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12 ott 2016

Ministro Delrio, un’analisi sul futuro del trasporto ferroviario in Sicilia

di Roberto Lentini

Sulla sua pagina Facebook il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Delrio  fa un'analisi sul futuro del trasporto ferroviario e lo fa parlando pure della Sicilia. L'obiettivo principale, afferma Delrio è spostare il 30% delle merci dalla gomma al ferro nei prossimi tre anni. Per questo sono stati tolti gli incentivi alla gomma e messi sul trasporto ferro e via mare e finanziato completamente (1,2 mld) l'ammodernamento dei corridoi merci italiani. A questo indirizzo si rifà anche il nuovo piano industriale di FS che investirà 1,5 mld nella parte merci e logistica dopo anni di stallo che hanno portato il trasporto merci su ferro in Italia sotto il 6%. Per questo si deve utilizzare la linea AV entro il 2018 anche per trasporto merci, rendendo pienamente utile l'investimento sull'alta capacità. E per questo è stato approvato un nuovo piano di logistica integrata. La cura del ferro: parte prima. Altro obiettivo del ministro Delrio è di cambiare rotta anche sul trasporto pendolari e passeggeri regionali. Sono stati stanziati 1,5 mld per il potenziamento dei corridoi regionali nell'ultimo contratto 2016 a favore di Rfi. Per i prossimi 10 anni vi saranno 32 mld per lo sviluppo della rete storica non Alta Velocità. Quindi più risorse che per l'AV. Significa concretamente il ripristino della linea Palermo-Trapani interrotta da tempo e la velocizzazione della Palermo-Agrigento. Dal 2014 sono stati immessi il 20% di nuovi treni e saranno investiti 4,5 mld nei prossimi 5 anni per completare l'acquisto di 450 nuovi mezzi. Ci saranno inoltre nuovi treni con spazi per le bici mentre le stazioni saranno riqualificate prevedendo anche il depositi bici.  La cura del ferro: parte seconda. Una priorità importante per Delrio è ridare al Mezzogiorno d'Italia una rete di connessioni di livello europeo. Oggi in treno sono necessarie 10 ore e mezza per raggiungere Palermo da Roma. E ce ne vogliono solo 3 per raggiungere Milano da Roma. Non ci deve essere un Paese spezzato in due. La scelta va nella direzione di potenziare i corridoi ferroviari europei che attraversano l'Italia. Sono opere utili a tenerci dentro allo sviluppo. Le città attraversate dalla rete Alta Velocità migliorano economicamente e hanno più opportunità di sviluppo. Pensiamo anche a città medie come Siviglia e Lione. Il ministero spagnolo valuta in 11 mld l'impatto della rete AV sul Pil delle città. L'AV Napoli Palermo e' un progetto di valenza non solo trasportistica ma sociale ed economica. Nei programmi del ministro per il sud sono previste 4 principali direttrici ferroviarie:  La dorsale adriatica, la Napoli Bari, la dorsale tirrenica e l'Alta Velocità in Sicilia. Per l'Alta Velocità in Sicilia sono già iniziati i cantieri nel nodo di Catania e di Palermo. Complessivamente si avranno 3,6 mld disponibili e a regime si potrà percorrere il tratto fra Messina e Catania in 45 min e il tratto da Catania a Palermo in meno di un'ora e 45. Se vuole sviluppare l'economia di tutto il Paese ed offrire opportunità alle imprese ed ai giovani si deve procedere spediti con maggiori connessioni ferroviarie nel Mezzogiorno. Con progetti non faraonici ma rispettosi dei territori rivisitando schemi di trent'anni fa quando la tecnologia nei trasporti era ai primi passi. Ti potrebbero interessare... Tratta ferroviaria Catania Palermo: cronoprogramma del potenziamento VIDEO | Collegamento ferroviario Catania-Palermo: passo avanti per la tratta Bicocca-Catenanuova

