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08 mag 2015

Viadotto Himera: forse oggi la dichiarazione dello stato d’emergenza

di Roberto Lentini

Forse oggi il Consiglio dei Ministri, dopo avere ricevuto la documentazione dalla Regione Siciliana, dichiarerà lo stato di emergenza per il crollo del viadotto Himera. Questo permetterà la nomina di un commissario e quindi la demolizione del viadotto, la realizzazione della bretella e quello relativo alla ricostruzione delle due carreggiate in tempi più rapidi. I lavori potrebbero avere una durata compresa tra i 15 e i 18 mesi a partire dal completamento dei lavori di demolizione, il costo dell'opera sarà tra i 27 e i 30 milioni di euro.

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Proposta
07 mag 2015

Ciclabile Catania-Aci Castello, il progetto

di Chiara Paparo

L’ipotesi iniziale di progetto si basa sull'adeguamento del tracciato stradale esistente ai fini dell’inserimento di una pista ciclabile di circa 7,2 km, lungo il lungomare catanese, da Piazza Europa (Catania), a Piazza Castello (Aci Castello). Tenendo conto che il comune di Catania ha già annunciato la realizzazione di una pista da Piazza Europa a Piazza Mancini Battaglia, è opportuno focalizzare l’attenzione sui restanti 6,5 km di lungomare: dal viale Ulisse, a Catania, a via Giacinta Pezzana/Piazza Castello, ad Aci Castello. La scelta progettuale ricade su una tipologia di pista ciclabile bidirezionale, sul lato mare, in sede propria o su marciapiede e, in alcuni brevi casi, in promiscuità coi pedoni, separata dal traffico veicolare da aiuole lineari o da apposito cordolo. La pista proposta ha un’ampiezza complessiva di 2,50 m, tranne che per i ridotti casi ad uso promiscuo ciclo-pedonale, nei quali tale ampiezza è ridotta. Nell'ipotesi di realizzazione della pista ciclabile proposta dal Comune di Catania, proseguendo in direzione Aci Castello, da Piazza Mancini Battaglia, alla fine del Viale Artale di Alagona, in prossimità dell’innesto con il viale Ulisse, la pista, per mancanza di spazio, diviene in sede promiscua con i pedoni, per circa 200 m, con un’ampiezza di 1,50 m, segnalata da apposita segnaletica,  per tornare in sede propria fino alla fine di via Acicastello, dove diviene nuovamente promiscua, per circa 500 m, anche a causa del fatto che all'inizio di via Musco non è attualmente presente il marciapiede, ipotizzato invece di larghezza pari a 2 m, per accogliere agevolmente pedoni e ciclisti, garantendo continuità al percorso. Per il resto di via Musco, fino a via Giacinta Pezzana la pista continua in sede propria, di larghezza 2.50 m, protetta da cordolo di 50 cm (come da normativa) o da aiuola lineare;  inevitabilmente, in questo tratto, verrebbero sacrificati circa 400 stalli di sosta, compresi quelli adiacenti Piazza Castello a ridosso del marciapiede, che attualmente rendono una parte del belvedere di difficile accessibilità da parte degli utenti “deboli”. Tutto il progetto tiene conto dell’abbattimento delle barriere architettoniche e della rimozione e ricollocazione di eventuali oggetti che occupano la sede pedonale o ciclabile, quali pali di illuminazione o di segnaletica, non correttamente posizionati. Particolare cura è stata inoltre dedicata agli attraversamenti pedonali e ciclabili, ridisegnati per garantire maggiore sicurezza, inserendo elementi di traffic calming, come attraversamenti pedonali e/o ciclabili rialzati o avanzamenti del marciapiede. In prossimità delle fermate degli autobus sono state proposte due ipotesi progettuali: la prima, più sicura per ciclisti e pedoni in sosta, nel caso di pista in sede propria, prevede il re-indirizzamento della pista ciclabile sul marciapiede, in promiscuità coi pedoni, solo per il tratto interessato dalla fermata; la seconda, meno onerosa, già adottata in altre città, prevede la fermata dell’autobus sulla pista ciclabile, con l’interruzione temporanea del cordolo separatore, opportunamente segnalata. Come da normativa, sono state previste inoltre specifiche attrezzature, quali rastrelliere, panchine e fontanelle d’acqua in prossimità di piazze e belvedere. È prevista inoltre l’apposizione di segnaletica orizzontale e verticale e la colorazione della pavimentazione della pista ciclabile per avere una maggiore distinzione dagli altri percorsi. Al fine di rendere completa tale progettazione è stato stilato un Computo Metrico, tenente conto non solo dei costi di realizzazione della pista, ma anche degli oneri previsti per la collocazione della segnaletica e delle attrezzature, il rifacimento dei marciapiedi, della pavimentazione, delle aiuole, e quanto ritenuto necessario alla messa in sicurezza del percorso, facendo riferimento al Prezzario Regionale per i lavori pubblici della regione Sicilia, per un importo complessivo di circa 388.000 euro. Dall'analisi dei dati geometrici, verificati tramite rilievo planimetrico e altimetrico, si è avuto un riscontro più che positivo con quanto prescritto dalla normativa vigente, sia in termini di spazi e di pendenze, sia in termini di sicurezza stradale, quindi non vi sono particolari impedimenti normativi alla realizzazione della pista.

