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28 mag 2015

A19 Palermo- Catania, nominato commissario: demolizione e bretella entro settembre; nel frattempo sequestrato viadotto “Cinque Archi”

di Roberto Lentini

Il ministro Delrio ha finalmente nominato il commissario straordinario che si occuperà della demolizione del viadotto e della realizzazione della bretella. Si tratta di Salvatore Acampora, tecnico campano che fa parte della struttura di missione #Italiasicura e presidente della commissione che si è occupato del cedimento del pilone. A questo punto entro il 20 settembre dovremmo avere la carreggiata Catania-Palermo percorribile e la bretella già pronta. Si è in attesa invece della nomina del secondo commissario che si dovrà occupare dei 27,5 milioni che serviranno alla viabilità secondaria della regione. Esiste già un elenco provvisorio. In provincia di Palermo i comuni interessati sono: Valledolmo, Castronovo di Sicilia, Campofiorito, Bisacquino, Bolognetta, Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Cerda, Collesano, Chiusa Sclafani, Lascari, Montemaggiore Belsito, Petralia Sprana, Palazzo Adriano, Isnello, Piana degli Albanesi, Corleone, Vicari;  in provincia di Trapani: Castellammare del Golfo; in provincia di Enna: Gagliano Castelfranco; in provincia di Messina:  Gallodoro, Mangiuffi Melia e Rometta. L’elenco è ancora provvisorio ed è suscettibile di ampliamenti. Per la realizzazione del nuovo viadotto,  direzione Palermo-Catania, si deve invece attendere un nuovo stato d’emergenza e la nomina di un altro commissario. Intanto si registra il sequestro, da parte dei carabinieri,  di una carreggiata del viadotto "Cinque Archi" tra Caltanissetta e Enna a causa di un pilone che poggia sull'alveo del fiume Salso che è a rischio cedimento

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26 mag 2015

Inquinamento a Catania, risponde il professore Giuseppe Inturri: “meno auto e un piano per la mobilità sostenibile”

