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05 gen 2016

Mobilità e spazi pubblici: dalla A alla Z le sfide di Catania per il 2016

di Andrea Tartaglia

In tema di mobilità, spazi pubblici, infrastrutture, sono tante le aspettative della città di Catania per il nuovo anno che è appena cominciato. Ecco tutti i temi caldi, dalla A alla Z: per ciascun caso sono attese importanti novità o, in alcuni di essi, momenti decisivi, vedi la tanto attesa inaugurazione dell'estensione della metropolitana. A come Autobus e Amt L'azienda metropolitana trasporti è in difficoltà e vanta notevoli crediti nei confronti della Regione Siciliana che, però, non è nelle condizioni di potere elargire quanto dovuto. Ciò nonostante continua l'ammodernamento della rete che nell'ultimo anno, dopo l'Alibus, ha visto nascere una nuova linea importante come il Librino Express, mentre il 2-5 notturno si è trasformato nel gratuito MovidaBus. Nel frattempo, in città, continua l'installazione di nuove paline elettroniche per la segnalazione dei tempi di attesa alle fermate, ma la nuova importante novità potrebbe essere una nuova linea di Brt: ad oggi funziona solo la linea 1 del sistema di Bus Rapid Transit ed è senza dubbio la linea più efficiente dell'intera rete. Auspicabile e, sulla carta, programmato, proseguire su questa strada: il prossimo Brt potrebbe essere quello di collegamento tra il parcheggio scambiatore di Nesima e il centro, passando per l'asse dei viali. Ma A sta anche per Aeroporto: lo scalo di Fontanarossa, che ha chiuso il 2015 superando i 7 milioni di passeggeri, mantenendo il primato non solo della Sicilia ma dell'intero Mezzogiorno d'Italia, ha in programma l'imminente apertura del nuovo parcheggio multipiano P4 e, soprattutto, l'inizio dei lavori di ristrutturazione dell'ex terminal Morandi per poter ampliare la propria capacità. B come Biciclette e Bike Sharing Il 2015 è stato deludente: nessuna nuova pista ciclabile e il Bike Sharing del porto, con le stazioni già installate dentro e attorno lo scalo marittimo, non è mai entrato in funzione. Ripartire da qui, dunque, è d'obbligo, idealmente integrando il sistema portuale con uno più esteso nel territorio comunale. Nel frattempo va registrata la gara per la realizzazione di due nuove piste ciclabili al lungomare e tra il porto e il viale Presidente Kennedy: già esitata, al momento si attende la pronuncia del Tar in merito a un ricorso che è stato presentato. C come Corso Martiri della Libertà Si tratta di un'opera importante che, oltre ai nuovi volumi all'insegna dell'architettura contemporanea, darà al centro di Catania nuove aree pedonali e ciclabili e significative superfici di nuovo verde pubblico. Il progetto dell'Arch. Mario Cucinella per la riqualificazione del grande asse viario che collega la stazione centrale al centro storico è pronto e i privati hanno dichiarato di mantenere l'interesse alto per la realizzazione dell'opera. La novità è che proprio negli ultimi giorni è giunto il parere positivo dell'Anac circa la procedura di affidamento diretto per i lavori, ciò potrà comportare tempi relativamente brevi nel prosieguo dell'iter burocratico. D come Decoro urbano Sotto quest'etichetta si può annoverare una molteplicità di aspetti, dallo stato della manutenzione degli spazi pubblici all'ordine in città che passa direttamente dalla civiltà dei suoi cittadini e dalla capacità di amministrazione e forze dell'ordine di far prevalere il rispetto delle regole. Dal traffico disordinato alla sporcizia e alla condotta dei cittadini (ma anche degli enti di controllo), tutto fa "decoro urbano", che non può certo limitarsi a materiali elementi di abbellimento sparsi qua e là (pur con la loro valenza). Salvo episodiche iniziative e puntuali luoghi della città, Catania non registra ancora i passi avanti