Articolo
19 mag 2015

Catania Murata: l’ingiustizia della mobilità

di Amedeo Paladino

Quando percorriamo le strade di Catania non occorre essere sensibili al tema della mobilità per accorgersi delle difficoltà nel muoversi in città causate dalla carenze infrastrutturali e  dall'inciviltà di molti cittadini: marciapiedi stretti e sconnessi, invasi da scooter e auto, attraversamenti pedonali sbiaditi e costantemente occupati da auto in sosta, fermate dell'autobus anch'esse "comodo" parcheggio incivile, che costringono gli utenti a salire sul mezzo pubblico in mezzo alla carreggiata, imprudenza di moltissimi automobilisti che percorrono le strade cittadine ben oltre i limiti di velocità, ma l'elenco delle inciviltà potrebbe continuare; al comportamento dei cittadini si aggiungono le responsabilità di chi dovrebbe far rispettare le norme del Codice della Strada e di chi dovrebbe pensare, progettare e costruire strade a misura di persona. Se guardiamo tutti questi problemi con gli occhi di  chi ha un handicap fisico o una mobilità ridotta essi si trasformano in muri che impediscono ai disabili motori di vivere la città in autonomia e di utilizzare i mezzi pubblici; difficoltà sono spesso invalicabili anche per i caregivers e i volontari accompagnatori. Oggi raccogliamo l'intervento dell'Avvocato Carmen Mirabella dell'associazione Sclerosi Multipla S.M.@ll onlus che ci fa guardare a questi problemi con altri occhi, raccontandoci tutte le difficoltà, le battaglie e le iniziative per una mobilità più giusta, in una città in cui tutto sembra costruito a misura di auto e non di persona.   - Per una persona disabile o a mobilità ridotta è oggi possibile muoversi in autonomia a Catania? Catania non è una città per tutti. La persona con mobilità sacrificata viene fortemente inibita nel suo diritto (fondamentale ed indisponibile) di libertà e di libera determinazione. - Quali sono le difficoltà che si incontrano? Le difficoltà sono logistiche: gliene elenco solo alcune di particolare appariscenza. Le scivole (o conchiglie) di accesso sono state realizzate in modo scriteriato: infatti non vi è corrispondenza andata/ritorno per cui da un marciapiede inizialmente accessibile il disabile non può scendere, non esistendo molto spesso la rampa corrispondente: il disabile può scendere dal marciapiede, ma non può attraversare la strada perché questa è interrotta dal cordolo non accessibile dello spartitraffico (ad esempio in viale Africa all’altezza degli Uffici Postali); Non ci risulta che la metropolitana sia accessibile: ad oggi gli accessi a mezzo ascensore sono preclusi poiché realizzati in violazione della normativa in tema di mobilità compatibile (la direzione generale della FCE comunica che a breve è previsto l'adeguamento degli ascensori, ndr); I marciapiedi sono sconnessi o troppo alti o troppo stretti per il passaggio o l’accesso delle carrozzine disabili o dei deambulatori e spesso ristretti dalla segnaletica verticale.   Abbiamo affrontato con dovizia di particolari tale tema con l’attuale Amministrazione Comunale, consegnando al Sindaco Avv. Enzo Bianco il Dossier “S.istema M.obilità” realizzato dalla nostra Associazione e corredato da reportage fotografico da noi stessi curato: ma nessuna risposta concreta in termini di raggiungimento degli obiettivi è in atto pervenuta. Abbiamo reiteratamente richiesto al Sindaco un incontro con la nostra Associazione: non ci ha mai dato risposta né disponibilità. Riteniamo che le problematiche di compatibilità del territorio rientrino in una logica di manutenzione ordinaria: i relativi lavori sono facilmente appaltabili a norma di regolamento comunale. Poi ci sono le problematiche connesse alla educazione ambientale e civica che meritano un approfondimento a parte - Il trasporto pubblico è accessibile?  