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04 ott 2016

Cordoli pista ciclabile cercansi: bandi di gara andati a vuoto

di Amedeo Paladino

La pista ciclabile del lungomare è ancora un'opera incompleta e resterà tale fino a quando i cordoli non copriranno l'intero percorso. Come riportato ieri  in un articolo del quotidiano "La Sicilia" a firma Cesare La Marca, due bandi di gara per la fornitura e l'installazione dei cordoli delimitatori sono andati deserti.  Nel mese di luglio l’Amministrazione Comunale, attraverso la Direzione Polizia Municipale U.T.U., ha avviato la procedura per la fornitura e la posa in opera dei cordoli delimitatori che andranno a proteggere la restante parte della pista ciclabile, ovvero da piazza Nettuno a piazza Sciascia. La pista ciclabile è lunga 2,2 chilometri, si sviluppa lungo la banchina lato mare, con due corsie per senso di marcia, ciascuna larga 1,25 metri, protette da un cordolo in plastica eterogenea riciclata; unisce le piazze Sciascia e Mancini Battaglia, collegandosi attraverso un tratto ciclopedonale al viale Ulisse all’altezza di via Villini a Mare. Il progetto è stato modificato in corso d’opera: i cordoli a protezione del percorso inizialmente avrebbero dovuto essere installati in maniera discontinua in tutto il viale Ruggero di Lauria. Si è poi optato per installare i 600 metri, acquistati con il primo bando, nel tratto da piazza Nettuno a piazza Mancini Battaglia. Una soluzione transitoria che ha reso necessario rendere a doppio senso ciclabile solo il tratto protetto dai cordoli, costringendo i ciclisti a percorrere il lato opposto della carreggiata se diretti in direzione piazza Europa. A distanza di 6 mesi il percorso ciclabile dovrà attendere ancora per assumere una forma definitiva. Il comandante della Polizia Municipale, Pietro Belfiore, come riportato nell'articolo de "La Sicilia" confida in un terzo bando di gara, altrimenti si valuterà la possibilità dell'acquisto diretto dei cordoli da parte del Comune, affidando la messa in opera alla società partecipata Multiservizi. Nel frattempo la ciclabile è stata più volte oggetto di danneggiamenti accidentali e in alcuni casi di episodi vandalici.  

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26 set 2016

Lavori metropolitana, viale Fleming interdetto per tre giorni

di Mobilita Catania

La sezione Sottosuolo della direzione Polizia municipale e l'Ufficio Traffico Urbano hanno comunicato che dal 3 al 5 ottobre sarà chiuso al transito veicolare il tratto di viale Alexander Fleming compreso tra viale Andrea Doria e via Bronte. La chiusura si rende necessaria per l'esecuzione di lavori che serviranno al collegamento della cabina elettrica alla nuova stazione "Milo" della metropolitana di Catania, la cui apertura è prevista entro i primi mesi del 2017. Durante il periodo di chiusura al transito, la viabilità sarà così modificata: il traffico veicolare proveniente da viale Andrea Doria e diretto al centro di Catania, sarà costretto a proseguire lungo viale Andrea Doria per poi svoltare su via Etnea e, quindi, proseguire attraverso via Ardizzone Gioeni e via Passo Gravina. Il percorso alternativo sarà evidenziato dalla segnaletica temporanea installata appositamente; pattuglie della sezione Viabilità e sicurezza del Comando della Polizia municipale vigileranno sulla fluidità del traffico veicolare.   Ti potrebbe interessare... Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera

