Proposta
22 lug 2017

Micro aree pedonali, un’opportunità immediata per migliorare la qualità del centro

di Andrea Tartaglia

Chi ricorda come si presentava, sino a qualche anno fa, quella porzione di piazza Stesicoro di fronte all'ex Teatro Olympia, pregiato esempio di liberty catanese dove si esibì anche il grande Antonio De Curtis, oggi sede di un fast food? Un'accozzaglia di auto e moto, disordine, non certo un angolo di città di qualità, nonostante la presenza di begli edifici storici. Ebbene, è stato sufficiente sottrarre al traffico quel piccolo tratto di strada, del tutto ininfluente ai fini viabilistici, per creare un nuovo piccolo spazio di pregio, pedonale, con alberi ombrosi e rinfrescanti d'estate e panchine su cui poter fare una pausa nel corso di una bella passeggiata in centro, raggiungibile dalla vicinissima stazione della metropolitana. Anche in via Sant'Euplio, uno spazio prima relegato a parcheggio, dimora incontrastata di parcheggiatori abusivi, c'è un piccolo spazio urbano oggetto di un semplice intervento di riqualificazione che ha consente ai catanesi e  ai turisti la possibilità di percorrere la strada alberata, almeno nello spazio antistante la banca che si è fatta carico dei lavori, con ampi spazi attrezzati a disposizione. Mentre nei pressi di via Pacini, tra via Etnea e piazza Carlo Alberto, un'ampio reticolo di stradine con al centro piazza Giuseppe Sciuti recentemente oggetto di un intervento di riqualificazione e arredo urbano. Come non citare, anche, la felicissima esperienza di pedonalizzazione del tratto di via Beato Cardinale Dusmet compreso tra la Villa Pacini e Porta Uzeda, nonostante l'apertura al traffico notturna, per il momento, ne impedisce un'auspicabile e più completa riqualificazione in termini di pavimentazione e arredo urbano? Gli esempi sono utili perché sono davvero tante le aree, le piazzette e le stradine del centro, in particolare del centro storico, dove si potrebbero effettuare interventi analoghi che, senza essere grandi opere, sono capaci di ridare lustro, qualità e vivibilità alle zone interessate. Tra queste, rientrano sicuramente via Porta di Ferro, così chiamata perché in zona esisteva una delle antiche porte cittadine, che dal porto (via Beato Cardinale Dusmet) conduce al centro storico nella bella piazza Mario Cutelli. Non è una strada importante ai fini della viabilità, vi si affacciano ristoranti, locali interessanti e un ex teatro, oggi moschea, è in asse col maestoso prospetto del convitto Cutelli ed è naturale punto d'ingresso alla Civita per i croceristi che sbarcano al porto. Riqualificare e pedonalizzare questa strada (magari consentendo semplicemente l'attraversamento veicolare per alcune traverse) significherebbe, inoltre, connettere tra loro le aree già riqualificate di Largo XVII Agosto e di piazza Cutelli, quest'ultima quotidianamente oltraggiata, pur essendo pedonale, dalla sosta selvaggia gestita dai parcheggiatori abusivi lungo i lati occidentale e meridionale (non è un caso che i dissuasori posti lungo via Vittorio Emanuele II siano stati sradicati e posti lateralmente, resi del tutto inutili). Di fronte al maestoso palazzo Biscari, una piccola via su cui negli ultimi anni sono sorti caffè e ristoranti, oggi in mano ai parcheggiatori abusivi, specie nelle ore notturne, rappresenta un ulteriore esempio di strada da poter sottrarre al traffico senza arrecare alcun disagio al traffico e creare un nuovo spazio urbano pedonale di qualità, peraltro in un punto di elevatissimo pregio architettonico, proprio di fronte al barocco della terrazza nobiliare, dove quotidianamente si vedono turisti destreggiarsi tra auto e moto. Il pregio architettonico, ad ogni modo, non dev'essere conditio sine qua non per questo genere di microinterventi di riqualificazione. E qui le possibilità di allargare il campo di azione sono innumerevoli: giusto per citare un paio di esempi, potrebbe essere chiusa al traffico una piccola stradina posta sul lato settentrionale di piazza Santa Maria di Gesù, dando luogo a uno spazio più a dimensione di piazza piuttosto che, come adesso, a ritagli di verde tra una fila di auto e l'altra. Ancora: piccole, brevi strade su cui si affacciano bar ed esercizi commerciali, senza necessità di accesso carrabile. Via Santa Maria di Betlem, in corrispondenza dell'uscita sud-occidentale della stazione metro Stesicoro (oltretutto la più utilizzata dagli utenti), potrebbe tranquillamente essere chiusa al traffico, pedonalizzata, alberata e dotata di panchine e messa alla stessa quota dei marciapiedi di corso Sicilia. Senza interferire sulla viabilità, si creerebbe così un effetto piazza dirompente proprio vicino alla piazza Santo Spirito (oggi Turi Ferro), per la quale esiste, sulla carta, un bellissimo progetto di pedonalizzazione (frutto del concorso "Cinque piazze per Catania" di alcuni anni fa) che meriterebbe senza alcun dubbio di essere ripreso dall'amministrazione comunale, sebbene si tratti di un intervento ben più corposo rispetto agli altri qui proposti. Negli anni '90, in un'altra zona della città, nel periodo delle festività natalizie era diventata una piacevole tradizione vedere chiuso al traffico e arredato a verde il tratto di via Monfalcone compreso tra corso Italia e via Pola. Moltissima gente affollava la strada, sede di negozi e boutique di alto rango, in un quartiere della città povero di spazi dedicati ai pedoni nonché di aree verdi. Perché non ripensarci, magari in modo definitivo? Non dimentichiamoci, infine, di quegli interventi già realizzati che meritano maggiore tutela. Un esempio su tutti: via Zolfatai, traversa di via D'Amico e via Simeto: un gioiellino di riqualificazione urbana dimenticato, che andrebbe rivalorizzato (leggasi: protetto dalla consueta invasione di auto e moto) ed anzi esteso ad almeno un tratto della vicina via Simeto, dove insistono locali di divertimento e il museo Città della Scienza di Catania: un'area votata, dunque, ad essere vissuta nella dimensione pedonale e che, ancora una volta, non è di supporto significativo alla rete viabilistica della zona. Le proposte e i luoghi non mancano. All'amministrazione comunale il non semplice ma doveroso compito di cercare di tradurre in realtà i tanti, piccoli, possibili passi avanti verso la civiltà e l'innalzamento della qualità della vita urbana.

