Articolo
02 ago 2016

Ciclabile del lungomare completa tra alcuni mesi con l’acquisto di altri cordoli

di Amedeo Paladino

La pista ciclabile del lungomare di Catania rimane al centro dell'attenzione in città: ieri alcuni cordoli sono stati divelti, mentre tra alcuni mesi l'opera si potrà dire completa con l'installazione dei cordoli mancanti, per cui è stata avviata una procedura di acquisto e messa in opera La pista ciclabile è lunga 2,2 chilometri, si sviluppa lungo la banchina lato mare, con due corsie per senso di marcia, ciascuna larga 1,25 metri, protette da un cordolo in plastica eterogenea riciclata; unisce le piazze Sciascia e Mancini Battaglia, collegandosi attraverso un tratto ciclopedonale al viale Ulisse all'altezza di via Villini a Mare. Il progetto è stato modificato in corso d'opera: i cordoli a protezione del percorso inizialmente avrebbero dovuto essere installati in maniera discontinua in tutto il viale Ruggero di Lauria. Si è poi optato per installare i 600 metri, acquistati con il primo bando, nel tratto da piazza Nettuno a piazza Mancini Battaglia. Una soluzione transitoria che ha reso necessario rendere a doppio senso ciclabile solo il tratto protetto dai cordoli, costringendo i ciclisti a percorrere il lato opposto della carreggiata se diretti in direzione piazza Europa. Solo in queste settimane l'Amministrazione Comunale, attraverso la Direzione Polizia Municipale U.T.U. ha avviato la procedura per la fornitura e la posa in opera dei cordoli delimitatori che andranno a proteggere la restante parte della pista ciclabile, ovvero da piazza Nettuno a piazza Sciascia. L'importo dell'appalto per questa seconda tranche di lavori è di circa 143 mila euro. L'affidamento e la conclusione dei lavori dovrebbero avvenire non prima della fine dell'estate: solo a quel punto l'opera, al centro del dibattito dell'opinione pubblica da molti mesi, potrà dirsi finalmente completa. Purtroppo ieri pomeriggio si sono registrati due episodi di vandalismo a danno dei cordoli prima dell'imbocco in piazza Mancini Battaglia: gli operatori della Manutenzione strade sono intervenuti in entrambi i casi per ripristinare i delimitatori della pista ciclabile.  

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Segnalazione
01 ago 2016

Senso modificato in via Morosoli: disagi e rischio ingorghi, i residenti non ci stanno

di Mobilita Catania

Da qualche giorno, l'Amministrazione Comunale attraverso la determina dirigenziale dell'8 luglio 2016 della Direzione Corpo di Polizia Municipale- Ufficio Traffico Urbano ha disposto la modifica del senso di marcia di via Morosoli, una traversa tra Piazza Santa Maria di Gesù e via Androne. Mentre prima si poteva scendere (direzione ovest, vedi foto in alto), adesso si può andare solo in direzione est verso la piazza. I residenti della zona ci hanno subito contattati disperati dicendo che faranno di tutto per far tornare la situazione com'era prima. Con questa modifica infatti, essi sono obbligati a confluire in via Androne e successivamente su Piazza Santa Maria di Gesù dovendo fare un giro incredibile per raggiungere la via Tomaselli e successivamente il centro. Qui la mappa che fa capire come tutta la viabilità confluisce su via Androne e sul trafficato e pericoloso nodo di Piazza Santa Maria di Gesù intasandolo ulteriormente: Con la riapertura delle scuole quel nodo potrebbe diventare trafficatissimo e sarebbe anche molto problematico in quanto li si trova l'ospedale Garibaldi. I residenti ci hanno riferito di essere sul piede di guerra ed a breve scriveranno ai quotidiani e contatteranno tutte le autorità competenti per provare a far tornare tutto come prima.  Noi siamo dalla loro parte in quanto questa soluzione ci sembra totalmente insensata e causa solo tantissimi disagi a residenti ed a tutti coloro che transiteranno da Piazza Santa Maria Gesù, mezzi di soccorso compresi.

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Articolo
26 lug 2016

Il progetto di superstrada Catania-Etna presentato ieri: si attende la delibera del CIPE per avviare l’iter

