mattutine senza passeggeri La rimodulazione del servizio dell'AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) entrerà in vigore da martedi prossimo; le modifiche andranno a colpire le prime corse mattutine e quelle serali definite poco redditizie. I tagli fanno seguito alle difficoltà finanziarie dell'azienda: infatti i contributi per il trasporto pubblico locale della Regione siciliana si sono progressivamente ridotti negli ultimi anni, inoltre l'AMT vanta circa 40 milioni di crediti dalla stessa Regione e dal Comune di Catania. Una boccata di ossigeno era arrivata nelle scorse settimane con il pagamento del contributo della Regione relativo al quarto trimestre 2015, il Comune a sua volta ha fatto pervenire, tra il dicembre del 2015 e il gennaio del 2016,  le spettanze per l’Amt, per un importo complessivo di quasi sette milioni di euro. Si concretizza ciò quindi il piano già annunciato nel giugno dello scorso anno con una nota del presidente Carlo Lungaro: A seguito delle risultanze emerse dalla relazione semestrale al 30 giugno 2015 il Consiglio di amministrazione della società ha approvato e presentato al socio proprietario un programma di ristrutturazione della gestione aziendale finalizzato a riorganizzare l'esercizio economico, tenendo conto delle risorse finanziarie effettivamente disponibili a seguito dei tagli apportati dalla Regione Sicilia ai servizi di trasporto pubblico locale di competenza comunale. Il Socio ha pertanto approvato il predetto programma che in sintesi si articola nei seguenti punti essenziali: revisione della rete delle linee di trasporto con riduzione delle corse a minore frequentazione e azzeramento delle corse a prima mattina e serali con assenza di passeggeri; contrasto all'evasione tariffaria con conseguente incremento degli introiti e del tasso di copertura dei costi di produzione; razionalizzazione ed ottimizzazione dell'impiego dei fattori produttivi con conseguente riduzione dei costi di produzione dovuti a straordinario ed a percorrenze improduttive non coperte da contributi; trasferimento di tutte le attività di manutenzione e movimento presso il polo produttivo di Pantano d'Arci. La realizzazione delle predette misure organizzative e gestionali, nell'orizzonte temporale di medio periodo, dovrà riportare l'Amt a recuperare la necessaria condizione di equilibrio economico e finanziario. Il dettaglio della rimodulazione delle corse è consultabile a questo link.