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22 set 2016

Viale Alcide De Gasperi, cosa manca al suo completamento

di Roberto Lentini

Semaforo giallo per il completamento del viale Alcide de Gasperi a Catania, l'arteria che con il suo percoso e la naturale prosecuzione di via Barraco è destinata a rappresentare alternativa principale al lungomare, permettendone così la sua graduale trasformazione in zona a traffico limitato. L'inizio dei lavori di completamento era stato dato per imminente dal sindaco di Catania Enzo Bianco in occasione della firma del Patto per Catania insieme con il premier Matteo Renzi nel capoluogo etneo. A bloccare l'opera è un contenzioso con i progettisti incaricati ma sembra sia finalmente arrivata una transazione tra le parti. Inoltre, la Protezione Civile ha chiesto al Comune la rendicontazione generale delle spese e questo comporta il laborioso recupero ed esame di molti documenti. L'arteria risulta molto importante per la viabilità catanese perché oltre a consentire di liberare dal traffico il lungomare di Catania, permetterebbe anche l'abbattimento del viadotto di Ognina che oggi separa l'omonimo Borgo dal mare, oltretutto proprio di fronte l'omonima chiesa storica, su un tratto di spiaggia che si affaccia sul porto del quartiere. Ad oggi, il viale Alcide de Gasperi si presenta diviso in più tronconi. Il primo parte da piazza Europa e arriva fino a via del Ponte, all'altezza di San Giovanni li Cuti e della costruenda stazione "Picanello" del passante ferroviario metropolitano. Il secondo troncone parte da via Guerrera e arriva fino alla rotonda di via del Rotolo con un percorso al momento un po' tortuoso, visto che molti terreni devono essere ancora espropriati per consentire sia l'allargamento che l'ottimizzazione del percorso. Si evince che è del tutto mancante, al momento, il tratto di strada compreso tra via del Ponte e via Guerrera. Il terzo troncone parte dalla rotonda di via del Rotolo e arriva all'incrocio con via Porto Ulisse. Da qui prosegue sotto altra denominazione, via Barraco,  per circa un centinaio di metri per poi interrompersi in un'area scarsamente urbanizzata, dove è stato già realizzato il cavalcavia (mai utilizzato) su via Acireale. Alcune opere sono state già realizzate, come parte del nuovo viadotto per unire via Barraco al viale Ulisse, ma al momento tutto si presenta in stato di abbandono. Altre sono già pronte, ma ancora chiuse, come un breve tratto di viale Alcide de Gasperi compreso tra via Zoccolanti e via del Ponte. Questo tratto è stato interessato da lavori della Rfi per il passante ferroviario e risulta chiuso per un contenzioso tra Rfi e il Comune di Catania. L'apertura del viale Alcide De Gasperi nella sua interezza necessita di opere infrastrutturali che possono essere realizzate soloamente attraverso diversi esproprî ancora da effettuare. La somma prevista nel Patto per Catania, di circa 24 milioni di Euro, infatti, servirà in parte a coprire proprio le spese di espropriazione. Ecco, in dettaglio, le opere da realizzare:       Ti potrebbero interessare... Waterfront e via Alcide De Gasperi: dal progetto del 2001 fino al finanziamento del Patto per Catania Patto per Catania: le risorse per infrastrutture e opere