Sul tema del trasporto pubblico si apre altra nota dolente, abbiamo presentato una motivata duplice richiesta alla Pubblica Amministrazione: incentivare il numero di autobus dedicati (i cosiddétti “Pollicino”) e modificare il regolamento di accesso consentendolo a tutti i soggetti portatori di handicap, includendo anche coloro la cui mobilità non sia del tutto compromessa. Quando si parla di accessibilità compatibile si deve pensare non solo alle persone in sedia a rotelle ma anche a tutti coloro che in ragione del proprio handicap risentono di gravi difficoltà deambulatorie e di equilibrio.La persona affetta da Sclerosi Multipla, prima di arrendersi alla sedia a rotelle, presenta gravi e vistose problematiche deambulatorie a causa dello scoordinamento dei movimenti, spesso ondulatori e di fragile equilibrio nella postura eretta. Anche costoro meritano tutela e riconoscimento della dignità dei propri diritti e della propria persona. Tutti i mezzi pubblici dovrebbero essere attrezzati con una scivola pneumatica che si abbassi automaticamente in modo da agevolare l’ingresso della persona con mobilità in tutto o in parte compromessa. Non c’è neppure bisogno di una pluralità di impiegati comunali per rendere funzionale (e puntuale!) il servizio! I singoli cittadini come utenti della strada sono sensibili alle difficoltà di chi ha difficoltà motorie? C’è tanta cattiva educazione e mancanza di rispetto, purtroppo spalmata indifferentemente tra uomini, donne, giovani e meno giovani. Gli stalli gialli dedicati ai disabili sono sistematicamente occupati abusivamente da chi non fruisce del “privilegio” di un handicap sulla mobilità: ciò anche se lo stallo è” personale” (tali stalli portano un numero di protocollo ed il cittadino paga l’Ente pubblico per la relativa concessione!). Spesso quando segnaliamo l’improprietà dell’uso di tali stalli, le persone che hanno abusivamente parcheggiato ci insultano in modo pesante e provocatorio, talvolta abbiamo scongiurato che passassero alle “vie di fatto”aggredendoci fisicamente. Anche se allertiamo la Polizia Municipale, gli agenti non arrivano mai tempestivamente, né multano gli abusivi. È una sorta di mal costume tollerato parcheggiare “per un minuto, tanto sono qui, il tempo di un caffè: dove mi metto? Io qui ho la macelleria, la panetteria, la pizzeria di asporto: IO LAVORO!”. Noi come Associazione promuoviamo incontri didattici presso gli Istituti Scolastici Superiori: la nostra speranza sono i giovani, l’educazione alla sensibilità ed alla condivisione, alle opportunità pari, al rispetto, che spesso dai genitori non ricevono. Offriamo loro i nostri concerti gratuiti del Coro Jacqueline du Prè (fiore all’occhiello della nostra Associazione ed unico esempio in Italia di musico-canto terapia applicata alla Sclerosi Multipla) formato da persone con Sclerosi Multipla, da caregivers (familiari di riferimento) e da volontari, come esempio non solo di condivisione ma di impegno a viso aperto per la legalità. Le istanze riguardanti la mobilità sostenibile di cui alcuni movimenti e associazioni sono promotori sono condivise anche da voi? Siamo sempre felici di offrire il nostro contributo sia di energie che di esperienza personale ai Movimenti ed alle Associazioni per il raggiungimento di un obiettivo comune: quello di dare ai cittadini un duplice servizio in termini di compatibilità del territorio e di educazione alla legalità. Non sempre chi non è personalmente afflitto da una problematica deambulatoria riesce a guardare il territorio con la lente speciale adatta a rilevarne le criticità: noi prestiamo i nostri occhiali per guardare bene e vivere meglio. Tutti. - Quali sono gli interventi che renderebbero la mobilità a Catania più giusta e inclusiva? Le strade, i marciapiedi, la viabilità, la metropolitana, i mezzi pubblici possono essere adeguati agevolmente rendendo la città vivibile sia nel centro che nelle periferie (noi lottiamo da anni per il territorio di Librino insieme ad altre Associazioni e Movimenti). Il rispetto, la cultura dell’inclusione si insegnano e si devono pretendere con adeguate sanzioni. Esempio? multare coloro che non raccolgono gli escrementi dei propri animali costringendo a penose e acrobatiche“varianti di direzione”chi cerca di non imbrattare le ruote della propria sedia o del proprio deambulatore; intervenire, multare e rimuovere le auto illegalmente in sosta su stalli dedicati; svolgere e sostenere iniziative didattiche per l’educazione civica. Noi ci siamo… ma spesso siamo soli.  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
15 mag 2015