che si attendono in tal senso e questa, forse, rappresenta una delle sfide più difficili per il 2016. E come EtnaRail Il progetto di metropolitana leggera su monorotaia per collegare il centro di Catania (nella fattispecie presso due stazioni della metropolitana) ai paesi pedemontani, è ancora allo stato embrionale e forse, anche per questo, visto come lontano e fantascientifico se non addirittura con incredulità e scetticismo. Certo è che ad oggi è l'unico progetto realmente approfondito e documentato per avvicinare i paesi della cintura metropolitana al capoluogo etneo e questa, insieme con la sua validità, è una buona ragione per sostenerlo. L'iter è appena all'inizio, il 2016 sarà l'anno utile per capire se si fa sul serio: molteplici gli enti e i soggetti coinvolti (comuni, Anas, Genio Civile, Università, Soprintendenza...), solo remando tutti nella stessa direzione questo progetto, ambizioso e che fa ampio ricorso all'energia rinnovabile (ancora con la E), potrà vedere la luce. F come Ferrovie ...che a Catania sono due: la locale Circumetnea e la nazionale dello Stato. La prima ha chiuso l'anno appena trascorso col botto: 120 anni di esercizio festeggiati con l'ammodernamento di 15 km di linea e con l'arrivo di materiale rotabile di ultima generazione in grado di garantire tempi migliori e confort d'alto livello. Un salto di qualità che sarà percepibile proprio nel 2016 con l'ingresso in esercizio dei nuovi mezzi, previsto entro febbraio. D'altra parte, le Ferrovie dello Stato hanno disatteso l'aspettativa di vedere la prima tranche di passante ferroviario aperto nel 2015: l'appuntamento con il servizio metropolitano e le nuove fermate di Ognina, Picanello ed Europa, non può che essere rinviato a quest'anno, sperando che sia la volta buona. - Le novità Ferrovia Circumetnea per il 2016: metro, circum e autolinee G come Geolocalizzazione Un termine ancora poco noto dalle nostre parti ma ormai consueto nelle moderne realtà di trasporto pubblico. Treni, autobus, metropolitane: per offrire all'utenza efficienza e conquistare nuovi aficionados, sapere con esattezza quando il mezzo pubblico passerà è divenuto imprescindibile. Ci sta provando l'Amt con le paline elettroniche (il cui numero nel territorio comunale è in aumento), ma il funzionamento non è ancora al top: non tutti i mezzi sono ancora geolocalizzati, non tutte le paline ricevono correttamente le informazioni. La strada, però, è quella giusta. Anche i nuovi mezzi della Fce sono dotati di sistemi di geolocalizzazione mentre con il rinnovo degli impianti tecnologici in atto nella metropolitana di Catania, le stazioni dell'underground catanese saranno dotate di monitor per fornire all'utenza queste basilari informazioni. H come High Capacity Transit Quello che ci si aspetta da metropolitana e passante ferroviario: alta capacità di trasporto pubblico. Solo con l'estensione della linea e l'apertura dell'infrastruttura, rispettivamente, potremo parlarne anche a Catania nell'ambito del trasporto pubblico locale. I come Isole ecologiche Ne sono attive solo due, una a Picanello e una in viale Tirreno: funzionano bene e i cittadini diligenti a farne uso non mancano ma conferire qui i rifiuti differenziati e/o ingombranti non è ancora entrato nelle abitudini di alcuni catanesi, che pure avrebbero l'incentivo di sconti sulle imposte comunali. Un terzo impianto, a Nesima, giace ancora abbandonato e vandalizzato. Proprio nei giorni scorsi è stato occupato da un gruppo di attivisti ma l'auspicio per il 2016 è che possa entrare in funzione con il ruolo per il quale è stato realizzato. I sta anche per Integrazione tariffaria: un concetto chiave alla base della buona mobilità e convenienza del trasporto pubblico locale. È già realtà col biglietto unico Amt-Fce, ma è migliorabile (manca la possibilità