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04 set 2015

Moovit anche a Catania, il servizio per il trasporto pubblico intelligente

di Amedeo Paladino

Il settore della mobilità è sempre più dipendente dalla tecnologia; sono finiti i tempi in cui la materia si confondeva con la viabilità stradale e le scelte  che incidono sugli spostamenti di persone e merci erano di competenze di qualche assessore al traffico, supportato dal funzionario con Codice della Strada e Regolamento Viario alla mano. Oggi sempre più figure professionali sono coinvolte nel settore, la mobilità infatti è uno dei principali fattori di ricchezza di un centro urbano - secondo il PGTU (Piano Generale Traffico Urbano) di Catania la mobilità incide per 40 milioni sulle Casse del Comune-: la competitività di una città dipende dalla qualità degli spostamenti, prescindendo sempre più dall'utilizzo del mezzo privato. Con il termine smart city intendiamo quel sistema di tecnologie applicate alle comunicazioni, alla mobilità, all'efficienza energetica e all'ambiente che nel complesso migliorano la qualità della vita degli abitanti - diffidate da  coloro che spacciano le aree wifi di qualche piazza cittadina come un grande passo avanti verso la città intelligente-; la tecnologia deve essere in primo luogo utile, è questo l'assunto di partenza di Moovit, un servizio per smartphone che fa muovere i cittadini- utenti del trasporto pubblico in modo intelligente. Tre ragazzi israeliani, dal lancio dell'app nel 2012 a oggi, hanno reso più smart 600 città nel mondo, di cui 27 in Italia; gli utilizzatori sono più di 20 milioni, e il nostro Paese è il primo in Europa e quarto nel Mondo per numero di utenti. Moovit coniuga i dati forniti dalle aziende di trasporto pubblico locale con le informazioni degli stessi utenti, la somma di questi permettono di trovare la soluzione migliore negli spostamenti quotidiani. L'app, disponibile gratuitamente per iOS, Android e Windows Phone, pianifica il percorso più vantaggioso da effettuare per arrivare a destinazione, geo-localizza la propria posizione per conoscere le fermate più vicine, fornisce gli orari di partenza dei mezzi pubblici; mentre l'interazione degli utenti permette di conoscere in tempo reale l'orario di arrivo previsto ed eventuali disservizi.Quindi laddove la puntualità dei mezzi pubblici lascia a desiderare più cittadini utilizzano il servizio più l'orario dell'effettivo passaggio sarà veritiero, poiché gli utenti fungono da gps umani protetti dall'anonimato. Moovit è arrivato a Catania quest'anno grazie all'accordo con AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) ed FCE (Ferrovia Circumetnea), raccoglie tutti i dati delle due aziende di trasporto pubblico locale: attraverso l'utilizzo dello smartphone  in qualunque momento siamo in grado di conoscere tute le alternative per raggiungere la nostra destinazione. Dal primo momento in cui utilizziamo l'app ci rendiamo conto di come questo strumento possa incidere positivamente sulla mobilità, migliorando la qualità del trasporto pubblico: ecco un passo concreto verso una città intelligente. Ad accorgersi dell'impatto di questo servizio sono state molte società di investimento, e tra le aziende spicca BMW, a dimostrazione che la mobilità dei centri urbani moderni debba prescindere dall'utilizzo esclusivo dell'auto privata.  