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16 set 2016

AMT sconta scelte sbagliate: un errore abbandonare il progetto dei nuovi BRT

di Amedeo Paladino

AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) ci mette una pezza: con uno scarno comunicato stampa viene annunciato il potenziamento a partire da oggi, 16 settembre 2016, della linea BRT. Noi di Mobilita Catania abbiamo pubblicato ieri un impietoso report, letto e condiviso da moltissimi cittadini, dello stato di salute della linea veloce BRT (Due Obelischi- Stesicoro): non resta ormai nulla dell'efficiente linea di trasporto pubblico che 3 anni fa aveva proiettato la nostra città a degli standard europei di efficienza. È arrivato puntuale ieri sera uno scarno comunicato stampa in cui viene annunciato il "potenziamento" della linea BRT:  "Da domani, venerdì 16 settembre 2016, ci saranno più mezzi sulla linea del Brt e, di conseguenza aumenterà, la frequenza delle corse. E' stato il sindaco Enzo Bianco a chiedere il potenziamento al presidente dell'Azienda Metropolitana Trasporti, Carlo Lungaro, che ha provveduto investendo dell'iniziativa il direttore generale Armando Barbarino che si è subito attivato. Da domani, la frequenza delle corse che partono dal parcheggio di via Due Obelischi e vanno fino a piazza Stesicoro, passerà dagli attuali 20 minuti a 10 grazie agli ulteriori mezzi che saranno impiegati." L'operazione messa in atto ha tutte le sembianze della pezza che copre il buco: non si può neanche definire "potenziamento", bensì più banalmente  l'aumento di una o due vetture per aumentare la frequenza della linea, rimanendo però lontani dallo standard di efficienza dei primi due anni del servizio, che ha esordito nel 2013. I problemi del BRT sono ormai gravi e sedimentati e non sarà qualche vettura in più a riportare in auge il servizio, che al suo esordio contava 5 mila passeggeri al giorno e ora neanche un quinto. La linea è stata penalizzata dall'abbattimento del cavalcavia del Tondo Gioeni, che ha costretto l'azienda a rivedere il percorso, facendo venir meno una delle caratteristiche principali del BRT, ovvero la separazione del percorso dal traffico dei mezzi privati: durante le ore di punta gli autobus che servono la linea perdono parecchi minuti nel traffico caotico del nodo Gioeni. Poi è seguito l'aggravamento della situazione finanziaria dell'AMT, causato in particolare dalla mancata riscossione dei crediti che l'azienda vanta da Regione Siciliana e soprattutto dal Comune di Catania. Tutto ciò ha inficiato la manutenzione dell'infrastruttura: i sistemi di priorità semaforica alle intersezioni sono ormai spenti, i cordoli a protezione del percorso preferenziali sono scardinati, le fermate sono state vandalizzate. Ma le colpe più gravi sono quelle gestionali. A Febbraio di quest'anno per far fronte all'aggravarsi dello stato di salute dell'AMT, la dirigenza dell'azienda decise di far cessare tutte le agevolazioni all'utilizzo intermodale del parcheggio scambiatore Due Obelischi e del BRT, una scelta che denunciammo sul nostro sito e che suscitò le proteste degli utenti. Fortunatamente la cessazione degli incentivi al mezzo pubblico fu sventata grazie al dietrofront di AMT e Amministrazione comunale. Ciononostante il parcheggio scambiatore Due Obelischi rimane desolatamente vuoto: sono poche decine le auto che sostano quotidianamente,  mentre sono più di 600 gli stalli vuoti. L'inutilizzo del parcheggio di interscambio tra mezzo privato e mezzo pubblico dimostra un'altra grave inefficienza gestionale: le politiche di AMT e Amministrazione di Catania sembrano non rispondere a nessun obiettivo teso al miglioramento della mobilità e della qualità urbana, sono scoordinate e prive di una programmazione. Il cittadino utente infatti nelle proprie scelte di spostamento adotta delle scelte razionali: nella decisione se lasciare l'auto presso lo scambiatore e utilizzare l'autobus oppure entrare e sostare in centro con il proprio mezzo, allo stato attuale è più conveniente, economicamente e in termini di tempo, scegliere la propria auto. La sosta in centro costa davvero poco, nonostante il recente aumento di 12 centesimi, le zone a traffico limitato sono poche, prive di controlli e frequentemente varcate; dall'altra parte il servizio AMT è coperto da circa cinquanta vetture e molte linee rimangono scoperte ogni giorno. L'attuale Amministrazione ha deciso di abbandonare inspiegabilmente la progettazione e la realizzazione delle altre 3 linee BRT previste nel Piano Generale del Traffico Urbano del 2013: un esperimento pienamente riuscito prima che fosse azzoppato per i motivi spiegati precedentemente. L'unica soluzione è intervenire seriamente, avendo chiari gli obiettivi da perseguire e i progetti da implementare: una razionalizzazione del servizio AMT è possibile puntando su nuove linee BRT ed eliminando le sovrapposizioni di percorsi. Nelle scorse settimane abbiamo dato spazio alla proposta dell’ingegnere Giacomo Guglielmo, già progettista per il PGTU di Catania (Piano Generale del Traffico Urbano), che prevede l’avvento di quattro linee di Bus Rapid Transit (BRT) e cinque nuove linee di adduzione, per cui è necessario utilizzare appena 56 autobus da 12 metri. Occorre intervenire subito, approfittando nei finanziamenti PON/Metro destinati alla nostra città, coordinando la rimodulazione del servizio AMT in relazione alla prossima apertura delle nuove tratte della metropolitana, a un progressivo ampliamento delle zone a traffico limitato e delle aree pedonali; non ultimo a un piano della sosta che non preveda solo aumenti lineari, come finora avvenuto. Nel breve periodo è necessario invece effettuare una radicale manutenzione del BRT1: l'operazione di oggi relativa al potenziamento di cui parla il comunicato stampa risponde a una inefficace logica emergenziale. Ti potrebbero interessare... AMT | Il triste declino del BRT: dopo 3 anni non resta più nulla della linea veloce Nuove tratte metro, opportunità per rivoluzionare la mobilità con 4 linee BRT; Pon-Metro, 90 milioni per Catania: come verranno impiegati;    

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15 set 2016

AMT | Il triste declino del BRT: dopo 3 anni non resta più nulla della linea veloce