di sottoscrivere un unico abbonamento per metro e bus). Ci si augura, inoltre, di poter presto coinvolgere anche il passante ferroviario urbano ma, prima, dovrebbe aprire! L come Light rail e Lungomare Liberato Light Rail, ovvero ferrovia metropolitana leggera: quello che è già la Circumetnea, in superficie, e potrebbe essere un domani la monorotaia di EtnaRail. Un sistema adeguato rispetto alla domanda di TPL che varia man mano che ci si sposta nel territorio della vasta e popolosa città metropolitana etnea. Il 2015 ha già consacrato eventi nati grazie alla spinta dal basso come il Lungomare Liberato, promosso da alcune associazioni locali e accolto dall'amministrazione. Per il 2016 l'evento è stato già calendarizzato dal comune, rientrando a pieno titolo tra le iniziative consolidate diventate appuntamento tradizionale della città: inviso al principio, alla fine è riuscito a mettere tutti d'accordo. Ma il 2016, si vedrà, potrebbe essere determinante per capire se l'arteria parallela al lungomare, da viale Alcide de Gasperi a via Barraco sino a piazza Giorgio La Pira, potrà finalmente essere completata e così, fornendo una valida alternativa alla litoranea per i mezzi privati, permettere la contestuale realizzazione di una Ztl permanente sul fronte mare. M come Metropolitana I riflettori sono tutti puntati su quest'infrastruttura, perché il 2016 dev'essere l'anno della svolta. Dal 1999 non un metro in più di metro si è aggiunto ai 3,8 km esistenti e in funzione, troppo pochi perché il servizio possa essere realmente utile ed incisivo. Ma questi potranno più che raddoppiare: scongiurando ulteriori problemi (l'ultima tegola riguarda le note difficoltà giudiziarie della Tecnis), quest'anno la rete si potrà portare a 8,9 km con 12 stazioni a fronte delle 6 attuali, soprattutto collegando un'area semi-periferica (con le stazioni di Nesima e San Nullo) al centralissimo Corso Sicilia (con la stazione "Stesicoro"). Contestualmente si guarda, giustamente, già avanti: dovranno partire i lavori di ulteriori estensioni con la tratta Nesima-Monte Po e Stesicoro-Palestro, stavolta con l'obiettivo e la concreta speranza di non dovere aspettare altri 17 anni (!) per poter festeggiare l'ampliamento della rete. N come Navi da crociera, Nodo Gioeni Il Porto di Catania, rivalutato anche dall'azione pittorica di street artists sui suoi enormi silos, nel 2015 è finalmente tornato ad ospitare numerose navi da crociera: la città, per la sua economia e la sua immagine, ha bisogno di questo traffico. Il 2016 si preannuncia un anno caratterizzato da numerose presenze di croceristi in città, tra le maggiori degli ultimi anni. Per poter essere più attraente, però, deve migliorare la qualità dei servizi e combattere l'"altro" traffico, quello rumoroso e inquinante che penetra eccessivamente anche nel centro storico. E qui ci ricolleghiamo anche alla N di Nodo Gioeni: eliminato il pericolo (in caso di potente sisma, un evento atteso dalle nostre parti) dovuto alla presenza del vecchio cavalcavia, rimane un luogo di alta congestione veicolare nonché quasi precluso a pedoni e ciclisti. A farne le spese anche l'accessibilità al Parco Gioeni. Così non può rimanere: il comune ha annunciato interventi importanti, il 2016 ci darà la risposta. O come Occupazione da sistemi di mobilità Puntare su metodi di trasporto sempre più efficienti, tecnologici e capillari non significa soltanto offrire servizi migliori all'utenza, che resta l'obiettivo principale insieme con il decongestionamento del traffico e l'abbattimento del tasso d'inquinamento dell'aria. Significa anche generare nuovi posti di lavoro, sia diretti, per il controllo e la gestione dei sistemi, che indiretti: un centro storico libero dalle auto ma facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici, ad esempio, risulta