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27 ago 2015

La pista ciclabile e la fontana del Tondo Gioeni

di Amedeo Paladino

In questi giorni il dibattito politico catanese è stato catalizzato dall'affaire piste ciclabili. Mai come ora la mobilità ciclistica è stata al centro delle discussioni in Consiglio Comunale, ma la questione non ha toccato il merito o meno di considerare la ciclabilità degna di attenzione per migliorare la mobilità della nostra città, infatti il fulcro delle dichiarazioni di diversi consiglieri alla stampa, delle interrogazioni in Consiglio e delle note dell'Amministrazione è stato la gestione di alcune risorse destinate alla costruzione di infrastrutture ciclabili stornate a favore dell'abbellimento artistico della rotonda del Tondo Gioeni. Andiamo per ordine: il 13 agosto la Giunta Comunale delibera il cambiamento di destinazione del residuo disponibile sul mutuo Cassa DD.PR pos. 436361200 a conclusione dei "Lavori di realizzazione di due tratti di piste ciclabili tra la piazza Stesicoro e la piazza Giovanni XXIII e tra la piazza Giovanni XXIII e la piazza Europa". La residua somma ammonta a € 794.800,00 da destinare a un intervento di sistemazione a verde e sistemazione artistico-architettonica della rotatoria del Tondo Gioeni, ma saranno necessari altri 200 mila euro per realizzare l'intervento; si tratta cioè della creazione di una grande fontana semicircolare ricca di pietra lava e di pietra bianca. I lavori saranno quindi solo estetici, gli interventi sulla viabilità e sull'accessibilità pedonale sono rimandati a nuovi progetti e nuovi finanziamenti, nonostante il nodo Gioeni sia ancora un'opera incompleta. L'indirizzo politico della delibera comunale appare quindi chiaro: la rilevante somma residua del mutuo per la realizzazioni di infrastrutture ciclabili viene stornato a favore dell'abbellimento artistico di una rotatoria, l'Amministrazione preferisce destinare ad altri interventi il residuo del mutuo della Cassa Depositi e Prestiti anzichè procedere a un nuovo bando d'appalto. Dei due tratti di pista ciclabile oggetto dei finanziamenti, ora stornati, solamente il primo è stato portato a termine nel novembre 2011, dopo 5 anni dalla consegna dei lavori alla ditta aggiudicataria, mentre i lavori per la realizzazione del secondo tratto non sono mai iniziati a causa della volontà dell'impresa appaltatrice di rescindere il contratto e alla rinuncia definitiva dell'Amministrazione del mese di Dicembre 2012. In base al provvedimento dirigenziale del gennaio di quest'anno della Direzione Lavori Pubblici e Protezione Civile si evince che la contabilità finale di cantiere ammonta a € 2.561.719,87: un chilometro e centro metri di ciclabile costato 2 milioni e mezzo, cifra che doveva invece includere anche il secondo tratto di un chilometro e trecento metri. Ci troviamo di fronte a uno dei più classici casi di cattiva gestione delle risorse pubbliche, comunque da non imputare all'attuale Amministrazione. A sorprenderci è invece il preciso indirizzo politico che emerge da questa situazione. In questi mesi l'Amministrazione, nella figura dello stesso Sindaco, in più occasioni ha ribadito l'importanza di mettere al centro "la sostenibilità ambientale nella mobilità urbana" - discorso del Sindaco Enzo Bianco, in qualità di Presidente del Consiglio Nazionale dell'Anci in occasione del summit internazionale organizzato in Vaticano dal Papa sul tema Moderne schiavitù e cambiamenti climatici, l'impegno delle città -; impegni ribaditi anche durante la I Conferenza Nazionale sulla mobilità sostenibile tenutasi a Catania nel mese di giugno, in cui sono intervenuti i Ministri dell'Ambiente e delle Infrastrutte e Trasporti. In una nota l'Amministrazione ha confermato il suo impegno a favore della mobilità ciclistica, rimandando gli interventi ai finanziamenti del Programma Pon-Metro. Ci chiediamo perché attendere nuovi finanziamenti derivanti dal Pon Metro, che presumibilmente non saranno immediatamente disponibili, e non utilizzare la consistente somma del residuo mutuo attraverso un nuovo bando? Tenendo conto dell'urgenza della situazione della mobilità catanese perché distogliere una somma rilevante a favore di un intervento non funzionale? Vista la situazione emergenziale dimostrata dal superamento dei livelli di inquinamento imposti dalla legge non sarebbe più giusto destinare la somma in questione per interventi sulla mobilità ciclistica? Comprendiamo che sia dovere di un Amministratore compiere delle scelte politiche, ma non comprendiamo il motivo per cui queste scelte sembrino andare contro lo stesso indirizzo politico che l'Amministrazione ha dettato nei mesi scorsi.

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26 ago 2015

Tra auto e smog il centro storico è un luogo vivibile?