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21 lug 2017

La metropolitana di Catania triplica gli utenti in attesa degli imminenti sviluppi della linea

di Amedeo Paladino

Lo sviluppo della linea metropolitana di Catania mostra i primi inconfutabili risultati in termini di utilizzo: con le recenti aperture delle tratte Galatea-Stesicoro e Nesima-Borgo il traffico degli utenti è aumentato sostanzialmente. Un notevole risultato è quello registrato durante il primo semestre del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016, in termini di viaggiatori trasportati a bordo della Metropolitana di Catania. Durante il semestre appena terminato, i fruitori del servizio metropolitano sono stati 1.320.000 con un incremento del 323%. Negli scorsi mesi Ferrovia Circumetnea ha implementato un servizio di bus-navetta che collega le frazioni di Lineri e Montepalma con la stazione di Nesima, un servizio analogo è attivo da giugno anche per il comune di Belpasso: la metropolitana di Catania diventa quindi asse portante della mobilità del territorio catanese. Il bacino di utenza della linea potrebbe aumentare ulteriormente grazie al servizio navetta che nei prossimi mesi dovrebbe servire la stazione Milo, collegandosi alla Cittadella Universitaria e più a nord con il parcheggio Santa Sofia. In questo senso è auspicabile da parte di AMT, una rimodulazione delle linee autobus. La valenza strategica dell’infrastruttura è enorme e lo sviluppo della linea non si ferma. Il piano di espansione della Ferrovia Circumetnea prevede l’estensione della linea metropolitana in modo da collegare Paternò, grosso centro pedemontano, allo scalo aeroportuale di Fontanarossa, passando per il centro di Catania. La linea avrà così una lunghezza di circa 30 chilometri. Sono attualmente in corso i lavori di realizzazione della tratta Nesima-Monte Po con la stazione intermedia Fontana, aggiudicati alla CMC di Ravenna: la conclusione dei lavori e l’entrata in esercizio è prevista entro la primavera dell’anno prossimo. La stessa impresa, intanto, sta attualmente allestendo il cantiere per la realizzazione del nuovo tunnel da Stesicoro a Palestro, che rientra nella tratta più estesa Stesicoro-Aeroporto per la quale, entro quest’anno, dovrebbero completarsi tutte le pratiche per poter accedere ai finanziamenti e, quindi, appaltare e poter completare l’intera tratta Stesicoro-Aeroporto entro il 2024. Si procede a tappe forzate anche per i successivi sviluppi della linea. La tratta Monte Po-Misterbianco Centro ha ricevuto la totale copertura finanziaria per la realizzazione: il costo dell’intero intervento è di 124 milioni di euro, già finanziato per 80 milioni con risorse del Programma Operativo Regionale (POR) Fesr 2007-2013 e per 40 milioni di euro dal Piano operativo MIT di attuazione della programmazione Fsc 2014-2020. A questo punto, non appena sarà pubblicata la delibera, la Ferrovia Circumetnea potrà procedere alla pubblicazione del bando di gara. Nel frattempo, la Ferrovia Circumetnea ha aperto la procedura per le indagini relative alla progettazione preliminare della tratta di metropolitana Misterbianco-Paternò (Ardizzone). Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2024 Metro, ecco dove saranno le stazioni della nuova tratta Stesicoro-Palestro Metro, tratta Misterbianco-Paternò: ecco dove sorgeranno le stazioni Viaggio nei cantieri metro | A breve completata la prima parte di galleria Nesima-Monte Po La linea metro a nord di Catania: il progetto di Pedemontana e il nodo irrisolto dell’hinterland di Catania  

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10 lug 2017

L’aeroporto di Catania dal 2002 ad oggi: com’è cambiato lo scalo raddoppiando i passeggeri in transito