enormemente più attrattivo e a beneficiarne sono, oltre ai cittadini, tutte le attività commerciali ivi presenti. P come Passante Ferroviario, Parcheggi, Porto... La P è lettera iniziale che fa incetta di temi importanti. E non citiamo di nuovo le piste ciclabili già nominate, il Porta a porta che citeremo per la Raccolta differenziata e le Pedonalizzazioni di cui parleremo, per affinità, nel paragrafo dedicato alle Zone a traffico limitato. Del passante ferroviario abbiamo già detto in quanto Ferrovia, ma aggiungiamo un dettaglio importantissimo: nel 2016 dovranno porsi le basi concrete per la realizzazione della fondamentale fermata di Fontanarossa, essenziale sia per lo sviluppo dello scalo aereo che per la mobilità non solo metropolitana ma anche regionale.  Lontano dal centro storico devono invece sorgere parcheggi pertinenziali (che consentono, quando interrati, la riqualificazione della superficie a vantaggio dei pedoni e dei ciclisti) e quelli scambiatori, come quelli di Nesima e Fontanarossa, in grado di trasferire dal mezzo privato a quello pubblico una buona fetta di utenti della città. Fontanarossa è partito bene, grazie al collegamento shuttle con l'aeroporto e al passaggio di Alibus e Librino Express, Nesima invece arranca: ma con la metro e, magari, con una nuova linea di Brt le cose non potranno che cambiare in meglio. Al Porto, infine, non è andata benissimo con la nuova darsena, parzialmente chiusa per nuovi lavori di controllo e consolidamento. Si attende che possa essere pienamente utilizzata per poter consentire l'avvio di un altro sogno della città: connettere il porto alla città, senza barriere. Q come Qualità dell’aria e della vita Le due qualità vanno a braccetto: la seconda dipende anche dalla prima. Respirare aria inquinata fa male alla salute dai cittadini e anche a tutto ciò di inanimato che è raggiunto dai gas di scarico: vedi le facciate di palazzi e monumenti del centro storico, tanto per cominciare. Ormai è chiaro, ai più (ma non a tutti) che progresso e benessere non dipendono più dal motore. Non c'è solo Prodotto Interno Lordo, ma anche Felicità Interna Lorda: ed è perseguire questa che può innescare un circolo virtuoso in grado di risollevare le sorti della società. È un discorso che si può affrontare su scala globale, infatti, ma qui lo si vuole porre con Catania come scenario prescelto. A Grenoble, città francese gemellata con Catania, è partito uno straordinario esempio di car sharing con piccoli mezzi biposto a tre ruote, elettrici. Perché non prenderlo ad esempio? - Il rapporto Ecosistema Urbano: la situazione di Catania R come Raccolta Differenziata È già partita in due zone della città con il metodo del porta a porta che consente l'eliminazione degli antiigienici ed antiestetici cassonetti dalla strada. Con il nuovo contratto di servizio, il 2016 potrà essere l'anno dell'estensione a tutto il territorio comunale. Una svolta epocale per Catania e per le abitudini dei catanesi, sperando che si rivelino diligenti come gli abitanti del quartiere di Santa Maria Goretti, dove la sperimentazione ha condotto ottimi risultati. S come Street Control Annunciato come eccezionale metodo di lotta alla sosta selvaggia e a buona parte delle infrazioni del codice della strada, lo Street Control è entrato in funzione nel 2015 nelle strade catanesi. Il primo bilancio, però, è deludente: la media di 50 multe al giorno, duole rimarcarlo, è ridicola rispetto alle potenzialità che un sistema del genere offre. Non è un caso, infatti, che fino ad ora l'ordine delle strade cittadine non ne abbia beneficiato. Il 2016, quindi, si prospetta come il momento in cui la polizia municipale decida di fare sul serio e approfittare appieno di questo dispositivo che in molte altre città italiane ed europee funziona brillantemente. Viceversa, sarà