di Viola Sorbello

Già un anno fa il movimento Salvaiciclisti di Catania aveva lanciato il grido d’allarme: “il traffico urbano è insostenibile e l’inquinamento atmosferico è preoccupante, l’Amministrazione Comunale deve intervenire immediatamente e mettere la “mobilità sostenibile”  in agenda fra le priorità”. Oggi i cicloattivisti possono dire “avevamo ragione”. Perché se è accaduto che le stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria hanno rilevato che il biossido di azoto si è attestato oltre la soglia limite (stabilito dal decreto legislativo 155/2010 e dalla direttiva europea 2008/50/C) dei 40 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) significa che poco o nulla si è fatto se si considera che la causa della elevata presenza di questo particolato è da individuare nei gas di scarico delle auto. Oggi, pur di non incorrere nelle sanzioni di legge, il Comune di Catania si trova costretto ad emettere un provvedimento di restrizione della circolazione nel centro urbano per alcune tipologie di veicoli (auto diesel di categoria Euro 0 ed Euro 1) che dovrebbe entrare in vigore entro pochi giorni.  Dunque il problema c’è ed è grave. E, come avviene in casi del genere, sarebbe il caso di rivolgersi ad uno specialista. Nella speranza che prima o poi accada, intanto, qualche domanda l’abbiamo posta noi a chi di mobilità sostenibilità se ne intende visto che la insegna all’Università di Catania.   Professore Inturri (*) come giudica il provvedimento che dispone il divieto assoluto di circolazione per le auto diesel Euro 0 ed Euro 1? Lo ritiene sufficiente a scongiurare i pericoli di inquinamento atmosferico? I rischi per i cittadini derivanti dall’inquinamento atmosferico sono un fatto concreto e di rilevante gravità. Si tratta di un prezzo altissimo, ma non facilmente misurabile, che paghiamo in termini di malattie respiratorie ed oncologiche, spese sanitarie e riduzione della speranza di vita. Non mi sorprende dunque che il Comune abbia deciso di prendere dei provvedimenti. Se i dati indicano il superamento della concentrazione degli inquinanti al di sopra dei limiti prescritti dalla legge, il ricorso a misure di tutela della salute dei cittadini è obbligatorio. Il divieto di circolazione per alcune categorie di auto è certo una misura forte, ma sicuramente motivata. Tuttavia il mio suggerimento è che essa diventi una delle azioni di un piano di emergenza traffico più ampio nel breve periodo e di un piano di mobilità sostenibile nel medio termine. A cosa pensa, ad esempio? Penso, ad esempio, all’istituzione di un perimetro urbano gradualmente crescente con limite di velocità di 30 km/h, ad una adeguata tariffazione della sosta, alla realizzazione di una rete di percorsi ciclabili, al potenziamento del trasporto pubblico, al miglioramento della mobilità pedonale, per esempio con tolleranza zero per le auto in sosta sui marciapiedi. È importante che i provvedimenti comprendano sempre un mix di misure di limitazione dell’uso dell’auto e nelle stesso tempo di misure che favoriscono una mobilità alternativa. Come dovrebbero conciliarsi queste misure con il provvedimento del Comune anche per scongiurare il rischio che nei fatti potrebbe rimanere inapplicato? Tali misure potrebbero essere introdotte anche con una certa gradualità, per esempio limitando all’inizio la circolazione alle auto Euro zero ed 1 solo nelle ore di punta. Nel contempo sarebbe utile dotarsi di un sistema di monitoraggio delle concentrazioni di inquinanti più diffuso e capillare nella città, in grado di fornire in tempo reale una misura dell’effettiva efficacia delle azioni adottate, per correggerne eventualmente la natura o l’estensione.  