di Roberto Lentini

Grazie a Google Earth oggi è possibile avere contezza di tutte le modifiche che sono avvenute sul territorio nel corso degli anni. Noi di Mobilita Catania lo abbiamo utilizzato per capire com'è cambiato il nostro aeroporto negli anni che vanno dal 2002 al 2016. L’aeroporto “Vincenzo Bellini” di Catania Fontanarossa è, al 2016, il primo aeroporto della Sicilia e del Mezzogiorno per numero di passeggeri annui, sesto in Italia, con un traffico di 7.914.117 passeggeri. Nel 2017 è lo scalo italiano che cresce di più: secondo le previsioni quest'anno verranno superati i 9 milioni di passeggeri. Noi di Mobilita Catania abbiamo raccolto le foto satellitari dal 2002 al 2016, evidenziando i miglioramenti infrastrutturali dello scalo che hanno accompagnato l'aumento di passeggeri dai 4 milioni nel 2002 agli 8 milioni nel 2016. La prima immagine che vi facciamo vedere è del 2002 e ci mostra un aeroporto diverso da come lo vediamo oggi. Iniziamo con raccontarvi cosa è cambiato nell'Air Side, la zona dell'aeroporto dove vengono movimentati gli aerei e le attrezzature per la loro manutenzione. Nel 2002 la pista dell'aeroporto è stata già allungata fino a 2435 m, su progetto dell’architetto Manfredi Nicoletti, arrivando a sfiorare i lidi della Plaia. La pista si presenta però senza la via di rullaggio, parallela alla pista di atterraggio. Si notano le tre bretelle centrali che servono a collegare la pista di atterraggio con il piazzale di sosta, destinata alla sosta degli aeromobili e alle operazioni di salita a bordo e sbarco dei passeggeri, con dimensioni minori rispetto a quelle attuali. Nell'immagine del 2006 si notano già le bretelle a ovest della pista e una nuova via di rullaggio 08 che ha fatto aumentare la capacità oraria dei movimenti. La via di rullaggio ha infatti la funzione di far circolare in senso rotatorio gli aeromobili, evitando possibili interferenze: in questa maniera si possono movimentare contemporaneamente più macchine, riducendo i tempi di attesa. Nell'immagine del 2007, ad ovest si nota un primo ampliamento del piazzale di sosta, di circa 40.000 mq e sono visibili anche i finger, connettori mobili chiusi, che collegano il gate del terminal con un aereo, novità assoluta per Catania. Nella foto non si vedono aerei attaccati in quanto la foto è del 14 marzo 2007 e l'inaugurazione del nuovo Terminal Bellini avverrà due mesi dopo. Nel gennaio 2007 sono stati inoltre aggiudicati i lavori per la realizzazione di una nuova via di rullaggio per collegare il piazzale di sosta aeromobili alla testata della pista 26 e di una bretella per consentire agli aeromobili in atterraggio di liberare rapidamente la pista 08 elevandone la capacità oraria a 23 movimenti. Questo raccordo è stato ultimato ed è diventato operativo dal 15 gennaio 2009 (vedi immagine 2009). Nel 2012 l’aeroporto fu chiuso per circa un mese per consentire importanti lavori sulla pista. I lavori sull’air-side di Fontanarossa, costati poco meno di 20 milioni di euro, hanno riguardato la riqualifica strutturale e funzionale della pavimentazione e del relativo sottofondo della pista, oltre alla riqualifica delle strip laterali di sicurezza e della pavimentazione delle testate (vedi foto anno 2013) Grandi modifiche sono avvenute anche nell'area landside, lo spazio destinato all'aerostazione passeggeri, alla viabilità esterna  e ai parcheggi. Nell'immagine del 2002 è già visibile l'area di cantiere del nuovo terminal Bellini, mentre sulla destra si riconoscono il terminal Morandi dedicato interamente alle partenze e il terminal Norma dedicato esclusivamente agli arrivi. Si