una grande occasione persa. T come Trasporti pubblici e Tranvie A Catania c'è (quasi) tutto: l'aeroporto, il porto, le ferrovie statali e, a scala più propriamente cittadina, la rete di bus urbani, la metropolitana, l'imminente passante ferroviario, la Circumetnea, un progetto di monorotaia (EtnaRail): manca solo rispolverare il tram e si fa l'en plein. Al di là della battuta, le altre due grandi città dell'isola, Palermo e Messina, hanno fatto la coraggiosa scelta di rimettere le tranvie all'interno del sistema di trasporto pubblico locale. I risultati sembrano confortanti. A Catania il ritorno del tram era pure previsto, salvo poi ripiegare sul pur validissimo Brt: più economico ma anche più inquinante e con minore capacità di trasporto. Un tempo la rete tranviaria di Catania si estendeva dalla Plaia ad Acireale: sembra incredibile, ma purtroppo tutto quel sistema è stato smantellato nella frenetica conversione al bus ordinario che coinvolse quasi tutta l'Italia dopo la seconda guerra mondiale. E se ci si volesse riprovare? Con pochi, strategici chilometri di sede protetta (viene subito in mente l'asse dei viali), il sistema della mobilità cittadina, insieme con le altre opere in corso, potrebbe finalmente raggiungere livelli impensabili sino a qualche lustro fa. Tram o altro, resta da vedere: ma di qualsiasi mezzo parliamo, purché disponga di quanta maggiore sede protetta e sia il meno inquinante possibile, meglio potrà essere. U come Ufficio Traffico Urbano Un ufficio che, oltre che sula risoluzione del Nodo Gioeni, avrà da lavorare sull'apertura del sottopassaggio del nodo Giuffrida, che potrebbe decongestionare la zona di via Caronda alta e di viale Odorico da Pordenone (collegando l'area di Vulcania a quella di via Vagliasindi nord) e sulla graduale limitazione al traffico nel centro storico. Quest'ultimo aspetto, in particolare, può apparire impopolare ma non si può non guardare ai virtuosi esempi che ormai giungono da tutte le altre città europee paragonabili alla nostra realtà. V come Varchi di accesso Ci ricolleghiamo direttamente alle aree a traffico limitato: è importante incrementare e mettere in funzione i varchi di accesso alle stesse, perché l'esperienza insegna che un semplice cartello di divieto, a Catania, non sortisce alcun effetto significativo. Dissuasori e varchi di accesso telecontrollati sono la soluzione intelligente perché davvero si rispettino preziosi oasi di vivibilità (sulla carta) in città: San Giovanni li Cuti e l'area del Teatro Massimo Bellini potranno essere le prime a beneficiarne. Z come Zone a traffico limitato Sono poche, a Catania, e poco rispettate. Se a quest'ultimo aspetto può rispondere l'introduzione efficace di varchi di controllo dell'accesso funzionanti, all'incremento del loro numero deve concorrere una ferma presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale: i segnali dell'anno appena trascorso sono stati poco incoraggianti. Si spera di riuscire a compiere quei passi avanti in tema di pedonalizzazioni che sono stati solo abbozzati nel 2015: piazza Federico di Svevia, via Dusmet (nel tratto che va dall'arcivescovado alla pescheria), piazza San Francesco d'Assisi, sono ancora strade e piazze inopinatamente aperte al traffico veicolare e quindi al disordine e ai gas di scarico, nonostante la valenza delle aree interessate e nonostante nel resto d'Europa sia ormai chiaro che in tessuti urbani del genere le pedonalizzazioni (o le Ztl) si trasformano ben presto in una risorsa piuttosto che nella minaccia che paventano, solitamente, gli esercenti interessati. Aggiungansi le varie vie Crociferi, Teatro Massimo, San Giovanni li Cuti, Zolfatai, le piazze Mario Cutelli, Vincenzo Bellini e perfino Duomo: aree pedonali o Zone a traffico limitato puntualmente invase da chi non potrebbe.