I catanesi chiedono che le piazze vengano liberate dalle auto: firma le petizioni

di Andrea Tartaglia

Battere il ferro finché è caldo. Gli eventi del "Lungomare Liberato" e del suo figlioletto, il "Castello Ursino Liberato", entrambi di straordinario, hanno fatto vivere a numerosissimi catanesi il piacere di riscoprire aree urbane di pregio senza l'inquinamento, i rumori e il pericolo dati dalla presenza dei veicoli. "Liberato" sta, infatti, per liberato dalla morsa delle auto e dei gas di scarico. Ma, nonostante queste felici iniziative, Catania è ancora ben lontana dagli standard europei in quanto ad aree pedonali. Il Lungomare Liberato, per esempio, è realtà solamente una domenica al mese (due a giugno, luglio e settembre), mentre nel resto della città le aree pedonali, di ridotte dimensioni, si contano sulle dita di una mano. L'unica vera area pedonale, infatti, è quella compresa tra piazza Duomo e piazza Università, nonostante il passaggio di qualche bus, con piazza Università più protetta grazie alla presenza di dissuasori. Poi vi è l'area del Teatro Massimo, che in realtà è una Zona a Traffico Limitato dove però è florido il fenomeno del passaggio nonché parcheggio selvaggio. L'area della Fiera, ovvero piazza Carlo Alberto e via limitrofe, sulla carta è un'altra ZTL: di fatto, però, no. E così via, passando per via Crociferi, via Porta di Ferro/Piazza Cutelli, Largo XVII Agosto (alla Civita), via Zolfatai (nei pressi del capolinea dei bus urbani). Tutte mini aree pedonali o ZTL continuamente violate. In questo panorama a dir poco desolante, ecco tre petizioni lanciate dai cittadini per incrementare le aree pedonali: la prima interessa piazza San Francesco d'Assisi, su cui insiste la bellissima Chiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata, l'Arco del Convento Benedettino di via Crociferi (Patrimonio dell'Umanità Unesco) e la Casa Natale di Vincenzo Bellini; la seconda riguarda un'altra area di pregio, ovvero parte della piazza Federico di Svevia, compresa tra il Castello Ursino e la Chiesa di San Sebastiano; la terza piazza Manganelli, su cui si affacciano l'omonimo palazzo nobiliare, palazzo Carcaci, la chiesa di San Michele (ora pinacoteca) e l'ex Accademia di Belle Arti:         -  Petizione per la pedonalizzazione di piazza San Francesco d'Assisi       -  Petizione per la pedonalizzazione di parte di piazza Federico di Svevia        -  Petizione per la pedonalizzazione di piazza Manganelli   Vi invitiamo a firmare queste petizioni che, se dovessero sortire l'effetto per cui sono nate, avranno contribuito a migliorare la qualità della vita della nostra città. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che spazi consacrati alla mobilità esclusivamente pedonale e ciclabile non sono un "premio" per aree che dispongono della presenza di monumenti storici o di alto valore paesaggistico. Sono elementi che, in qualsiasi quartiere e in qualsiasi condizione di patrimonio architettonico/paesaggistico, contribuiscono a migliorare la qualità della vita urbana. Naturalmente, è certo, in una visione complessiva della città che sappia ben distribuire gli altri aspetti essenziali quali il sistema del trasporto pubblico, dei parcheggi e del traffico veicolare privato: quest'ultimo non può e non deve prevalere sugli altri.  