intravede anche il parcheggio P4 situato nella parte nord est del sedime aeroportuale e del parcheggio situato a ovest del vecchio campo sportivo. La viabilità interna era completamente diversa da quella attuale. Era permessa la sosta dei veicoli privati direttamente davanti al terminal per lo scarico e carico dei passeggeri creando spesso caos all'interno dell'aerea aeroportuale. Il parcheggio riservato ai bus era invece collocato a nord del Terminal Morandi. Nell'immagine del 2003 sono già presenti le prime impalcature del terminal Bellini, mentre non si registrano sostanziali modifiche alla viabilità esterna eccetto quelle relative all'accesso nel cantiere. Nell'immagine del 2006 il Terminal Bellini appare già definito  ed è visibile la nuova rampa di accesso alla zona partenze. Il 5 maggio 2007 viene inaugurato il nuovo terminal Bellini e contestualmente viene chiuso il Terminal Morandi e Norma. La viabilità viene totalmente modificata. Per chi proviene da via Fontanarossa la circolazione viene deviata tra chi si deve recare in area partenze e chi si deve recare in area arrivi. . Nel 2011 entra in vigore il nuovo piano di viabilità e parcheggi dell’aeroporto Fontanarossa di Catania. Viene interdetto l'ingresso, davanti all'area partenze,  alle auto private  permettendolo solo ai mezzi pubblici. Con la nuova viabilità sono stati messi a disposizione per gli utenti due nuovi e vicinissimi parcheggi denominati P1 (90 posti) e P2 (205) per la sosta breve. Al contempo si è provveduto alla sistemazione delle aree a verde con piantumazione di nuove essenze. L'unica nota degna di rilievo è l'immagine del 2016 in cui si intravede la sopraelevazione del parcheggio P4 che servirà gli utenti che hanno la necessità di lasciare l’auto per più giorni. Per concludere vi facciamo vedere invece il futuro dell'aria inside dell'aeroporto con i futuri investimenti formalizzati tramite il Contratto di Programma Enac-Sac. I lavori, per un importo previsto di circa 11 milioni di euro prevedono la riqualifica e l’ampliamento delle infrastrutture dei piazzali Turn Pad. Sono delle apposite aree a fianco della pista di volo che consentono l’inversione (back-track) di aeromobili di grandi dimensioni (come gli airbus 330) per i quali arrivano sempre maggiori richieste di atterrare a Catania da parte dei vettori. La realizzazione di queste due aree di manovra consentirà a SAC di ospitare in pista aeromobili più grandi da sempre interessati ad operare su Catania. Taxiway Alfa. Lavori di riqualifica strutturale del raccordo Alfa, una bretella di servizio della pista interessata da cedimenti dello strato profondo del terreno per infiltrazioni di acqua. I lavori prevedono la realizzazione di un sistema di captazione delle acque per proteggere l’infrastruttura. Nuovo Piazzale Est Apron. Sarà a disposizione della cosiddetta Aviazione Generale (ovvero i voli privati, per i quali negli anni si è registrata un’impennata di richieste per la sosta dei velivoli nel piazzale), ma anche a disposizione degli elicotteri per i quali sono previsti appositi stand. Drenaggio pista. Interventi di riqualifica del sistema di drenaggio per lo smaltimento delle acque superficiali. Nell'immagine di copertina il vecchio terminal Morandi chiuso l’8 maggio del 2007, contestualmente all’apertura della nuova aerostazione Bellini. Ti potrebbero interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa: storia e scenari futuri Aeroporto di Catania, 95 milioni di investimenti per il più grande scalo del Sud Aeroporto di Catania, verso i 9 milioni di passeggeri nel 2017: arriva il carsharing Enjoy