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30 dic 2015

Le soluzioni all’emergenza smog: trasporto pubblico, centro senz’auto e ciclabilità

di Viola Sorbello

Di traffico si muore, l'emergenza smog non è una situazione contingente, ma un problema strutturale. I nostri Amministratori, Sindaci, Presidenti di Regione e Ministri sembrano confusi, non sanno che rimedi adottare per liberare le città italiane dalla morsa dell’inquinamento atmosferico. Ci siamo messi nei loro panni e ci è venuto naturale chiedere soluzioni a chi di mobilità urbana se ne intende perché la studia, perché la insegna all’Università o perché la vive attraverso l’esperienza diretta di ciclo-attivista. Secondo Paolo Bellino (in battaglia Rotafixa), giornalista, cicloattivista storico e fondatore del movimento “Salvaiciclisti", ora attuale portavoce della omonima associazione romana, servono misure urgenti: Nell’immediato mezzi pubblici gratuiti o, se non se ne può fare a meno, un biglietto valido per tutti i mezzi e per tutto il giorno. Poi, nel medio periodo, dimezzamento (entro 5 anni al massimo) del parco auto circolante in Italia, investimenti enormi sul TPL (trasporto pubblico locale), incentivi di ogni tipo per lo spostamento sul TPL ed in bici. Occorrono finanziamenti importanti? Possiamo usare i soldi degli F37. La risposta è come una stilettata, ma come dargli torto. La salute pubblica non è forse una priorità? Abbiamo girato la stessa domanda anche al coordinatore di Bikeitalia.it, la rivista  più seguita in Italia in tema di ciclabilità,  Paolo Pinzuti. Non sono un esperto di inquinamento ma, poiché il traffico veicolare privato è la prima causa di PM 10 e PM 2,5 nell'aria, mi sembra evidente che la prima cosa da fare sia limitare fortemente l'uso delle automobili private in luoghi densamente abitati. L'automobile deve progressivamente scomparire dalle nostra città. Detto così sembra lapalissiano. Ma pare che i nostri governanti comprendano l’equazione solo quando sono con l’acqua alla gola. Le misure adottate dalle città sono un palliativo che serve solamente a dimostrare che gli amministratori stanno facendo qualcosa senza incidere realmente sul problema. Occorrono soluzioni che risolvano il problema, non che lo rimandino alla prossima elezione. Cosa pensi che si diranno i sindaci convocati dal Ministro Galletti oggi? Non so,  ma sicuramente si parlerà di come l'emergenza smog rischi di diventare un boomerang in occasione della prossima tornata elettorale. Galletti ha, d'altronde, affermato che l'utilizzo dell'automobile per andare al lavoro è una cosa necessaria. Non mi aspetto granché, ma sarò lieto di essere stupito. Di cosa dovrebbero parlare, secondo te? Della necessità di inibire per sempre l'accesso di automobili con motore a scoppio nei centri urbani e iniziare da subito dei programmi per il sostegno al TPL e all'uso della bicicletta mettendo sul piatto fondi importanti che vadano in questa direzione e segnino un cambio di marcia. Le due opinioni sono chiare e concordi fra loro: entrambi hanno consumato più copertoni di bici di quanti gli amministratori locali e nazionali politici, a cui compete il potere decisionale in materia di mobilità, consumerebbero in due vite. Anche il parere di amministratori locali illuminati ed esperti di mobilità vanno nella stessa direzione: incentivare il trasporto pubblico locale e la mobilità ciclistica, liberando contestualmente i centri storici delle nostre città dalla morsa delle auto è la formula vincente per dare finalmente un taglio alla vecchia e malata mobilità italiana. Nei mesi scorsi catania.mobilita.org ha raccolto il parere di Pierfrancesco Maran, assessore alla Mobilità della città di Milano, e del professore Giuseppe Inturri, delegato alla mobilità dal Rettore dell'Università di Catania e docente presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura.