A questo proposito siamo a conoscenza di uno studio che il suo dipartimento sta conducendo per il monitoraggio del flusso di mezzi che entrano ogni giorno in città? Ci può fornire qualche anticipazione? L’Università di Catania sta eseguendo un monitoraggio dei flussi di traffico in ingresso e in uscita nell’area urbana di Catania. Si tratta complessivamente di circa 400.000 veicoli al giorno. Un dato che ovviamente riflette l’elevato tasso di motorizzazione della nostra città e la sua dipendenza dall’uso dell’auto.  (*) Prof. Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania nonché delegato dal Rettore dell’Università di Catania per la mobilità sostenibile.       .

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22 mag 2015

Piazza Federico di Svevia, il Comune accoglie la petizione. Un successo di partecipazione

di Mobilita Catania

La festa popolare del Castello Liberato promossa e organizzata da molte realtà civiche catanesi che si è svolta il 3 maggio in piazza Federico di Svevia è stato un successo di partecipazione del quartiere e della città. Per una domenica i cittadini si sono riappropriati di un pezzo della propria città, costantemente ostaggio delle auto. Dalla necessità di poter vivere liberamente tutti i giorni questo spazio pubblico alcune associazioni e comitati hanno promosso una petizione popolare per chiedere all'Amministrazione la creazione di una zona pedonale nell'area compresa tra il prospetto frontale del Castello Ursino e quello laterale della chiesa di San Sebastiano, nel quale si trova un prezioso portale risalente agli inizi del XVIII secolo e appartenente alla chiesa San Nicolò Minore. In queste settimane abbiamo invitato i cittadini a firmare e diffondere le petizioni riguardanti quest'area e quelle di piazza San Francesco d'Assisi e piazza Manganelli, luoghi d'interesse artistico e culturale da tutelare e liberare dal caos quotidiano di auto. La petizione in queste settimane attraverso la mobilitazione online e le firme raccolte durante la festa del Castello Liberato ha ottenuti molti consensi; anche la redazione di MeridioNews se ne è occupata. Ieri, raggiunte più di 500 firme, i componenti delle associazioni e comitati promotori dell'istanza di pedonalizzazione hanno protocollato la petizione presso il Palazzo degli Elefanti. Fin dal lancio della petizione l'Amministrazione si è resa subito disponibile a verificare insieme agli uffici competenti la fattibilità dell'intervento di pedonalizzazione e le eventuali criticità. Infatti alcuni giorni fa si è svolto un sopralluogo nell'area, in cui l'Assessore delegato alla Mobilità Rosario D'Agata, l'assessore ai Saperi e alla Bellezza Condivisa Orazio Licandro  insieme al vice comandante della Polizia Municipale Stefano Sorbino, agli attori competenti tra i quali l'Ufficio del Traffico Urbano, il Presidente della Circoscrizione Centro Storico Salvatore Romano e il consigliere della stessa Circoscrizione Davide Ruffino si sono confrontati con alcuni componenti delle associazioni promotrici dell'istanza di pedonalizzazione. Sono stati definiti i dettagli della pedonalizzazione; si attende la delibera ufficiale per la chiusura al transito e alla sosta, verrà installato l'arredo urbano composto da panchine, fioriere e rastrelliere per bici, verranno inoltre predisposti due stalli per disabili limitrofi all'area pedonale. Entro un mese cittadini e turisti potranno godere di questo spazio, noi continueremo a seguire l'iter che porterà alla pedonalizzazione. Un successo dei cittadini e delle associazioni che hanno a cuore la propria città. Per questo ringraziamo Stefano, Aurelio, Giusy, Mauro, Miriam, Sergio, Vittorio e tutti gli altri che hanno speso anche solo un minuto del proprio tempo per il bene di Catania. Grazie.