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07 mag 2015

Il “nuovo porto”: slitta l’inaugurazione della darsena commerciale.

di Roberto Lentini

A causa di tre bitte di ormeggio che non hanno superato il collaudo salta l’inaugurazione della nuova darsena prevista per il 1 maggio. Bitta è il termine nautico con cui si indica una bassa e robusta colonna, che si trova sulle banchine dei porti e sui ponti delle imbarcazioni, ed alla quale vengono legati o avvolti i cavi d'ormeggio delle navi. Quindi per ragioni di sicurezza si stanno rivedendo tutte  le bitte e nel momento in cui verranno completati questi controlli, verrà stabilita la data di inaugurazione della nuova darsena. “Dovevamo fare solo questo collaudo – afferma Indaco – purtroppo è andato male, ma questo dimostra che noi i collaudi li facciamo e che non apriamo senza garantire assoluta sicurezza”. Con il crollo del viadotto Himera l’apertura della darsena diventa indispensabile proprio per l’aumentato traffico commerciale tra Catania e Genova. Nella nuova Darsena si potranno infatti accogliere contemporaneamente 6 o 7 navi di cui 3 o 4 grandi traghetti e, con un fondale di circa 13 metri, potranno essere ospitate (uno dei pochi porti nel Mediterraneo) le navi crociera di grandi dimensioni con pescaggio di 11 metri Inoltre darà la possibilità di separare l'area commerciale dello scalo, incluso il transito dei tir, da quello crocieristico. Successivamente verranno riprogettate le attività del porto come bar e ristoranti, verrà realizzata una nuova pavimentazione, verrà abbattuto il muro di cinta tra Piazza Borsellino e l’inizio degli Archi per restituire il porto alla città e verrà pure riqualificata la passeggiata a mare sul molo di levante.

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06 mag 2015

Tra ingorghi e disagi procedono i lavori d’ampliamento di via Sgroppillo

di Roberto Lentini

Procedono i lavori di ampliamento della via Sgroppillo e a fine giugno si prevede che il tratto dalla rotonda di via Nizzeti fino al supermercato MD possa essere aperto al traffico. Attualmente si sta completando la posa della tubazione della fognatura e si sta lavorando pure nel rifacimento del vicino impianto della SIDRA. L’ampliamento sta creando numerosi disagi ai residenti e ai commercianti che stimano un calo dei fatturati. L’impresa che sta realizzando i lavori è la CNC di Ravenna, la stessa che realizzerà le nuove tratte della Metropolitana e alla fine la via Sgroppillo avrà un’ampiezza di 15 metri con quattro corsie, due per ogni senso di marcia, e parcheggi in linea o a spina di pesce. Il progetto non prevede  una corsia preferenziale per il trasporto pubblico: un'occasione persa proprio in un'arteria di collegamento di fondamentale importanza.

