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10 giu 2019

Il traffico è una piaga: Tom Tom certifica la “cattiva” mobilità di Catania

di Amedeo Paladino

La società olandese ha pubblicato il suo annuale rapporto che monitora la congestione stradale di 403 città in 56 paesi nel mondo; attraverso l’analisi di trilioni di dati anonimi trasmessi dai navigatori Gps si è in grado di analizzare quanto il traffico incide nei tempi di percorrenza in città. La classifica è stilata confrontando i tempi di percorrenza reali nei momenti più calmi della giornata con quelli delle ore di punta, includendo strade urbane, arterie e autostrade. A livello mondiale spicca l’area urbana di Mumbai in India, seguono Bogotà, capitale della Colombia e la città peruviana di Lima. In Italia il primato spetta alla capitale Roma, seguita dalle siciliane Messina e Palermo.  Catania segue Milano e Napoli nella classifica italiana, attestandosi al 129esimo posto nel ranking mondiale: un dato significativo e preoccupante che conferma la "cattiva" mobilità del territorio catanese. Andando nel dettaglio il livello di congestione durante tutta la giornata è del 28%, ciò significa che durante le ore di punta della mattina e della sera un automobilista catanese rimane fermo negli ingorghi per un tempo medio di 14/15 minuti ogni mezz'ora di percorrenza. La congestione è maggiore nelle ore serali del rientro, leggermente inferiore, invece, la mattina; tra le curiosità del rapporto Tom Tom Traffic Index, il giorno peggiore per gli automobilisti catanesi che nel 2018 è stato il 19 marzo. Aldilà dei luoghi comuni il traffico è una vera piaga per la salute e l’economia, incidendo pesantemente sul prodotto interno lordo della nostra nazione e sulle casse comunali. Il libro bianco dei trasporti in Italia commissionato e redatto da Confcommercio stima che la velocità media dei veicoli nel traffico è di 15 km/h, che diventa 7 km/h nelle ore di punta, un dato paradossale che ci riporta al Settecento quando il mezzo di trasporto era il cavallo e che dimostra come sia la bicicletta il mezzo più efficiente in città.  

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06 giu 2019

La metropolitana di Catania si fa grande: approvato il progetto della tratta fino a Paternò

di Mobilita Catania

Ieri è stato approvato in commissione regionale VIA il progetto da 285 milioni della metropolitana da Misterbianco a Paternò, passando per Belpasso, tappa fondamentale che arriva dopo la progettazione preliminare, iniziata nel 2017, e operata dalla Ferrovia Circumetnea. Grazie al via libera di ieri, sarà possibile richiedere  il finanziamento al Ministero delle Infrastrutture per la tratta Belpasso-Paternò, secondo lotto della tratta Misterbianco-Paternò. Il primo lotto Misterbianco-Belpasso ha ricevuto, a fine 2017, un finanziamento di 115 milioni di euro dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) grazie ad un’integrazione a una delibera del 2016. "Il progetto Misterbianco-Belpasso-Paternò passerà adesso al vaglio del Dipartimento dell'Urbanistica per l'approvazione della relativa variante. Poi, entro l'anno, Fce redigerà il progetto definitivo e così, entro il primo semestre 