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23 feb 2016

Il limite di velocità a 30 km/h salva la vita

di Annamaria Pace

Introdurre il limite di velocità di 30 km/h in alcune zone della città, tramite opportune modifiche delle infrastrutture stradali, fluidifica il traffico, evitando inutili e pericolose accelerazioni e decelerazioni e senza interferire sulla velocità media di percorrenza. Un provvedimento che ha fatto drasticamente diminuire il numero di morti in strada; a Parigi il 90% delle strade si percorre a non più di 30 km/h, New York da alcuni anni sta portando avanti il piano “Vision Zero”, nessuna vittima in strada. Mobilita Catania accoglie sulle proprie pagine l'analisi dell'architetto Annamaria Pace: a Catania è possibile ed esiste già una pianificazione per ridurre la velocità dei veicoli. La nostra città ha il triste primato di morti in strada in rapporto agli abitanti. Quando il limite di velocità dei veicoli passa da 50 a 30 km/h si ha una notevole riduzione dello spazio di arresto ed un aumento del raggio del cono visivo del conducente del veicolo. Questo indirizzo progettuale è adottato in molte città europee e non solo, proprio perché è risultato il modo più efficace per aumentare la sicurezza per i pedoni ed i ciclisti, ridurre le morti su strada, incrementare il grado di sicurezza e vivibilità e diminuire l’inquinamento acustico nella città. In relazione alla viabilità ed al traffico urbano, anche il Pgtu di Catania -Piano Generale del Traffico Urbano- indica delle azioni progettuali come “l’introduzione graduale e costante di zone 30, cioè aree della città (sia al centro, sia in periferia) dove la velocità massima consentita sia di 30 km/h invece che di 50 km/h”. Ad esempio oggi più di 15 milioni di persone nel Regno Unito vivono in aree che hanno già adottato o stanno adottando i limiti di velocità a 30 km/h. Questi dati provengono dall’associazione 20’s Plenty for Us, un’organizzazione inglese dedicata ad abbassare i limiti di velocità nelle strade residenziali con lo scopo di aumentare la sicurezza dei pedoni e ciclisti. Attualmente l'organizzazione ha più di 270 campagne di sensibilizzazione in molte grandi città e già molte altre si sono impegnate per ottenere il limite massimo a 30 Km/h di velocità sulle loro strade. Il promotore di questa iniziativa è Rod King, fondatore e direttore di 20′s Plenty for Us. Mr. King è stato recentemente in Brasile, ed il team del World Resources Institute per le Città sostenibili ha parlato con lui sul lavoro fatto nelle città britanniche e sui benefici conseguiti dalla attuazione dei limiti di velocità di sicurezza. Nell’intervista sono spiegate le motivazioni ed i vantaggi in ambito urbano delle zone a 30 km/h . Perché il limite di velocità a 30 Km/h è ideale per la sicurezza stradale? Per dirla semplicemente, un limite predefinito a 30 Km/h ridefinisce il punto di riferimento per come usiamo e condividiamo gli "spazi pubblici tra edifici" e cioè le strade. Invece di andare più veloce e rallentare "solo dove richiesto" abbiamo stabilito un nuovo standard per gli spazi residenziali, dove la gente vive e dove ci sono negozi, il cui uso è compatibile con le esigenze più ampie della comunità e con la realizzazione di un ambiente vivibile. Per quanto riguarda "la sicurezza stradale", la considerazione più importante è che se c’è un pedone ad una distanza di 12m da una macchina che cammina a 30 chilometri all'ora, quest’ultima si può fermare, mentre una macchina che cammina a 50 chilometri all'ora quando cerca di frenare sta ancora facendo 38 chilometri all'ora. Inoltre quando si guida lentamente si ha più attenzione verso i pedoni e ciclisti e si è in maggiore “contatto” con la comunità. Questo approccio permette alle persone di cambiare la propria città. Come funziona questo processo? Il primo passo consiste nel lanciare delle campagne di sensibilizzazione per la comunità, mostrando come la velocità inferiore dei veicoli può essere di beneficio alla comunità di cittadini. Queste campagne permettono loro di dimostrare ai politici, che esiste un ampio sostegno pubblico ed richiesto un intervento sul limite di velocità. Quali città sono da esempio oggi e perché? il 75% per cento di interi quartieri di Londra Città include il limite di velocità a 30 km/h. Questi sono i quartieri di Londra (32) che controllano i limiti della maggior parte delle strade insieme a molte altre città britanniche famose: come Birmingham, Manchester, Bath, Bristol, Oxford, Cambridge, Liverpool. Le città inglesi e le città brasiliane sono diverse per ragioni storiche e culturali. Ma le migliori pratiche dimostrano che abbiamo una “ricetta unica” per salvare vite umane. Per comprendere una città è necessario comprendere i bisogni delle loro comunità. E mentre ci sono differenze indubbiamente culturali, economiche e storiche tra luoghi come Londra e San Paolo è un dato di fatto che tutti condividono dei valori comuni su ciò che vogliamo per le nostre famiglie e le comunità. Vogliamo che i nostri figli siano in grado di utilizzare le nostre strade in modo indipendente, vogliamo che gli anziani siano in grado di mantenere la loro indipendenza nel muoversi e vogliamo un ambiente con bassa emissione di rumore ed inquinamento. Questi sono bisogni comuni e discutendo questi bisogni è indubbio quanto il traffico mette in pericolo tali obiettivi allora possiamo tutti giungere alla conclusione che una zona a 30 km all'ora è un posto migliore per vivere. Ed è per questo che tali limiti sono così ampiamente abbracciati in tutta Europa e Nord America, dove 30km h o 20 mph stanno diventando la norma per strade residenziali nelle nostre città e quelli in cui la gente a piedi e in bicicletta. La pratica migliore diremmo è quello di passare attraverso la "tabella di marcia" ed impegnarsi molto. Le zone a 30 km/h possono essere realizzate anche a Catania, poiché anche nella nostra città, come in tutte le città del mondo, vi è l’esigenza di una maggiore sicurezza e vivibiltà. Nel PGTU di catania, redatto nel 2012, vi è un’analisi delle zone residenziali in cui potrebbe essere messo in atto questo processo migliorativo del nostro ambiente urbano, e Catania potrebbe iniziare così ad intraprendere questo percorso di cambiamento adeguandosi alle più innovative strategie di mobilità sostenibile.   Questa intervista è originariamente apparso su TheCityFix Brasil in portoghese.