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30 giu 2017

Aeroporto di Catania, verso il milione di passeggeri mensili in estate: a maggio 5° scalo italiano

di Roberto Lentini

Assaeroporti rende noti i dati del traffico degli aeroporti italiani e il risultato può considerarsi molto positivo per l'aeroporto di Catania. Per il secondo mese consecutivo (riferito ai mesi di Aprile e Maggio) l'aeroporto di Catania si colloca al quinto posto e, relativamente al mese di Maggio, con 841.988 passeggeri, si colloca dopo l'aeroporto di Venezia (943.702 passeggeri), Bergamo (1.086.957 passeggeri), Malpensa (1.880.918 passeggeri), Fiumicino (3.673.712 di passeggeri). Considerando i primi cinque mesi del 2017 l'aeroporto di Catania si colloca al sesto posto con 3.188.189 passeggeri e la più alta percentuale di crescita con il 17,5% rispetto al 2016. Al quinto posto troviamo Venezia con 3.576.039 passeggeri e una crescita del 6,6%, al quarto Milano Linate con 3.757.151 passeggeri e una crescita  dello 0,9%, al terzo Bergamo con 4.698.377 passeggeri e una crescita del 10,4%, al secondo posto Milano Malpensa con 8.201.989 passeggeri e una crescita del 14,1% e al primo posto Roma Fiumicino con 15.361.060 passeggeri e una crescita dello 0,1%. Nel grafico riportato qui sotto si evince l'incremento compiuto all'aeroporto di Catania che adesso si pone dietro l'aeroporto di Venezia. Nel frattempo l'aeroporto di Catania ha comunicato i dati previsionali per i mesi di Luglio, Agosto e Settembre 2017. La crescita del numero dei passeggeri rispetto al 2016 sarà verosimilmente del 14,33%, con 2.935.000 pax che transiteranno nel nostro scalo nei 3 mesi estivi. Di questi, 1.232.700 saranno i passeggeri che viaggeranno su voli internazionali e 1.702.300 i passeggeri di voli nazionali. Nel mese di Agosto 2017, possibile record: si aspettano poco più o poco meno di un milione di passeggeri. Nel primo grafico sono riportati il dettaglio sui passeggeri mese per mese (e il confronto con il 2016), Nel secondo grafico le prime 15 destinazioni nazionali. Nel terzo grafico le prime 15 destinazioni internazionali.   foto di copertina: marc_fitoussi/Instagram Ti potrebbero interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa: storia e scenari futuri Aeroporto di Catania, 95 milioni di investimenti per il più grande scalo del Sud