2020, avremo la possibilità di mandarlo in gara", ha commentato l'assessore alle infrastrutture Marco Falcone "Il Governo regionale intende lavorare per garantire al grande progetto della metropolitana di Catania una marcia spedita verso il suo completamento entro cinque anni", ha concluso il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. La tratta avrà una lunghezza di 11,541 km e sarà in parte in galleria e in parte in superficie a carattere suburbano-metropolitano. Le stazioni previste saranno cinque, più la stazione di Misterbianco che però rientra già in un altro appalto, in una fase più avanzata rispetto a quella di questa tratta: Misterbianco Gullotta Belpasso Valcorrente Giaconia Ardizzone Stazione Misterbianco La stazione di Misterbianco sarà collocata in prossimità dell’incrocio tra via Garibaldi e via Matteotti e avrà quattro ingressi, uno in Piazza Dante, uno in via Antonio Gramsci e due in via Matteotti. Stazione Gullotta La fermata Gullotta si troverà nel territorio di Misterbianco, nei pressi dell’Auditorium Nelson Mandela. Insieme a questa fermata dovrebbe essere realizzato un nuovo svincolo nella statale 121 che metterà in comunicazione diretta sia la fermata della metropolitana che la zona di espansione ovest di Misterbianco detta “Toscano”. Stazione Belpasso La stazione di Belpasso si troverà nel territorio di Belpasso, nella frazione di Piano Tavola, e coinciderà con l’attuale stazione della FCE a scartamento ridotto. Stazione Valcorrente La fermata di Valcorrente si troverà nel territorio di Belpasso e sarà a cielo aperto. Sarà localizzata proprio a fianco del centro commerciale EtnaPolis. Stazione Giaconia La fermata di Giaconia si troverà nel territorio di Belpasso all’interno di una galleria artificiale. Sarà localizzata nei pressi della frazione omonima che nonostante sia amministrativamente inglobata nel territorio di Belpasso, è praticamente un’appendice della città di Paternò. Stazione Ardizzone La stazione Ardizzone si troverà nel comune di Paternò nei pressi dell’attuale stazione a scartamento ridotto della FCE e sarà il futuro capolinea della metropolitana con annesso deposito e officina. È prevista la realizzazione di un people mover in galleria (1197 m) che servirà a collegare la stazione Ardizzone con Piazza della Regione. La zona Ardizzone è la parte residenziale di Paternò contigua alla parte antica. In circa dieci anni, a meno di imprevisti che la storia insegna essere sempre in agguato, si dovrebbe avere in esercizio 31,6 km di metropolitana con 28 stazioni a servizio della città metropolitana di Catania, da Paternò all’aeroporto Vincenzo Bellini passando per il centro del capoluogo etneo, di cui 19,4 km (tratta Misterbianco-Aeroporto) entro i prossimi sei anni. Ecco l’intero percorso: Paternò Ardizzone Giaconia Valcorrente Belpasso Gullotta Misterbianco centro Misterbianco zona industriale Monte Po Fontana Nesima San Nullo Cibali Milo Borgo Giuffrida Italia Galatea Porto Giovanni XXIII Stesicoro San Domenico Vittorio Emanuele (Ospedale) Palestro San Leone Verrazzano Librino Santa Maria Goretti Aeroporto Fontanarossa Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Storia e sviluppi futuri