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22 feb 2016

Un milione di euro per l’abbellimento del Tondo Gioeni: approvato il progetto

di Amedeo Paladino

Lo scorso agosto il dibattito politico catanese è stato catalizzato dallo storno di una consistente somma di risorse destinata anni addietro alla costruzione di una pista ciclabile tra piazza Papa Giovanni XXIII e piazza Europa a favore della sistemazione artistico-architettonica della rotatoria del Tondo Gioeni. Dieci giorni fa gli uffici tecnici hanno approvato il progetto. Il progetto di abbellimento del Tondo Gioeni è stato affidato all'architetto Ugo Mirone, che nel 2007 ha curato la progettazione del verde e dell’arredo urbano di piazza Bellini, il costo dell'opera sarà di 994 mila e 800 euro, di questi 794 mila e 800 euro provengono da un residuo mutuo della Cassa Depositi e Prestiti (pos. 436361200). Della vicenda Mobilita Catania si è occupata lo scorso agosto. Andiamo per ordine: il 13 agosto 2015 la Giunta Comunale delibera il cambiamento di destinazione del residuo disponibile del mutuo a conclusione dei “Lavori di realizzazione di due tratti di piste ciclabili tra la piazza Stesicoro e la piazza Giovanni XXIII e tra la piazza Giovanni XXIII e la piazza Europa”. La residua somma ammonta a € 794.800,00 da destinare a un intervento di sistemazione a verde e sistemazione artistico-architettonica della rotatoria del Tondo Gioeni, ma saranno necessari altri 200 mila euro per realizzare l’intervento. Dei due tratti di pista ciclabile oggetto dei finanziamenti, ora stornati, solamente il primo è stato portato a termine nel novembre 2011, dopo 5 anni dalla consegna dei lavori alla ditta aggiudicataria, mentre i lavori per la realizzazione del secondo tratto non sono mai iniziati a causa della volontà dell’impresa appaltatrice di rescindere il contratto e alla rinuncia definitiva dell’Amministrazione del mese di Dicembre 2012. In base al provvedimento dirigenziale del gennaio del 2015 della Direzione Lavori Pubblici e Protezione Civile si evince che la contabilità finale di cantiere ammonta a € 2.561.719,87: un chilometro e centro metri di ciclabile costato 2 milioni e mezzo, cifra che doveva invece includere anche il secondo tratto di un chilometro e trecento metri. Come apprendiamo dal comunicato stampa di Catania Bene Comune Tre tipi di pietre diverse comporranno il monumento, ricercate scrupolosamente nelle migliori cave; una piccola aiuola costeggerà il muro e ospiterà piante ornamentali. Due vasche verranno montate a parete proprio al centro del muro, di fronte la via Etnea, una più grande sotto e una più piccola sopra, a comporre una fontana a cascata; led colorati illumineranno il tutto con giochi di luce, un marciapiede con affaccio sulla circonvallazione di Catania sarà costruito sopra il muro, sulla via Albertone, proprio sotto il Parco Gioeni. Ora si procederà a bandire una gara d'appalto per la costruzione dell'opera.  