di Mobilita Catania

Dopo anni di stallo l'iter per la realizzazione di un collegamento stradale tra la tangenziale di Catania e il versante sud dell'Etna sembra essersi sbloccato, stavolta definitivamente. I fondi, circa 40 milioni, arriveranno dal “Patto per lo sviluppo della città di Catania” firmato dal sindaco Bianco, con il premier Renzi. Ieri se n'è parlato nell'aula consiliare del Comune di Nicolosi. Presenti ieri il neosindaco della città metropolitana di Catania, Enzo Bianco, l'assessore regionale al Turismo Antony Barbagallo e il sindaco di Nicolosi Nino Borzì. Il progetto prevede il collegamento tra la tangeziale di Catania e il versante sud dell'Etna, tramite la strada provinciale 92, attraverso i comuni di Nicolosi, Belpasso, San Pietro Clarenza e Misterbianco per poi allacciarsi alla Tangenziale di Catania, nei pressi degli uffici Anas. La strada venne progettata una decina di anni fa, durante la presidenza alla Provincia Regionale di Raffaele Lombardo, con l’apporto dell’allora Sindaco di San Pietro Clarenza, Enzo Santonocito. Il primo lotto funzionale ha già ricevuto i vari pareri favorevoli da parte degli enti interessati, ed è stato approvato nella Conferenza Speciale di Servizi tenutasi nel luglio del 2015; alcuni Comuni hanno già avviato le pratiche per l’esproprio dei terreni. Secondo le dichiarazioni di ieri il costo sarebbe di circa 40 milioni, inferiore alla stima iniziale che indicava 60 milioni di euro come risorse necessario alla realizzazione dell'arteria stradale. La nuova "Strada dell’Etna" è considerata dalla Protezione Civile indispensabile via di fuga per i paesi del versante sud dell’Etna e importante collegamento per il turismo sul nostro vulcano, oltre che funzionale a decongestionare le strade di Gravina e Mascalucia. L'iter per la realizzazione del collegamento stradale dipenderà dalla delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), come si legge oggi sul quotidiano "La Sicilia" nell'articolo a firma Chiara Mazzaglia. Ti potrebbe interessare... La superstrada Catania-Etna soppianta i sistemi di trasporto pubblico: è davvero necessaria?  

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Segnalazione
11 lug 2016

Via Grotte Bianche, le auto occupano anche i marciapiedi e i pedoni sono costretti in strada

di benric

Raccogliamo la segnalazione di un nostro lettore in merito alla quotidiana situazione di via Grotte Bianche, nei pressi della centrale via Umberto: qui la sosta selvaggia è una consuetudine e il controllo della Polizia Municipale totalmente assente. Il transito dei pedoni nei marciapiedi occupati dai veicoli è impossibile. Potete inviarci segnalazioni, proposte e articoli accedendo a questo link ⏩http://catania.mobilita.org/scrivi-un-post/ Tutti i pomeriggi è così. Dove sono i vigili? Prendono multe nella vicina Via Umberto, ma si disinteressano completamente di queste auto parcheggiate in divieto di sosta e sul marciapiede, e che impediscono perfino il passaggio ai pedoni. Quando si decide il Comune ad intervenire?  

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Articolo
07 lug 2016

Metropolitana, Galatea-Giovanni XXIII a rischio stop? Un incubo lungo 15 anni

di Roberto Lentini

La tratta Galatea-Giovanni XXIII sembra colpita da una sfortuna perenne. I lavori di questa tratta iniziarono infatti nel 2000 ma appena un anno dopo, nel 2001, subirono una prima interruzione a causa della presenza di una condotta fognaria che non era stata prevista nel progetto esecutivo. Nel 2003, a lavori ripresi, ci fu un altro stop, poiché a causa della ristrutturazione edilizia di un’ex raffineria di zolfo di viale Africa, in uso a quel tempo alla compagnia telefonica Fastweb, le nuove fondamenta si rivelarono troppo vicine alla galleria della metropolitana in costruzione, con rischio di stabilità della struttura per via delle forti vibrazioni dovute allo scavo del tunnel. Questo problema, denominato “nodo Fastweb”, richiese una nuova progettazione e un nuovo appalto, allungando notevolmente il tempo di completamento delle opere, e il tunnel venne completato solo nel 2015. Adesso un nuovo stop potrebbe abbattersi su questa tratta quasi completa a seguito di una sentenza, formulata dal Consiglio di Giustizia Amministrativa, che ha accolto l’appello del consorzio Ciro Menotti contro l’aggiudicazione dei lavori all’Ati con società mandataria la Tecnis spa. La vicenda parte nel 2014 a seguito di un ricorso al TAR, da parte del consorzio Ciro Menotti contro Ferrovia Circumetnea, perché nella gara d'appalto per la tratta Galatea- Giovanni XXIII  ci sarebbero state, a loro dire, delle irregolarità per la mancanza di criteri univoci per l'assegnazione dei punti. Il TAR  dà ragione alla Ferrovia Circumetnea ritenendo infondato il ricorso presentato dal consorzio Ciro Menotti. Il consorzio la impugna e fa ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa che con la sentenza n 193 /2016 ribalta la sentenza del TAR. Adesso cosa succederà? Difficilmente verrà bloccato il cantiere, data la fase molto avanzata. Semmai l'ente appaltante, cioè la Fce, è responsabile di eventuali irregolarità e quindi potrebbe essere tenuta a un risarcimento. Intanto gli avvocati  del consorzio Ciro Menotti potrebbero diffidare la Ferrovia Circumetnea dal far proseguire i lavori, visto che la sentenza è immediatamente esecutiva, ma come detto questi dovrebbero poter proseguire. Teoricamente andrebbe nominata una commissione esterna che rivaluti i progetti e ristili la graduatoria: in questo caso, se la Menotti risultasse vincitrice, dovrebbe ricevere dalla Fce un indennizzo pari a una percentuale sull'utile calcolato rispetto all'importo complessivo a base di gara ribassato secondo la stessa offerta economica della ricorrente. Ma non è detto che la Menotti risulti prima in graduatoria dopo il riesame: in questo caso la Fce non sarebbe tenuta ad alcun risarcimento. Il prossimo futuro chiarirà la situazione. Intanto, i lavori proseguono: da programma, la sottostazione Giovanni XXIII sarà completa entro luglio mentre i getti in galleria sono già tutti saturati. Viale Africa, attualmente interrotto per la realizzazione degli accessi est, dovrebbe essere riaperto entro la prima metà di agosto (in alternativa, verrà aperta una sola carreggiata). Ti potrebbe interessare... Metropolitana di Catania | Storia e scheda dell'opera