di Roberto Lentini

«Veloce, economico, puntuale». Questo lo slogan che fu scelto dall'amministrazione Stancanelli per l'introduzione a Catania del Bus Rapid Transit, il servizio di collegamento pubblico in superficie che viaggia su un percorso riservato delimitato da cordoli e con semafori dedicati sempre verdi.  Quando il 10 aprile 2013 la prima linea di BRT  fu presentata alla città ci fu una certa diffidenza da parte dei cittadini, abituati a proclami seguiti da delusioni. Tuttavia, nel giro di poco tempo, il BRT1 conquistò sempre maggiori consensi grazia alla sua effettiva utilità ed efficienza. Si trattava di una linea veloce perché in poco più di 20 minuti portava dal parcheggio Due Obelischi al cuore del centro di Catania; economico perché con 1,50 euro era possibile effettuare andata e ritorno e con tariffe agevolate per la sosta nel parcheggio, sempre più convenienti in base al numero di utenti che dalla vettura avrebbero proseguito il viaggio in bus, e, infine, davvero puntuale e con frequenze di un bus ogni 7 minuti in orario di punta. All'interno della vettura, la segnalazione vocale aiutava a individuare la fermata e questo rendeva ancora più metropolitano il servizio. Altro punto di forza era il biglietto integrato, che permetteva di scambiare con la metropolitana e quindi raggiungere zone non servite dal BRT, sempre in pochi minuti e senza dover comprare un altro biglietto. Il servizio, dopo gli iniziali scetticismi, fu molto apprezzato dai cittadini tant'è che molti decisero di lasciare la macchina al parcheggio Due Obelischi e di utilizzare il Brt per recarsi in centro. Avere un immobile servito dal Brt significava avere un valore aggiunto e non era difficile trovare annunci di affitti per studenti in cui capeggiava la scritta "appartamento servito dal Brt". L'entusiasmo fu crescente: finalmente un servizio di trasporto pubblico su gomma efficiente. La vecchia Amministrazione prevedeva l'istituzione di altre tre linee Brt che collegavano i parcheggi scambiatori della città con il centro cittadino: Catania si stava allineando alle grandi città europee con un trasporto pubblico efficiente e finalmente si cominciava a parlare di mobilità sostenibile. Ma con le prime  difficoltà economiche dell'AMT, emerse a metà dell'anno scorso sotto l'amministrazione Bianco (sebbene i crediti non riscossi da parte dell'Amt vantano già diversi anni di accumulo), per  il Brt cominciò un lento declino fino ad arrivare alla situazione attuale, dove del servizio iniziale non è rimasto quasi più nulla. Ecco una sequenza fotografica che mostra il declino di una linea veloce che veloce non è più.     Inoltre vengono spesso utilizzate vetture vecchie e sporche, senza la livrea che le contraddistingueva. È sparita la segnalazione vocale delle fermate a bordo, i semafori dedicati che davano via libera non funzionano più, il biglietto integrato (bus+metro) non vale sul Brt e le tabelle elettroniche, talvolta, non segnalano il passaggio del bus. Di chi sono le responsabilità? Certamente della Regione Siciliana e del Comune di Catania per crediti non pagati all'AMT. Ma anche da parte della stessa dirigenza che ha compiuto delle scelte sbagliate di fronte a condizioni critiche dell'azienda. Basti pensare al bando per l'ufficio stampa, al servizio di vigilanza prorogato sine die, che è costato molto di più rispetto all'incremento dei biglietti emessi, agli affitti enormi e alla mancata rimodulazione delle linee. Gli effetti del declino sono ormai evidenti in città. Chi prima utilizzava il BRT, adesso non lo fa più e ha ripreso la propria auto per recarsi in centro città. Questa è la sconfitta più grande e deleteria, mentre il traffico in città è sempre più congestionato.   Ti potrebbe interessare... Nuove tratte metro, opportunità per rivoluzionare la mobilità con 4 linee BRT    

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Segnalazione
10 set 2016

Festa dell’Unità, ecco i provvedimenti per la circolazione

di Mobilita Catania

Domani, 11 settembre, in occasione della chiusura dell'edizione nazionale della Festa dell’Unità saranno attivi dei provvedimenti per la circolazione dalle 13 alle 22. Il divieto di sosta interesserà le vie: S. Euplio, ambo i lati, nel tratto compreso tra le vie Litrico e Di Stefano; Domenico Cimarosa, ambo i lati, nel tratto compreso tra largo Paisiello e via S. Tomaselli; S. Tomaselli, ambo i lati; piazza Roma, ambo i lati, su tutta la piazza; piazza Iolanda, ambo i lati, su tutta la piazza; via Umberto, ambo i lati, nel tratto compreso tra piazza Iolanda e via Etnea. Il divieto di transito, per tutti i veicoli eccetto residenti, mezzi di soccorso ed autorizzati, sarà in vigore nelle vie: Etnea, nel tratto compreso tra la via Litrico ed il viale XX Settembre; S. Tomaselli; via A. Longo, nel tratto compreso tra la via Muscatello e il viale R. Margherita; piazza Roma, su tutta la piazza; viale R. Margherita, nel tratto compreso tra piazza S.M. Di Gesù e piazza Roma; S. Euplio, nel tratto compreso tra piazza della Borsa e piazza Roma.

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