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17 feb 2016

Crisi Tecnis, giorni decisivi per la metropolitana di Catania

di Roberto Lentini

Aleggiano nubi nere sulla Tecnis, l' impresa impegnata nei lavori dell’ospedale San Marco a Librino e delle due tratte della metropolitana, che secondo cronoprogramma dovrebbero essere terminate entro l‘estate 2016, e i cui lavori si trovano ormai in dirittura d’arrivo. [nella foto in evidenza la galleria della nuova tratta metropolitana all’altezza della stazione Stesicoro] Apprendiamo da MeridioNews della grave difficoltà in cui versa l'azienda legata sia da guai economici sia a quelli dirigenziali: attualmente i cantieri della metropolitana nella tratta Borgo-Nesima sono fermi e gli operai stanno protestando per rivendicare le mensilità arretrate più i contributi della cassa edile. L'appuntamento per salvare l'azienda è fissato per lunedì 22 febbraio in tribunale, ma da indiscrezioni sembra che il nuovo consiglio di amministrazione avrebbe deliberato la possibilità di ritirare il progetto da sottoporre ai giudici dato che mancano le garanzie delle banche. Questo significherebbe il fallimento della Tecnics SPA, sospensione dei lavori e affidamento  ad un'altra impresa; i lavori sono ormai in fase di completamento come dimostra l'ultimo aggiornamento di Mobilita Catania dai cantieri. Si rischia quindi un nuovo blocco dei cantieri della metropolitana, come quello avvenuto nel novembre 2012, quando i lavori subirono l’ennesima interruzione, sia nella tratta Borgo-Nesima che nella tratta Giovanni XXIII-Stesicoro, a causa di problemi finanziari della ditta appaltante, la Sigenco. I lavori ripresero  l’anno successivo a seguito all’affidamento alla nuova impresa: la Tecnics SpA. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera Metropolitana, i lavori procedono spediti: rispettato il cronoprogramma Il commissario Tecnis rassicura: «per le opere nessun problema». Metropolitana entro l’estate

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Segnalazione
17 feb 2016

Rifiuti ingombranti: numero verde impossibile da contattare

di Mobilita Catania

Il Comune di Catania non aiuta di certo i cittadini a disfarsi dei rifiuti ingombrati. Il Numero verde 800.594.444 è sempre occupato e funziona solo con una linea fissa. Inoltre risultano pagine, nel sito del comune, che riportano dei numeri inattivi.  Questa è invece la pagina corretta per visualizzare le informazioni sui rifiuti ingombranti. Auspichiamo venga attivato pure un numero che possa essere utilizzato dai cellulari, al momento l'unica possibilità è recarsi dal lunedi al venerdi negli uffici di via Etnea 603 dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.  

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13 feb 2016

AMT | Tutti in servizio i nuovi Scania, si attende l’arrivo di 8 bus di seconda mano

di Amedeo Paladino

Una boccata di ossigeno per AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) è arrivata con il pagamento del contributo per il trasporto pubblico locale della Regione siciliana all'Azienda metropolitana trasporti di Catania, relativo al quarto trimestre del 2015, per un importo complessivo di quasi quattro milioni di euro. Il Comune di Catania aveva pagato a sua volta, tra il dicembre del 2015 e il gennaio del 2016,  le spettanze per l'Amt, per un importo complessivo di quasi sette milioni di euro. Oltre ai temi finanziari AMT deve far fronte alle carenze del servizio, derivanti anche dalla vetustà del parco mezzi; problemi che nelle scorse settimane hanno fortemente penalizzato l'efficienza delle linee. [Giovedi nero di AMT: le vetture a metano in deposito per mancato rifornimento] Un piccolo miglioramento si sta avvertendo già in questi giorni grazie all'entrata in servizio dei 5 nuovi  Scania Citywide derivanti da un bando di gara esitato nel 2015 che prevedeva la fornitura complessiva di 7 autobus: i primi due mezzi erano già stati messi in strada nel mese di dicembre, come mostrato nel VIDEO visibile al seguente articolo. [VIDEO | Nuovo autobus AMT in servizio per la linea BRT, ne arriveranno altri] I 7 nuovi autobus a metano sono muniti di climatizzazione, telecamere posteriori e motore con cilindrata 9300 cc a ciclo otto. [FOTO |  nuovi bus a metano per l’AMT] Il direttore generale AMT Antonio Barbarino ha inoltre annunciato l'imminente arrivo di altri 8 autobus di seconda mano che andranno ad aggiungersi al parco mezzi.

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