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27 giu 2017

Catania: un time-lapse lungo 32 anni, com’è cambiato il territorio dal 1984 al 2016

di Amedeo Paladino

Per capire Catania bisogna guardarla dall’alto: attraverso la funzione Timelapse di Google Earth Engine sviluppata insieme alla Carnegie Mellon University, che analizza e processa le fotografie satellitari del globo è possibile avere contezza del processo di urbanizzazione del territorio e la doverosa qualificazione di metropoli. Il territorio catanese si è fortemente antropizzato in un arco temporale individuabile negli ultimi 40 anni: la città, infatti, sin dagli anni ’70, si è estesa principalmente verso nord nei comuni etnei dell’hinterland, perdendo, in 40 anni, oltre il 25% degli abitanti (ben centomila). Catania in senso stretto è la più popolosa città italiana non capoluogo di regione con i suoi 313 mila abitanti; tuttavia racchiudere la città entro questo dato statistico è piuttosto limitativo: infatti se consideriamo i comuni dell’hinterland che si sviluppano senza soluzione di discontinuità si arriva a 550 mila. Ma se si aggiungono le città satellite di Acireale, Belpasso, Paternò la conurbazione di Catania raggiunge 650 mila abitanti. La crescita del numero degli abitanti di Gravina di Catania, Mascalucia, Misterbianco, San Giovanni La Punta, Sant’Agata Li Battiati, San Gregorio di Catania e Tremestieri Etneo è stata vertiginosa. Ecco com'è cambiato il territorio catanese negli ultimi 32 anni: La città metropolitana di Catania comprende i 58 comuni dell’ex provincia e conta più di un milione di abitanti, dei quali appunto più di 600 mila tra Catania e il suo hinterland, rendendo il territorio etneo una “piccola metropoli” (ma non poi così piccola) con pochi onori e molti oneri connessi a questa qualificazione di fatto. Un territorio vasto in cui il comune di Catania rappresenta il centro gravitazionale grazie alle “funzioni” che qui si svolgono e ai tanti servizi presenti. Per approfondire questo argomento vi consigliamo il seguente l’articolo: Catania “provincia”, errore Capitale! La nostra città una “piccola metropoli”

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23 giu 2017

Week-end al mare, Catania in cima alla classifica europea: ma è proprio così?