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Segnalazione
01 lug 2016

Via Nizzeti chiude per una settimana: la viabilità alternativa

di Mobilita Catania

Dal 4 al 9 luglio in via Nizzeti, nel tratto compreso da via del Canalicchio alla rotatoria con  le vie Sgroppillo e Nuovaluce,  divieto di transito per tutti i veicoli, a eccezione di quelli degli addetti ai lavori, dei residenti e dei mezzi di soccorso Lo comunica la sezione Sottosuolo della direzione Polizia locale e Utu, precisando che il provvedimento  consentirà al dipartimento della Protezione civile di Catania l’esecuzione di lavori  di scavo utili a collegare la condotta fognaria da via Nizzeti all’incrocio con la via Sgroppillo (all’altezza della rotatoria di via Sgroppillo – Nuovaluce). Il traffico sarà deviato su percorsi alternativi. In particolare, i  veicoli provenienti dalle vie Sgroppillo,  XX Settembre e Nuovaluce, e diretti a Catania su via Nizzeti, potranno percorrere via Nuovaluce fino alla prima rotatoria e imboccare via Diodoro Siculo e via del Canalicchio, per poi raggiungere via Nizzeti in direzione Catania. I veicoli provenienti dalla Circonvallazione e da via Nizzeti e diretti in via Nuovaluce,  percorreranno via Nuovalucello (strada parallela alla Circonvallazione) per raggiungere via Nuovaluce attraverso viale Mediterraneo (A18 Dir). Gli interventi saranno indicati dalla relativa segnaletica per l’intera durata dei lavori, pattuglie della Polizia locale saranno presenti al fine di limitare i disagi alla viabilità e assicurare fluidità al traffico veicolare.

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Articolo
30 giu 2016

Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere”

di uomodellastrada

La recente diatriba fra il Comune di Catania e i gestori della Trattoria del Cavaliere per il negato rinnovo all'attività ristorativa della concessione per il suolo pubblico ha nuovamente posto al centro del dibattito politico e dell'opinione pubblica una serie di questioni: le difficoltà del commercio, l'eterna incompiuta del regolamento dei dehors e le scelte di mobilità da parte del Comune. Al di là della vicenda specifica e dei risvolti giudiziari a quanto pare già in corso da anni, vorrei soffermarmi sul comunicato stampa del Comune che giustifica l'azione revocatoria della concessione. "Il Comune ha deciso di fare ritornare alla originaria destinazione d'uso di parcheggio pubblico la piazzetta Ilaria Alpi (ex Gambino) alle spalle di piazza Stesicoro, evitando eccessi ed abusi che spesso si sono verificati nel tempo. L'area era diventata da anni di dominio dei posteggiatori abusivi che saranno così adeguatamente combattuti con la regolamentazione del parcheggio. Gli operatori di sostare stanno quindi provvedendo a realizzarvi alcuni stalli bianchi e per disabili". Che il Comune debba combattere la piaga dei posteggiatori abusivi è una richiesta che tutti i cittadini chiedono da tempo all'Amministrazione. Che però la regolamentazione della sosta passi attraverso la destinazione d'uso a parcheggio di una piazza in pieno centro storico a me sembra una nota stonata, a maggior ragione in un periodo in cui le scelte di mobilità sostenibile sono oggetto di vivaci discussioni politiche, giornalistiche e da bar. "Le parole sono importanti", diceva Nanni Moretti e senza volere scomodare i fratelli greci e la loro agorà, nell'immaginario di tutti noi la piazza è un'area concepita per vari usi, ma certamente non per il parcheggio a lungo termine di auto e mezzi a motore. Potremmo forse organizzare una seduta spiritica e chiedere ai politici e architetti che nel '700 concepirono il disegno urbanistico della città quale fosse la destinazione d'uso di Piazza Manganelli, Piazza Dante, Piazza San Placido, Piazza Duca di Genova, attualmente deturpate da tappeti di auto in sosta. Allo stesso modo un'area di piccole dimensioni e modesto valore architettonico come la Piazzetta Alpi [l'area antistante la Trattoria del Cavaliere n.d.r] non merita di essere ridotta al rango di parcheggio. Le buone prassi in tema di mobilità sostenibile non possono che partire dalla consapevolezza di un cambio radicale di mentalità anche in queste piccole banali questioni "sintattiche".  Riappropriarsi degli spazi urbani pubblici significa anche acquisire coscienza del senso delle parole: una piazza deve prima di tutto essere luogo di vita e di incontro per la comunità di residenti, lavoratori e turisti che la popolano.  

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