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Proposta
04 mag 2015

Via Passo Gravina: rallentare i veicoli.

di danielasgro

Noi abitanti, sopratutto quelli della zona del Fasano in corrispondenza con la corsia prefenziale del Brt, siamo in pericolo tutte le volte che dobbiamo entrare o uscire con la nostra auto dal cancello, perché gli automobilisti in transito da via Passo Gravina non rallentano per darci la possibilità di effettuare le nostre manovre! Perché non posizionare dissuasori sonori per far rallentare gli automobilisti?

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04 mag 2015

FOTO | Metropolitana di Catania: ecco come sarà la Stazione Giovanni XXIII

di Roberto Lentini

La Stazione Giovanni XXIII della metropolitana, a differenza delle altre già esistenti, sarà su tre livelli. Anche il piano di accesso dalla quota stradale, infatti, sarà oggetto di interventi architettonici che restituiranno questo spazio pubblico all'aperto, compreso tra piazza Papa Giovanni XXIII, via Archimede e, in piccola parte, via D'Amico, ai cittadini e ai turisti. Il primo livello sarà alla quota stradale (quindi il corpo di stazione emergerà in superficie) e sarà caratterizzato da strutture metalliche articolate che costituiranno una sorta di velario della piazza; il secondo livello sarà sotterraneo e consisterà in un unico grande mezzanino comprendente anche alcuni spazi commerciali; infine, il terzo livello, come di consueto, comprenderà le banchine di accesso ai vagoni ferroviari. La stazione Giovanni XXIII avrà quattro accessi: due nella nuova piazza, nel lotto compreso tra piazza Papa Giovanni XXIII e via Archimede, e due in viale viale Africa, lato est. Gli ascensori saranno tre: uno, nella parte centrale della piazza, sarà nel corpo di stazione emergente e collegherà la quota stradale con il mezzanino, mentre gli altri due ascensori collegheranno il mezzanino al piano del treno, uno per ogni direzione. La stazione dispone già di una predisposizione di collegamento sotterraneo con la stazione centrale FS, ma l'effettiva realizzazione non è prevista né nei lavori della tratta Galatea-Giovanni XXIII e nemmeno in quelli della tratta Giovanni XXIII-Stesicoro. A fine giugno 2015 è previsto l'inizio dei lavori di ammodernamento tecnologico nella tratta in questione, appaltati per 22 milioni di euro con la durata di circa 200 giorni: quindi, per fine anno, dovrebbero essere completati. Successivamente, prima di essere aperta al pubblico, la stazione e la relativa tratta della metropolitana  saranno soggette a verifiche tecniche e collaudi: a meno di imprevisti, pertanto, la stazione potrà aprire i battenti nell'estate del 2016. Ecco le opere civili ancora da realizzare: - galleria artificiale di linea dalla progr. 879,44 alla progr. 899,44 (il diaframma è stato abbattuto ad aprile); - tunnel di collegamento con gli ingressi di viale Africa Est; - scale di accesso al mezzanino; - locale interrato per la sottostazione elettrica di trasformazione; - solettone per la formazione del piano di regolamento della piattaforma ferroviaria; - marciapiedi di linea; - opere civili di finitura della stazione Giovanni XXIII; - sistemazione della piazza sovrastante la stazione Giovanni XXIII; - armamento; - realizzazione della sovrastruttura ferroviaria dell’intera tratta, mediante piattaforma in c.a.p., rotaie 50 UNI ed elementi di ancoraggio tipo “PANDROL”.      

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