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03 giu 2019

Collegamento sopraelevato Fontanarossa Fs – Aeroporto: un’opportunità “pericolosa”?

di Andrea Tartaglia

È recente la notizia, annunciata direttamente dall'Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Marco Falcone, della realizzazione di un percorso coperto sopraelevato che collegherà la fermata Fs di Catania Fontanarossa, attualmente in costruzione, al Terminal A dello scalo etneo. L'intenzione di realizzare tale struttura complementare, in verità, era stata già resa nota in occasione dell'inaugurazione del cantiere della fermata ferroviaria, avvenuta lo scorso febbraio, e il nuovo annuncio, quindi, conferma la volontà di passare dalle parole ai fatti. La nuova fermata dovrebbe aprire al pubblico nel mese di giugno 2020, mentre per il percorso sopraelevato su tapis roulant (su modello di Roma Fiumicino) si renderà necessario un altro anno e mezzo circa, per poter quindi essere aperto al pubblico verosimilmente a cavallo tra il 2021 e il 2022. In assenza di tale struttura, il collegamento tra la nuova fermata Fs e l'aerostazione sarà garantita da navette su gomma. La notizia, di per sé, è di quelle che vengono facilmente giudicate come "buone notizie" e, intrinsecamente, lo è, poiché garantirà un maggiore confort e rapidità di spostamento (circa sette minuti) per i viaggiatori in movimento tra l'aeroporto e la nuova fermata ferroviaria. Tuttavia, parallelamente ai facili e legittimi entusiasmi, dietro questa operazione si cela un rischio -per il momento solo potenziale- che è bene conoscere affinché non si concretizzi. Di cosa si tratta? Per meglio comprendere bisogna innanzitutto fare un salto indietro nel tempo, al 2005, quando Comune di Catania (amministrazione Scapagnini), Rfi (Reti Ferroviarie Italiane) e Fce (Ferrovia Circumetnea, ente che gestisce la metropolitana di Catania, con Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi) firmarono un protocollo di intesa che prevedeva (e prevede tuttora, essendo ancora valido) la realizzazione di un polo d'interscambio tra diversi mezzi di trasporto pubblico -bus, metro e passante ferroviario- all'interno del Parcheggio Scambiatore di Fontanarossa. Un accordo, quindi, firmato da tutte le parti interessate, che poneva le basi per fare della grande area di sosta a sud di Catania, collegata alla tangenziale tramite l'asse dei servizi, un grande ed efficiente nodo di scambio tra mezzo privato e pubblico. Il Parcheggio Amt di Fontanarossa, infatti, pur essendo in prossimità dell'aeroporto, ha come principale vocazione non quella di servire l'aerostazione (compito che svolge secondariamente e che è comunque assolto dai parcheggi specifici della Sac), bensì quella di servire la città di Catania, intercettando i flussi di traffico provenienti dalla Sicilia occidentale e dalla Sicilia sud-orientale. Ciò consentirebbe di ridurre notevolmente il numero di veicoli in ingresso nel centro città, sia privati che delle linee di trasporto su gomma, riducendo quindi l'inquinamento nelle aree urbane più dense dove il traffico, contestualmente, sarebbe fortemente ridimensionato: automobili e pullman provenienti dalle altre province meridionali e occidentali della Sicilia terminerebbero il loro viaggio nel parcheggio, dove gli utenti troverebbero a loro disposizione, oltre alle linee bus Amt, il passante ferroviario e la metropolitana per raggiungere il centro e altre zone cittadine in modo oltretutto più veloce ed ecosostenibile. Per la città di Catania, dunque, permettere l'impiego del parcheggio scambiatore di Fontanarossa, rendendolo pienamente operativo e dunque efficiente, è assolutamente essenziale. Quest'area di sosta, molto capiente e già ben collegata alla grande rete viaria esistente, non può non assolvere il compito per cui è stata progettata e realizzata. Ma perché ciò si concretizzi è evidente che qui devono sorgere le strutture previste: quelle mancanti sono la fermata ferroviaria del passante e la fermata della metropolitana, qui denominata "Santa Maria Goretti" per la vicinanza all'omonimo quartiere. Da progetto, infatti, la fermata "Santa Maria Goretti" della metropolitana, penultima nel percorso della linea che terminerà direttamente presso l'aeroporto, dovrebbe sorgere all'interno del parcheggio scambiatore e sarebbe direttamente collegata alla prevista fermata del passante attraverso un tunnel di appena 30 metri: davvero un eccellente esempio di intermodalità. Perché usare il condizionale? Lo spieghiamo tornando alla notizia citata in partenza. La fermata FS di Fontanarossa in corso di realizzazione sorge in un'area diversa da quella prevista nel protocollo d'intesa e per questo motivo è stata finora sempre indicata come fermata "provvisoria", nelle more della realizzazione di quella all'interno del parcheggio scambiatore. Ci si potrebbe lecitamente chiedere come mai Rfi abbia deciso di realizzare una fermata temporanea anziché procedere direttamente alla costruzione di quella prevista, oltretutto quella in costruzione sorge in un'area totalmente scollegata alla rete viaria esistente. La ragione è probabilmente da cercarsi nell'opportunità di realizzare con poca spesa una fermata che da subito potesse servire l'aeroporto, una sorta di "risarcimento" per lo scalo di Catania