di Amedeo Paladino

Catania seconda migliore città d'Europa per un weekend in spiaggia: lo stabilisce una classifica elaborata dal sito GoEuro, prendendo in considerazione vari parametri.  GoEuro è un portale online che aiuta gli utenti a trovare l'opzione di viaggio più veloce e più economica per spostarsi in treno, autobus o volare da qualsiasi città, comune o paese in Europa. Nell'analisi operata sono state esaminate oltre 1000 città europee, analizzando tutti i risultati e stabilendo una media per ogni parametro, è stata stilata una classifica delle 100 migliori mete estive in Europa per un weekend al mare. Con oltre 98 punti su 100, Alicante si è classificata al primo posto tra le città con le migliori spiagge in Europa, seguita dall'italiana Catania e dalla città di Palma di Maiorca, nelle Baleari. L'analisi ripresa da testate nazionali e locali ha avuto un enorme riscontro positivo: ma è tutto oro quello che luccica?  Nella nostra "critica" vorremmo approfondire alcuni dei parametri presi in considerazione da GoEuro. Come nel caso della recente classifica stilata da Edreams, uno dei più noti siti di prenotazioni online, che colloca Catania come destinazione preferita dagli italiani per le vacanze estive, è doveroso da parte nostra andare al di là della mera graduatoria, andando cioè ad analizzare più in dettaglio. Nell'analisi operata da GoEuro sono state esaminate oltre 1000 città europee, prendendo in considerazione i seguenti parametri: tipo di spiaggia, temperatura media e temperatura dell'acqua nel periodo estivo, offerta di sport acquatici, vita notturna e accessibilità in termini di trasporti. Nell'analisi il criterio dell'accessibilità ha un importante peso: il punteggio è dato dal tempo per raggiungere il centro città dall'aeroporto e la spiaggia dalla città e dalla quantità dei tipi di mezzi di trasporto disponibili. Catania si colloca al sesto posto soprattutto per la vicinanza dell'aeroporto al mare e alla città. Lo scalo di Fontanarossa nel 2017 è l'aeroporto più grande del Meridione, quest'anno sarà superata la soglia degli 8 milioni di passeggeri in transito, e i margini di crescita nei prossimi anni sono ancora ampi grazie agli investimenti programmati per il quadriennio 2017-2020. Il nostro aeroporto rappresenta quel quid in più che invoglia i potenziali turisti a raggiungere la nostra città. Nella classifica GoEuro è invece la connessione Playa-città tramite trasporto pubblico a lasciarci perplessi. Il nostro litorale pur essendo vicinissimo al centro città (GoEuro indica 5 minuti necessari per raggiungerlo) è scarsamente connesso alla città: la sola linea D-Est operata dall'Azienda Metropolitana Trasporti (AMT) offre un servizio scadente in termini di frequenza e confort. Ad esclusione dei bus AMT non esistono alternative di trasporto pubblico per raggiungere la Playa, nonostante fino a qualche anno fa la Ferrovia Circumetnea aveva in progetto di proseguire la linea oltre la stazione Porto. Una proposta concreta e di facile attuazione vedrebbe la creazione di un servizio navetta rapida di connessione con la città, approfittando appunto della vicinanza del centro con il mare. GoEuro non prende in considerazione l'accessibilità pedonale e ciclistica: due elementi dolenti per la nostra Playa, che invece un turista prenderebbe in considerazione per dare un giudizio alla città che visita. Per quanto concerne l'offerta di sport acquatici, Go Euro specifica che l'analisi considera il numero totale di sport d'acqua offerti insieme alla quantità di tipi diversi di sport, mentre per la vita notturna il punteggio è basato sulla quantità e la tipologia di intrattenimenti notturni offerti e sul prezzo medio di 0,5 ml di birra e di una bottiglietta d'acqua di 0,33 ml, i cui dati sono presi da TripAdvisor e Numbeo; entrambi questi ultimi parametri sono estrapolati da Tripadvisor e non si traducono in un giudizio sulla qualità dei servizi offerti. La nostra critica non vuole essere denigratoria o disfattista nei confronti della nostra città, ma fornisce una chiave di lettura diversa. A nostro parere la classifica redatta da GoEuro non corrisponde fedelmente alla realtà: il portale offre ai propri utenti un servizio di prenotazione dei mezzi di trasporto per raggiungere destinazioni europee, ma in questa analisi non prende in considerazioni parametri fondamentali come la qualità delle acque di balneazione, l’efficienza della depurazione; la raccolta differenziata; l'accessibilità pedonale e ciclistica, gli spazi verdi, i servizi degli stabilimenti balneari. Catania con il suo clima mediterraneo e il lungo litorale sabbioso della Playa già di per sé potrebbe scalare le classifiche: un tesoro che la natura ci ha regalato, che non si traduce in un merito dato ai catanesi quanto piuttosto alla fortuna di vivere in un luogo così ricco di bellezze naturalistiche. Aldilà della scontata affermazione secondo cui la nostra terra potrebbe vivere di solo turismo, è necessario impegnarsi affinché sia davvero così. fonte dei dati GoEuro: https://www.goeuro.it/viaggi/weekend