Leggi tutto    Commenti 2
Articolo
13 mag 2015

Questo sabato la “Notte dei Musei”, navetta gratuita per il centro

di Amedeo Paladino

L'Assessore all'Ecologia con delega alla Mobilità, Avv. Rosario D'Agata, sollecitato dai componenti di #Salvaiciclisti, Lungomare Liberato, Mobilita Catania e Mobilità sostenibile e civiltà a Catania, insieme con il consigliere della circoscrizione centro storico Davide Ruffino, ha predisposto in accordo con l'Azienda Metropolitana Trasporti (AMT) una navetta gratuita che collegherà il piazzale Serafino Famà (tra viale  Raffaello Sanzio e via Imperia) al centro storico, in occasione dell'iniziativa "Notte dei Musei" che si terrà sabato 16 maggio. L'obiettivo è evitare che la prevista affluenza dei cittadini verso il centro storico possa congestionare le strade limitrofe ai luoghi da visitare sabato sera, come avvenuto il 14 marzo scorso e testimoniato da un video, durante la precedente edizione. Le navette gratuite messe a disposizione dall'AMT saranno due e ricalcheranno il percorso della linea 2-5 (Sanzio-Borsellino). La prima corsa dal piazzale Famà sarà alle 21 e l'ultima all'1 e 30 del mattino con una frequenza di 20 minuti:  sarà possibile parcheggiare e usufruire della navetta gratuitamente per raggiungere il centro storico, oppure si potrà lasciare l'auto in piazza Giovanni Verga e utilizzare la stessa navetta che effettuerà la fermata anche in corrispondenza dell'area antistante il Tribunale. L'Assessore ha informato il  Comando della Polizia Municipale che probabilmente  presidierà  l'area di parcheggio del piazzale Famà. La proposta avanzata dai movimenti e comitati, prontamente accolta dall'Assessore, è tesa a incentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici e sfavorire l'uso del mezzo privato per raggiungere il centro storico, area che nelle nostre speranze verrà progressivamente chiusa al traffico. Vi invitiamo a lasciare l'auto nelle aree predisposte  e usufruire di questo servizio, evitando di congestionare il centro storico alla ricerca di uno stallo per sostare, evitando stress e ingorghi. Quest'iniziativa costituisce la prova generale del servizio "Movidabus" che entro alcune settimane dovrebbe partire con le stesse modalità di questa navetta, insieme con la sosta a pagamento in alcune aree del centro storico. Il programma della "Notte dei Musei" sarà fitto di luoghi da visitare gratuitamente o a prezzo ridotto. Godiamoci la bella serata di sabato in maniera intelligente.