inopinatamente non considerato dalle ferrovie statali per decenni, nonostante la vicinanza tra le due infrastrutture. Tutto sommato, tale scelta, per quanto inusuale, si può anche comprendere: appena poco più di 3 milioni di euro per una fermata da costruire in poco tempo e che servirà l'aerostazione per qualche anno, salvo poi essere -così sarebbe previsto- sostituita da quella definitiva nel parcheggio scambiatore. La nuova fermata provvisoria in costruzione è sita in un'area, come detto e come facilmente verificabile, scollegata alla rete viaria esistente. Al pari di quella definitiva prevista nel parcheggio, non è a ridosso dell'aeroporto, ma a diverse centinaia di metri dallo stesso: questo particolare è importante perché gli scali aeroportuali europei più importanti sono ammessi a possibili maggiori finanziamenti se inseriti nella rete Core Ten-T e uno dei requisiti, in tal senso, è il collegamento diretto tra aeroporto e ferrovia. Date le distanze, l'unico collegamento ferroviario diretto tale da permettere all'aeroporto di Fontanarossa di far parte di tale rete non sarà quello delle Ferrovie dello Stato, bensì quello della metropolitana Fce, che da previsioni dovrà essere realizzata entro circa cinque anni. L'attuale localizzazione della fermata in costruzione, dunque, non è giustificata dall'adempiere ai requisiti di inserimento nella rete Core Ten-T, circostanza che avrebbe rappresentato una motivazione di un certo rilievo, sebbene in futuro l'aeroporto sarà comunque direttamente servito dalla metropolitana. La distanza tra la fermata in costruzione e l'aeroporto è di circa 700 metri in linea d'aria. Tra la fermata prevista nel parcheggio scambiatore e l'aeroporto sarebbero, invece, circa 900, ma in quest'ultimo caso sarebbero coperti dal collegamento della metropolitana. Che fosse quindi necessario un ulteriore intervento per collegare la fermata provvisoria all'aerostazione è evidente ed è già noto che inizialmente sarà istituito un servizio di navette su gomma, su strade, peraltro, in parte ancora da realizzare perché, come ribadito, il sito scelto non è collegato ad alcuna rete viaria esistente, neanche secondaria (a differenza del parcheggio Fontanarossa). Da qui l'idea di collegare la nuova fermata all'aeroporto con un percorso coperto sopraelevato fino almeno al Terminal A (il più vicino). Servizio di per sé comodo, ma sorgono alcuni dubbi. Tale struttura costerà oltre 12 milioni di euro (a carico di Rfi con il supporto della Regione), quindi circa quattro volte il costo della sola fermata ferroviaria. Il costo totale dell'intervento, quindi, supererà i quindici milioni di euro: ci si domanda se tale spesa è giustificabile per una struttura che, sulla carta, è provvisoria. Il timore è che una volta realizzata, data l'ingente spesa e anche la futura presenza della struttura sopraelevata, nel prossimo futuro si possa in qualche modo rinunciare alla realizzazione della fermata definitiva presso il parcheggio Fontanarossa. Per gli utenti diretti all'aeroporto non cambierebbe nulla. Ma per la città di Catania cambierebbe tantissimo: il parcheggio scambiatore non... scambierebbe più con il trasporto su ferro, anche perché la dirigenza Fce, in "preallarme", non intende perdere l'opportunità di poter scambiare direttamente con la rete Fs ed è disposta a modificare il tracciato della linea metropolitana da realizzare in funzione dello scambio con Fs. Se la fermata Fs non sorgerà presso il parcheggio scambiatore di Fontanarossa, dunque, quest'ultimo perderà in un solo colpo sia lo scambio con il passante ferroviario che con la metropolitana. Scenario gravissimo che abbatterebbe la capacità di attrazione del grande parcheggio scambiatore a sud della città di Catania, decretandone il fallimento e la perdita di tutti i benefici effetti sul traffico e sulla mobilità cittadina. Il Comune di Catania ha tutto l'interesse affinché il protocollo d'intesa venga rispettato: sia per far funzionare una propria struttura -il parcheggio scambiatore Amt di Fontanarossa- sia per i benefici che ne deriverebbero in termini di traffico, mobilità, qualità e vivibilità della città. Le stesse direttive generali del Prg, attualmente oggetto di discussione presso la Commissione Urbanistica dell'amministrazione comunale, prevedono l'uso del parcheggio scambiatore di Fontanarossa come nuova "porta sud" della città. Bisogna stare all'erta, dunque, per verificare che gli interventi in atto -pur con i loro benefici nel breve termine- non compromettano la pianificazione urbanistica già elaborata (e in parte attuata con la stessa realizzazione del parcheggio) nell'interesse della città di Catania. Convocare gli attori coinvolti attorno a un tavolo, Rfi, Fce e Regione Siciliana in primis, e ottenere rassicurazioni sul mantenimento degli impegni presi pur nell'ormai quasi lontano 2005, è un compito che l'amministrazione comunale di Catania deve svolgere con una certa urgenza, nel primario interesse della città. Bisogna scongiurare il rischio che il nuovo complesso infrastrutturale in costruzione si trasformi in un ostacolo per il futuro della città di Catania immaginato, con una lungimirante visione urbanistica, in termini efficienti di intermodalità e mobilità sostenibile. 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03 giu 2019