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29 dic 2015

#RESPIRIAMO | Di traffico si muore: le cifre di un disastro

di Amedeo Paladino

Di traffico si muore non è solo una provocazione. L'emergenza smog che sta coinvolgendo le grandi città italiane in queste settimane ha riportato in prima pagina e come prima notizia dei telegiornali nazionali i pericoli per la salute dei cittadini provocati dalla pessima qualità dell'aria. Gli italiani da 50 anni sono stati abituati colpevolmente dai governi nazionali e dalle amministrazioni locali a considerare l'auto un bene essenziale per la vita quotidiana; le politiche adottate sono state improntate sul mezzo privato, disincetivando il trasporto pubblico  e rendendo impossibile muoversi in bici o semplicemente a piedi. Decenni di disattenzione politica verso un altro tipo di mobilità ci ha condotti nella situazione odierna. Lasciamo parlare i numeri di questo disastro della mobilità. 8220 decessi prematuri l’anno, solo nelle 13 principali città italiane, attribuibili a concentrazioni di PM10 superiori ai 20 μg/m3. Circa 60.000 vittime l'anno in tutto il Paese per esposizione a concentrazioni elevate di PM2,5. 3381 i morti sulle strade italiane nel 2014, 251.147 i feriti (molte dei quali permanenti), 1175 gli incidenti nel territorio catanese da cui ne sono derivati 18 morti: la nostra città è seconda in questa triste classifica per indice di mortalità (numero di morti  sul totale degli incidenti) e per numero di morti in rapporto al numero degli abitanti. [Catania non è una città per pedoni: MOBILITIAMOCI] 350 € ogni anno è  il costo  sociale  unitario  dovuto  agli  incidenti  stradali, cioè sopportato da ciascun abitante di Catania secondo il rapporto Cittalia 2009. 54  µg/m3 (microgrammi per metro cubo) il livello di biossido di azoto rilevato a Catania nel 2014, superando il limite imposto dalle direttive europee come soglia oltre il quale la salute dei cittadini è gravemente compromessa. [Smog, nonostante i divieti continuano i pericoli per la salute] Un automobilista catanese secondo la ricerca Tom Tom Traffic Index trascorre bloccato negli ingorghi tra i 22 e i 26 minuti ogni ora di percorrenza: 15 kmh è la velocità media degli spostamenti in auto nelle aree urbane, nelle ore di punta si scende a 7kmh. [Quanto tempo perdono gli automobilisti catanesi nel traffico: ce lo dice il TomTom Traffic Index] A Catania nell’ora di punta di un giorno feriale medio sono circa 27.000 veicoli che insistono su circa 10 direttrici principali: il  costo  della  congestione,  in  termini  di  valore  del  maggior  tempo necessari o per gli spostamenti a Catania èdi circa 60 milioni di euro all'anno; il costo per il possesso e il mantenimento di un’auto utilitaria è di circa 500 € al mese. Stando ai dati dell’ACI il tasso di motorizzazione a Catania è di 61 auto ogni 100 abitanti: il 20% di questi veicoli, ovvero 40 mila, sono non catalizzati. Nelle aree urbane d’Italia circa il 50% degli spostamenti hanno un lunghezza inferiore ai 2 km, meno di mezzora a piedi, eppure solo il 20% degli spostamenti sono fatti a piedi (il 16% in Sicilia). Il 35% della popolazione è esposto a una rumorosità da traffico stradale superiore ai livelli di tolleranza per la salute umana. Quasi 4 bambini su 10 (37,3%) tra i 6 e i 9 anni sono in sovrappeso o obesi a causa della cattiva alimentazione e della quasi totale assenza di attività fisica. Circa il 90% dei bambini va a scuola in auto anche se l’istituto dista solo pochi minuti a piedi da casa. Catania è  la seconda città metropolitana  in Italia in termini di densità di superficie di centri commerciali rispetto al numero di abitanti: luoghi di consumo accessibili solo tramite l'auto, una delle cause che mettono in crisi il commercio locale della città. Catania occupa il 100° posto (su 104) nella classifica del rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente: in questa ricerca la nostra città occupa le ultimissime posizioni per lunghezza delle infrastrutture ciclabili, spazi verdi e aree pedonali. [Vivibilità Catania: un disastro su tutti i fronti, il Rapporto Ecosistema Urbano] Questo il quadro abbastanza esaustivo di quella che non è un'emergenza derivante da condizioni meteorologiche contigenti, ma una situazione strutturale che gli amministratori hanno il dovere di modificare per preservare il bene primario della salute dei cittadini. Cito le parole dell'attento e puntuale Manuel Massimo della rivista online BikeItalia.it: "vogliamo tornare a camminare, pedalare e respirare per le strade a pieni polmoni: è un nostro diritto di cittadini, abbiamo il dovere di impegnarci in prima persona per eliminare lo smog che è dentro di noi e disegnare nuovi orizzonti di mobilità nuova." L'associazione Salvaiciclisti Roma oggi 29 dicembre alle ore 11.00 lancerà su Twitter un tweetstorm con gli hashtag #USALABICI e #RESPIRIAMO, chiedendo a Governo e Ministri dell’Ambiente e dei Trasporti (@matteorenzi @glgalletti @graziano_delrio ) di attuare provvedimenti immediati: Mobilita Catania si associa all'iniziativa e invita tutti i lettori e i cittadini a partecipare. Bibliografia: Non è solo smog di Alberto Fiorillo, l'Espresso Lo smog che è dentro di noi di Manuel Massimo, BikeItalia.it Piano Generale del Traffico Urbano, Comune di Catania, 2012    