di Amedeo Paladino

Sarà capitato anche a voi di "scendere" in centro per trascorrere una serata nella rinomata movida catanese ed esservi ritrovati a dover far lo slalom tra file di automobilisti alla ricerca di uno stallo per la sosta, possibilmente non gestito da un parcheggiatore abusivo. Il centro storico di Catania a nostro parere dovrebbe diventare progressivamente una grande zona a traffico limitato, ma da parte dell'Amministrazione pare non ci sia l'intenzione di precludere il transito dei mezzi privati a un'area sempre più vasta,  percorso che stanno intraprendendo molte città italiane tra cui i nostri cugini palermitani; anzi l'attuale ZTL non è nemmeno vigilata dalle telecamere. La sera le strade del centro storico sono congestionate da file interminabili di auto. Via Garibaldi, via Vittorio Emanuele, via Sangiuliano si congestionano come neanche la circonvallazione il primo giorno di scuola; la chiusura di alcune strade in occasione dei caffè concerto libera parzialmente solo delle piccole aree del centro. E i risultati sono insostenibili per chi si reca in centro per godere della propria città in serenità: tantissime persone affollano la strada, una fila di auto si sussegue tra le persone che in alcuni casi devono anche necessariamente camminare sulla carreggiata, muovendosi tra paraurti e scooter; qui il rischio di venire investiti è elevato, come anche il caos, il rumore e la puzza di smog. Nella piccola via Montesano, vicino piazza Manganelli, un bellissimo spazio pubblico trasformato in parcheggio, auto e persone a piedi condividono lo spazio sulla carreggiata. La situazione è veramente insostenibile. Un piccolo segnale da parte dell'Amministrazione è stata l'istituzione del servizio gratuito Movidabus, ma non temiamo di essere contraddetti se affermiamo che non basta per restituire un po' di vivibilità al centro storico.

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25 ago 2015

Il triste declino delle fontanelle pubbliche

di Alessio Marchetti

E' veramente desolante girare la città e trovare ogni giorno che passa una fontanella che "muore" inghiottita dal degrado. Dopo aver eliminato quella in piazza Federico di Svevia, sempre più fontanelle continuano a scomparire nella nostra città: alla Stazione Centrale restano solo tanti "scheletri" ed anche quella al suo esterno è da tempo ormai lasciata al degrado. In quella zona non è più possibile bere acqua acqua pubblica mentre, solo diversi anni fa, le fontanelle funzionanti erano tantissime. Anche quela in piazza Palestro, proprio dove sono presenti i giochi per i bambini è stata chiusa di recente. Come se non bastasse, quando si guastano le fontanelle, vengono usate come cestino per rifiuti dando un senso di degrado enorme! Bisogna fare qualcosa per invertire questa tremenda tendenza che sta portando Catania nell'abisso di una città in cui, anche il diritto all'accesso all'acqua, rischia di non essere più garantito. Comunicheremo la mancanza all'Amministrazione, nella speranza che la mancanza venga presa in carico. Potete utilizzare l'apposita sezione del nostro sito per segnalare le criticità e i problemi generici o specifici della tua città.

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18 ago 2015

Segnaletica nuova, stesse disattenzioni

di Amedeo Paladino

In queste settimane di traffico moderato sono stati svolti diversi lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria in alcune strade della città: alcuni giorni fa le caditoie di via Umberto, affossate dal transito dei bus, sono state risollevate e in parte sostituite; stessi lavori sono stati effettuati in via Vittorio Emanuele, dove oltre alla manutenzione dei tombini anche il manto stradale è stato sostituito. I lavori in via Vittorio Emanuele sono stati svolti dagli operai della Società Partecipata  S.P.A. Multiservizi che si occupa dei servizi di manutenzione della segnaletica orizzontale, colmature buche, pavimentazione stradale, manutenzione e rifacimento marciapiedi. Gli interventi in via Vittorio Emanuele si sono conclusi con il rifacimento della segnaletica orizzontale: strisce pedonali, linee di mezzeria e linee di delimitazione della corsia preferenziale. Il lavoro, come si evince dalle foto che abbiamo scattato, è stato svolto a regola d'arte, ma ciò di cui avevamo sentore sarebbe avvenuto si è puntualmente verificato: il rifacimento della segnaletica orizzontale non ha interessato i pittogrammi indicanti il transito delle bici sulle corsie preferenziali, stessa sorte per via Etnea, dove la segnaletica orizzontale è stata rifatta nel mese di luglio ad esclusione dei pittogrammi delle bici. La corsia preferenziale di via Vittorio Emanuele da piazza dei Martiri fino a piazza Duomo, è stata resa promiscua nel 2012, consentendo così il transito dei ciclisti; una disposizione non permanente, ma da 3 anni annualmente prorogata. Le altri preferenziali aperte al transito delle bici sono quelle di Corso Italia, Viale XX settembre, Via Etnea, Via Umberto e Viale Libertà. Allo stato attuale in nessuna di queste preferenziali i pittogrammi bici sono stati rifatti, addirittura in Via Umberto, Viale Libertà e Via Vittorio Emanuele neanche la segnaletica verticale, di cui si occupa la Società Partecipata SoStare, dopo 3 anni è stata aggiornata. Ci chiediamo ancora una volta se questi lavori, da considerarsi incompleti, siano frutto di disattenzione da parte di chi li commissiona, ovvero il Comune, o di chi li mette in opera, ovvero la Multiservizi: nel frattempo chi si muove in bici in città continua a pedalare ritagliandosi piccoli spazi tra le auto, e a sgomitare anche laddove il transito dovrebbe essere sicuro.