A Catania si rivede lo Street Control: 5 mila multe elevate contro la sosta selvaggia

di Amedeo Paladino

In un nostro recente articolo definivamo Catania il "regno dell'impunità" in tema di rispetto delle norme del Codice della Strada: una definizione confermata dall'esperienza quotidiana delle sistematiche infrazioni che puntualmente rimangono non sanzionate, prime tra tutte la sosta selvaggia e l’accesso indiscriminato nelle zone a traffico limitato e persino nelle aree pedonali. Anche i dati forniti dal Comando di Polizia Municipale avvalorano questa tesi, nel 2018 sono state 36 mila in meno le infrazioni al C.d.S. accertate dalla Polizia Municipale rispetto all'anno precedente (114.362 nel 2017, 78.240 nel 2018). In una nota il Comune di Catania ha reso noto che nel mese di maggio sono state rilevate e sanzionate oltre cinquemila infrazioni tramite l'utilizzo dello Street Controll: un dispositivo  in grado accertare violazione ed elevare multe attraverso una telecamera mobile montata sulle macchine di servizio, attivo a Catania dal mese di novembre 2015. Nel mirino soprattutto il fenomeno della sosta selvaggia: i verbali di contravvenzione nei prossimi giorni saranno recapitati a chi, non avendo trovato il contrassegno di verbalizzazione nel parabrezza, credeva di averla fatta franca nonostante la sosta irregolare, sul marciapiede o in doppia fila, facendo intralcio alla circolazione e comunque in modo difforme alla segnaletica stradale. A queste infrazioni rilevate con la telecamera mobile montata su una macchina di servizio, va aggiunto un altro considerevole numero di verbali rilevato direttamente dai vigili, ancora non precisabile, ma sicuramente consistente, che ha determinato un incremento di almeno il 30% dei verbali rispetto al 2018. Un'inversione di tendenza, quindi, rispetto all'anno scorso, alla luce della limitatezza dell’organico del Corpo dei Vigili Urbani. “Seguendo una direttiva impartita dal sindaco Pogliese di incentivare il rispetto delle regole - ha spiegato l’assessore alla Polizia Locale Alessandro Porto - seppur con il ridottissimo personale disponibile, sono state incrementate le azioni di presidio territoriale quale misura di prevenzione e repressione dell’indisciplina degli automobilisti purtroppo molto diffusa. Alcune cattive abitudini -ha aggiunto Porto- sono molto difficili da contrastare con un Corpo ridotto numericamente all’osso. Per questa ragione, stiamo intensificando l’utilizzo delle street control, per punire chi contravviene al codice della strada, creando intralcio ai pedoni e al traffico veicolare. Lanciamo un altro appello agli automobilisti, a essere rispettosi del codice della strada per evitare di essere verbalizzati; talvolta basta solo un piccolo accorgimento come percorrere a piedi qualche decina di metri per lasciare l’auto regolarmente, oppure, meglio ancora, lasciarla negli ampi parcheggi scambiatori di Nesima o via Due Obelischi, ma anche in quello dell’Amt di via Plebiscito e utilizzare bus e metro per recarsi in centro”. L’assessore Porto, ha anche reso noto che dai report dei verbali elevati dal Corpo della Polizia Municipale, inoltre, emerge un incremento delle attività di contrasto al fenomeno dei lavavetri ai semafori, dell’abusivismo dei parcheggiatori irregolari e di quello commerciale, operato dal reparto annona, mediante frequenti azioni mirate da cui sono scaturite denunzie penali e amministrative e l’irrogazione di decine di verbali.

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15 mag 2019

AVVISO METEO: rovesci e temporali intensi nella giornata di giovedì 16 maggio, possibili NUBIFRAGI

di centrometeosicilia

L'approfondimento di un vortice depressionario alimentato da aria particolarmente fredda in quota sarà responsabile di un'ondata di maltempo insidiosa che colpirà la nostra isola nella giornata di giovedì 16 maggio. Dopo un primo passaggio frontale, la successiva occlusione della depressione sullo Ionio esalterà la fenomenologia sulla fascia ionica, specie sul messinese ionico e nord del catanese dove saranno possibili NUBIFRAGI. Previsioni per il catanese: forte peggioramento al mattino con rovesci e temporali anche intensi che colpiranno in particolar modo la fascia ionica settentrionale. Durante il pomeriggio forti temporali interesseranno il comprensorio etneo, specie occidentale e settentrionale, rovesci e temporali sparsi sulle restanti aree. Migliora in serata con residui fenomeni sulle aree a nord e comprensorio etneo. Le temperature saranno in calo e su valori decisamente inferiori alle medie stagionali, mentre i venti soffieranno moderati o sostenuti di maestrale. Infine i mari: mosso o molto mosso risulterà il Canale di Sicilia, mossi i restanti bacini. CRITICITÀ: la configurazione attuale, particolarmente insolita per il periodo, potrebbe favorire fenomeni intensi, anche a carattere di nubifragio sul comparto etneo e fascia ionica fra messinese e catanese. Su queste aree sconsigliamo vivamente ogni forma di escursione all'aperto. VIABILITÀ: raccomandiamo prudenza alla guida sulle principali reti autostradali, in particolar modo sulla A18 (specie il tronco che collega Messina a Catania) A19 Palermo – Catania (specie fra palermitano ed ennese) e sulla A20 Palermo – Messina. Ricordiamo che i limiti di velocità sulla rete autostradale in caso di maltempo scende a 110 km/h, invitandovi a rispettare la distanze di sicurezza. Per quanto riguarda il comune di Catania non escludiamo locali disagi o allagamenti specie nelle zone centrali della città in caso di fenomeni intensi. Questo è un bollettino previsionale in collaborazione col Centro Meteorologico Siciliano portale di divulgazione e condivisione di fatti meteorologici. La sua attendibilità è pari al 70% Per rimanere sempre aggiornato sulla viabilità dell’area metropolitana di Catania, puoi ricevere notifiche sull’info mobilità unendoti al canale Telegram https://t.me/trafficoemobilitacatania