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28 dic 2015

Smog, nonostante i divieti continuano i pericoli per la salute

di Amedeo Paladino

La qualità dell'aria delle città italiane è l'argomento più dibattuto delle ultime settimane, complice l'eccezionalità delle condizioni meteorologiche e l'aumento del traffico nel periodo natalizio. Le Amministrazioni sono corse ai ripari per limitare l'inquinamento atmosferico, adottando misure di restrizione della circolazione dei veicoli e di limitazione del riscaldamento degli edifici, provvedimenti dettati dall'allarme contingente. Il clima catanese particolarmente variabile con brezze marine e  regime di ventilazione tali da  consentire  la  dispersione  degli  inquinanti  per  quasi  tutti  i  giorni  dell'anno impedisce al PM10 di superare, se non episodicamente, i livelli d'allarme per la salute. A destare preoccupazione a Catania sono i livelli di biossido d'azoto: il valore di 40 μgr/m3 (media annuale) previsto come limite dalla normativa, è superato in misura considerevole nelle stazioni che monitorano il  traffico; dati particolarmente allarmanti sono quelli registrati dalla stazione di rilevamento posta tra il viale Vittorio Veneto e il corso Italia, in cui la concentrazione di biossido di azoto nell'anno 2014 è stata di 54  µg/m3 (microgrammi per metro cubo) . Lo sforamento dei limiti di legge ha obbligato l'Amministrazione comunale ad adottare a partire dal mese di luglio una misura di restrizione della circolazione in una vasta aerea di Catania -delimitata dalla circonvallazione a nord, a est dal lungomare, a sud da via Dusmet e a ovest da via Palermo- per i veicoli diesel euro 0 ed euro 1, che rappresentano il 20% del parco auto della città, interessando così circa 40 mila veicoli. In mancanza di un report del Comando di Polizia Municipale non è possibile sapere se il provvedimento abbia avuto attuazione o sia rimasto inapplicato. [Smog, scatta lo stop ai veicoli più inquinanti: l'area interessata] I dati provenienti dalle centraline di controllo della qualità dell'aria non sono confortanti: a titolo solamente esemplificativo abbiamo monitorato i dati del mese di dicembre pubblicati sul sito del Comune di Catania. Il provvedimento di restrizione della circolazioni imposto a luglio sembra inefficace per ridurre i livelli di concentrazione del biossido d'azoto, conseguentemente i pericoli per la salute dei cittadini catanesi rimangono consistenti. Lo stesso dottore Carmelo Oliveri, responsabile del Comune di Catania della rete di monotoraggio ambientale, intevistato dal quotidiano "la Sicilia" conferma che anche nel 2015 i limiti verranno superati. La situazione ha destato preoccupazione anche nel gruppo locale di Legambiente che in una nota indirizzata al Sindaco Enzo Bianco chiede chiarezza sui provvedimenti che si vorranno adottare: "considerato che gli interessi in gioco non sono di poco conto coinvolgendo un bene primario quale la salute dei cittadini e soprattutto quello delle fasce più deboli ossia bambini, anziani e malati, chiediamo che il sindaco come garante della salute dei cittadini li informi della situazione dell'inquinamento a Catania e dei provvedimenti che intenda adottare al riguardo." Noi di Mobilita Catania avevamo raccolto l‘opinione del prof. Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania, in merito agli interventi che l’Amministrazione dovrebbe mettere in opera nel medio e nel lungo periodo per migliorare la mobilità catanese, inefficiente in termini di tempo necessario per gli spostamenti, di salute e di costi che ricadono su tutti i cittadini.  

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Segnalazione
20 dic 2015

Lavori fermi al chiostro del Giardino Bellini e illuminazione carente

di Alessio Marchetti

A Luglio, con molta felicità, è stata riportata la notizia dell'inizio dei lavori per il ripristino del chiostro della Musica del giardino Bellini il quale è inagibile da circa due anni. I lavori purtroppo si sono fermati dopo poco tempo lasciando i materiali del cantiere nel giardino e tutta l'area completamente al buio. Inoltre, moltissime altre aree del Giardino sono totalmente al buio o scarsamente illuminate come potete vedere da queste foto di qualche giorno fa in cui le persone sono addirittura costrette a camminare utilizzando una torcia. Ricordiamo che i parchi pubblici hanno anche una importante funzione per la mobilità sostenibile in quanto permettono a ciclisti e pedoni di spostarsi piacevolmente, velocemente, senza pericoli e smog derivati dal traffico. In queste condizioni, il giardino non è praticabile dopo il tramonto ed è un gravissimo danno per tutta la città. Ci auguriamo che i lavori al chiostro riprendano il prima possibile e che le luci tornino ad illuminare adeguatamente il nostro lo storico e meraviglioso giardino.

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Segnalazione
13 dic 2015

Stazione Centrale di Catania, binari invasi dalla sporcizia

di Mobilita Catania

Riceviamo e pubblichiamo le foto inviateci da Andrea Patanè, che testimoniano l'indecoroso stato di pulizia in cui versa la sede dei binari del principale scalo ferroviario etneo. Un livello di sporcizia talmente alto che, aldilà dell'inciviltà ingiustificabile di chi l'ha causato, lascia intendere che non si provvede a effettuare una pulizia di questi luoghi da molto tempo. Non certo una visione invitante per l'utenza, per di più alla vigilia di nuovi servizi ferroviari offerti con l'entrata in funzione della stazione di Cannizzaro.  

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