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26 giu 2015

VIDEO | Via Dusmet, i pericoli sono una costante: “autostrada urbana” separa la città dal porto di Catania

di Amedeo Paladino

Via Cardinale Dusmet è per Catania una strada fondamentale in quanto è percorsa dal traffico veicolare in ingresso e in uscita dal centro urbano in direzione sud, verso la Playa, la zona industriale e l'asse dei servizi. Questa strada, posizionata tra l’area portuale e il centro storico, è attraversata giornalmente dai molti turisti che approdano al porto di Catania e da molti cittadini, vista la presenza della stazione Porto della metropolitana. Il percorso di collegamento tra l’area Portuale e il centro storico, evidenziato anche dalla cartellonistica come percorso storico-monumentale che conduce fino alla porta Uzeda, piazza Duomo e via Etnea, è costituito da alcuni attraversamenti pedonali  in cui il rischio di scontri tra pedoni e i veicoli è costante. Le segnalazioni da parte dei cittadini sono quotidiane, anche la Commissione Lavori Pubblici ha più volte lamentato la necessità di interventi urgenti per rendere sicuro il transito dei cittadini e dei turisti.  Ecco il video con cui documentiamo lo stato di grave pericolo di via Dusmet.

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17 giu 2015

VIDEO | Corso Italia, ogni giorno si rischia la vita: occorre intervenire sulla sicurezza stradale

di Mobilita Catania

Il dibattito sulla sicurezza stradale ritorna a essere trattato dalla cronaca in coincidenza con gravi scontri stradali che causano vittime; non a caso non utilizzo il termine "incidenti" per descrivere questi avvenimenti, la cui connotazione di casualità spesso è una giustificazione dei numeri da guerra delle strade italiane. Ogni anno in Italia muoiono più di 3 mila persone sulle strade urbane ed extraurbane;  Catania secondo i dati Istat è la seconda città per numero di morti nelle strade urbane in rapporto agli abitanti; numeri che non rappresentano semplici statistiche ma vite spezzate in un attimo per la disattenzione o l'incuria di una persona alla guida, per i  mancati interventi delle amministrazioni sulla sicurezza stradale, per gli errori di chi progetta le strade, spesso concepite solo per le auto, relegando chi si muove a piedi o in bici in qualche centimetro ai bordi della carreggiata e invogliando gli automobilisti a premere il piede sull'acceleratore. Lo scorso venerdi un ennesimo scontro stradale ha coinvolto due anziani in Corso Italia mentre attraversavano sulle strisce pedonali: un'automobilista, secondo le ricostruzioni sulla dinamica a forte velocità e forse invadendo la corsia preferenziale, ha travolto e ucciso i due signori. Noi siamo andati a verificare ciò che avviene quotidianamente nel luogo dove sono state investiti i due signori: sembra non esser cambiato niente: alta velocità, mancate precedenze ai pedoni, stop non rispettati, sorpassi pericolosi, invasioni della corsie preferenziale. Non basta far riferimento al destino o a una distrazione di qualche secondo per spiegare questi avvenimenti che si ripetono quotidianamente; se la responsabilità diretta è dell'investitore ci sono anche delle colpe indirette: quelle di chi dovrebbe garantire il rispetto delle norme stradali e di chi dovrebbe concepire e modificare le strade della città a misura di persona e non del traffico motorizzato. Gli interventi per restituire alle persone la possibilità di vivere la città senza essere costantemente in pericolo sono molteplici: il controllo e le sanzioni da parte della Polizia Municipale, anche attraverso sistemi video, ad esempio lo street control, già collaudato alcuni mesi fa, potrebbero essere il metodo più immediato e coercitivo. Bisogna agire più alla base, non solo attraverso le sanzioni che fungono da deterrente; alcune città italiane e molte europee hanno ridotto il limite di velocità sulle strade urbane a 30 km/h tramite opportune modifiche delle infrastrutture stradali, una limitazione che fluidifica il traffico, evitando inutili e pericolose accelerazioni e decelerazioni senza interferire sulla velocità media di percorrenza, un provvedimento che ha fatto drasticamente diminuire il numero di morti in strada; a Parigi il 90% delle strade si percorre a non più di 30 km/h, New York da alcuni anni sta portando avanti il piano "Vision Zero", nessuna vittima in strada.  

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