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12 mag 2019

Maltempo sul catanese: rovesci e temporali sparsi nel pomeriggio di lunedì 13 maggio

di centrometeosicilia

Un'area depressionaria alimentata da aria fredda in quota proveniente dal nord-Europa favorirà una generale recrudescenza del maltempo nella giornata di lunedì insieme ad un ulteriore e generale calo delle temperature che si porteranno su valori inferiori alle medie stagionali anche di 5/7 gradi. Sintesi previsionale: cielo parzialmente o irregolarmente nuvoloso mattino su tutta la provincia con bassa possibilità di piogge. Nel pomeriggio allo sviluppo di rovesci o temporali anche intensi specie sul comprensorio etneo; possibili rovesci anche sulla città di Catania. In serata cessazione dei fenomeni e cielo generalmente parzialmente nuvoloso. Venti e mari: i venti soffieranno moderati di libeccio nella prima parte della giornata, in successiva rotazione a sud-est durante il pomeriggio. Mari generalmente  mossi. Viabilità: invitiamo alla prudenza nelle principali arterie autostradali durante il pomeriggio ricordando che i limiti di velocità in caso di maltempo sono di 110 km/h mentre sulle strade extraurbane di 90 km/h. Per quanto riguarda la città di Catania prudenza durante il pomeriggio per possibili fenomeni a carattere di rovescio. Non ravvisiamo tuttavia particolari criticità alla viabilità.   Questo è un bollettino previsionale in collaborazione col Centro Meteorologico Siciliano portale di divulgazione e condivisione di fatti meteorologici. La sua attendibilità è pari al 70%   Per rimanere sempre aggiornato sulla viabilità dell’area metropolitana di Catania, puoi ricevere notifiche sull’info mobilità, unendoti al canale Telegram https://t.me/trafficoemobilitacatania  

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20 apr 2019

Pasquetta uggiosa con possibili piogge | Bollettino Centro Meteorologico Siciliano

di centrometeosicilia

L'instaurarsi di un flusso di correnti meridionali innescato dall'approfondimento di una depressione in sede Algerina e in risalita verso la Sardegna, favorirà sul catanese un generale aumento della nuvolosità in quanto i venti si caricheranno di umidità attraversando lo Ionio, condensando in nubi basse o in alcuni casi, in locali nebbie. Segnaliamo infine un sensibile aumento delle concentrazioni di pulviscolo sahariano in sospensione, che in caso di piogge, si depositeranno rapidamente sulle superfici. Venti: i venti si disporranno moderati o sostenuti dai quadranti orientali, con componente da sud-est sulle vallate ad ovest del comprensorio etneo, e da nord-est sul basso catanese. Temperature: i valori termici saranno stazionari o in lieve aumento e non superiori ai +17/+19 °C  con tassi di umidità elevati. Mari: agitati, molto mossi sotto costa sui litorali a sud di Catania. Piogge: saranno possibili piogge in genere di debole intensità. Viabilità: non sono evidenziate criticità in ambito viabilità Raccomandiamo prudenza in caso di locali nebbie possibili in particolare sulle vallate interne della provincia.   Questo è un bollettino previsionale in collaborazione col Centro Meteorologico Siciliano portale di divulgazione e condivisione di fatti meteorologici. La sua attendibilità è pari al 80% Per rimanere sempre aggiornato sulla viabilità dell’area metropolitana di Palermo, puoi ricevere notifiche sull’info mobilità unendoti al canale Telegram https://t.me/mobilitacatania

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