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Segnalazione
20 mag 2015

Parcheggiatori abusivi e segnaletica stradale a Catania

di Valerio D'Urso

Esiste un controllo quotidiano illecito del territorio da parte di "soggetti non autorizzati " sia nelle ore diurne che notturne in tutta l'area di Piazza Turi Ferro (ex Spirito Santo) e vie limitrofe. Mi riferisco ai parcheggiatori abusivi. Nella zona di via Paternò, da Piazza Manganelli (compreso l'angolo con via Di Sangiuliano) a Corso Sicilia, perfino per i motorini è sempre in agguato il parcheggiatore abusivo di zona. Segnalo, inoltre, la completa mancanza di segnaletica orizzontale (strisce pedonali, delimitazioni di corsie, stalli di sosta per residenti) da questa zona fino alla stazione centrale, spesso anche in contrasto l'abbondate ed inutile  segnaletica verticale, nonché la totale assenza di rastrelliere per i ciclisti.

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20 mag 2015

Inquinamento dell’aria, i bambini i più colpiti. Ma il progetto Pedibus non funziona

di Annamaria Pace

Chi vive in città è regolarmente esposto ad alti livelli di inquinamento dannosi per la salute e i soggetti più esposti sono soprattutto i bambini; la nostra città, come rilevano le centraline per il monitoraggio dell'aria, supera i limiti consentiti dalla legge e dalle direttive europee, sottoponendo la salute dei cittadini a gravi rischi. Le polveri sottili sospese nell’aria, nello specifico il particolato PM10 (insieme di particelle di diametro inferiore a 10 millesimi di millimetro) sono composte da metalli, silice, inquinati solidi e fibre, e possono depositarsi nelle vie aeree superiori (naso e gola), lungo la trachea ed i bronchi o arrivare fino agli alveoli, le piccole sacche dove avviene lo scambio di ossigeno e anidride carbonica. I bambini sono i più esposti perché i loro polmoni, il loro sistema cardiovascolare e tutto il sistema immunitario sono in crescita: i più giovani respirano più aria degli adulti perché in proporzione hanno superfici polmonari più estese in rapporto al loro peso. Inoltre i bambini respirano più spesso dalla bocca ed essendo piccoli di altezza sono più vicini alla fascia di emissioni degli scarichi dei veicoli e alle particelle emesse dall’usura di freni e pneumatici. Questa giornaliera esposizione all’aria inquinata può causare irritazione al naso, gola e occhi causando, secondo alcuni recenti studi, frequenti attacchi d’asma e secondo i ricercatori del progetto Escape (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects), in particolare nei bambini al di sotto dei due anni può causare un maggior rischio di polmonite. Gli effetti degli alti livelli di inquinamento causano una maggiore assunzione di farmaci, un aumento di visite pediatriche e ricoveri ospedalieri. A Catania ogni giorno i bambini entrano ed escono da scuola in aree con livelli di inquinamento altissimo causato soprattutto dai veicoli di proprietà dei genitori che paradossalmente sono i primi interessati alla salute dei propri figli. Le macchine in doppia fila e i motoveicoli posteggiati fin sopra i marciapiedi sono una costante nei momenti di entrata ed uscita dalla scuola e sono la causa non solo di inquinamento ma anche di una ridotta sicurezza stradale . In tutta Italia esiste il progetto Pedibus che si pone l’obiettivo di accompagnare i bambini in sicurezza a scuola tramite l’organizzazione di piccoli gruppi di bambini che arrivano a scuola e ritornano a casa accompagnati da volontari e da personale incaricato dal Comune. A Catania invece lo stesso nome è stato dato al riduttivo servizio, svolto da pensionati retribuiti dal Comune, che consiste nella vigilanza dei punti di attraversamento stradale in prossimità delle scuole. Proprio in questi giorni scade il bando per l’assunzione di altri venti pensionati addetti a “vigilare” sull’incolumità e la sicurezza all’uscita e all’entrata della scuola. Il bando rientra nell’ambito del progetto Pedibus finanziato dal Ministero Dell’Ambiente con una somma di 135.000 Euro . Sarebbe utile mostrare all’Amministrazione Comunale come questo servizio non raggiunge minimamente gli obiettivi preposti, infatti i pensionati addetti al servizio sono totalmente inefficaci poiché non possono sanzionare gli automobilisti indisciplinati non avendo i requisiti. Quindi non solo “La variante Pedibus” , tutta catanese, non riprende minimamente il progetto esistente in Italia ed in Europa, ma oltretutto non migliora la sicurezza dei pedoni e non salvaguarda la salute dei bambini. Affiancare ai pensionati “vigilanti” un Ausiliario dipendente del Comune (dipendenti di Sostare S.r.l), potrebbe migliorare la situazione attuale. Infatti il dipendente di Sostare potrebbe sanzionare, anche fuori delle strisce blu, gli automobilisti indisciplinati: questo sarebbe possibile secondo quanto stabilito dalla sentenza di Cassazione civile, sez. II, sentenza 27.10.2009 n°22676 secondo la quale determinate funzioni pubbliche possono essere svolte in via eccezionale anche da soggetti privati che abbiano una particolare investitura. Se proprio a Catania non si riesce a creare un Pedibus congruente al progetto originario, questa sarebbe forse una soluzione per tutelare la salute e la sicurezza stradale non solo nei confronti dei nostri bambini ma nell’interesse di tutti i cittadini che desiderano una Catania più pulita ed ordinata.

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Segnalazione
19 mag 2015

Faro Biscari: senza illuminazione e sicurezza per i pedoni

di Giovanna Magei

La vasta zona priva d' illuminazione comprende il parcheggio Acquicella Porto presso il rifornimento Agip, via Domenico Tempio vicino il Faro Biscari, il parcheggio del Porto, l'ingresso per la tangenziale e l'asse servizi. Oltre alla scarsa visibilità, ci sono buche molto pericolose: è necessario intervenire con la massima urgenza,  fino ad oggi nessuno è intervenuto dopo le mie segnalazioni inviate al Comune e alla Provincia; anche i residenti della zona protestano per la scarsa illuminazione. Spesso nelle ore serali e notturne si verificano gravi incidenti; inoltre manca la segnaletica orizzontale e verticale, anche le strisce pedonali sono assenti. I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi predisposti, ma in questa zona sono quasi del tutto interrotti o insufficienti. Anche il Parco del Faro versa in stato di abbandono, come si vede dalle foto.  

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