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12 giu 2017

Verso un Piano Regolatore per la città metropolitana di Catania: mobilità, trasporti e infrastrutture al centro

di Roberto Lentini

Un Piano Regolatore Generale metropolitano che coinvolga i 58 comuni della città metropolitana con la creazione di quattro macro aree omogenee: Catania con i comuni limitrofi facenti ormai parte della conurbazione, la fascia ionico-pedemontana, la fascia pedemontana occidentale e il Calatino. Questa è l'idea del sindaco della città metropolitana Enzo Bianco che vede la pianificazione urbanistica non più limitata alla sola aerea comunale ma che comprenda la vasta area della città metropolitana e alle esigenze dei cittadini, dai servizi, alla tutela del territorio, dalla qualità della vita alla mobilità. Proprio nei giorni scorsi si è tenuto a Palazzo dei Minoriti un primo incontro per definire le linee strategiche e un documento unico di programmazione alla presenza dei professori Paolo La Greca (ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica), Carlo Colloca (associato di Sociologia dell'ambiente e del territorio), Matteo Ignaccolo (associato di Pianificazione e Trasporti), Luigi Scrofani (ordinario di Geografia economico-politica), Maria Tomaselli (ordinario di Costruzioni rurali e territorio agroforestale). Gli abitanti della Città Metropolitana di Catania attualmente usufruiscono di servizi territoriali ed anche urbano/locali in comuni diversi dalla residenza, proprio perché caratterizzati dal principio di prossimità e dalla vicinanza; non a caso la recente apertura di una tratta della metropolitana gestita da Ferrovia Circumetnea, pone alta l’attenzione della necessità di una rete più fitta di trasporti e scambi intermodali metropolitani. Le tematiche e gli obiettivi da raggiungere per una coerente pianificazione territoriale ed urbanistica potrebbero essere: la Città Metropolitana ed il suo territorio in rapporto alla Città di Catania; le aree sensibili e strategiche di sviluppo dei servizi territoriali e metropolitani in rapporto ai singoli Comuni ed alla Città Metropolitana (esempio l’aeroporto e il porto in rapporto ai flussi di traffico urbano, metropolitano e territoriale); le aree interessate dai territori limitrofi, anche non dell’area metropolitana, per i diversi significati intrinseci; la programmazione d’area vasta sia infrastrutturale che economica/commerciale; i Piani Territoriali ad oggi redatti e cogenti sul territorio. il Piano Paesaggistico redatto dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. gli aspetti dei “modelli d’abitare” nei diversi contesti metropolitani e della città capoluogo; il rischio sismico e le tecniche di mitigazione (sia economiche che di incentivazione); i rischi conseguenti al cambiamento climatico e le tecniche relative; lo “smart contest” e gli effetti indotti nella Città e nella Città Metropolitana; gli ambiti di rigenerazione e di rivitalizzazione. Con la nascita della Città metropolitana è necessaria anche una rimodulazione dei servizi del trasporto pubblico diventa indispensabile puntare alle infrastrutture come punto di partenza a supporto di una rete multimodale ferro-gomma, disegnata per garantire un buon livello di accessibilità sia nelle aree comunali che nei comuni limitrofi. Già la FCE sta lavorando in questo senso romodulando alcune linee che adesso diventano delle navette che scambiano con la metropolitana evitando di entrare in città. Per la città metropolitana di Catania noi di Mobilita Catania abbiamo sempre portato avanti la proposta di un consorzio tra tutti i gestori che si occupano di trasporto pubblico nei comuni della città metropolitana (AST, FCE, AMT, RFI, etc.) e avere una gestione integrata e modale evitando così sovrapposizione di linee  (soprattutto extraurbane) che attualmente è molto elevata, segno nel passato, di una completa assenza di coordinamento e pianificazione. La Città Metropolitana di Catania dovrà necessariamente puntare sullo sviluppo del trasporto su ferro (Metropolitana, Passante Ferroviario, Tram, Etna Rail)  finalizzato soprattutto alla salvaguardia dei valori ambientali, alla tutela della salute e al contenimento dei consumi energetici.  Ti potrebbero interessare: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell’opera Monorotaia di Catania “EtnaRail” | Scheda dell’opera Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico La linea metro a nord di Catania: il progetto di Pedemontana e il nodo irrisolto dell’hinterland di Catania

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