Leggi tutto    Commenti 0
Proposta
07 mag 2015

Fermata del bus protetta

di Andrea Tartaglia

Vista la segnalazione circa l'incivile parcheggio della auto in via Etnea, laddove esiste la fermata dei mezzi Amt, risulta evidente che il problema è da estendere a numerose altre fermate degli autobus disseminate per Catania. Nel caso di via Etnea l'unica soluzione possibile è quella di far rispettare il divieto di sosta, già vigente su tutta la strada, ma che comunque è sempre obbligatorio in corrispondenza delle fermate dei mezzi pubblici. Tuttavia ci sono numerosi altri casi in cui è possibile mettere in atto alcuni accorgimenti che possono, in qualche modo, sopperire alla carenza dei necessari controlli. Prendiamo, ad esempio, le fermate sud di piazza Trento e di Corso Italia (nel tratto compreso tra via Messina e piazza Europa): anche qui lo spazio delle fermate è spesso usato come parcheggio, con l'aggravante di essere addirittura disposto a spina di pesce nella maggior parte dei casi. Fenomeno che si verifica anche a tarda sera e soprattutto nei fine settimana, per la presenza di chioschi e bar (si sa, il catanese medio "deve" parcheggiare proprio davanti alla meta), quando comunque il traffico non è inferiore a quello delle ore diurne. Ebbene, in casi come questi basterebbe delimitare la corsia lungo la banchina con dei cordoli, realizzando una breve corsia protetta. L'ampiezza della carreggiata, in entrambi i casi, permette di lasciare ben due corsie al traffico privato nella stessa direzione più un'altra, già esistente, per i mezzi pubblici contromano. Così sarebbe fisicamente impedita, 24 ore su 24, la sosta selvaggia e i bus potrebbero effettuare serenamente la loro fermata. Di cordoli adatti il comune, potenzialmente, dispone già: sono parecchi i metri di cordolo usati impropriamente, infatti, a cui attingere: si tratta di quelli superflui in piazza Borsellino, nei pressi della rotonda di via Alcalà, che prolungano il cordolo in pietra lavica esistente; di quelli usati a mo' di spartitraffico di fronte al parcheggio scambiatore Due Obelischi (dove potrebbero essere sostituiti con fioriere o altro); dei cordoli disposti nel Tondo Gioeni, anche stavolta a prolungamento di quelli in pietra lavica (perché non farli proseguire allo stesso modo, allora, se necessario?). Quindi basterebbe che il comune di Catania spostasse cordoli di cui già dispone, e impropriamente utilizzati, per proteggere alcune fermate strategiche come quelle sopra descritte. Naturalmente di esempi analoghi se ne potrebbero fare numerosi altri. Bisogna ricordare che in via Passo Gravina esiste un lungo tratto di corsia preferenziale protetta da una doppia fila di cordoli, realizzata per il BRT1, e non più in uso da quando è cambiata la viabilità del nodo Gioeni. Anche in questo caso bisognerebbe ottimizzare questo "patrimonio" in cordoli o per lo stresso BRT1, se è definitivo il nuovo percorso lungo il lato ovest della carreggiata (e quindi basterebbe una sola fila di cordoli), o per proteggere corsie troppo spesso invase dal traffico privato: la corsia bus in direzione nord di viale Vittorio Veneto (tra via Gabriele D'Annunzio e piazza Michelangelo, praticamente un parcheggio abusivo per auto) e quella di via Monserrato (continuamente usata dagli automobilisti incivili per superare la fila di auto incolonnate, spesso bloccando l'accorrente bus) avrebbero assoluto bisogno di essere fisicamente protette. Infine, si ricorda come il dispositivo dello StreetControl, se mai sarà in dotazione alla polizia municipale di Catania, potrà forse rappresentare una svolta nel contrasto alla sosta selvaggia, ma solo se accompagnato da un controllo quotidiano e a tutte le ore su tutto il territorio cittadino.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
04 mag 2015

Oggi nasce Mobilita Catania

di Mobilita Catania

Oggi nasce Mobilita Catania. Dopo mesi di duro lavoro, possiamo finalmente darvi (e darci) il benvenuto in questo nuovo format targato mobilita.org, con una nuova redazione per la città etnea. I due poli più grandi della Sicilia collegati da un ponte virtuale sostenuto dalla partecipazione civica e da una forte voglia di cambiamento: da una parte l’associazione Mobilita Palermo, dall’altra un gruppo di liberi cittadini catanesi che convogliano le proprie energie - e sinergie - in questa nuova realtà che oggi prende forma. Con lo spirito di rete che contraddistingue il nuovo portale, queste realtà si uniscono per la prima volta in un nuova identità, che vuole dare un contributo concreto alla città di Catania, sfruttando gli strumenti innovativi di partecipazione civica che mobilita.org offre. La redazione catanese del sito affronterà i temi della vita cittadina con un approccio propositivo. Mobilita Catania avrà un taglio partecipativo, preciso e puntuale, che mira ad offrire un’informazione completa ed imparziale su tutti quei temi che riguardano la città di Catania, focalizzandosi in particolar modo sugli aspetti sostenibili, per una mobilità sempre più smart, per politiche rispettose del territorio e una gestione razionale che possa mirare alla restituzione degli spazi pubblici ai cittadini catanesi. In conformità alla linea di mobilita.org, Mobilita Catania non sarà il classico sito di informazione passiva, bensì una piattaforma di partecipazione civica, dove chiunque voglia dare il proprio contributo (inviando articoli, segnalazioni, proposte, fotografie, documenti, e tanto altro) avrà la possibilità di farlo. Ci piace pensare agli utenti non come dei semplici lettori, ma come cittadini protagonisti del proprio territorio, per cui ogni singolo contributo sarà per noi fondamentale: risorse attive e non spettatori! Il cambiamento di Catania passa anche e soprattutto dalla partecipazione civica! Felici di esserci, speriamo che possiate affezionarvi a questo nuovo spazio di confronto cittadino, grazie all’impegno ed alla passione che metteremo in questo progetto.    

Leggi tutto    Commenti 2

Ultimi commenti